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Mola di Bari

LIBERAZIONE DAL “MOSTRO MARTUCCI”, MA NELLA CHIAREZZA. CHI PROTEGGE LE RESPONSABILITA’ DI DECARO SINDACO METROPOLITANO?

data:

“Mola Libera” sarà senz’altro presente all’annunciata manifestazione popolare, del prossimo 18 maggio, sull’infinita questione Martucci, ma nell’estrema chiarezza delle richieste già presentate ai Sindaci dell’Area Vasta (Mola, Conversano, Rutigliano e Polignano). Infatti, chiameremo alle sue responsabilità non solo il Presidente della Regione Puglia ma anche il Sindaco Metropolitano, il “convitato di pietra” che anche alcune associazioni ambientaliste molesi vogliono tenere al riparo per ragioni politiche e ideologiche. Ecco cosa è accaduto in proposito con il “boicottaggio” alle corrette posizioni del nostro giornale. In proposito, pubblichiamo in versione scaricabile i documenti di “Mola Libera” inviati ai Sindaci e alle Autorità politiche dell’Area Vasta Martucci e l’appello rivolto dai nostri lettori al Sindaco di Mola.

Mola Libera è un giornale indipendente e allo stesso tempo svolge un ruolo di “cittadinanza attiva”, cioè si adopera concretamente non soltanto per svolgere il diritto di cronaca e di critica riconosciuto alla stampa dall’articolo 21 della Costituzione, ma anche per portare “valore aggiunto” alle dinamiche sociali e culturali della nostra comunità.

In questi cinque anni di ininterrotta presenza quotidiana abbiamo più e più volte esercitato questo ruolo, con osservazioni e proposte in numerosi campi: dalla variante alla statale 16 alle scelte di programmazione urbanistica, dalla spiaggia urbana all’assetto idrogeologico, dal futuro di Palazzo Roberti alle proposte sul riassetto del fronte mare, ecc..

Non poteva mancare ovviamente il nostro contributo all’intricata e scabrosa “questione Martucci”: con decine di articoli, riflessioni, testimonianze dirette, proposte e un dossier in due parti che ripercorre l’intera vicenda, dagli inizi ai giorni nostri.

Il problema è tornato caldissimo in quest’ultimo periodo, con la concreta possibilità che venga riattivata la discarica, nello specifico il lotto 2, con le due vasche di servizio-soccorso all’impianto complesso per la produzione di ecoballe che vengono poi bruciate nel termovalorizzatore di Massafra.

In sostanza, è in corso una conferenza di servizi presso la Regione Puglia che ha ad oggetto il rilascio o il diniego alla richiesta dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) presentata dalla Progetto Gestione Bacino Bari 5, cioè la società che gestisce il sito Martucci, in particolare l’impianto complesso con le annesse vasche del lotto 2, in base ad un contratto di concessione firmato dal Presidente regionale pro tempore, Nichi Vendola, il 28 maggio 2012, di durata quindicennale.

Tuttavia, dall’andamento in corso della conferenza di servizi le avvisaglie lasciano presagire che il potere politico regionale voglia rilasciare l’AIA per la rifunzionalizzazione delle vasche. E quindi bene hanno fatto alcune associazioni cittadine ad assumere l’iniziativa per protestare concretamente e pubblicamente contro questa sciagurata ipotesi, che riporterebbe Martucci all’anno zero, nonostante le mille traversie di questi anni.

Anche Mola Libera ha partecipato ad alcune riunioni di questo forum di associazioni, approntando una bozza di documento da sottoporre ai Sindaci dell’Area Vasta e, quindi, in sintesi alla cittadinanza per chiamarla alla mobilitazione.

Purtroppo, come abbiamo già spiegato, il documento elaborato da Mola Libera è stato letteralmente saccheggiato dall’esponente cittadino di Legambiente, via chat, con rilievi in alcuni casi assolutamente infondati ed errati e in altri casi pretestuosi e ostruzionistici.

