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LIKE A JAZZ. CHIARA BECCHIMANZI CHIUDE IL FESTIVAL DI “STAND UP COMEDY”: SABATO 12, AL VAN WESTERHOUT, CON “TERAPIA INTENSIVA – BEATA IGNORANZA”

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Gran finale per il Festival di Stand-Up Comedy della Like a Jazz, con Chiara Becchimanzi che il 12 aprile alle 21.00 torna al teatro Van Westerhout a Mola di Bari con Terapia Intensiva – Beata ignoranza. Dopo il successo dei precedenti appuntamenti, il Festival si conclude con un’artista in grado di unire tra loro comicità, scrittura e riflessioni personali.

Attrice, autrice, regista e stand-up comedian, Becchimanzi torna in scena con il terzo capitolo della sua trilogia psicologica (dopo Terapia di gruppo e Terapia d’urto) con uno spettacolo che, tra satira e risate, esplora l’ignoranza come forma di beatitudine e difesa, ma anche come lente distorta della visione del mondo, e come afferma la Becchimanzi: “Beata l’ignoranza che non si fa domande, che crede a ciò che vuole, che ha paura di ciò che non conosce e odia chi non è d’accordo. Ma soprattutto beatə noi, che possiamo riderne”.

 

“Chiara Becchimanzi è un’artista che sa far ridere anche mentre dice cose serissime. Con intelligenza e un’ironia che disarma e fa riflettere”, sottolinea Lisa Angelillo, direttrice artistica del Festival.

Il Festival rientra nella rassegna Voglia di Teatro, con il patrocinio e il contributo del Comune di Mola di Bari. Main sponsor: Autoclub Group e Puglia in Bocca. Media partner: Radio Mi Piaci.

Info su Chiara Becchimanzi

Latinense di nascita, napoletana di sangue, ostiense per scelta ed eoliana nel cuore, Chiara Becchimanzi è un’artista poliedrica: attrice, autrice, regista, stand up comédienne, romanziera, attivista e progettista culturale – “e chi più ne ha più ne metta, sottolinea ironicamente la Becchimanzi”-.

Ha calcato i palchi di tutta Italia con spettacoli acclamati per la loro forza espressiva e la capacità di trattare temi profondi con leggerezza e sarcasmo. Terapia Intensiva è l’ultimo capitolo della sua trilogia sulla psiche umana. “In un mondo che ci vuole dividere in nicchie, appiattite negli interessi e nelle competenze – aggiunge -, rivendico fortemente il diritto alla complessità e ad essere tante cose tutte insieme, fuggendo le categorizzazioni, soprattutto se sembrano etichette.”

 

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