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Mola di Bari

L’INTERVENTO DI FINE ANNO DEL SINDACO COLONNA PASSATO AL VAR DI “MOLA LIBERA”: ECCO LA NOSTRA ANALISI

data:

Evitando ancora una volta il confronto con la stampa e con la cittadinanza, il Sindaco Colonna si produce in un soliloquio di fine anno. Il nostro giornale ha esaminato, punto per punto, le sue dichiarazioni e ne ha tratto ampia materia di informazione ai lettori con dati e considerazioni precise. Buona lettura!

Ecco le dichiarazioni del Sindaco Giuseppe Colonna, pubblicate dalla pagina Facebook ufficiale del Comune di Mola di Bari, in data 31.12.2025:

Fare gli auguri, quest’anno, significa esercitare fino in fondo il senso di responsabilità che il ruolo istituzionale impone.

Il 2025 è stato un anno complesso e determinante per Mola di Bari, segnato da scelte amministrative rilevanti, da percorsi di riorganizzazione non più rinviabili e dall’apertura di numerosi cantieri strategici, in particolare quelli finanziati con risorse del PNRR.

È stato un anno in cui l’Amministrazione comunale ha assunto decisioni necessarie per garantire sostenibilità, legalità ed efficienza, pur nella consapevolezza che tali scelte avrebbero inciso sulle abitudini quotidiane dei cittadini. L’introduzione delle aree di sosta a pagamento, la concentrazione temporale di più opere pubbliche e i disagi inevitabili legati ai cantieri hanno generato difficoltà e perplessità: aspetti che non vengono né sottovalutati né ignorati.

Governare una comunità significa assumersi la responsabilità di decisioni che non sempre producono consenso immediato, ma che risultano indispensabili per superare criticità strutturali e restituire alla città condizioni di maggiore ordine, funzionalità e prospettiva.

Il 2026 rappresenterà una fase di consolidamento e di restituzione. Non sarà un anno di annunci, ma il tempo in cui gli interventi avviati inizieranno a produrre risultati tangibili. In questo quadro si inseriscono l’accreditamento del centro per persone con disabilità, ottenuto nei giorni scorsi, e l’apertura nel 2026 del centro di neuropsichiatria infantile gestito dalla ASL, insieme al completamento dei lavori della Casa di Comunità, che consentirà finalmente di potenziare in modo strutturale i servizi socio-sanitari sul territorio. A questo si aggiunge il trasferimento della nuova biblioteca comunale, destinata a diventare uno dei principali attrattori delle politiche culturali della città.

Sul fronte delle opere pubbliche, il 2026 vedrà l’avvio dei lavori del sottopasso pedonale di via Matteotti, il rifacimento delle strade urbane ed extraurbane — per un investimento complessivo di 2 milioni di euro — il completamento della rotatoria sulla Mola–Cozze, dell’asse attrezzato di via Paolo VI, l’avvio dei lavori del parcheggio di corso Italia ed il completamento dei molteplici interventi nelle nostre scuole. Azioni che, insieme a molte altre opere di riqualificazione e infrastrutturazione, restituiranno progressivamente un nuovo respiro alla città.

Continuerà inoltre l’impegno dell’Amministrazione per la ripartenza dei lavori del solarium urbano e per l’avvio del dragaggio del porto, interventi considerati strategici e indispensabili, sui quali il lavoro quotidiano non si è mai interrotto.

Sul piano della pianificazione urbanistica proseguiranno i percorsi di approvazione del PEBA, del Piano Comunale delle Coste e dell’adeguamento del PRG al PPTR. Avvieremo inoltre il percorso per la redazione del PUG, per il quale sono già state stanziate le risorse necessarie. Parallelamente continuerà il lavoro avviato in questi mesi sulla lottizzazione C 2.3 e sul procedimento finalizzato a risanare una ferita profonda della nostra città, rappresentata dall’area delle cosiddette “villette a mare”. Il 2026 si preannuncia anche come un anno in cui importanti investimenti da parte di realtà imprenditoriali confermeranno Mola di Bari come un territorio attrattivo.

L’inaugurazione della mostra dedicata al nostro concittadino Bruno Calvani segnerà un punto di svolta importante per arricchire alla già nutrita offerta culturale della nostra città un elemento fortemente qualificante. Cultura che abbiamo reso pilastro della strategia turistica, anche attraverso le tantissime visite guidate, per portare Mola di Bari a crescere sul piano dell’attrattività e della ricettività.

Lo sport, con la prosecuzione degli interventi di riqualificazione dei nostri impianti sportivi, continuerà ad essere uno strumento di aggregazione sociale per la nostra comunità.

Il tema ambientale resta centrale. Negli ultimi giorni dell’anno è giunta notizia di un ulteriore finanziamento della Regione Puglia per l’area di Martucci, destinato a sostenere i Comuni nella fase di avvio degli interventi di riqualificazione ambientale delle discariche dismesse e dei siti contaminati. Questo finanziamento si aggiunge ai 160 milioni di euro già investiti dalla Regione per la messa in sicurezza e la bonifica dei siti contaminati, tra cui Martucci. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area vasta di Martucci, vigilando affinché non vi sia alcun tentativo di riapertura del secondo lotto.

Sono consapevole che il percorso in atto comporterà ancora sacrifici e disagi. Ma Mola di Bari aveva bisogno di affrontare nodi rimandati per troppo tempo e di avviare una trasformazione non più rinviabile. Questo percorso richiede, oggi più che mai, uno sforzo collettivo fondato su propositi costruttivi, sul rispetto delle posizioni e delle idee diverse e su un confronto civile e responsabile, nell’interesse esclusivo della comunità.