Ma la parte peggiore è arrivata dopo, con il confronto diretto. Con un’intesa concordata probabilmente in via preventiva tra Legambiente e chi utilizza il simbolo di Stop Martucci senza legittimità associativa – sono stato tra i fondatori di quel sodalizio che, purtroppo, dopo le lotte del 2021 contro il Piano regionale rifiuti si è trasformato nell’ennesimo organismo autoreferenziale -, vi è stato il diniego a citare le responsabilità di Antonio Decaro sia in qualità di Sindaco Metropolitano, cioè di responsabile politico del coordinamento tra i 41 Sindaci della ex Provincia, che di Sindaco di Bari quale azionista di maggioranza della municipalizzata AMIU, che gestisce l’impianto complesso per il trattamento dei rifiuti indifferenziati di quella città.

A Mola Libera non è rimasto che prendere atto di questa manovra combinata e del suo carattere esclusivamente politico: Decaro, candidato alle elezioni europee del PD non va nominato! Un “convitato di pietra” che non si poté neppure nominare nel 2021, nel corso della battaglia contro il Piano regionale, per un similare veto del Sindaco Colonna e dell’Assessora all’Ambiente Tarsitano. Infatti, un’analoga chiamata all’assunzione di responsabilità di Decaro fu fatta cassare da un documento affine, sempre approntato da Mola Libera, e che fu la base per la deliberazione congiunta dei Comuni di Mola e Conversano nel novembre 2021, con la richiesta di stralcio del sito Martucci dal Piano.

Ora la situazione si ripete e il veto arriva da associazioni ambientaliste: a parole contro ogni potere costituito che sia avverso alla tutela ambientale e alla salute delle popolazioni, ma nei fatti a difesa di taluni personaggi politici e rendite di posizione partitiche o di coalizione.

La conferma la si è avuta mercoledì sera, 24 aprile, nella trasmissione sul web organizzata da “Per fare un fiore”: non una sola parola sulle responsabilità del Sindaco Metropolitano, nonché Primo cittadino del capoluogo pugliese.

Giusto per non lasciare spazio a fraintendimenti, riportiamo ancora una volta la parte del documento approntata da Mola Libera e che è stata cassata dalla manovra politica concordata tra Legambiente e quel che rimane di Stop Martucci, cioè due persone. I lettori potranno giudicare la plausibilità o meno dell’enunciato che segue:

4) Cessazione di tutte le funzionalità dell’impianto complesso TMB (Trattamento Meccanico Biologico) di Martucci, compresa quella della discarica di servizio-soccorso. AMIU Bari quale unico impianto complesso TMB dell’Area Metropolitana. Inoltre, si chiede che, sempre a cura dei Sindaci dell’Area Vasta, venga richiesta formalmente al Presidente della Regione Puglia, all’Assessore Regionale all’Ambiente e alla Direzione AGER, la chiusura definitiva dell’impianto TMB di Martucci, compresa l’annessa discarica di servizio-soccorso, entro e non oltre il 31.12.2025, previa revoca per “pubblico interesse” già evidenziata. Allo stesso tempo, si chiede che i Sindaci dell’Area Vasta richiedano formalmente al Sindaco di Bari di approntare ogni atto e disposizione affinché l’impianto complesso TMB della municipalizzata AMIU Bari sia pronto, come da Piano Regionale rifiuti nello scenario a regime 2025, ad assumere la piena funzionalità di unico impianto di questo tipo all’interno dell’Area Metropolitana entro e non oltre il 31.12.2025, comprensivo di propria e annessa discarica di servizio-soccorso, da individuarsi secondo le procedure di sito alternativo di cui al punto 3).

Ebbene, come si è detto, questo punto è stato respinto da Legambiente e Stop Martucci: il perché è chiarissimo, è una scelta politica di NON disturbare il manovratore impegnato nella competizione elettorale delle europee, sebbene, in ogni caso, Decaro continui ad essere responsabile del suo ruolo attuale fino ad elezione avvenuta.

