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Mola di Bari

LE INTERROGAZIONI DI MICHELE DANIELE AL SINDACO E ALLA GIUNTA

data:

Numerose le interrogazioni presentate dal consigliere 5 stelle nella seduta del 25-06-19, oltre ad una mozione (approvata nella seduta del 26-06) per la stesura del regolamento sull’indizione dei referendum popolari cittadini, previsti dallo Statuto Comunale .

Ecco le interrogazioni presentate dal consigliere comunale Michele Daniele, M5S, nella seduta del 25-06-2019:

Finanziamento campo sportivo

– Dallo scorso consiglio comunale ho capito che il finanziamento a tasso zero di 900.000 € che era stato assunto con la determina n.278 del 29.12.2018 non è stato concesso e che in sua vece se ne chiederà un altro a pari condizioni per il 2019. Provo a ricostruire la cronologia su questa tematica desumendola da quanto si evince dagli atti pubblici.

– il 19.11.2018 viene approvata una delibera di giunta con cui si decide di approvare il progetto di ristrutturazione del Campo Sportivo e si dà mandato all’ufficio tecnico per espletare la relativa pratica per l’ottenimento del finanziamento a tasso zero, come da estratto della delibera suddetta:

“4) Dare atto che l’intervento di adeguamento del campo sportivo Comunale “Caduti di Superga” propedeutici all’omologazione da parte della LND dell’importo di € 900.000,00 sarà finanziato mediante mutuo a tasso zero, qualora concesso dall’Istituto di Credito Sportivo in seguito all’eventuale buon esito dell’Avviso Pubblico”

D1: Non essendosi verificato il buon esito, come è da interpretare la precedente disposizione? Che si doveva procedere con la richiesta di finanziamento o che si poteva procedere anche con finanziamento a tasso superiore a zero?

– In data 27.11.2018 il responsabile Ufficio Tecnico emana determina con cui avviare le pratiche per la partecipazione al bando Sport Missione Comune dell’ICS, rispecificando di:

“2) Dare atto che la copertura finanziaria per la realizzazione dell’intervento sarà finanziato mediante mutuo a tasso zero, qualora concesso dall’Istituto di Credito Sportivo in seguito all’eventuale buon esito dell’Avviso Pubblico”

– In data 5.12.2018, h:14.52, il Comune invia la documentazione per la richiesta di finanziamento, posizionandosi cronologicamente al 222° posto.

D2: Essendo un finanziamento “a sportello” (vengono accolte le richieste in ordine cronologico di arrivo sino ad esaurimento fondi), forse era un po’ a rischio considerando che la richiesta è stata inviata a poche ore dalla scadenza e risultando 222° su 252 partecipanti. Transeat…

– Nello scorso Consiglio dell’11 giugno, l’assessore Berlen, rispondendo ad una domanda del consigliere DiRutigliano chiarisce che l’ICS comunicò il 28.12.2018 al Comune che il finanziamento non era stato concesso a causa del non rispetto di un non meglio precisato punto 15 di un certo Allegato E che, da quello che abbiamo potuto intuire, sembra legato a qualche codicillo dell’art. 162 del Testo Unico sugli Enti Locali.

D3: E’ corretta tale data? E’ possibile sapere con precisione per quale motivo la richiesta di finanziamento non è andata a buon esito?

– Fatto sta che il 29.12.2018 il capo settore Servizi Finanziari emana la determina per l’attivazione del mutuo da 900.000 €.

– In tale determina si legge: “che è stata inoltrata istanza all’ICS di richiesta del mutuo di euro 900.000,00 e che in data 28/12/2018 l’Istituto per il Credito Sportivo, Ente pubblico economico, con sede in Roma, alla Via G. Vico n. 5, si è dichiarato disposto ad accordare il richiesto mutuo alle condizioni di cui alla lettera di  comunicazione e relativi allegati (schema contratto e Capitolato di Patti e Condizioni Generali)”

– Si desume altresì che si tratta di finanziamento differente da quello previsto ed autorizzato con delibera e determina su citate (Sport Missione Comune a tasso zero per 15 anni) mentre quello assunto è un Mutuo Ordinario con tasso di oltre il 2%, durata di 25 anni.

D4: Quindi, nello stesso giorno, 28.12.18, il Comune riceve comunicazione del non accoglimento della richiesta di finanziamento a tasso zero ed immediatamente viene chiesto e concesso un Mutuo ordinario?