La fiducia non si chiede e non si pretende: si costruisce nel tempo, con i fatti, con la coerenza delle scelte e con una presenza costante sul territorio. È con questo spirito che continuerò a svolgere il mandato affidatomi, nel rispetto del confronto democratico e con attenzione sincera alle esigenze della comunità di Mola di Bari.

Buon anno a tutti i molesi, a Mola, in Italia e nel mondo!

Giuseppe Colonna

ANALISI DELLE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI MOLA DI BARI

Innanzitutto, soffermiamoci sulle modalità di queste dichiarazioni, rese, ancora una volta, senza alcuna forma di conferenza stampa e, comunque, di confronto diretto con la cittadinanza. Dal 2018 al 2025, in ben otto anni di potere al vertice dell’istituzione comunale, il Sindaco Colonna ha tenuto una sola conferenza stampa di fine anno, precisamente nel 2023, l’anno delle nefaste querele a carico di ben 15 cittadini. E non fu un caso: fu una conferenza stampa finalizzata soprattutto a respingere la richiesta di ritiro delle querele, espressa dall’assemblea cittadina che si tenne il 10 dicembre 2023 indetta dal Comitato per l’emergenza democratica.

Ma tant’è. Il Sindaco Colonna continua nella sua strategia comunicativa unidirezionale, fatta di proclami a senso unico, sempre auto assolvendosi e mai assumendosi le responsabilità concrete di molte inadempienze e gravi ritardi nella sua azione politico-amministrativa.

E’ il caso anche di questo resoconto 2025, con peraltro i buoni propositi per il 2026 tutti da verificare in corso d’opera nei prossimi mesi.

Veniamo quindi ad esaminare le dichiarazioni di Colonna, premettendo che egli ormai ha superato il giro di boa del suo secondo mandato amministrativo, iniziato a fine giugno 2023, dopo la sua rielezione, al ballottaggio, per poche decine di voti sul suo sfidante Francesco Brunetti.

Vediamo nello specifico le sue dichiarazioni, tenendo conto che la variabile “tempo” è fondamentale nella valutazione dei risultati e della “performance” dell’attività amministrativa. Più rapidamente si eseguono le attività enunciate nel programma elettorale o comunque nel corso del mandato, più significa che vi è una maggiore efficienza dell’azione politico-amministrativa. Ovviamente, la rapidità deve essere coniugata con il miglior risultato e, quindi, acquista particolare importanza, oltre all’efficienza, anche l’efficacia.

Colonna così ha iniziato ad elencare le attività eseguite dall’atto del suo secondo insediamento ad oggi.

A) Dichiarazione del Sindaco Colonna:

Accreditamento del centro per persone con disabilità, ottenuto nei giorni scorsi, e l’apertura nel 2026 del centro di neuropsichiatria infantile gestito dalla ASL, insieme al completamento dei lavori della Casa di Comunità, che consentirà finalmente di potenziare in modo strutturale i servizi socio-sanitari sul territorio. A questo si aggiunge il trasferimento della nuova biblioteca comunale, destinata a diventare uno dei principali attrattori delle politiche culturali della città.

Verifica di Mola Libera:

1) Centro Diurno per Disabili di Via De Gasperi: soltanto pochi giorni fa, come ammette lo stesso Sindaco, è stato ottenuto l’accreditamento della struttura presso la ASL: ci sono voluti sette anni e mezzo di gestione Colonna per giungere a questo risultato. Un record, ovviamente negativo, tenuto conto che nel frattempo le famiglie dei disabili molesi hanno dovuto portare in altri comuni i propri cari, con aggravio di spese di trasporto, con difficoltà logistiche e, molto spesso, tenendo i disabili a casa per non affrontare ulteriori costi, con ciò privando tali persone della giusta socialità e delle appropriate cure. Peraltro, il forte ritardo si tradurrà in un vero funzionamento, in forma convenzionata, soltanto con l’acquisizione presso la Regione dei “buoni di servizio”, cioè della forma di aiuto monetario che consente alle famiglie dei disabili di far fronte alla retta giornaliera.

2) Apertura del Centro di Neuropsichiatria infantile. Si tratta di un nuovo servizio attivato presso un locale al piano terra della palazzina del Contratto di quartiere della Trinità, non previsto nel programma elettorale di Colonna e del quale va dato merito, per l’acquisizione, alla consigliera di maggioranza Stefania Capotorto che ha evidentemente, in qualità di medico, saputo cogliere una positiva novità per il nostro territorio.

3) Trasferimento della Biblioteca comunale presso la stessa palazzina di cui si è detto sopra. Mola Libera si è già espressa contro questa scelta, effettuata quando è diventata conclamata l’incapacità gestionale della Giunta Colonna, sia nel primo che nel secondo mandato, di dare vera funzionalità al Palazzo delle Culture di Piazza degli Eroi. Una biblioteca che non consente la frequentazione dei disabili, anziani e categorie fragili per la mancata attivazione dell’ascensore in lunghi sette anni e mezzo, è una sconfitta non solo per Colonna e per la sua maggioranza, ma per l’intera città. Si capisce benissimo che, con l’approvazione imminente del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), mantenere la biblioteca con una barriera architettonica all’accesso, qual è lo scalone che porta al primo piano, sarebbe stata una grave contraddizione. Ecco una delle ragioni del suo spostamento altrove, insieme all’assenza di climatizzazione e alle condizioni sempre più precarie dell’intera struttura che, nelle intenzioni del Sindaco, andrà sottoposta ad un nuovo recupero, dopo quello fallimentare del Piano Urban di appena 12 anni fa, che ha lasciato il Palazzo San Domenico in condizioni davvero deplorevoli. Ma si tratta di un nuovo recupero del quale non sono mai state dichiarate apertamente le finalità e, comunque, la vera e nuova destinazione d’uso. Spostare quindi la biblioteca in estrema periferia è diventata una soluzione obbligata in presenza di condizioni strutturali precarie: questo avrebbe dovuto dichiarare per piena trasparenza il Sindaco Colonna. Invece, il primo cittadino ha declamato il trasferimento come una conquista e non come un ripiego.