E Decaro è altrettanto corresponsabile della perdurante mancata scelta del “sito alternativo” a Martucci, evidenziato al precedente punto 3) del documento proposto da Mola Libera:

3) Individuazione del sito alternativo a Martucci. Allo stesso tempo, si chiede che i Sindaci dell’Area Vasta provvedano a richiedere formalmente una convocazione straordinaria dei Sindaci dell’Area Metropolitana sotto l’egida del Sindaco Metropolitano, al fine di dare attuazione alla seconda parte dell’emendamento Caracciolo-Parchitelli al Piano Regionale rifiuti con l’obiettivo dell’immediata individuazione del sito alternativo a Martucci in funzione di discarica di servizio-soccorso e comunque di discarica RSU idonea a contenere eventuali emergenze rifiuti.

Anche questo punto fondamentale non è nelle corde delle due associazioni che, invece, finora non hanno esplicitato alcun documento ufficiale se non le solite chiacchiere della generica “messa in sicurezza” dei lotti esauriti della discarica, punti sui quali non si dovrebbe nemmeno discutere: si tratta di prerequisiti scontati e basilari in una richiesta ai politici. E che consistono innanzitutto nell’estrazione del percolato, mentre è al “TITOLO V Parte IV del D. Lgs 152/06 BONIFICA DI SITI CONTAMINATI” che ci si deve riferire per risolvere in via definitiva l’inquinamento delle matrici ambientali (suolo, sottosuolo e acque sotterranee).

Peraltro, con la generica “messa in sicurezza” il problema Martucci non si risolve: infatti, fino a quando esisterà l’impianto complesso a Martucci ci sarà una produzione di rifiuti da avviare in discarica … e se non ci sono altre discariche disponibili nell’Area Metropolitana (infatti, le discariche sono tutte chiuse per svariati motivi e comunque l’AMIU Bari la sua discarica non ce l’ha), bisognerà scaricare in loco, cioè a Martucci, per il “principio di prossimità” su base provinciale introdotto dal Piano regionale. Ma anche se si continuasse ad andare in deroga, scaricando, come oggi, in discariche del brindisino e del leccese, prima o poi i nodi arriverebbero al pettine.

Infatti, quelle discariche potrebbero essere dichiarate esaurite (e molte sono sul punto di esserlo), come peraltro già la Regione ha paventato, e pertanto il lotto 2 della discarica Martucci verrebbe riaperto per causa di forza maggiore.

Ecco quindi tornare la necessità che a Martucci non solo non si riapra la discarica ma che chiuda, nel più breve tempo possibile, l’impianto complesso, il quale genera rifiuti da conferire in discarica. Ed è altrettanto indispensabile che entri a pieno regime, in sostituzione e alternativa all’impianto di Martucci (come infatti previsto dal Piano regionale nello scenario al 2025) l’analogo impianto dell’AMIU Bari … che NON dispone di una discarica di servizio-soccorso… e della quale deve necessariamente dotarsi, ovviamente in un sito alternativo a Martucci.

Come facciano a non capire questa elementare verità due ambientalisti, peraltro laureati in discipline scientifiche, resta un mistero… o quel mistero è soltanto il velo che l’appartenenza ideologica fa ai loro occhi.

Peraltro, si è pure appreso, nella trasmissione di mercoledì sera, che l’esponente di Legambiente si era dimesso dal suo incarico per protesta contro la dirigenza regionale di tale associazione… salvo poi tornare al proprio posto. La tecnica della “dimissione … con ritorno” non è nuova, ma comporta una scarsa credibilità in chi la pratica. D’altra parte, non dimentichiamo che fu proprio Legambiente, quale parte civile nel processo per disastro ambientale a Martucci, a presenziare molto poco nel dibattimento e, addirittura, a mancare (o comunque a svolgere un ruolo passivo) nell’udienza conclusiva, quando il Giudice addirittura pregò le parti civili di intervenire… ma con scarso successo, come si legge in un ampio resoconto del 17.10.2017 di altra associazione ambientalista.