D5: Si ritiene che questa determina sia coerente con il mandato della delibera originaria che indicava un mutuo a tasso zero ed una durata di 15 anni?

D6: Perché è stato deciso di procedere con un mutuo ordinario che, alla luce della documentazione consultata, avrebbe avuto un maggior costo per interessi pari a circa 248.000 €?

– Sempre la stessa determina riporta: “di dare atto che la presente determinazione ha efficacia dal momento dell’acquisizione dell’attestazione di copertura finanziaria”

D7: Si chiede di sapere:

– se il mutuo ordinario suddetto è stato sottoscritto o no e se è già stata o no pagata qualche rata

– non avendo osservato alcuna nuova delibera né nuova determina su questa tematica, questo mutuo è stato annullato? E se sì, sulla base di quale atto?

– è stato richiesto un nuovo mutuo con le condizioni di Sport Missione Comune 2019? Se sì, sulla base di quali atti?

– Infine mi preme evidenziare che:

  1. finanziamento a tasso zero non significa intervento a costo zero
  2. i cittadini di Mola dovranno tirar fuori di tasca propria (se va bene) i 900.000 € per la ristrutturazione del campo sportivo, e se va male dovranno tirar fuori anche gli interessi
  3. che a garanzia di questi 900.000 € viene emessa delegazione di pagamento sulle entrate afferenti ai primi tre titoli di bilancio; giova ricordare che una delegazione di pagamento costituisce titolo esecutivo nel caso di inadempienza del Comune nei pagamenti, e quindi l’istituto di credito può rivelarsi immediatamente sulle entrate correnti future del nostro Comune
  4. che questi 900.000 € in ogni caso potevano essere utilizzati per qualcun altra delle centinaia di opere di cui il nostro paese ha necessità, a titolo di esempio: l’adeguamento del cimitero, una piscina comunale, ecc.
Il consigliere Michele Daniele durante lo svolgimento delle sue interrogazioni, nella seduta del 25-06-19

Organigramma

– Appena lo scorso marzo è stato varato il nuovo organigramma del Comune, con riorganizzazione di alcuni servizi e del relativo funzionigramma.

– In particolare, al Settore 2 Anagrafe sono stati accorpati i Servizi Cimiteriali ed è stato assegnato per la prima volta alla Dott.ssa De Bellis che, sembra di capire, è praticamente già in pensione considerato l’arretrato di  ferie da smaltire.

– In sostanza, è già necessaria una riorganizzazione dei servizi del Settore 2, cosa abbastanza urgente considerando la delicatezza dei servizi svolti, da quelli di anagrafe a quelli di Stato civile, ed ai servizi cimiteriali che stanno attraversando un periodo molto critico e che necessitano di particolari attenzioni.

D1: L’amministrazione è stata colta di sorpresa dalla ridotta disponibilità della dott.ssa De Bellis? Non sarebbe stato più saggio considerare questa situazione per evitare continui e precari cambi organizzativi?

D2: A chi si intende assegnare la responsabilità dei servizi del Settore Anagrafe per far fronte all’assenza della Dott.ssa Debellis? Ed i servizi del’attuale settore Anagrafe (che include anche i  Servizi Cimiteriali) verranno trasferiti in blocco ad altro responsabile o verranno suddivisi tra più responsabili? Questa assegnazione sarà temporanea o definitiva?

– Inoltre c’è la situazione del Settore Servizi Finanziari che sfiora l’inconcepibile e che qui proviamo a riassumere.

– Il settore, tra i più critici per l’intero funzionamento della macchina amministrativa, era inizialmente composto da 5 unità a tempo pieno, più o meno sufficienti per le funzioni assegnate.

– A far data dall’11 febbraio scorso, il settore ha perso 2 unità a tempo pieno e produttive, malamente sostituite da personale a tempo parziale e non formato, e con ridotta produttività.

– Ciò si è riflesso nelle ben note difficoltà di predisposizione del Bilancio del DUP (evidenziate in altri interventi qui in Consiglio e sulla stampa), oltre che nel ritardo di predisposizione di Rendiconto e PEG.

– Su questa situazione si inserisce la suddetta riorganizzazione che attribuisce ai Servizi Finanziari ulteriori funzioni quali: gestione patrimonio e gestione economica del personale, senza alcun trasferimento né di persone e neanche di competenze, senza né formazione né affiancamento nella fase di passaggio.

