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LA GIUNTA VUOLE VERIFICARE SE PER IL SECONDO LOTTO DELLA FOGNA BIANCA SI PUO’ EVITARE LO SCARICO A MARE. MA COLONNA NON CHIARISCE LE SUE GRAVI OMISSIONI AL CONSIGLIO E AL COMITATO

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Secondo lotto funzionale lavori completamento reti di fogna bianca, atto di indirizzo per un’alternativa al recapito finale a mare. Con la delibera si demanda al Settore Servizi, Governo del Territorio e Opere Pubblica l’affidamento dell’incarico di progettazione per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. Si valuta se esiste un’alternativa reale e tecnicamente percorribile al sistema di recapito finale a mare. IL NOSTRO COMMENTO.

Comunicato Stampa n. 4 > 12.1.2024

Secondo lotto funzionale lavori completamento reti di fogna bianca, atto di indirizzo per un’alternativa al recapito finale a mare

Con la delibera si demanda al Settore Servizi, Governo del Territorio e Opere Pubblica l’affidamento dell’incarico di progettazione per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. Si valuta se esiste un’alternativa reale e tecnicamente percorribile al sistema di recapito finale a mare.

Approvato con delibera di Giunta Comunale n. 3 del 9 gennaio scorso del Comune di Mola di Bari l’atto di indirizzo per l’aggiornamento dell’intervento del secondo lotto funzionale dei “Lavori di adeguamento del recapito finale e di completamento delle reti di fogna bianca”.

Il secondo lotto, come noto, interessa la completa canalizzazione di tutto il sistema stradale (via Russolillo, via Einaudi, via Laterza) circostante il sottopasso ferroviario di via Manzoni, determinando così una notevole riduzione di afflussi meteorici che oggi costituiscano la principale causa dei continui allagamenti del sottopasso.

Considerato che è intenzione dell’Amministrazione Comunale valutare se esiste un’alternativa reale e tecnicamente percorribile, in linea con quanto previsto dal Regolamento Regionale n. 26 del 2013 e al principio generale di riuso delle acque meteoriche, per sostituire il sistema di recapito finale a mare, con la delibera si demanda al Settore Servizi, Governo del Territorio e Opere Pubblica l’affidamento dell’incarico di progettazione per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica relativo al secondo lotto funzionale dei “Lavori di adeguamento recapito finale e completamento delle reti di fognatura bianca”.

Nell’atto di indirizzo si fornisce quale linea progettuale quella di valutare se esiste un’alternativa reale e tecnicamente percorribile al sistema di recapito finale a mare.

“Si tratta di un provvedimento atteso ed importante – ha commentato il sindaco di Mola di Bari Giuseppe Colonna – perché rappresenta un ulteriore impegno che portiamo avanti rispetto alla delibera di Consiglio Comunale dell’aprile scorso nonché nei confronti del Comitato Sciala delle Cozze. Nell’ambito degli interventi del secondo lotto funzionale abbiamo così dato indirizzo per cercare un’alternativa valida e percorribile allo scarico a mare, attualmente prevista a seguito della scelta progettuale effettuata nel 2016. Pur certi che lo stesso scarico a mare non rappresenti, come nel caso del primo lotto, motivo di preoccupazione né di squilibrio ambientale, così come del resto testimoniato da numerosi atti e provvedimenti, continuiamo a lavorare nella direzione di non lasciare nulla di intentato”.

NOSTRO  COMMENTO

Il punto della situazione

Come è ormai ben noto, la vicenda dello scarico a mare del primo lotto della fogna bianca in località balneare Sciala delle cozze, si è purtroppo conclusa – nonostante le continue proteste del Comitato Sciala delle cozze e perfino una nutrita petizione popolare che chiedeva alternative, promossa dalla minoranza e dallo stesso sodalizio – con la realizzazione del canale a cielo aperto.

Tale canale, della lunghezza di 81 metri, scaricherà le acque su suolo demaniale, pur senza alcuna autorizzazione, con la tecnica del “ruscellamento” (tutta da verificare nella pratica), e quindi defluendole in mare.