Né migliori garanzie fornisce l’esponente dell’ormai autoreferenziale Stop Martucci, un ingegnere meccanico prestato all’ambientalismo, di sicuro ancoraggio tecnico, ma di scarsa se non nulla visione e attitudine alla comprensione strategica e “politica” di una delicata e intricata questione qual è Martucci.

In definitiva, Mola Libera, comunque sia, parteciperà alla manifestazione del 18 maggio perché l’espressione di forza popolare, pacifica e democratica, anche se lacunosa, è sempre da preferire al silenzio e all’accondiscendenza, ma lo farà ribadendo quanto ha già scritto ai Sindaci dell’Area Vasta Martucci (Mola, Conversano, Rutigliano, Polignano) e quel che, in sintesi, ha proposto ai propri lettori quale appello da rivolgere al Sindaco Colonna.

Lo farà peraltro per far risaltare quanto lo slogan generico, proposto dagli organizzatori, sia di scarsa valenza politica e programmatica.

Probabilmente tale slogan è buono per riempire una piazza – e in tal senso ai lettori di Mola Libera ci appelliamo affinché contribuiscano in maniera decisiva – ma non è all’altezza della sfida e, come al solito, non scalfirà più di tanto Emiliano e il potere regionale, pronti a concedere una qualche forma di “messa in sicurezza” sul lotto 3, come preannunciato nei giorni scorsi (che può voler dire tutto e niente, come si sta vedendo con le attuali “misure di prevenzione”, assolutamente inutili: tant’è che ARPA ha già dichiarato che l’estrazione del percolato è impossibile da realizzare), ma che non cambieranno le decisioni politiche sul lotto 2, cioè sulla riapertura della discarica.

Ed è la riapertura della discarica, a seguito del mantenimento dell’impianto complesso, ad essere il bubbone che continueremo a portarci appresso ancora per molti anni, forse per decenni: in tal modo, Martucci, nonostante le scadenze programmate, non chiuderà mai; si andrà avanti di proroga in proroga fino ad un nuovo riassetto perchè una “gallina dalle uova d’oro” non chiude mai… magari con il complemento di un inceneritore prossimo venturo.

E con la riapertura di Martucci continuerà l’inquinamento, che dalla “collina dei veleni” scende a valle, in specie perché al di sotto del lotto 2, proprio in corrispondenza delle due vasche, scorre un reticolo idrografico, cioè vi è il passaggio diretto della falda, come è stato evidenziato di recente dall’Autorità di Bacino.

E quindi torneremo a parlare di “messa in sicurezza”, questa volta del lotto 2… Una storia infinita, con il codice 048 che, purtroppo, continuerà a riservarci il suo triste primato ancora a lungo.

E’ mai possibile che tutto questo non sia comprensibile a quanti hanno indetto la pubblica protesta? E’ mai possibile che non si capisca che il problema va affrontato una volta per tutte in maniera definitiva e radicale?

Può anche darsi che nella manifestazione la parola ci venga negata: è già accaduto in casi analoghi con questi “campioni” della democrazia e dell’educazione… E quindi potrà accadere ancora. Ma se qualcuno pensa in tal modo di mettere a tacere l’uso della ragione… ha sbagliato i suoi calcoli e anche la sua futura traiettoria politica.

Intelligenti pauca.

___________

Ecco in allegato i due documenti prodotti di recente da “Mola Libera”.

Il primo è la lettera inviata ai Sindaci e alle altre Autorità politiche (Assessori all’Ambiente, Presidenti delle Commissioni Consiliari Ambiente, Capi Gruppo Consiliari, Consiglieri comunali dell’Area Vasta Martucci). Tale lettera era stata in precedenza presentata in forma di bozza alle associazioni organizzatrici della manifestazione, con quel che purtroppo ne è conseguito, come è stato ampiamente spiegato nell’articolo.

Il secondo documento è l’appello, elaborato da Mola Libera, che i lettori del giornale hanno successivamente rivolto, con il loro gradimento, al Sindaco Colonna tramite la nostra pagina Facebook:

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