Vittorio Farella, presidente dell’associazione, contesta la scelta del Comitato formatosi tra alcune associazioni locali di escludere “Chiudiamo la discarica” dall’organizzazione della manifestazione cittadina di sabato 18, che si terrà in Piazza XX Settembre alle ore 17:00, contro la riapertura della discarica Martucci e per la sua messa in sicurezza. Ma come stanno in realtà le cose? Perchè l’associazione rappresentata da Farella è stata esclusa? Era giusto farlo? E perchè Legambiente, anch’essa fiancheggiatrice del potere politico, è stata invece ammessa? Ecco come stanno le cose.
Riceviamo dall’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” e pubblichiamo:
CI ABBIAMO PROVATO FINO IN FONDO MA MESTAMENTE DOBBIAMO PRENDERE ATTO DELLA VOLONTÀ DEGLI ORGANIZZATORI: LA MANIFESTAZIONE DEL 18 MAGGIO A MOLA NON SARÀ UNITARIA!
PER LA PRIMA VOLTA SI SFILERÀ DIVISI COME SE CI FOSSERO OBIETTIVI DIVERSI. DOLOROSO AMMETTERLO MA QUESTA È LA REALTÀ.
LA NOSTRA STORICA ASSOCIAZIONE VIENE ESCLUSA DALL’ORGANIZZAZIONE E NON POTRÀ, IN QUESTA OCCASIONE, INFORMARE I MANIFESTANTI DI NOTIZIE SUGLI ULTIMI SVILUPPI DEI VARI FILONI DI RESISTENZA MESSI IN CAMPO DAL NOSTRO SODALIZIO (e vi garantiamo che non è poco) PER SBARRARE LA STRADA ALLA REGIONE PUGLIA NEL SUO INTENTO DI RIAPRIRE IL LOTTO 2, MENTRE INTANTO FA FINTA DI VOLER METTERE IN SICUREZZA IL LOTTO 3 E SI DIMENTICA DEL LOTTO 1 E DELL’INTERA AREA VASTA, COME IL TAVOLO TECNICO REGIONALE AVEVA PUR INDICATO.
ABBIAMO LAVORATO TANTO PER OLTRE UN DECENNIO, INSIEME A POCHI ALTRI, COME LEGAMBIENTE, E CONTINUEREMO A FARLO CONSCI CHE LA GENTE SA DEL NOSTRO IMPEGNO, CHE DI FATTO HA ARGINATO FINORA GLI INTENTI REGIONALI, CHE NON VERRÀ MAI MENO. CONTINUEREMO A DIMOSTRARLO CON I FATTI.
Per l’occasione, quindi, abbiamo emanato il comunicato che alleghiamo.
Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci“
Il Presidente
dott. Vittorio Farella
IL NOSTRO COMMENTO
A nostro modo di vedere, Vittorio Farella ha ragione da un lato e torto dall’altro.
Non c’è nessun dubbio che l’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” abbia svolto un ruolo propositivo e propulsivo per diversi anni, in particolare in quelli a cavallo dell’approvazione del Piano Regionale rifiuti del 2013, quando si rafforzò sull’onda della contestazione popolare seguita al gesto eclatante di Domenico Lestingi, che scoperchiò il “vaso di Pandora” sui tanti misteri di Martucci e dintorni.
“Chiudiamo la discarica” si presentava in forma di comitato ambientalista e raggruppava decine di militanti, tra cui molte giovani donne e madri, che contribuirono in maniera fondamentale alla grandiosa manifestazione richiamata da Vittorio Farella del 24 maggio 2013, probabilmente il corteo più lungo e partecipato della storia molese.
Dopo qualche tempo, per dare maggiore respiro alla sua azione, il Comitato si trasformò in Associazione, con atto notarile, e nomina temporanea delle cariche sociali.
Conosco molto bene questo percorso per aver partecipato in prima persona alle lotte del Comitato, compresa la gigantesca manifestazione del maggio 2013, oltre alle altre iniziative pubbliche che si tennero, tra cui la combattiva presenza di centinaia di persone presso il Consiglio Regionale di Via Capruzzi nel giorno della sciagurata inclusione del sito Martucci nel Piano regionale, il corteo a Bari da Piazza Prefettura alla sede della Giunta Regionale, la manifestazione davanti alla ASL, ecc..
Come pure ho vissuto direttamente la trasformazione in Associazione, diventandone socio fondatore, assieme ad una ventina di militanti.