– In data 4 marzo e 18 aprile scorsi vengono inviate due note da parte del capo settore Servizi Finanziari a Sindaco, Giunta, Presidente del Consiglio, Nucleo di valutazione, Segretario generale, Collegio Revisori in cui si evidenziano le criticità del settore e si richiede alla Giunta di farsi carico di tali criticità.

D3:  Chiedo al Presidente del Consiglio se ha ricevuto le suddette note? E se, avendole ricevute e considerando la gravità delle criticità evidenziate, come mai non ha ritenuto di informare i suoi Consiglieri di tali gravi note. Vorrei ricordare che il ruolo del Presidente del Consiglio non ha compiti di fiancheggiamento della maggioranza ma ha il ruolo di rappresentare l’intero Consiglio e difenderne le prerogative.

D4: Chiedo altresì al Presidente se ritiene corretto che note di tali gravità vengano rese note ad entità esterne all’Amministrazione quali Nucleo di Valutazione e Collegio dei Revisori, mentre siano ignote a componenti dell’Amministrazione quali 15 Consiglieri su 16.

– In data 24 maggio, viene inviata ulteriore nota, che riprende le precedenti e che si conclude con “come già evidenziato, diventa davvero un’utopia il rispetto delle scadenze e degli adempimenti normativi”.

– Questa volta la nota, oltre alle entità suddette, viene inviata esplicitamente anche ai consiglieri comunali, come risulta dal protocollo n°13019 del 24 maggio 2019. La nota non mi risulta mai ricevuta né nella mia casella email né nella mia casella PEC.

D5: Chiedo al Sindaco di sapere se ha ricevuto questa nota. Lo chiedo anche a tutti gli assessori. Lo chiedo al Presidente del Consiglio. Lo chiedo al Segretario generale. E lo chiedo anche a tutti i Consiglieri. Chi ha ricevuto una nota del 24 maggio dal Responsabile dei Servizi Finanziari a tema “Criticità Settore Finanziario”.

D6: Com’è possibile che una nota protocollata e indirizzata ai consiglieri non sia arrivata? E’ una questione di sistema informativo, di processi o di un vero e proprio filtro applicato alla corrispondenza?

– E’ finita così? No, perché il 21 giugno viene protocollata una ulteriore nota (n. 15858), anche questa indirizzata alle entità precedenti, inclusi tutti i consiglieri, avente ad oggetto: “Carenza di personale. Impossibilità a svolgere il proprio incarico. Conseguenze per l’Ente”.

Ovviamente, neanche questa comunicazione mi è mai pervenuta. E spero che ciò sia successo solo a me mentre spero sia arrivata a tutti gli altri consiglieri.

– Mi limito ad evidenziare alcuni passaggi di questa nota:

“Facendo seguito alle numerose comunicazioni verbali e alle precedenti note, a causa della grave assenza del personale presso l’ufficio finanziario, la scrivente segnala nuovamente le sempre maggiori difficoltà nello svolgimento del proprio lavoro e l’impossibilità a completare i propri adempimenti nei termini previsti dalla normativa vigente.

A questa situazione si aggiunge la scarsa programmazione, per cui le proposte di deliberazione di Giunta e Consiglio giungono alla scrivente nello stesso giorno della seduta e, analogamente, determinazioni di impegno urgenti sono inviate in Ragioneria lo stesso giorno in cui devono essere adottate.”

D7: Chiedo se sia normale che per ottenere risposte dalla propria amministrazione un responsabile di servizio debba inviare 4 note e a distanza di quasi 4 mesi non abbia ancora ricevuto risposte. Chiedo che ne venga fornita una almeno oggi e qui.

D8: Inoltre chiedo un’inchiesta per capire perché le comunicazioni rivolte ai consiglieri non arrivano a destinazione e per capire se ciò sia successo magari anche in altre occasioni. E soprattutto che possa succedere ancora.

Cimitero e dintorni

– Lo stato di degrado del cimitero è una delle tante emergenze cittadine. A parte le criticità sulla conduzione dei servizi cimiteriali, vi sono dei problemi strutturali.

– C’è una leggenda metropolitana che pretende asserire che si possano ottenere a costo zero opere pubbliche tramite il mito della finanza di progetto (o project financing per gli anglofili). Niente di più falso e proverò ad illustrarlo il più sinteticamente possibile.