B) Dichiarazione del Sindaco Colonna:

Sul fronte delle opere pubbliche, il 2026 vedrà l’avvio dei lavori del sottopasso pedonale di via Matteotti, il rifacimento delle strade urbane ed extraurbane — per un investimento complessivo di 2 milioni di euro — il completamento della rotatoria sulla Mola–Cozze, dell’asse attrezzato di via Paolo VI, l’avvio dei lavori del parcheggio di corso Italia ed il completamento dei molteplici interventi nelle nostre scuole. Azioni che, insieme a molte altre opere di riqualificazione e infrastrutturazione, restituiranno progressivamente un nuovo respiro alla città. Continuerà inoltre l’impegno dell’Amministrazione per la ripartenza dei lavori del solarium urbano e per l’avvio del dragaggio del porto, interventi considerati strategici e indispensabili, sui quali il lavoro quotidiano non si è mai interrotto.

Verifica di Mola Libera:

Ecco l’elenco delle opere pubbliche dichiarate nell’elenco annuale del 2025 approvato prima dalla Giunta e quindi dal Consiglio comunale:

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Come ben si può notare, il Piano delle opere pubbliche del 2025 contava ben 26 opere pubbliche da realizzare o comunque da avviare nel corso dell’anno.

Sulle 26 opere dichiarate, in realtà non ne è stata completata nessuna, mentre sono in corso di esecuzione sette opere. In particolare:

  1. Asse attrezzato di Viale Paolo VI, articolato in due voci: un’opera pubblica che risale alla sua previsione nel PRU (Piano Recupero Urbano) del Cozzetto, approvato dal Consiglio comunale nel remoto 1999, ben 26 anni fa! I lavori sono in corso.
  2. Adeguamento CCR (Centro Comunale di Raccolta) dei rifiuti: dopo un primo avvio, non si notano attività concrete di cantiere all’interno del perimetro del CCR esistente presso la Zona Industriale.
  3. Adeguamento di mense scolastiche nelle seguenti scuole. San Giuseppe, Dante Alighieri, Tanzi, De Filippo: in corso.
  4. Riconversione del plesso scolastico Prolungamento Via Fiume in asilo nido, avviato il 23 dicembre scorso.

Si tratta quindi di un risultato assolutamente insufficiente per un’Amministrazione comunale che ha dichiarato da realizzare o comunque da avviare nel corso del 2025 ben 26 opere.

Tra di esse, quelle che Colonna, nel suo messaggio di fine anno, ha dichiarato come da eseguire nel corso del 2026:

