Anche quest’anno, si ripete il pesante rito della capitozzatura, con il massacro delle alberature cittadine, nonostante il Regolamento comunale del verde cittadino e la normativa nazionale in materia di potature lo vietino espressamente. In un nuovo articolo, il prof. Giuseppe (Bepi) Ruggiero spiega perchè questa pratica è dannosa, evidenziando il ripetersi degli evidenti errori commessi dalla Giunta Colonna 2, in diretta “continuità, con la prima.
Siamo alle solite. L’attuale amministrazione Colonna, in perfetta continuità con il precedente quinquennio di governo, prosegue imperterrita nella devastazione del verde urbano in dotazione alla nostra cittadina. Con l’ulteriore aggravante che l’ineffabile Colonna, affiancato dai suoi fedeli giannizzeri, ritiene (o fa finta di ritenere, ed in tal caso non si tratterebbe di semplice ignoranza ma anche di malafede) di bene operare nel rispetto delle esigenze biologiche delle piante e a salvaguardia del fabbisogno ambientale della comunità molese.
In realtà, l’approccio perseguito dalla Amministrazione Colonna nella manutenzione del verde – sia ordinaria che straordinaria – risente di evidenti, gravi lacune strutturali: ignoranza tecnica (modalità ed epoca di esecuzione); mancato rispetto delle normative di settore vigenti (Regolamento Comunale del Verde Cittadino, Normativa nazionale, ecc.); costi finanziari ingiustificati che paradossalmente non valorizzano la risorsa verde ma al contrario la depauperano permanentemente; valore didattico-culturale della gestione del bene pubblico calpestato e sostituito da un approccio puramente demagogico.
In questa spregevole cornice tecnico amministrativa può essere agevolmente inserito il recente e maldestro intervento di potatura che ha interessato le querce ubicate in Piazza XX Settembre.
Le LACUNE TECNICHE e le INADEMPIENZE NORMATIVE.
Con riferimento al vuoto di natura tecnica, è doveroso evidenziare, agli attori responsabili e ai miei concittadini, che la potatura appena terminata è stata eseguita con modalità errate in completo spregio sia delle tecniche adottate che della scelta temporale.
Prima dell’intervento di potatura, la forma delle chiome risultava coerente con la tipologia tradizionalmente conferita alle querce presenti nelle piazze e dei viali delle cittadine pugliesi: una sagoma regolare, a parallelepipedo rettangolo, che in continuità con le chiome adiacenti costituisce una fascia regolare continua lungo la perimetrazione dello spazio pubblico.
Sarebbe bastato sagomare i profili della chioma per riportarla all’ingombro geometrico coerente con l’età e con lo sviluppo degli alberi – eseguendo comunque un leggero alleggerimento della parte interna della stessa chioma – dando in tal modo continuità ad una configurazione perfettamente adeguata al contesto urbano circostante e consolidata da tempo.
Al contrario, l’intervento eseguito dai “Colonniani” ha trasformato l’aspetto delle povere querce assimilandolo all’habitus tipico degli alberi produttivi normalmente allevati a vaso aperto in foma libera (olivi, fruttiferi, ecc.): l‘intervento cesorio ha infatti comportato tagli di capitozzatura (potatura di rami di diametro superiore agli 8 cm) e l’eliminazione di oltre l’80% della chioma preesistente (FOTO 1 – 2 – 3): circostanze entrambe espressamente vietate dalla normativa di settore, e dallo stesso Regolamento Generale Comunale del Verde Cittadino del Comune di Mola di Bari) che fa divieto di eseguire capitozzature (art. 9, comma 5) ed esclude la possibilità di ridurre drasticamente la chioma: “ In ogni modo, nella riduzione della chioma non si dovrà asportare più del 30 % della parte epigea” (art. 9, comma 3).
FOTO 1 – EVIDENTE RIDUZIONE DELLA CHIOMA: INTERVENTO INVASIVO INACCETTABILE
Anche per quanto concerne il periodo scelto per l’intervento, la potatura eseguita risulta “fuori legge” come è facile riscontrare dalla lettura del comma 6 del medesimo art . 9: “ omissis ….. Gli interventi di potatura potranno essere effettuati esclusivamente nel periodo di riposo vegetativo (15 dicembre – 28 febbraio, 1 luglio – 31 agosto) per le specie sempreverdi”.


Foto 2: SITUZIONI A CONFRONTO: A SINISTRA LA QUERCIA PRIMA DELL’INTERVENTO
Eseguire potature al di fuori dei periodi ottimali oltre che comportare stress fisiologico alla pianta, già orientata verso un’intensa attività vegetativa, si traduce in un grave danno ambientale in quanto distrugge le preziose nidificazioni di molteplici specie ornitiche che trovano ospitalità nella folta chioma tipica delle alberature cittadine di Lecci. A questo proposto il Decreto 10 marzio 2020 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela dei Territorio e del Mare richiama più volte la necessità di eseguire interventi manutentivi con modalità che “non arrechino disturbo all’avifauna nidificante”.
Prima di essere “spogliati”, i lecci della Piazza XX Settembre risultavano colonizzati da centinaia di uccelli (prevalentemente Fringillidi) impegnati nella prima covata; nel pieno dell’attività riproduttiva allietavano i passanti con gradevoli performance canore. Oggi, la piazza è desolatamente silenziosa: lo sterminio dei nidiacei è concluso e il canto delle coppie sfrattate ma ancora presenti è in realtà un pianto di disperazione.
Capisco che tali considerazioni non scalfiscono in alcun modo la coscienza ambientale dei Colonniani che hanno completamente ignorato le segnalazioni di medesimo contenuto eseguite, nel recente passato, da più osservatori. Una amministrazione che ha dimostrato di essere poco attenta a questioni ambientali importanti (Discarica Martucci, fogna bianca alla “Sciala delle Cozze”, Variante S.S. 16, ecc.) potrebbe mai preoccuparsi di rispettare piante e uccellini indifesi? Come può una amministrazione procedere nello sterminio dell’avifauna locale invece di controllare la popolazione invasiva di colombi? Come può una amministrazione diligente procedere in potature importanti senza risolvere preliminarmente la condizione di asfissia radicale già segnalata dallo scrivente sulla stampa locale?
FOTO 3 – LECCIO ”MASSACRATO” DALLE POTATURE ORDINATE DALL’ AMMMINISTRAZIE COLONNA

In attesa di possibili risposte, anche di tipo politico amministrativo data la dannosità dell’agire dell’Amministrazione Colonna, possiamo solo sperare che gli spiriti degli uccellini sfrattati e uccisi e l’anima delle querce capitozzate possano disturbare i sonni dei “Colonniani” tutti.
Giuseppe Ruggiero
Docente di “Analisi, Pianificazione e Salvaguardia delle Risorse Territoriali “
DiSSPA – Università degli Studi di Bari





Il prof. Ruggiero ha già illustrato pienamente i danni arrecati all’alberatura, già ampiamente dimostrati dalla letteratura scientifica. Purtroppo sul “verde” tutti si credono bravi, ma qui si tratta di mettere le mani su esseri viventi, che hanno una loro anatomia e fisiologia. Le amministrazioni dovrebbero dare il buon esempio e applicare non solo i Criteri Ambientali Minimi, ma soprattutto un po’ di buonsenso, altrimenti i cittadini credono che quel tipo di intervento sia corretto e lo ripeteranno anche nel verde privato. Termino dicendo che la giurisprudenza inizia anche ad arricchirsi di sentenze della Corte dei Conti che ha condannato le Amministrazioni per danno al Patrimonio proprio per interventi di questo tipo.