E’ altrettanto noto, per averlo reso “Mola Libera” evidente all’opinione pubblica, come il Sindaco Colonna, mentre trattava con il Comitato, promettendo la verifica di soluzioni alternative allo scarico in mare, avesse nel frattempo – e in silenzio – emanato una direttiva, in data 5 ottobre 2023, indirizzata al Capo settore Lavori pubblici ing. Mezzapesa, che indicava al predetto funzionario di proseguire i lavori “senza soluzione di continuità” (cioè a dire senza alcuna interruzione) per il completamento del canale con lo scarico in mare.

E’ quanto risulta, in maniera ufficiale, nella determina del 12 ottobre 2023 del Capo Settore Lavori pubblici, che, contestualmente, sempre in base alle indicazioni del Sindaco Colonna, nonchè Assessore ad interim ad Urbanistica e LL.PP., assegnava incarico alla società Engeo coop. a r.l., filiazione dello studio professionale che ha progettato l’intera opera, per la redazione della Valutazione d’Incidenza Ambientale (VINCA).

Tale incarico, se pure conferito a posteriori, mentre la VINCA deve essere redatta in via preventiva allo stesso progetto (come attesta un’importante sentenza del Consiglio di Stato), veniva deciso di comune accordo tra Colonna e l’ing. Mezzapesa, con il proposito di completare ogni aspetto della complessa opera, ma di fatto per disinnescare un possibile ricorso per violazione della normativa comunitaria, statale e regionale sui SIC (Siti di Interesse Comunitario), che fa obbligo di presentazione della VINCA laddove possa esservi un impatto dell’opera, anche se solo indiretto, su un sito ambientale protetto. E, nel nostro caso, il SIC in questione è il posidonieto, prospiciente alla costa molese, che, in mare, va da Barletta a San Vito di Polignano.

Dopo la determina del 12 ottobre, il contratto tra il Comune di Mola e la società Engeo veniva stipulato il successivo 17 ottobre e, appena due giorni dopo, il 19 ottobre, lo studio VINCA veniva consegnato al Comune di Mola, se pur con uno strano contrasto di date sul frontespizio dell’elaborato, recando appunto in alto a destra la data del 10 ottobre 2023 (cioè ancor prima della determina di incarico) e in basso a sinistra quella del 19 ottobre 2023. Ma tant’è: anche questo aspetto non è mai stato chiarito. 

Veniamo infatti a tutte le zone d’ombra di questa vicenda che nascono appunto da un inspiegato contrasto di date iniziali e finiscono in una clamorosa omissione di indifferibili comunicazioni al Consiglio comunale, ancor prima che allo stesso Comitato sciala delle cozze, trattato alla stregua di un tappetino da stendere (per ostentare una collaborazione spesso fuorviante) o da arrotolare (quando la presenza del Comitato diventava un ostacolo) in base alla strategia adattiva del Sindaco Colonna, che aveva un unico e vero obiettivo, come si è dimostrato con la direttiva al Capo settore Lavori pubblici: finire l’opera ad ogni costo per lo scarico a mare.

Il maggiore cono di oscurità dell’intera questione ha preso forma nella seduta di Consiglio comunale del 13 novembre 2023 quando, nella discussione di un punto all’ordine del giorno richiesto dai consiglieri di minoranza per l’approvazione di una reale alternativa allo scarico a mare, sia pure ormai tardiva, il Sindaco Colonna sbandierava al Consiglio e al numeroso pubblico presente, tra cui molti esponenti e attivisti del Comitato, l’elaborato VINCA, decantandolo come l’imprimatur allo scarico in mare, apportatore addirittura di benefici per l’ecosistema marino, secondo quanto il Sindaco andava leggendo direttamente dalla parte conclusiva della relazione, sebbene sia scientificamente più che noto come, invece, l’apporto di acque dolci comporti un danneggiamento della posidonia.

Nell’arco di tutta la trattazione di quel punto, durata ben quattro ore e mezza, il Sindaco non comunicò mai alcun dettaglio sull’iter procedurale della VINCA e, addirittura, dopo aver considerato chiusa la partita, intervenne “per fatto personale” – in chiara violazione del Regolamento del Consiglio comunale, che lo consente per questioni inerenti a contrasti all’interno dell’assise – annunciando di essere stato diffamato da non meglio precisate persone sui social media, leggendo una sfilza di presunte offese (che, in realtà, non toccano la sua sfera personale), con il successivo corollario di un intervento del Presidente del Consiglio comunale, annunciante querele ai responsabili. Querele che, come si è poi visto, cominciarono a fioccare su una ventina di cittadini già all’indomani mattina, con l’informazione dei Carabinieri ai querelati per fatti al 3 novembre precedente e antecedenti di tre mesi.