  1. La realizzazione del sottopasso pedonale di Via Matteotti, la cui esecuzione concreta viene rinviata di anno in anno dal Sindaco Colonna che, non dimentichiamolo, è allo stesso tempo Assessore ad interim all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici.
  2. Il rifacimento delle strade urbane ed extraurbane per un investimento di 2 milioni di euro: si tratta di un’attività attesa dalla popolazione da lungo tempo. Ci auguriamo davvero che si provveda senza indugio perchè lo stato delle strade cittadine, oltre che dell’agro, è in condizioni assolutamente pietose. Tuttavia, non potranno iniziare se non al termine dei prolungati scavi che l’Acquedotto Pugliese sta conducendo ovunque sul territorio urbano per la sostituzione dei tronchi idrici obsoleti.
  3. Il completamento della rotatoria sulla Mola – Cozze: viene definito “completamento” dal Sindaco Colonna… ma questa rotatoria non ha mai visto lavori di avvio!
  4. Il completamento dell’asse attrezzato di Viale Paolo VI: come abbiamo già scritto, si tratta di un’opera avviata già alcuni mesi fa e che avrebbe dovuto essere realizzata, in attuazione del PRU Cozzetto, già molti decenni addietro, trattandosi di una progettazione approvata 26 anni fa!
  5. L’avvio dei lavori del parcheggio di Corso Italia. Anche in questo caso si tratta di un’opera più volte annunciata e sempre rinviata. Eppure è assolutamente essenziale per dare posti auto aggiuntivi, in specie a seguito dell’introduzione dei parcheggi a pagamento. In sostanza, si tratta di una delle opere infrastrutturali che si sarebbe dovuto realizzare in maniera propedeutica rispetto alle strisce blu: ma è ormai evidente la scarsa, se non nulla, capacità di programmazione del Sindaco Colonna e della sua Giunta.
  6. Il completamento dei molteplici interventi nelle scuole: ma non si fa alcun cenno concreto ai lavori di recupero funzionale della Media Dante Alighieri che si trova in condizioni strutturali ormai molto precarie.
  7. La ripartenza dei lavori del solarium. A tal proposito, i cittadini sanno benissimo come tali lavori siano stati avviati negli ultimi giorni del giugno 2025 e sospesi dopo pochi giorni, all’inizio di luglio, e mai più ripresi, sebbene la ditta appaltatrice abbia incassato quasi immediatamente il 10% del valore dell’appalto, quindi intorno ai 200 mila euro. Peraltro, il Sindaco Colonna, in un’intervista ad una radio locale, del 20 agosto 2025, dichiarò che i lavori sarebbero ripresi a giorni, esattamente il 25 agosto. Nel frattempo la ruggine corre… Nei giorni scorsi si è appreso dall’Albo Pretorio di una modifica progettuale che, tuttavia, non viene esplicitata nella sua valenza tecnica nella delibera di Giunta comunale. Allo stesso tempo, al predetto atto amministrativo non sono stati allegati i documenti che attestano le modifiche proposte dalla ditta appaltatrice: una procedura che la dice lunga sulla scarsa trasparenza amministrativa di questa Amministrazione in diversi frangenti, più volte richiamati da “Mola Libera”, e che probabilmente rende nullo l’atto. Come è d’altronde noto, Mola Libera ha presentato un articolato esposto alle Autorità preposte in materia ambientale, paesaggistica e marittima, nonché alla Procura della Repubblica, evidenziando notevoli criticità nella progettazione del solarium, non ultime le violazioni in materia ambientale e non da meno quelle relative alla sicurezza dell’opera, oltre che alla sua inutilità in termini di turismo balneare. L’opera infatti, come è noto, sorgerà in un tratto di costa NON balneabile, oltre che allo sbocco di un canalone classificato ad Alta pericolosità idraulica. Vi è in ogni caso la violazione delle norme del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) per un’infrastruttura che, infatti, NON presenta i caratteri della facile amovibilità, dell’ecocompatibilità dei materiali previsti, dell’esclusivo appoggio, e dell’utilizzo di materiali non cementanti di qualsiasi genere.
  8. Avvio del dragaggio del porto. Anche in questo caso si tratta di lavori più volte annunciati e mai avviati a causa delle lungaggini insite nella normativa di riferimento ma anche nella scarsa preparazione dei nostri uffici a gestire appalti complessi di questo tipo. Per stessa dichiarazione del Sindaco, rilasciata in Consiglio comunale, i lavori dovranno essere terminati entro la fine di luglio 2026, altrimenti l’ingente finanziamento di 8,8 milioni di euro verrà perso e gli oneri ricadranno presumibilmente sul bilancio comunale, con quali conseguenze è facile immaginare. Purtroppo, siamo a gennaio 2026 e non risulta approvata neppure la VIA (Valutazione di Incidenza Ambientale) dalla Regione Puglia, un’autorizzazione che è propedeutica all’indizione della gara d’appalto. Una gara che, per l’ingente importo, dovrà seguire procedure molto precise e con tempi di espletamento e di aggiudicazione sicuramente non brevi. Peraltro, una volta aggiudicati i lavori, le attività necessitano di tempi di esecuzione di diversi mesi per essere completati. Sarà sicuramente una corsa ad ostacoli che ci auguriamo, per il bene della nostra marineria, venga adempiuta con buoni risultati.

C) Dichiarazione del Sindaco Colonna:

Sul piano della pianificazione urbanistica proseguiranno i percorsi di approvazione del PEBA, del Piano Comunale delle Coste e dell’adeguamento del PRG al PPTR. Avvieremo inoltre il percorso per la redazione del PUG, per il quale sono già state stanziate le risorse necessarie. Parallelamente continuerà il lavoro avviato in questi mesi sulla lottizzazione C 2.3 e sul procedimento finalizzato a risanare una ferita profonda della nostra città, rappresentata dall’area delle cosiddette “villette a mare”. Il 2026 si preannuncia anche come un anno in cui importanti investimenti da parte di realtà imprenditoriali confermeranno Mola di Bari come un territorio attrattivo.

Verifica di Mola Libera:

  1. Approvazione del PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche): si tratta di una pianificazione urbanistica molto importante al fine di rendere fruibili i luoghi pubblici e aperti al pubblico di una città alle persone con disabilità, agli anziani, ai bambini, alle donne in gravidanza e a tutte le persone con fragilità psico-fisiche. Al momento, il PEBA è stato approvato dalla Giunta comunale e si è chiusa il 20 novembre la fase per l’invio delle “Osservazioni” al Piano da parte di cittadini e associazioni. In tal senso, “Mola Libera” – come già fatto in altre importanti occasioni di pianificazioni comunali o comunque riguardanti il nostro territorio – ha inviato le proprie osservazioni al Comune di Mola, esercitando il ruolo di “cittadinanza attiva” che costituisce uno dei motivi fondanti del nostro modo di intendere e praticare il giornalismo. Si attende, quindi, che tutte le osservazioni vengano vagliate dalla Commissione consiliare competente, per poi passare all’esame e al voto del Consiglio comunale. Al momento possiamo soltanto dire che il PEBA licenziato dalla Giunta comunale si presenta carente sotto molteplici aspetti di vera tutela dei cittadini più deboli.
  2. Approvazione del Piano Comunale delle Coste. Anche in questo caso le carenze evidenziate nella stesura e nell’approvazione da parte della Giunta comunale sono notevoli, in alcuni casi davvero eclatanti: la costa è stata considerata non come un bene da proteggere, ma come una “vacca da mungere” a fini quasi esclusivamente di concessione balneare di lunghissimi tratti, riservando alla libera fruizione tratti poco pregiati e comunque con scarse previsioni di infrastrutturazione comunale. Anche in questo caso, Mola Libera ha proposto le proprie “Osservazioni” che, tuttavia, alla stessa stregua di gran parte dell’associazionismo locale che le ha avanzate, sono state TUTTE respinte!!! Vedremo cosa accadrà nella discussione e nel voto in Consiglio comunale: sapremo se davvero le opposizioni vorranno contrastare la privatizzazione di fatto di una parte significativa della costa molese.
  3. Adeguamento del PRG al PPTR. Anche in questo caso Mola Libera ha presentato le sue “Osservazioni” nel marzo 2024 per una procedura avviata nel dicembre 2023. E dopo ben due anni dalla deliberazione di adozione da parte del Consiglio comunale, l’adeguamento non è ancora avvenuto con pesanti ripercussioni e ritardi sull’attività di programmazione urbanistica del nostro Comune e, quindi, sulla stessa attività edilizia. lnfatti, il mancato adeguamento del Piano Regolatore Generale (PRG) comunale al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) della Puglia comporta l’incompatibilità dello strumento urbanistico comunale con la normativa regionale, rendendo problematiche le future varianti, l’approvazione dei piani attuativi e l’autorizzazione di interventi edilizi, potenzialmente bloccando lo sviluppo locale e generando illegittimità urbanistiche, con possibili sanzioni e annullamenti degli atti, poiché il PPTR è sovraordinato e vincolante. 
  4. Avvio del percorso per la redazione del PUG (Piano Urbanistico Generale): si tratta di una grave inadempienza della Giunta Colonna. L’avvio di questo percorso risale addirittura ormai alla “notte dei tempi”, con più incarichi al Politecnico di Bari, in particolare alla prof.ssa Barbanente, che riportano all’Amministrazione Berlen, poi sempre riconfermati dalle successive Giunte comunali, comprese quelle del Sindaco Colonna. Ma di questo percorso non si sono mai visti risultati tangibili se non una montagna di carte e di deliberazioni di Giunta e di Consiglio comunale che non hanno prodotto alcun concreto effetto. Siamo infatti ancora nella fase dell’adeguamento del PRG (cioè del Piano Regolatore vigente) al PPTR e, quindi, il PUG è ben lontano nel suo divenire. Perfino, il cosiddetto “Ufficio di Piano”, che doveva servire a creare sinergie tra i consulenti del Politecnico e i funzionari del Settore Urbanistica del Comune di Mola, non si è mai insediato, nonostante lo stanziamento di risorse, oltre che di pagamenti allo stesso Politecnico, e che ora il Sindaco Colonna ripete di avere nuovamente a disposizione. Ma quanto ci è costato finora e quanto ci costerà la redazione del PUG, cioè del nuovo Piano Regolatore, tenendo conto che l’attuale strumento urbanistico vigente è datato nella sua entrata in vigore al 1986, cioè ormai a 40 anni fa? E che, da tempo, ha esaurito ogni sua previsione programmatoria? Da questi incommensurabili ritardi si capisce perchè la gestione del Sindaco – Assessore Colonna è assolutamente deficitaria in campo urbanistico, ed è una delle ragioni per le quali Mola non cresce, non disponendo di un nuovo strumento di pianificazione territoriale adeguato ai tempi. In sostanza, si va avanti supplendo all’attività urbanistica con opere pubbliche “una tantum”: ma esse non possono da sole riempire il vuoto di contenuti che soltanto un Piano urbanistico può dare. Colonna, non solo è inadeguato complessivamente come Sindaco, ma lo è ancor di più come Assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici ad interim, non possedendo alcuna forma di cultura in questo campo, ma neppure una sensibilità per queste strategiche tematiche.
  5. Prosecuzione del lavoro avviato sulla lottizzazione C2.3. Anche in questo caso i ritardi – per la concretizzazione della lottizzazione più grande e più appetibile dal punto di vista edilizio, rimasta nel PRG – sono notevoli e ingiustificabili: infatti, il mancato adeguamento del PRG al PPTR è una delle maggiori cause dei rinvii all’infinito dei convenzionamenti e, quindi, dei permessi a costruire. La lottizzazione ha subìto notevoli modifiche per il rispetto dei 300 metri dalla linea di costa, oltre alla conseguente sistemazione plano-volumetrica richiesta dalla Soprintendenza e dalle Autorità regionali. Ma ancora oggi si trova in uno stato di mancata definizione complessiva, sebbene si sia proceduto all’approvazione della variante d’ufficio, in specie per quanto riguarda le opere di urbanizzazione da eseguire e il versamento degli oneri relativi a carico dei lottizzanti.
  6. Procedimento relativo alle “villette a mare” confiscate. La vicenda è lunghissima, complessa e intricata e Mola Libera ne ha dato più volte adeguata e approfondita informazione. Per farla davvero molto breve, dopo la sentenza definitiva della Corte di Cassazione dell’aprile 2013 che sanzionò in via ultimativa, con passaggio in giudicato, l’illegittimità urbanistica delle due lottizzazioni coinvolte nella zona a mare del Cozzetto, si ebbe la confisca, cioè il trasferimento nella proprietà del Comune di Mola – quale sanzione accessoria alla pronuncia penale – dei suoli e dei manufatti sequestrati dalla Magistratura nel febbraio 1996. Successivamente, nell’ottobre 2019, con un voto del Consiglio comunale, si dispose la demolizione dei manufatti abusivi. Il Comune di Mola, in seguito, come si vede dal prospetto delle opere pubbliche da eseguire nel 2025, ha stanziato € 1.300.000,00 per la demolizione e per la realizzazione di un cosiddetto “parco urbano inclusivo”, con ciò raccogliendo una proposta (vedremo però in quali termini) formulata da chi scrive in tempi non sospetti più volte sul mensile Città Nostra prima e quindi su Mola Libera. Tuttavia, al momento, nessuna gara di affidamento per l’intervento di demolizione è stato predisposto. Peraltro, e questa è la novità che portiamo a conoscenza dei lettori, qualcosa si è finalmente mosso nel giudizio promosso, presso la CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) di Strasburgo, dai proprietari dei suoli confiscati. Infatti, la loro domanda di restituzione dei suoli, presentata il 15 ottobre 2013, è arrivata ad uno snodo forse decisivo: dopo una stasi di 12 anni, con il giudizio congelato, in data 11/06/2025 la CEDU ha “comunicato al Governo italiano per osservazioni”. In sostanza, la CEDU si appresterebbe a decidere ma ha l’obbligo di sentire in merito le considerazioni del Governo italiano. Vi faremo conoscere gli sviluppi che saranno molto importanti, non solo per il caso molese ma per molte casistiche analoghe in Italia. Infatti, come abbiamo avuto modo di scrivere in precedenti articoli sulla questione, la vicenda è sicuramente non solo complessa, ma vede un conflitto tra la legislazione dell’Unione Europea in materia di confisca e quella dello Stato italiano. Ne riparleremo.
  7. Per il Sindaco Colonna, “il 2026 si preannuncia anche come un anno in cui importanti investimenti da parte di realtà imprenditoriali confermeranno Mola di Bari come un territorio attrattivo.” E chi non vorrebbe che questa promessa si traducesse in concreta realtà? Mola versa in una profondissima crisi economica e sociale, ne abbiamo parlato più volte sul nostro giornale, con statistiche inconfutabili e analisi precise, e ci ritorneremo. Intanto, il Sindaco farebbe bene ad essere più esplicito perchè il suo annuncio rischia di essere semplicemente una “boutade”: ci auguriamo per il bene della nostra comunità che invece arrivino davvero cospicui investimenti ad elevato utilizzo di manodopera sia manuale che intellettuale. Staremo a vedere.