– Al settore pubblico viene impedito, per legge, non solo di indebitarsi, ma sin anche di  utilizzare milioni di euro che spesso ha in cassa, parcheggiati in banca a tassi insignificanti. Soldi che i cittadini hanno già versato. Lo chiamano, orwellianamente, patto di stabilità e crescita, che non procura né stabilità e tantomeno crescita.

– Ma anche se un Comune non avesse soldi, potrebbe applicare una tariffa a ristoro parziale o totale dell’investimento per ricostituire il fondo e sostenere le spese della prossima riqualificazione o di altri lavori. Che è esattamente quello che fanno i privati con il project financing (e che faceva anche il settore pubblico prima che intervenissero demenziali parametri di Maastricht e patti di stabilità).

– Il blocco degli investimenti non risponde ad alcuna necessità naturale o contabile ma alla volontà politica di sostituire l’investimento privato alla spesa pubblica, nella sottintesa convinzione che esso sia più efficiente e possa meglio soddisfare il bene pubblico. Mito che si rivela, se non sempre, spesso falso.

– Dovendo il patto difenderci dai debiti, il Comune ricorre alla finanza di progetto la quale è invece… un debito. Fatto da un privato che realizza e gestisce per decenni l’opera pubblica, riconoscendogli oltre alla restituzione del capitale un interesse finanziario proprio come farebbe indebitandosi direttamente con una banca – che però al Comune è vietato – e con la differenza che qui dovrà aggiungere all’onere anche il lucro del gestore/finanziatore.

– A titolo di esempio, ipotizziamo che il costo della riqualificazione più la gestione ordinaria per 30 anni sia di 1 milione di €.

– questo milione di euro il Comune spesso l’ha già in cassa, versato dalle tasse che i cittadini hanno pagato, ma non può spenderli per realizzare il servizio

– il Comune versa il milione di euro in banca (non può spenderli), ad un tasso irrisorio

– il Comune affida il  finanziamento e la gestione dell’opera a un appaltatore privato in Project Financing per 30 anni, con remunerazione del capitale ipotizziamo al 6,5%

– tale remunerazione del capitale farà sì che dopo 30 anni saranno stati versati 1.297.323 € di interessi, a fronte del milione necessario per l’investimento

– la banca presta il milione di euro all’appaltatore per realizzare l’opera, ipotizziamo ad un tasso del 5,5%: la banca incassa in 30 anni € 2.064.162 € (più 200.000 € che vanno a chi realizza l’opera, solo come spread: differenza tra tasso di remunerazione del capitale e tasso bancario, legalmente riconosciuto).

Morale della favola? I cittadini pagano diverse volte in più con gli interessi: prima capitalizzando le banche con le loro tasse (1 milione) opportunamente congelate dal patto di stabilità, poi rimborsando gli interessi alle banche tramite l’appaltatore ed infine rimborsando anche l’utile dell’appaltatore sullo spread. In sostanza, oltre il doppio rispetto al costo che si sarebbe avuto se non ci fossero questi vincoli demenziali derivanti dai trattati europei.

Ciò detto chiedo:

D1: questa amministrazione ha intenzione di ricorrere alla finanza di progetto per la ristrutturazione del cimitero, o non ritiene più vantaggioso per il nostro Comune ricorrere all’avanzo di bilancio recentemente emerso dal riaccertamento dei residui?

D2: domanda analoga per la conduzione dei servizi cimiteriali: considerando le criticità emerse e conseguenti alla gestione affidata a privati, non è opportuno riportare all’interno della gestione comunale i servizi cimiteriali?

Canile comunale

– La situazione del canile comunale è un’altra emergenza che ha attraversato varie amministrazioni. Mi permetto di fare una breve sintesi cronologica.

– Nel novembre 2006 viene stipulato un contratto tra il Comune di Mola ed un raggruppamento di imprese con capogruppo la Cooperativa Tasha di Bitonto per la ristrutturazione e la gestione del canile comunale. Durata del contratto: 12 mesi.

– Da allora tale contratto è stato prorogato per altri 3 anni durante l’amministrazione Berlen, durante 5 anni di amministrazione Diperna, durante 1 anno e mezzo di amministrazione DiRutigliano, per altrettanto tempo durante l’amministrazione commissariale e durante 1 anno di amministrazione Colonna, per un totale di circa 12 anni.

– Nel 2012, il Comune riceveva una prima proposta di project financing, da parte della cooperativa che gestisce il canile comunale, per un suo recupero funzionale.

