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# IO RESTO A CASA… CON TEATRAMICO E “INSANAMENTE”. BUONA VISIONE!

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Il percorso offerto dalla Compagnia “Teatramico” al pubblico molese, in forzata stasi tra le mura domestiche, si arricchisce di un ulteriore, interessante, spettacolo: un’azione scenica su
testi del drammaturgo italiano Aldo Nicolaj. “Insanamente”: un’ esperienza di “Teatro della Persona”, un dramma sulla follia umana, una particolare e coinvolgente Novità: dove la distanza tra “platea e palcoscenico” è annullata… ed è di scena lo “Spett-Attore”!

“INSANA-MENTE”
Solitudini… Memorie… Assenze!
Un’azione scenica su testi del drammaturgo italiano ALDO NICOLAJ
Compagnia Teatramico – (2017)
 
“Insana mente gentes, in solitudine viventes, in hoc stultitia carcere, in aeternum dolentes”
(La gente dalla mente insana, che vive in solitudine, in questa prigione di follia, in eterno sofferente)

INSANAMENTE. Solitudini… memorie… assenze… è un “percorso” di riflessione sulla quotidiana lotta contro l’ingiustizia – la violenza – la follia inevitabile… una mente stressata… provata… annientata… che perde la sua “sana” ragione d’essere per dare spazio alla parte più oscura e disumanizzata di sé.

Un’ esperienza di “Teatro della Persona”…un dramma sulla follia umana… una particolare e coinvolgente Novità: dove la distanza tra “platea e palcoscenico” è annullata… ed è di scena lo “Spett-Attore” !
 
Clicca sul link … e BUONA VISIONE!
 

IL TEATRO DELLA PERSONA
 

“Teatro della Persona” un percorso che si è sostanziato in una serie di spettacoli rispondenti a caratteristiche particolari, una delle quali è sicuramente l’annullamento della distanza tra pubblico e spettatore e l’assegnazione a quest’ultimo di un ruolo all’interno del dramma senza che ciò possa mutare lo svolgimento della “trama”.
 
Un altro elemento di questo teatro è individuabile chiaramente nella coesistenza all’interno dell’evento di due elementi contrastanti – il Ludo e il Rito – che consentono al plot di intraprendere percorsi imprevisti ed emozionalmente più forti rispetto a quelli concepiti sul protagonismo del solo Rito.
 
Ciò consente di recuperare quella teatralità che è sempre nel mirino del regista intenzionato a far sì che il pubblico, pur lasciandosi andare al flusso di imbarazzi e turbamenti che la situazione propone, non dimentichi mai di essere a teatro.
 
Per tornare al Rito, tutte le operazioni di teatro della Persona sono calate dentro un’ambientazione dove il cerimoniale assume una segnata connotazione centrale.
 
Uno dei più celebri esponenti e registi di questo genere, si può dire ideato da lui, è Walter Manfrè; di lui e del suo teatro Ugo Ronfani (uno dei più grandi critici teatrali) dice: “E’ una scoperta, un passaparola, una goccia che diventa rigagnolo e poi torrente e scorre con la forza di un fiume in piena. Cercate il teatro di Walter Manfrè nelle vostre città, nei luoghi nascosti e oscuri, nelle culle segrete dei carbonari della cultura, cercatelo sotto la cenere del vecchio teatro che non esiste più. Con Manfrè il teatro è vivo.”
 
Lo Spett-Attore vedrà compiersi una alchimia antica che solo il Teatro è capace di generare… un “rito” che porterà l’ignaro spettatore a fare un viaggio “dalla platea al palcoscenico”… un viaggio a tratti “folle”, a tratti “grottesco” come le “menti” con cui sarà chiamato a confrontarsi… un’esperienza di Teatro vivo… della Persona: …uomini e donne che si specchiano in una verità a volte scomoda.. ma sempre terribile… spesso taciuta…perché “indicibile”… Insana!
 
ALDO NICOLAJ
 
È sempre stato un momento meraviglioso – benché mi desse anche grandi sofferenze – riuscire a creare solo con delle parole una storia, dei personaggi e delle atmosfere. È una straordinaria magia creare personaggi e far venir fuori i loro problemi, situazioni e momenti della loro vita. Non c’è piacere al mondo maggiore di quello di assistere alla loro nascita, vederli formarsi, rendersi conto che una volta creati esistono veramente, hanno un nome, un carattere, una personalità, un modo di comportarsi, una storia dove sono rinchiusi e da cui non possono più uscire. (Fossano, 15 marzo 1920 –Orbetello, 5 luglio 2004)

Il CAST (in ordine alfabetico)
Breve sinossi dei MONOLOGHI di Aldo Nicolaj
 

BERARDI MARILENA in Mater Amorosa
Le “premure” di una madre… il proprio figlio prigioniero e vittima di un “amore” degenerato e oramai privo di ogni ragionevole umanità.

DIGIORGIO ANGELA in Sale e Tabacchi
La vendetta è un piatto da servire freddo… il sale brucia e corrode le ferite dell’anima… ma la giustizia si compie ed ha l’odore acre del tabacco.

GIULIANI RINO in Finale Inaspettato
“Nulla si crea e tutto si trasforma” … fotogrammi di una provocante reazione a catena… ed un urlo soffocato al sapore di rossetto … una cravatta sui tacchi a spillo!

LORUSSO ARMANDO in Acqua e Sapone
L’ossessione per la pulizia verso se stesso ed il mondo… si trasforma in una macchinosa e vocazione allo “sterminio”… tra schizzi d’acqua e la schiuma di un bianco sapone!

MOCCIA VANNA in La Pianta di Limone
Un silenzio che oscura la mente… una bellezza da far “perdere la testa” … e la quotidianità di un amore vissuto all’ombra di un aspro e profumato albero di agrumi.

ORLANDO VITO in Il Cadavere
“Non è vero, ma ci credo” … e se la morte non fosse la fine di tutto?… ma solo l’inizio di un “velenoso avvenire”?… pianti e sorrisi in un deja vù da ri-vivere… per ri-cominciare!

SALUSTIO PAOLA in Nozze coi Sassi
Una sposa e un matrimonio che non si compirà mai… piedi nudi su sassi duri e freddi… la violenza, il dolore. E Fido… che passeggia tranquillo per “vendicare questo amore”.

SPILLO NICO in Solidarietà
Una gelosia esasperata commissiona una crudeltà… l’amicizia e la complicità spalancano le porte a “nuove prospettive” … ma la follia scioglie anche gli ultimi Sali da bagno.

COMPOSIZIONI MUSICALI – ORIGINALI
M° Vito Padovano

CANTO dal VIVO
Caterina Dellaere
Michele Panarosa
Katy Terrafino
Lorenzo Dibari

DIREZIONE ARTISTICA e REGIA
Carla Zanibellato e Pasquale Legretto

Clicca sul link … e BUONA VISIONE!
 
 
 
 

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