La questione sembrava chiusa lì: la proposta di deliberazione della minoranza venne infatti respinta e, quindi, nei giorni successivi i lavori proseguirono alacremente per completare l’opera.

Tuttavia, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ed è infatti nella successiva seduta del 19 dicembre che Belzebù ci mette la coda.

Tant’è che, di fronte ad un’interrogazione del consigliere Vavallo, finalizzata a capire come mai alcuni consiglieri di maggioranza fossero in possesso della relazione VINCA nel corso della precedente seduta del 13 novembre, il Sindaco finalmente rivela quello che avrebbe dovuto dire e spiegare appunto in quella riunione del Consiglio comunale e che, invece, si guardò bene dall’informarne consiglieri e pubblico presente.

In sostanza, il Sindaco, nella seduta del 19 dicembre, improvvisamente sciorina tutti i passaggi dell’iter relativo alla VINCA, rimproverando il consigliere Vavallo di non essere sufficientemente informato. Invece, a sentire Colonna, i due consiglieri di maggioranza, indicati in maniera impersonale da Vavallo, nel corso della seduta del 13 novembre, erano già in possesso della relazione VINCA: non perchè avessero fatto un accesso agli atti, ma in quanto, a dire del Sindaco, l’avevano “scaricata” dal sito della Regione Puglia dedicato alle VINCA, dove era già stata depositata il 20 ottobre dal Comune di Mola (con una lettera di accompagnamento dello stesso Sindaco) e pubblicata il 25 ottobre.

Si viene quindi a sapere che, come è riportato nell’atto regionale di approvazione della VINCA del 6 dicembre 2023, nell’arco dei 30 giorni consentiti dalla legge nessuna osservazione è stata presentata agli Uffici regionali competenti… e pertanto la relazione veniva approvata senza neppure un dissenso e, soprattutto, in assenza di qualsiasi argomentazione contraria che potesse far prendere alla Regione una diversa decisione.

L’aspetto grottesco, ma al tempo stesso più serio e preoccupante di questa vicenda, è dato dalla circostanza che quando si tenne la seduta del 13 novembre, con l’ostentazione urbi et orbi della VINCA da parte del Sindaco, l’iter era già in corso dal 25 ottobre e che vi erano ancora ben 11 giorni, cioè fino al 24 novembre, con lo spirare dei 30 giorni concessi dalla normativa, per presentare osservazioni alla VINCA da parte dei cittadini interessati e dallo stesso Comitato.

MA IL SINDACO, NELLA SEDUTA DEL 13 NOVEMBRE, NON INFORMO’ IL CONSIGLIO DELL’ITER IN CORSO E NEPPURE DELLA POSSIBILITA’ DI PRESENTARE OSSERVAZIONI FINO AL 24 NOVEMBRE! MANIFESTANDO, IN TAL MODO UN’ASSOLUTA ASSENZA DI TRASPARENZA POLITICO-AMMINISTRATIVA E TOTALE MANCANZA DI IMPARZIALITA’ VERSO I CITTADINI!

Si dirà che il Sindaco non vi era tenuto, dovendo i consiglieri comunali essere bene informati dei fatti e il Comitato farsi parte diligente. Se questo può essere vero in parte, è altrettanto vero – e lo è sicuramente in misura maggiore trattandosi di informazioni detenute innanzitutto dal Sindaco, il quale diede infatti impulso all’iter – che Colonna è venuto meno al principio non solo della trasparenza amministrativa, ma anche, e forse soprattutto, a quello di lealtà e di obbedienza verso la Costituzione della Repubblica, sulla quale ha giurato, che impone agli amministratori pubblici la parità di trattamento di tutti i cittadini.

In particolare, l’art. 54, al secondo comma, così stabilisce: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”

Questo infatti significa che il Sindaco, nell’adempiere con disciplina e onore alle funzioni pubbliche alle quali è stato chiamato dal mandato popolare, ha il dovere di essere imparziale e, pertanto, di amministrare in favore di tutti e non già contro una parte di essi.