– A seguito di richieste di modifiche da parte dell’Ufficio Tecnico, in data 4.4.2014, la cooperativa Tasha di Bitonto presentava un’ulteriore proposta che prevedeva il raddoppio dell’attuale capienza portandola dagli attuali 207 capi a 417 capi.

– In data 17.4.2015, a poche settimane dalla scadenza della consigliatura, la Giunta dell’epoca accoglie la proposta della cooperativa e approva il progetto preliminare così come da relazione tecnica del capo settore Urbanistica.

– Il quadro economico del progetto prevedeva un valore di 755.000 € di lavori + 285.000 € a carico dell’amministrazione per attività di progettazione, direzione lavori e consulenze varie, per un totale di oltre 1 milione di €.

– Con la delibera si disponeva di porre il progetto preliminare a base di gara, cui sarebbe stata invitata la cooperativa proponente, che diveniva il promotore e si dava mandato al capo settore Urbanistica a procedere.

– Da allora non risulta, aggiungo fortunatamente, si sia proceduto come indicato nella delibera dell’aprile 2015. La gestione del canile è proseguita con molte criticità, tra cui:
> contratto d’appalto per la  gestione ampiamente scaduto da oltre un decennio

> rinnovi circa trimestrali del contratto di gestione alla stessa cooperativa per circa 200mila €/anno, con un valore complessivo affidato direttamente di oltre 1 milione di €

> svariate denunce, anche penali, nella gestione del canile e per il trattamento degli animali.

– La vicenda è un esempio lampante della latitanza di atti di indirizzo politico, che mette in imbarazzo ed in seria difficoltà gli uffici che vengono lasciati senza alcun mandato ad operare.

Ciò premesso, e precisando che non si pretende la risoluzione di un problema decennale in appena 1 anno di questa amministrazione, chiedo al Sindaco o  all’assessore competente:

D1: Alla luce delle necessità di ricovero dei cani, sensibilmente diminuita negli ultimi anni, ed alla luce delle accresciute sensibilità della nostra comunità verso il trattamento degli animali di affezione, è intenzione di questa amministrazione procedere con il raddoppio della capacità del canile?

D2: O non si ritiene più efficace ricorrere ad altre forme di contenimento del randagismo quali sterilizzazione ed adozioni, magari incentivate utilizzando vari strumenti? A titolo di esempio, recentemente è in approvazione una legge regionale che fornisce il servizio veterinario gratis per chi adotta cani da canili comunali.

D3: Si intende operare ancora attraverso lo strumento della finanza di progetto o si ritiene più adeguato procedere attraverso un appalto di lavori manutenzione straordinaria del canile e procedere finalmente con un nuovo appalto per la gestione del canile?

Albo Associazioni

– Nello scorso consiglio comunale ponevo un’interrogazione riguardo alla riapertura, che continuo a ritenere irregolare, dell’iscrizione all’Albo delle Associazioni.

– L’art. 9 dell’apposito regolamento che disciplina i rapporti tra Comune e Associazioni, soprattutto per l’eventuale concessione di contributi, prevede al comma 1 lettera b, che siano regolarmente costituite da almeno 1 semestre.

– L’art. 10 comma 1 lettera c prevede che per l’iscrizione debba essere presentata una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente con l’indicazione dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi programmati.

– Lo stesso art. 10, al comma 3 prevede che “L’Albo comunale delle associazioni, aggiornato con cadenza annuale, è reso pubblico e consultabile sul sito web del Comune di Mola”.

– Essendo pubblico, ho provato a controllare se in tale elenco fosse inserita una delle associazioni protagoniste degli eventi dell’Estate molese, La Giostra delle Idee, con esito negativo: la suddetta associazione non compare nell’attuale versione dell’Albo delle Associazioni pubblicato sul sito del Comune.

Ciò detto chiedo al Sindaco o all’assessore competente:

D1: L’associazione La Giostra delle Idee è iscritta all’Albo delle Associazioni e sta ricevendo contributi? Se sì, come mai non risulta nell’Albo delle Associazioni?

D2: Se è iscritta, considerando che l’associazione in questione sia nata lo scorso gennaio, rispetta i requisiti indicati nell’apposito regolamento delle Associazioni, che prevede che per l’iscrizione debba essere in vita da almeno 6 mesi, oltre che debba presentare una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente e documentare i risultati ottenuti?