D) Dichiarazione del Sindaco Colonna:

L’inaugurazione della mostra dedicata al nostro concittadino Bruno Calvani segnerà un punto di svolta importante per arricchire alla già nutrita offerta culturale della nostra città un elemento fortemente qualificante. Cultura che abbiamo reso pilastro della strategia turistica, anche attraverso le tantissime visite guidate, per portare Mola di Bari a crescere sul piano dell’attrattività e della ricettività.

Verifica di Mola Libera:

Mostra Calvani. Purtroppo per il Sindaco Colonna, in questo caso esistono documenti inoppugnabili che dimostrano come la tanto attesa Mostra da dedicare al nostro grande scultore Bruno Calvani sia tutt’altro che farina del suo sacco e della sua Giunta. Abbiamo già pubblicato l’atto iniziale che, il 31 maggio 2019, ben oltre sei anni e mezzo fa, chi scrive, in qualità di Presidente del Comitato per Palazzo Roberti, presentò al Sindaco Colonna e alla sua Assessora alla Cultura pro tempore Lucia Parchitelli. E potremmo pubblicare un lungo e denso carteggio di solleciti e di puntualizzazioni di fronte all’inerzia del Sindaco e dei diversi assessori che si sono avvicendati nel tempo dal 2019 ad oggi. Un’inerzia totale che ormai segnava il destino della mostra come definitivamente persa, tenuto conto dell’attenzione verso l’eventistica “leggera” prediletta da Colonna, fino a quando la richiesta ultimativa dell’ennesima lettera di sollecito del Comitato Palazzo Roberti, e segnatamente del suo Gruppo di lavoro per la Mostra Calvani, assieme alla fermezza dei collezionisti e amici milanesi di Calvani della famiglia Pisapia, hanno finalmente trovato ascolto non distratto nell’Assessore Rotolo. E, quindi, si è proceduto nell’incarico alla cooperativa Armida di Conversano, presieduta dal dott. Mansueto, e al curatore artistico prof. Guastella. Così stanno le cose e tutte le “carte” lo comprovano: chi ha creduto nella Mostra Calvani non ha ceduto mai di un millimetro e, alla fine, il risultato sta per avverarsi. Vedremo comunque quale vero investimento verrà dedicato alla Mostra, quale cura logistica e artistica verrà riservata ad essa, quale risonanza sui media non solo locali verrà data all’evento. In tal modo misureremo davvero se si tratterà di una svolta importante nella politica culturale della Giunta Colonna oppure se invece sarà la reiterazione del “mordi e fuggi” anche in campo culturale. Ricordiamo al Sindaco Colonna che la cultura ha bisogno di una identità ben salda che si costruisce intorno ai pilastri di tre elementi fondanti: il museo civico, la biblioteca e l’archivio storico. Ne abbiamo soltanto uno, la biblioteca, ma lascia molto a desiderare nella sua impostazione e nel suo ruolo. L’offerta turistica di tipo culturale non può esaurirsi, come dichiara il Sindaco, nelle visite guidate, ma deve costruirsi sulle infrastrutture, a cominciare dal Museo civico con produzione culturale e valorizzazione, attraverso percorsi tematici, delle più importanti personalità artistiche della nostra storia. In tal senso, il recupero e destinazione a finalità artistico-culturali del Palazzo Roberti è fondamentale. Ma dell’attuazione concreta del progetto di valorizzazione del nostro più importante capolavoro artistico e architettonico, Colonna non fa più cenno da tempo e ogni attività in tal senso, come il progetto esecutivo degli architetti Fuzio e il successivo studio di marketing della Fondazione Fitzcarraldo di Torino, sembra finito nell’oblio.

E) Dichiarazione del Sindaco Colonna:

Lo sport, con la prosecuzione degli interventi di riqualificazione dei nostri impianti sportivi, continuerà ad essere uno strumento di aggregazione sociale per la nostra comunità.

