Dopo l’intervento del prof. Giuseppe Ruggiero, da noi pubblicato nei giorni scorsi – che ha riscosso la forte attenzione dei lettori, con migliaia di letture – riceviamo ora il comunicato stampa di Legambiente sull’assurda decapitazione delle alberature pubbliche fatta eseguire dal Comune di Mola, in violazione dello stesso regolamento comunale di manutenzione del verde.
Riceviamo dal Circolo di Legambiente di Mola e pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA con preghiera di diffusione Mola di Bari, 29 marzo 2022
Ancora errori ed orrori nella potatura degli alberi a Mola
Dopo aver visto le drastiche potature degli oleandri di via Matteotti e via Toti, qualcuno aveva detto “Hai visto che bel lavoro? Una bella tosata ci voleva proprio!”. Poi hanno potato le tamerici sul lungomare e tutti hanno detto “Ma era necessario?”.
No! La “capitozzatura” non è il metodo migliore per potare o risanare una pianta: la capitozzatura indebolisce gli alberi; causa il decadimento dell’albero; può causare scottature per eccessiva esposizione alla radiazione solare; rende gli alberi brutti. Le tamerici non avevano bisogno di essere potate. E non così. E non in questo periodo.
In questi giorni stiamo vedendo capitozzature indiscriminate e tagli distruttivi.




Una capitozzatura richiede pochi minuti, contro le decine di minuti richieste da un taglio ragionato. Molti pensano che più si pota e migliore è il lavoro, senza capire che invece è l’esatto contrario.
Ciò che viene sempre ignorato è che le piante rispondono alla potatura con getti forti e vigorosi, ma innaturali e squilibrati. Perché, mentre una leggera potatura fa parte delle abitudini di ogni pianta, la potatura forte induce la pianta ad avere più getti, anche in basso. Che saranno vigorosissimi, e diventeranno, con tutta probabilità, lunghi.
Hanno potato anche i pini: le conifere non si devono mai potare, se non per pulire il secco.
Si parla tanto della necessità di fissare l’anidride carbonica (CO2), di ridurre la CO2 dell’atmosfera che cresce continuamente, tanto da aver superato 415 parti per milione (il 50% in più rispetto a prima della rivoluzione industriale), con le conseguenze che vediamo in termini di cambiamenti climatici.
Dovremmo piantare miliardi di alberi in tutto il mondo per riassorbire una parte del surplus di anidride carbonica che abbiamo prodotto dalla rivoluzione industriale ad oggi; invece qui, a Mola di Bari, continuano a capitozzare e eliminare alberi (è successo nella scuola elementare De Filippo).
Non è educativo e sostenibile quello che sta avvenendo a Mola nella manutenzione del verde.
È necessario far seguire i lavori di potatura da un agronomo per garantire la ripresa e la resilienza del verde. Il Comune di Mola ha un regolamento del verde che spiega come vanno eseguite le potature e vieta le capitozzature.
Chi ha disposto questi interventi scellerati? Un’altra variante…?