D3: Non potendo controllare sull’apposito albo, chiedo se vi sono altre associazioni nella stessa situazione della Giostra delle idee, cioè che si sono iscritte con la riapertura dell’Albo e che stanno ricevendo contributi in occasione degli eventi programmati per l’Estate Molese?

Spiagge

– Ultimamente ho notizia di due richieste di apertura di spiagge attrezzate:
1. La prima è stata presentata nello scorso febbraio per una spiaggia attrezzata, dalle parti di Cala Paduano, in area demaniale.

  1. La seconda contigua all’ex ristorante Gabbiano, in area privata.

– Sembra che la prima sia stata approvata mentre la seconda è ancora in definizione, a due anni della presentazione della richiesta.

D1: non essendo riuscito a trovare riscontri sull’Albo Pretorio, chiedo se l’autorizzazione per la spiaggia attrezzata su area demaniale presso Cala Paduano è stata concessa.

D2: chiedo come mai, a distanza di 2 anni dalla prima richiesta, è stata data risposta solo pochi giorni fa. La normativa non prevede tempi strettissimi per la risposta, negativa o positiva che sia?

D3: viene rispettato l’esame delle domande secondo l’ordine cronologico di presentazione, così come previsto dal DPR 6 giugno 2001, nr. 380, art.20?

Via Matteotti

– Via Matteotti è una delle vie simbolo dell’identità molese. Per anni è stata la via principale di collegamento pedonale tra le due parti in cui è Mola è divisa dalla ferrovia. Ed è programmata ritornare ad esserlo una volta che sarà completato il progettato sottopasso ferroviario. E’ la via percorsa da migliaia di persone settimanalmente per andare a prendere il treno. E’ una delle poche vie alberate di Mola.

– Via Matteotti è affetta da due delle gravi carenze di cui soffre Mola: la cura del verde e la scarsa illuminazione. Non è un mistero che la scarsa cura del verde in quella via sta impedendo sin anche di poterla percorrere, invasa com’è da sciami di insetti che arrivano a ridurre la già scarsa visibilità serale, con rischi anche sulla sicurezza come testimonia qualche episodio di aggressione verificatosi ultimamente.

D1: Che strategia intende adottare questa amministrazione per risolvere queste due carenze? Interventi puntuali provando ad intervenire su specifiche emergenze man mano che si presentano o con una pianificazione che tenda a prevenirle?

D2: Detta in altri termini, per situazione come quelle di via Matteotti, si intende intervenire in modo puntuale velocemente o attendere un qualche piano strategico risolutivo e di vasta portata, magari tra una dozzina d’anni?

D3: A titolo di esempio, qualche mese fa sono stati assegnati a Mola 130mila € di fondi ministeriali per interventi di efficientamento energetico. Risulta qualche comunicazione ufficiale a questa amministrazione? Sono già nella disponibilità del Comune e vi sono indicazioni per il loro utilizzo?

MOZIONE SULLA REGOLAMENTAZIONE DELL’INDIZIONE E SVOLGIMENTO DEI REFERENDUM POPOLARI PREVISTI DALLO STATUTO COMUNALE

Al Presidente del Consiglio Comunale
Dott. Mario Lepore

e p.c.

Al Segretario Generale

Dott.ssa Marianna Aloisio

Oggetto: Mozione per l’istituzione di un regolamento comunale per la piena attuazione dell’art. 58 dello Statuto Comunale.

Il sottoscritto Michele Daniele in qualità di Consigliere Comunale per il M5S,

VISTO

  • il dispositivo dell’art. 8 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL)
  • il Capo III dello Statuto Comunale, ed in particolare l’art. 58 inerente alla possibilità di effettuare referendum popolari di tipo Consultivo, Propositivo e Abrogativo

CONSIDERATO CHE

  • il suddetto art. 58 cita un Regolamento che non sembra esistere tra i regolamenti presenti sul sito del Comune
  • la necessità di coinvolgere la cittadinanza molese su tematiche cruciali per lo sviluppo o il degrado del nostro territorio.

Tutto ciò premesso, tenuto conto e considerato si propone al Consiglio Comunale la seguente

MOZIONE

Si impegna il Consiglio Comunale e le competenti Commissioni consiliari a stilare, nel termine di 60 giorni, l’apposito regolamento che consenta di rendere effettiva la possibilità di indire referendum, così come previsto dallo Statuto Comunale.

Mola di Bari, 22 giugno  2019

                Michele Daniele
Consigliere Movimento 5 Stelle

 

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