Verifica di Mola Libera:

Impianti sportivi comunali e complesso polisportivo della Città dei Ragazzi: quale la scelta? Anche in questo caso siamo solo alle dichiarazioni di principio, poiché si sa benissimo quale sia la cura dell’Amministrazione Colonna in materia sportiva: il Palazzetto dello Sport fa letteralmente acqua e l’intervento per un vero risanamento dei lucernari è ancora di là da venire, nonostante i numerosi interventi mai risolutivi, con cospicue risorse finanziarie spese. La vera attenzione del Sindaco Colonna è invece, in questo momento, la realizzazione del Centro polisportivo presso la Città dei ragazzi: abbiamo spiegato più volte perchè questo intervento, attraverso un complesso meccanismo di scatole cinesi, non solo finirà con l’intaccare la parte paesaggistica e naturalistica più importante della frazione pedecollinare di San Materno, ma trasferirà un bene costruito con denaro pubblico e risorse professionali comunali ad un entità privata. E invece Mola ha bisogno di mettere a punto un vero e proprio distretto sportivo comunale, appartenente cioè all’intera comunità, partendo dal recupero e dalla ristrutturazione dello stadio comunale lasciato al degrado e all’abbandono da decenni. Con esso e intorno ad esso possono nascere piste di atletica leggera e di altre discipline olimpiche, ma in ogni caso una piscina comunale, della quale esiste un grande bisogno nella popolazione, non solo per attività sportiva e ricreativa ma anche a scopo fisioterapico.

F) Dichiarazione del Sindaco Colonna:

Il tema ambientale resta centrale. Negli ultimi giorni dell’anno è giunta notizia di un ulteriore finanziamento della Regione Puglia per l’area di Martucci, destinato a sostenere i Comuni nella fase di avvio degli interventi di riqualificazione ambientale delle discariche dismesse e dei siti contaminati. Questo finanziamento si aggiunge ai 160 milioni di euro già investiti dalla Regione per la messa in sicurezza e la bonifica dei siti contaminati, tra cui Martucci. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area vasta di Martucci, vigilando affinché non vi sia alcun tentativo di riapertura del secondo lotto.

Verifica di Mola Libera:

L’irrisolta questione Martucci. L’ultimo finanziamento regionale, peraltro di importo limitato, è davvero un pannicello caldo che non sposta di un millimetro la complessità e la gravità della pluridecennale vicenda di devastante inquinamento ambientale di un vasto territorio. Peraltro, sappiamo benissimo, per aver dedicato un corposo ed esaustivo dossier all’intera questione, come il finanziamento per la messa in sicurezza del solo lotto 3 sia ben di là da venire, avendo la Regione Puglia classificato in ordine di priorità, e quindi di finanziamento, il sito Martucci all’11° posto sui 13 siti da bonificare. Mentre per la messa in sicurezza del Lotto 1 (privo di qualsiasi guaina di protezione) e del Lotto 2, non esiste alcun finanziamento. D’altro canto, la scadenza del 31.12.2025 è trascorsa senza che il Comune di Mola abbia sollecitato la Giunta regionale e la Direzione AGER a presentare alla Progetto Gestione Bacino Bari 5 la risoluzione contrattuale anticipata, sia per il riutilizzo del Lotto 2 che per la gestione dell’impianto complesso di lavorazione dei rifiuti indifferenziati. Quindi, in apparenza, dal 1 gennaio 2026 sembrano non esserci più pericoli di una riapertura del lotto 2. Ma è davvero così? Adesso la palla passa a Decaro che sulla gestione dei rifiuti non sembra voler decidere diversamente dal suo predecessore Emiliano e che, comunque non ha mai detto una parola in campagna elettorale su Martucci. Peraltro, proprio il nuovo Presidente della Puglia è stato uno dei massimi responsabili della mancata individuazione del sito alternativo, come pure il Piano regionale rifiuti concedeva facoltà di scelta ai comuni dell’Area metropolitana, di cui Decaro era presidente, oltre che Sindaco di Bari. In ogni caso, se il Comune di Mola non si renderà parte attiva nella nuova fase che si sta aprendo, di probabile contrattazione tra Regione e Progetto Gestione Bacino Bari 5, il nostro territorio continuerà a subire il massiccio inquinamento silenzioso e invisibile all’occhio, ma disastroso e velenoso nel ventre della Terra, del percolato.

G) Dichiarazioni generali del Sindaco Colonna:

In apertura del suo intervento:

Colonna: Il 2025 è stato un anno complesso e determinante per Mola di Bari, segnato da scelte amministrative rilevanti, da percorsi di riorganizzazione non più rinviabili e dall’apertura di numerosi cantieri strategici, in particolare quelli finanziati con risorse del PNRR.

Commento di Mola Libera:

In realtà, come si è visto, di cantieri aperti nel corso del 2025 ce ne sono stati davvero molto pochi: soltanto quelli per le mense scolastiche, quello per l’asse attrezzato di Viale Paolo VI e, da ultimo, quello per la riconversione in asilo nido della scuola del Prolungamento di Via Fiume. Il cantiere per il Centro Comunale di Raccolta è aperto ma al momento non si ravvisano significative attività in corso, mentre quello per il solarium ha aperto soltanto per pochi giorni, quindi non si può parlare in realtà di alcun avvio.