Il Sindaco Colonna, invece, omettendo informazioni fondamentali e decisive non solo al Consiglio ma a quella parte di cittadini organizzati in Comitato, che avevano ogni interesse ad inserirsi nell’iter di validazione della VINCA presentando osservazioni, ha violato il principio costituzionale di imparzialità che, peraltro, è chiaramente stabilito dall’art. 97 della Costituzione: «I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.» Essendo il Sindaco a capo degli Uffici comunali, egli ha il dovere di assicurarsi che l’imparzialità sia resa sempre e comunque, tanto più che è stato egli stesso a firmare la lettera di accompagnamento della VINCA agli Uffici Regionali.

Tutte le informazioni di maggiore dettaglio, con i documenti ufficiali, sono contenute nel nostro precedente articolo del 21 dicembre 2023 e che Vi invitiamo a consultare:

SCIALA DELLE COZZE: CLAMOROSE OMISSIONI DEL SINDACO COLONNA. E, QUINDI, LA “VINCA” PASSA IN REGIONE SENZA ALCUNA “OSSERVAZIONE”

IL SECONDO LOTTO DELLA FOGNA BIANCA: E’ CREDIBILE COLONNA?

Fatta questa lunga e doverosa considerazione sullo stato attuale della questione amministrativa del primo lotto della fogna bianca – sulla quale ormai il Sindaco ha conseguito una “vittoria di Pirro” su una parte considerevole dei suoi stessi cittadini, decidendo di amministrare contro di essi, omettendo informazioni fondamentali ai fini del processo partecipativo e decisionale – viene ora alla luce, con questo comunicato stampa, la decisione della Giunta comunale (con una delibera che, al momento in cui scriviamo, non risulta ancora pubblicata sull’Albo Pretorio) di dare mandato per una verifica tecnica sul secondo lotto del sistema di captazione e smaltimento delle acque di fogna bianca.

E cioè per capire se tale secondo lotto può avere come recapito finale sempre il mare alla sciala delle cozze (come è già stabilito nel progetto complessivo dei due lotti) oppure se le acque piovane possono essere canalizzate diversamente e finalizzate in altro modo (irrigazione dei campi, del verde cittadino e lavaggio strade, sostanzialmente).

Innanzitutto, va detto che il secondo lotto comprende la parte ad est dell’abitato al di sopra della linea ferroviaria. Quindi, da Via Russolillo fino a Via Caracappa, passando per via F.lli Laterza (ex Via Vecchia per Conversano), Via Einaudi, Via Sant’Onofrio, (con il sottopassaggio di Via Manzoni), Via Mangini e tutte le strade che si trovano all’interno di quest’ampio quadrilatero. 

Pensare di convogliare anche le acque meteoriche di quest’ampia zona, come pure è stato previsto nello studio progettuale complessivo, nell’unico punto di sbocco attuale alla sciala delle cozze è semplicemente improponibile.

Il sistema di arrivo e di filtraggio delle acque dei due lotti, collocato in Viale Europa Unita angolo Via Padre Pio, andrebbe sicuramente in tilt in caso di eventi meteorici fortemente avversi (“bombe d’acqua”), anche se, con ampliamento, è dichiarato di poter trattare 6 metri cubi al secondo. E, in ogni caso, porterebbe ad un forte aggravio del carico sul canale a cielo aperto da poco realizzato, segnando per sempre ogni possibilità di rivedere il recapito finale dell’attuale primo lotto.

Tuttavia, per ipotizzare nuove soluzioni che non siano la via breve di scaricare anche il secondo lotto alla sciala delle cozze, è necessaria una reale e autentica volontà politica.

Una volontà che non emerge chiaramente dalle parole utilizzate nel comunicato stampa dell’Amministrazione comunale. Infatti, il Sindaco mette già le mani avanti. Così infatti egli si esprime:

“Nell’ambito degli interventi del secondo lotto funzionale abbiamo così dato indirizzo per cercare un’alternativa valida e percorribile allo scarico a mare, attualmente prevista a seguito della scelta progettuale effettuata nel 2016. Pur certi che lo stesso scarico a mare non rappresenti, come nel caso del primo lotto, motivo di preoccupazione né di squilibrio ambientale, così come del resto testimoniato da numerosi atti e provvedimenti, continuiamo a lavorare nella direzione di non lasciare nulla di intentato”.