Purtroppo, dopo poco tempo, l’Associazione si trasformò in un gruppo di potere autoreferenziale, basato sull’accentramento delle attività e delle decisioni in capo a Vittorio Farella (presidente) e ad un ristrettissimo nucleo di fedelissimi.
Un’assemblea per l’elezione degli organismi dirigenti, convocata dopo lunghissimo tempo, violando le norme statutarie che la richiedevano entro sei mesi dalla costituzione, venne blindata da Farella con iscrizioni di comodo di familiari e stretti osservanti, dopo che, nel frattempo, gran parte dei soci fondatori si era allontanata a causa della gestione personalistica oltre che di collaterale affiancamento politico all’attività della sezione locale del PSI e delle Giunte di centro sinistra, sia in ambito cittadino che metropolitano e regionale.
Da quel momento, l’attività di “Chiudiamo la discarica” è diventata sempre più tecnicista e autoreferenziale e, allo stesso tempo, stampella di fatto per il sistema politico locale e regionale. Nessuna manifestazione popolare è più stata organizzata, nessun contatto diretto è stato intrapreso con la popolazione, ma si è proceduto a suon di comunicati stampa e di frequentazione delle stanze del potere regionale e metropolitano, sia politico che burocratico, apparentemente in maniera antagonista, ma di fatto in via collaterale.
Non è un caso, infatti, che “Chiudiamo la discarica” non abbia mai chiamato alle sue precise responsabilità il Sindaco metropolitano Antonio Decaro, in materia di definizione del sito alternativo, come pure è consentito dal punto b) dell’emendamento Caracciolo-Parchitelli (PD) all’attuale Piano regionale rifiuti, e neppure in veste di Sindaco di Bari, cioè di azionista di maggioranza della municipalizzata AMIU, titolare dell’impianto complesso TMB (Trattamento Meccanico Biologico), dello stesso tipo in uso a Martucci, ma che, a differenza del sito posizionato ai confini tra Mola e Conversano, non possiede alcuna discarica di servizio-soccorso, mentre è obbligatorio dotarsene per chiudere il ciclo dei rifiuti.
Peraltro, Farella continua ad essere uno strenuo difensore di quell’emendamento che, purtroppo (e bastava leggerlo attentamente quando fu formulato e approvato), ci sta portando mani e piedi verso la riapertura del lotto 2 (vasche di servizio-soccorso all’impianto complesso).
Si tratta di una chiara difesa politica verso il gruppo di potere regionale che fa perno intorno al PD, e del quale anche il PSI, se pure ormai piccola rotellina dell’ingranaggio, fa parte e di cui Farella resta uno degli esponenti non solo locali.
Quindi, se l’azione di “Chiudiamo la discarica” è stata meritoria per alcuni anni iniziali, da ormai quasi un decennio non lo è affatto, sebbene la capacità di Vittorio Farella di procacciarsi documenti e informazioni di prima mano sia nel frattempo aumentata a causa della solida e abituale frequentazione delle stanze del potere regionale, accreditatosi infatti come unico rappresentante ambientalista molese nel Tavolo tecnico regionale e poi, dopo la sua cessazione, in quello intercomunale.
Se questo è lo stato di fatto dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, vediamo perchè oggi, tale sodalizio è stato escluso dall’organizzazione della manifestazione cittadina del 18 maggio.
Facciamo un passo indietro. Dopo la gestione fallimentare del Tavolo tecnico regionale e l’autoreferenzialità sempre più marcata di “Chiudiamo la discarica”, nell’autunno 2021 si torna a parlare a livello popolare di Martucci perchè è imminente l’approvazione del nuovo Piano regionale rifiuti.
Presso il Comune di Mola si susseguono alcune riunioni istituzionali, con crescente presenza di numerosi cittadini che, non sentendosi rappresentanti dall’azione tecnicista e sostanzialmente di fiancheggiamento politico dell’associazione presieduta da Vittorio Farella, decidono di costituire un comitato autonomo, denominato Stop Martucci.
Il nuovo comitato, in breve riesce a calamitare la simpatia di gran parte dei molesi e svolge un ruolo molto attivo di contrasto al nuovo Piano regionale.
