Riceviamo da Giovanna Ranieri e da altri 38 cittadini molesi una significativa riflessione sul grave problema dei roghi tossici a Mola, che rilasciano nell’ambiente sostanze fortemente nocive e cancerogene, nell’assordante silenzio degli amministratori e dei consiglieri comunali. L’analisi della questione, di cui il nostro giornale si è più volte occupato, è accompagnata da una proposta concreta per la prevenzione e la repressione del fenomeno.
Quando la scelerata e impunita azione dell’uomo altera i processi fisiologici fondamentali della vita.
È quel che accade a Mola, paese in preda all’inarrestabile e incontrollato fenomeno dei roghi tossici.

La respirazione è il processo attraverso cui l’organismo preleva dall’aria l’ossigeno necessario alla vita di organi e tessuti e smaltisce l’anidride carbonica.Ahimè, è da ormai troppo tempo, addirittura anni che i cittadini molesi tutti sono costretti a respirare non ossigeno, ma diossina, sostanza notoriamente cancerogena.
È da ormai troppo tempo che siamo costretti a barricarci in casa, serrando le finestre, perché alle prime ore del mattino, così come all’imbrunire, quando è più facile sottrarre le malefatte ad occhi indiscreti, puntualmente vengono appiccati roghi tossici.
E allora, anche solo volgendo lo sguardo alla finestra della propria abitazione, è possibile assistere allo spettacolo indecente di nuvole nere e dense che si alzano nel cielo sprigionando un odore acre e nocivo e naturalmente sostanze inquinanti che raggiungono i cittadini, finanche nel cuore delle proprie dimore.
Siamo prigionieri in casa nostra!

Un fumo nero e maleodorante che proviene dall’ incendio di teloni di plastica unti di solfato di rame ci devasta, brucia la gola ed entra nei polmoni.
Bruciare teloni di plastica è una pratica illegale che privati contadini e piccole aziende agricole adottano, anziché conferire i rifiuti speciali secondo il decreto ambiente 152/2006.
Azione criminale che costituisce reato e che invece tutt’oggi rimane inspiegabilmente impunita.
Tutto ciò, nel silenzio assordante della politica locale, la quale si dichiara impotente, mina il sacrosanto diritto alla salute dei molesi, in modo sempre più allarmante.
I cittadini chiedono instancabilmente l’intervento delle autorità comunali perché mettano in atto urgenti azioni di contrasto del fenomeno in questione, a partire dalla necessaria e inevitabile sorveglianza del territorio per la prevenzione del problema.

Dette richieste rimangono purtroppo disattese.
L’unica soluzione determinata dall’Amministrazione è la convenzione stipulata con l’Istituto delle Guardie Campestri, per interventi di vigilanza sul territorio.
Nasce da ciò una osservazione:
se le suddette guardie non possono svolgere funzioni pubbliche (art. li 133 e 134 TULPS-testo unico leggi di pubblica sicurezza) ma solo private, ovvero espletano compiti di vigilanza presso aziende e privati cittadini da cui hanno avuto mandato e da cui sono retribuiti, inoltre non possono intervenire in caso di reato, come invece può e deve fare la polizia locale (che ha obbligo di intervenire), come possono essere ritenute una possibile soluzione del problema?
Il loro intervento non è un funzionale deterrente affinché il problema roghi venga arginato, come invece potrebbe essere una convenzione con le Guardie Ambientali che hanno specifiche competenze.
Le guardie ambientali, infatti, non sono un “istituto” ma una associazione di volontariato riconosciuta nel settore ambiente e animali, quindi abilitata a questi controlli.
In passato hanno operato attraverso strategie mirate, come la mappatura del territorio, l’uso di formulari, droni, arginando e risolvendo situazioni di illeciti, legati per esempio allo smaltimento di materiale edilizio.
Allora, perché non ripristinare la convenzione con questo Istituto, così come il sindaco aveva previsto nel suo programma elettorale, sezione Sicurezza? (….prosecuzione dell’attività di controllo delle campagne, tramite convenzioni con la Protezione Civile, guardie ambientali e associazioni ambientaliste, per evitare la creazione di mini-discariche abusive e la dispersione nell’ambiente di teloni in plastica ed altri rifiuti ad alto impatto di inquinamento).
Perché non garantire ai cittadini stremati dai fumi tossici dei roghi un ambiente sano?
Perché non tutelare il diritto alla salute dei cittadini?
L’augurio è che non siano i “posteri” a rispondere ma gli attuali amministratori di Mola con soluzioni concrete e immediate.
Giovanna Ranieri
insieme a:
1) Micaela Conenna
2)Annamaria Greco
3)Catalina Mihaela Grigoroiu
4)Antonio Rocco Conenna
5)Giovanni D’ Amore
6)Nitti Giulia
7) Annamaria Cozzolino
8) Benedetto Ventura
9) Annamaria Conenna
10) Giovanni Montenegro
11) Maria Conenna
12)Alessandro Biagio Milano
13) Giovanni Grisanzio
14) Francesco Abruzzi
15) Caterina Paparella
16)Stefano Martinelli
17)Giuseppe Calisi
18)Svetlana Yakimova
19)Antonio Luisi
20)Angela Barbanente
21)Teresa Berardi
22)Vladimir Zitoli
23)Martina Albanese
24)Angelisa Abbruzzi
25) Ignazio Alessandro Chiarappa
26) Giuseppe Errico
27)Antonio Berardi
28)Giovanni Berardi
29)Rossana Gaudiuso
30)Antonella Fanizza
31)Graziana Berardi
32)Lucrezia Liegi
33)Giovanna Fanizza
34)Fabio Mangiarano
35)Giacomo Fanizza
36)Mara Palazzo
37)Raffaella Lamanna
38)Giuseppe Campanile