Tradotto dal “colonnese” significa più o meno: noi vi facciamo vedere la nostra buona volontà, senza lasciare nulla di intentato, ma se alla fine lo studio che commissioneremo dimostrerà che non si può fare diversamente rispetto allo scarico a mare, non ve ne abbiate a male perchè, state tranquilli, non ci saranno danni all’habitat marino, come non ce saranno per il primo lotto.

Il problema è che il Sindaco Colonna ha già dimostrato ampiamente di non essere credibile nè affidabile: lo abbiamo ben verificato con l’interminabile telenovela del primo lotto.

Infatti, Colonna di giorno tesseva la tela di Penelope con il Comitato (illudendolo di immediate decisioni alternative, che stavano sempre per arrivare dai legali e dai tecnici… ma come Godot non arrivavano mai), ma di notte disfaceva quella stessa tela, raccogliendo, guarda caso, sempre pareri sfavorevoli dai legali e dai tecnici… e comunque dando il preciso input al Capo settore Lavori pubblici di andare avanti ad oltranza con i lavori…

Quindi, come può essere affidabile un Sindaco siffatto su diversi intendimenti in merito al secondo lotto? Tanto più che sulla procedura VINCA ha omesso deliberatamente comunicazioni fondamentali – come si è visto – al Consiglio e allo stesso Comitato?

Per aversi un vero approccio credibile, il Sindaco avrebbe dovuto emanare un comunicato di ben diverso tenore, non con il cautelativo mettere le mani avanti. E cioè avrebbe dovuto dire, nettamente, che la direttiva impartita agli uffici era quella, senza se e senza ma, di recuperare e utilizzare le acque piovane a fini irrigui, non solo per rispettare le nuove e chiare normative, ma soprattutto perchè una nuova visione urbanistica e ambientale si impone sul nostro territorio.

Ma se uno quella visione non ce l’ha, non se la può dare per decreto o delibera che dir si voglia.

Semplicemente, il Sindaco Colonna crede di adempiere in tal modo, con una direttiva di verifica, ai suoi obblighi formali. Ma non è questo quello che serve a Mola e ai molesi.

Quello che invece occorre è una visione autentica e lungimirante di cosa è e deve essere il nostro territorio, di come va rispettato e non spremuto e calpestato, di come le risorse, anche quelle apparentemente scontate come l’acqua che scende giù dl cielo, siano preziose e non vadano sprecate, tanto più se vanno a mortificare un habitat costiero e marino di primaria importanza.

Infatti, quello che può essere un bene se utilizzato in un modo (recupero e riuso a fini irrigui) può invece essere deleterio se convogliato in un altro (scarico a mare con conseguente non balneabilità di un ampio tratto e danneggiamento del fondamentale ecosistema della posidonia marina).

Purtroppo, il Sindaco Colonna più che essere un politico è un burocrate. O meglio è un politico nel senso più abusato del termine: cioè è un tattico, non uno stratega; è uno che gioca a catenaccio non con schemi ariosi e lungimiranti; è uno pronto a cogliere la disattenzione altrui per depotenziarne l’azione; è uno che parla il linguaggio bizantino del codicillo non quello franco del sì e del no. E quindi è più burocrate che un vero politico.

Ci serve invece un primo cittadino di ampia e strategica visione che non galleggi sui problemi, ma che li padroneggi trovando soluzioni alle sfide, non scappatoie e pezze a colore, o pannicelli caldi.

Ecco perchè delle dichiarazioni del Sindaco Colonna contenute in questo comunicato stampa non ci fidiamo. Ma ovviamente lo attendiamo alla prova dei fatti.

Lanci il cuore oltre l’ostacolo e si faccia veramente promotore di indicazioni chiare ai progettisti (sperando che gli attuali vengano cambiati), senza mezze misure e soprattutto senza rifugiarsi nel prevedibile e comodo “ci abbiamo provato”.

La decisione unica e vera non può che essere questa: le acque piovane del secondo lotto vanno recuperate e riutilizzate, senza se e senza ma.

Forza Colonna, ci stupisca. Faccia qualcosa di veramente utile e necessario per la nostra comunità. Non di sole querele vive un Sindaco.

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