Colonna: È stato un anno in cui l’Amministrazione comunale ha assunto decisioni necessarie per garantire sostenibilità, legalità ed efficienza, pur nella consapevolezza che tali scelte avrebbero inciso sulle abitudini quotidiane dei cittadini. L’introduzione delle aree di sosta a pagamento, la concentrazione temporale di più opere pubbliche e i disagi inevitabili legati ai cantieri hanno generato difficoltà e perplessità: aspetti che non vengono né sottovalutati né ignorati. Governare una comunità significa assumersi la responsabilità di decisioni che non sempre producono consenso immediato, ma che risultano indispensabili per superare criticità strutturali e restituire alla città condizioni di maggiore ordine, funzionalità e prospettiva. Il 2026 rappresenterà una fase di consolidamento e di restituzione. Non sarà un anno di annunci, ma il tempo in cui gli interventi avviati inizieranno a produrre risultati tangibili.

Commento di Mola Libera:

Davvero non si riesce a capire quali sarebbero le “decisioni necessarie per garantire sostenibilità, legalità ed efficienza” che l’Amministrazione comunale avrebbe assunto. Se si parla delle aree di sosta a pagamento, mai decisione fu più avversata da gran parte della popolazione come un diktat calato dall’alto, fortemente discriminatorio tra cittadini di una stessa area residenziale e, comunque, punitivo per i residenti nelle aree blu. I cantieri di cui il Sindaco parla come apportatori di disagi, oltre a quello limitato di Viale Paolo VI, sono in realtà quelli dell’Acquedotto Pugliese che nulla hanno a che vedere con le risorse comunali. Aver consentito all’AQP un’ampia devastazione delle strade cittadine, peraltro con l’abbattimento di numerose alberature, anche storiche come nel caso del Viale della Stazione, senza operare per gradi e quindi senza i ripristini del manto stradale man mano che i tronchi idrici vengono sostituiti, sta producendo effettivamente grossi disagi alla popolazione, rendendo la viabilità cittadina un vero e proprio percorso di guerra. Ancora una volta il Sindaco Colonna e la sua Giunta consentono ai gestori delle “utilities” (acqua, fogna, gas, luce, telefonia, fibra) di operare in maniera selvaggia nelle vie di Mola, senza alcun vero controllo comunale e senza gli adeguati e tempestivi ripristini a regola d’arte.

In chiusura:

Colonna: Sono consapevole che il percorso in atto comporterà ancora sacrifici e disagi. Ma Mola di Bari aveva bisogno di affrontare nodi rimandati per troppo tempo e di avviare una trasformazione non più rinviabile. Questo percorso richiede, oggi più che mai, uno sforzo collettivo fondato su propositi costruttivi, sul rispetto delle posizioni e delle idee diverse e su un confronto civile e responsabile, nell’interesse esclusivo della comunità. La fiducia non si chiede e non si pretende: si costruisce nel tempo, con i fatti, con la coerenza delle scelte e con una presenza costante sul territorio. È con questo spirito che continuerò a svolgere il mandato affidatomi, nel rispetto del confronto democratico e con attenzione sincera alle esigenze della comunità di Mola di Bari.

Commento di Mola Libera:

Questa è la parte più politica della dichiarazione di fine d’anno del Sindaco Colonna. Purtroppo, ancora una volta, il Primo cittadino ricorre alla vuota retorica alla quale, tuttavia, non corrisponde un comportamento concreto che sia coerente con le dichiarazioni di principio. Sacrifici e disagi per cosa, se non c’è una visione urbanistica e di programmazione del territorio? Sacrifici e disagi per cosa, se non c’è un reale sviluppo economico in vista, ma, anzi, tutti gli indicatori statistici sono sempre più negativi, come dimostra il recente rapporto “Città fragili” dell’ISTAT, che ci colloca agli ultimi posti tra i comuni dell’Area metropolitana, in termini di vulnerabilità sociale ed economica, in compagnia di Grumo Appula, Cellamare e Palo del Colle. Peraltro, il Sindaco parla di necessità di uno sforzo collettivo fondato su propositi costruttivi, sul rispetto delle posizioni e delle idee diverse e su un confronto civile e responsabile, nell’interesse esclusivo della comunità. Ma come? Se proprio il Sindaco ha rotto il patto con la comunità sporgendo ben 15 querele nel suo secondo mandato, tra cui diverse ad esponenti della società civile locale in dissenso principalmente con le sue scelte in materia ambientale. E come mai, nonostante le archiviazioni della Magistratura, continua ad avere in disprezzo una parte della stampa cittadina? Dov’è il “rispetto delle posizioni e delle idee diverse“? Dov’è il “confronto civile e responsabile nell’interesse esclusivo della comunità” se neppure si confronta con la stampa e con la cittadinanza in un bilancio di fine anno? Le ultime frasi non meritano neppure un commento tanto sono gonfie di retorica e trasudano ipocrisia istituzionale, laddove invece il dissenso sociale viene emarginato e la cifra stilistica di governo è quella di “un uomo solo al comando”.

CONCLUSIONI

Mola sta attraversando una delle fasi peggiori della sua vita politico-amministrativa: la politica non riesce a dare risposte, in termini di visione prospettica e di scelte condivise, oltre che di processi decisionali caratterizzati da scarsa efficienza ed efficacia, ad una società locale sempre più in crisi per mancanza di opportunità, per carenza di iniziative imprenditoriali, per forte invecchiamento della popolazione, per fuga di braccia e di cervelli, per emergenza ambientale e paura del futuro.

E il Sindaco Colonna, nel suo ormai ottavo anno consecutivo di governo, non rappresenta alcun segnale di vero cambiamento. Anzi, la forza propulsiva dei primi anni si è ormai trasformata in fattore frenante e di regresso.

Non ci resta che coltivare tempi migliori.

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