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LO SPIRITO DEL NATALE RISCHIARA UNA SOCIETA’ INCERTA E MUTEVOLE

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Non è passato molto tempo dalla proposta avanzata in sede europea di sostituire, nel formulare gli auguri, l’espressione “Buon Natale” con quella generica di “buone feste”.

Questo al fine di non offendere la sensibilità di coloro che non si riconoscono nei valori della tradizione cristiana, così fu spiegato.

I proponenti hanno poi fatto marcia indietro, travolti dalle critiche.

Eppure, possiamo starne certi, la proposta tornerà a fare nuovamente capolino perchè è purtroppo figlia di un’Europa tecnocratica e dirigista, che vuole ridurre a puro scambio formale la vita e l’esperienza dei popoli e delle persone.

Purtroppo, lo spirito dei tempi favorisce una tale lettura e interpretazione della realtà.

Il Natale sembra confinato in quel limbo dell’infanzia, dove un mondo magico e fatato si fonde all’evento primario e precursore della fede cristiana: l’incarnazione di Dio in un bambino, nella grotta di Betlemme.

Il resto è sterile consumismo e conformismo: lo si vede perfino nelle code delle ultime ore di ieri, Vigilia, non solo per l’ultima corsa ai regali, ma – ecco lo spirito del tempo – nell’affollarsi davanti alle farmacie alla ricerca di un tampone Covid che possa certificare la possibilità di partecipare a grandi cene e pranzi conviviali, a veglioni, a serate in discoteca.

Ma se questa è la fotografia del Natale 2021, al tempo del coronavirus, quale dovrebbe essere lo spirito del Natale? 

Si potrebbe dire che quello spirito non muta mai, è sempre uguale a se stesso: Dio si è unito a noi, alla nostra fragilità umana, nella sua forma di bambino indifeso, portando tra noi il suo amore infinito, scoccando la scintilla della speranza in una vita terrena piena, preludio di quella eterna.

Se il messaggio di amore e di speranza del Natale è immutabile e travalica secoli e millenni, oggi più che mai abbiamo bisogno di quel messaggio per vivere nell’attuale società mutevole e liquida.

E ne abbiamo bisogno in ogni più piccolo consesso civile, anche in una cittadina del Sud Italia, dove i valori primari della vita e della salute vengono travolti dalla forza e dall’arroganza del potere.

La rinascita e la speranza che si diffondono dal Bambino di Betlemme possano rischiarare la mente, l’animo e le azioni di tutti noi, credenti e non credenti.

Lo spirito del Natale soffi anche sulla nostra comunità, dando linfa nuova e calore innanzitutto alle persone più deboli e fragili, le prime che hanno bisogno non solo di aiuto materiale ma di solidarietà, affetto, amore.

Buon Natale di pace e di serenità a tutti!

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