Carlo De Liso sta suonando, anzi sta studiando un pezzo di Aleksandr N. Skrjabin e sembra divenire tutto uno col pianoforte. È come se entrasse in un’altra dimensione o forse è la chiave per schiuderci ad armonie universali. Il suo viso cambia e l’emozione accarezza gli ascoltatori.
Accanto a lui il professor Alberto Nones del conservatorio E. R. Duni di Matera, sorride.
Bisogna saper fare Silenzio per Ascoltare la musica, per coglierne la forza rigenerante! Lo avevo ascoltato per la prima volta il 04 dicembre 2021, quando aprì con l’esecuzione di quattro pezzi (F. Chopin; N. Piovani; A. Trovajoli e D. Modugno) la giornata internazionale delle persone con disabilità, organizzata dalla città metropolitana di Bari presso il teatro AncheCinema.

Quella volta al suo fianco vi era la professoressa Isabella Pugliese e seppi che il De Liso era stato allievo del maestro Alessandro Marangoni e del maestro Leonardo Colaflice.
Lo avevo osservato dal mio angolo privilegiato. Entità vibrante in rapporto costante con realtà circostanti ed eteriche! Era come se obbedisse a un bisogno fisiologico interiore e assolvesse a un ruolo sociale, fosse un invito all’Ascolto, fosse un contatto fruttuoso di fluide armonie.
Carlo era lì tra ritmi e melodie, ponte sonoro che si innesta nell’orchestra di memorie come un esploratore estatico sulle tracce musicali, tra spartiti che ottimizzano i nostri rivoli espressivi su canali socialmente utili.
Carlo De Liso con le sue interpretazioni riesce ad accorciare, rendere immediata la comunicazione con il mondo esterno, troppo preso da se stesso e dall’ansia di apparire.

Il nostro pianista col suo linguaggio di note e silenzi è un valore aggiunto sui sentieri della consapevolezza. È un diapason cristallino fragile e puro, capace di stendere tappeti comunicativi con naturalezza, propria di chi è immerso nell’onda intensa e invisibile che predispone l’udito a energie acustiche rassicuranti.
Siamo davanti a una risorsa per le nostre relazioni, una risorsa umana grazie alla quale sono veicolate emozioni con le quali riconoscerci comunità sociale. Siamo assetati di dialoghi musicali che non inciampano in parole, ma sono attenti alle potenzialità di ogni individuo!
Carlo De Liso con i suoi concerti da solista e in formazioni cameristiche (il gruppo Carlo & C.) ha ricevuto molti riconoscimenti. È vincitore del concorso internazionale rossiniano di Pesaro (primo premio assoluto BRINGyour Rossini, 2018). È stato presente ad eventi medico – scientifici il cui tema era: La musica come sostegno terapeutico.

Nel 2013 era presente al concorso nazionale: “Il Giullare” in Trani, senza dimenticare le sue partecipazioni a festival regionali organizzati dall’associazione DIVERSARTE o la maratona TeleThon del 2015, oppure il “Laboratorio Esperienziale” in LIS tenutosi a Palo del Cole (2019) dove gli era accanto il maestro Marco Ruggiero.
Da molti anni si impegna per “la giornata della consapevolezza sull’Autismo” contribuendo alla sensibilizzazione e motivando intere scolaresche alla realtà dei ragazzi “Speciali” che sono una risorsa piuttosto che un disturbo, una ricchezza per la collettività frettolosa e purtroppo miope, propensa a rifuggire le necessità dei soggetti autistici, ritenendole, probabilmente, un impedimento per l’armonia civile.
Le nostre società ipocrite si definiscono “emancipate”, ma tendono a ignorare le vere esigenze dei disabili ritenendole un ostacolo al loro benessere.
Troppo spesso ci troviamo davanti a rappresentanti delle istituzioni, malati di presenzialismo, ben allenati a saltare da un palco all’altro, troppo lontani dal concepire come opportunità certe condizioni inconsuete, dimentichi del confronto, dell’ascolto di situazioni impegnative, ma già, per Ascoltare bisogna essere educati al porgere l’orecchio a chi nel silenzio stende scale musicali per giungere alla luna affacciata alla volta blue delle coscienze.






Sei magico, porti dentro alle parole come un vento sottile. E le rendi profumo, colori, visioni. In questo caso… Musica. Grazie Piero.