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Mola di Bari

“LA CITTA’ SPEZZATA” DI LEO PALMISANO: PER NON SOCCOMBERE COME ENNESIMA PERIFERIA DI BARI

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Come venir fuori dal ruolo di periferia a cui si stanno relegando i comuni dell’area metropolitana barese? Tra questi Mola ha un evidente ruolo subalterno alla città di Bari! Non bastano ambiziosi progetti di archistar per invertire la rotta ma c’è bisogno di una visione per non essere condannati a sopravvivere, c’è bisogno di una buona amministrazione, di passione civile, storia, idee ma soprattutto di un’idea di città.

Su questi temi, all’interno della libreria Culture Club Cafè, mercoledì sera, è stato ospitato un dibattito intorno all’ultimo libro di Leonardo Palmisano “La città spezzata”, organizzato dalle forze politiche “Progetto Mola” e “Lista Giangrazio Di Rutigliano”.

È stato un momento utile per analizzare i problemi di una città come Bari che ha evidenti riflessi sull’intera area metropolitana, quindi anche sulla comunità molese, comuni penalizzati dalla vorace centricità del capoluogo.

Hanno dialogato su questi temi Giangrazio Di Rutigliano con Leo Palmisano, Sabino Pesce e Emma Barbato, giornalista, che all’ultimo Salone del Libro di Torino ha ricevuto il “Premio Livatino 2021” per “Mano Mozza”, un premio riservato a Istituzioni dello Stato e a cittadini meritevoli, che si sono distinti per l’impegno sociale profuso nell’affermare con forza i valori antimafia e gli ideali della società civile e per sostenere l’impegno dei vari Pool di Magistrati Antimafia, delle Forze dell’Ordine e dei cittadini onesti.

 

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