Tuttavia, cessata la battaglia, purtroppo persa a causa dell’emendamento Caracciolo – Parchitelli, determinante un percorso tecnico-giuridico che porta verso la riapertura della discarica, anche il Comitato Stop Martucci perde il suo potere di interdizione e di antagonismo e vivacchia dal 2022 in poi, trasformandosi, pure in questo caso, in un sodalizio autoreferenziale gestito ormai soltanto da due persone, che redigono comunicati ed esposti alla pubblica autorità, anche con buona padronanza tecnica, ma senza alcun coinvolgimento concreto della cittadinanza.
All’inizio del 2024 – dopo la notizia della richiesta di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) presentata alla Regione dalla Progetto Gestione Bacino Bari 5, che gestisce l’impianto complesso con un contratto di concessione regionale comprensivo anche delle due vasche del Lotto 2 della discarica di cui si chiede la riapertura – la situazione si rimette in movimento.
Si ricomincia a discutere di come fare a bloccare la riapertura, tenuto conto che sia era già appreso della presenza nelle acque di falda di sostanze tossiche e cancerogene, sia pure appena al di sotto dei limiti fissati dalla legge come nocivi, e che la gestione del percolato continua ad essere fallimentare: chi gestisce l’impianto complesso si occupa di estrarre il biogas dai lotti esauriti e di venderlo, mentre si disinteressa totalmente dell’estrazione del percolato, rappresentante un costo notevole e, quindi, non estratto, tale liquido tossico e nocivo continua a fluire nel sottosuolo e di là nella falda acquifera.
Su impulso di quel che rimane di Stop Martucci, nasce così un gruppo di lavoro per l’organizzazione di una manifestazione cittadina popolare di protesta, raggruppante alcune sigle ambientaliste o comunque di impegno civico.
Il gruppo decide, tra le sue prime attività, di approntare un documento che dovrà costituire la piattaforma rivendicativa verso il potere politico e burocratico regionale.
Il compito viene affidato a “Mola Libera” che, tuttavia, dopo l’esclusione dal testo di uno dei punti più qualificanti (il ruolo “ombra” di Decaro e dell’AMIU nell’intera vicenda), decide di continuare la battaglia rapportandosi direttamente ai propri lettori.
E infatti quel documento viene trasformato in una lettera ai Sindaci dell’Area Vasta (Mola, Conversano, Polignano e Rutigliano) che, nella sua sintesi, viene sostenuta da qualche centinaio di lettori, peraltro invitati dalla Direzione del giornale a partecipare compatti alla manifestazione di sabato 18 maggio.
Tuttavia, Mola Libera, nella discussione che avvenne in seno al Gruppo di lavoro, prima di continuare in autonomia, contestò la scelta di escludere l’Associazione Chiudiamo la discarica Martucci dall’organizzazione in presenza al contempo all’interno di tale gruppo di Legambiente.
Infatti, se il motivo di esclusione di “Chiudiamo la discarica” è legato al fiancheggiamento politico di tale associazione verso il PSI e le altre forze di maggioranza politica dell’area Emiliano, allo stesso modo opera sostanzialmente Legambiente che, dal potere politico, trae linfa nell’esposizione mediatica e, al contempo, anche contributi finanziari.
Quindi, l’esclusione di uno dei due sodalizi, avrebbe dovuto comportare la non ammissione al momento organizzativo anche dell’altro. Ovvero, l’inclusione di entrambi.
Invece, con una chiara discriminazione, l’associazione di Farella è rimasta fuori, mentre Legambiente (peraltro, nel frattempo, corresponsabile della piantumazione senza una goccia d’acqua dei 1.000 alberelli al Cozzetto) fa parte a pieno titolo di un’organizzazione che, in ogni caso, ci auguriamo possa portare in Piazza XX Settembre, alle ore 17:00, di sabato 18 maggio, centinaia di persone.
A chi giova questa impostazione? Perchè Legambiente è rientrata in gioco dopo aver inefficacemente rappresentato gli interessi dei cittadini alla salute, nel processo per disastro ambientale che, appunto per il lassismo delle parti civili, vide assolti tutti gli imputati?
“Mola Libera”, in ogni caso, ci sarà e interverrà per illustrare brevemente la lettera inviata ai quattro Sindaco dell’Area Vasta Martucci.
Quindi, TUTTI IN PIAZZA XX SETTEMBRE, SABATO 18 MAGGIO ALLE ORE 17:00 per chiudere definitivamente ogni attività a Martucci, non solo di discarica ma anche dell’impianto complesso, oltre alle scontate parole d’ordine redatte dal Comitato organizzatore, e per chiamare alle loro responsabilità TUTTI i politici e i burocrati, nessuno escluso.




