L’avvio della procedura di incompatibilità del consigliere Leonardo Losito, richiesta dai consiglieri di minoranza, è stata respinta dal Consiglio comunale a stretta maggioranza. Hanno votato insieme alla minoranza i due consiglieri di “Alleanza per Mola”, usciti già da alcuni mesi dalla coalizione “Cantiere civico”. Nel corso della discussione in Consiglio Comunale si sono ascoltate troppe amenità che testimoniano l’impreparazione politico-amministrativa di taluni consiglieri comunali.
E’ finita come doveva finire.
“Mola Libera” lo aveva scritto già fin dal nostro articolo del 27 febbraio scorso, quando spiegammo che, a norma del TUEL – Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000), e, nello specifico, degli artt. 63 e 69, la procedura per un’eventuale contestazione di incompatibilità del consigliere Leonardo Losito, doveva avvenire con uno specifico punto da inserire nell’ordine del giorno di una seduta del Consiglio comunale, come poi il Prefetto ha adeguatamente chiarito nello scorso mese di giugno, rispondendo sia al Sindaco che ai consiglieri di minoranza.

In particolare, l’art. 69 del TUEL è chiarissimo in proposito:
Art. 69 – Contestazione delle cause di ineleggibilità ed incompatibilità
1. Quando successivamente alla elezione si verifichi qualcuna delle condizioni previste dal presente capo come causa di ineleggibilità ovvero esista al momento della elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità previste dal presente capo il consiglio di cui l’interessato fa parte gliela contesta.
2. L’amministratore locale ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di ineleggibilità sopravvenute o di incompatibilità.
3. Nel caso in cui venga proposta azione di accertamento in sede giurisdizionale ai sensi del successivo articolo 70, il termine di dieci giorni previsto dal comma 2 decorre dalla data di notificazione del ricorso.
4. Entro i 10 giorni successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2 il consiglio delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità o di incompatibilità, invita l’amministratore a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, la opzione per la carica che intende conservare.
5. Qualora l’amministratore non vi provveda entro i successivi 10 giorni il consiglio lo dichiara decaduto. Contro la deliberazione adottata è ammesso ricorso giurisdizionale al tribunale competente per territorio.
6. La deliberazione deve essere, nel giorno successivo, depositata nella segreteria del consiglio e notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che è stato dichiarato decaduto.
7. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate di ufficio o su istanza di qualsiasi elettore.
Inutile spiegare e commentare quello che chiunque riesce benissimo a comprendere da sè, tanto chiaro è il testo di legge.
A maggior ragione, un consigliere comunale – che si presuppone dotato almeno di una minima preparazione giuridica e, comunque, in grado di capire il Testo Unico degli Enti Locali, che costituisce la “bibbia” per ogni sindaco, assessore e consigliere – ha l’obbligo di non fraintenderlo o di non interpretarlo, con il “diritto fai da te”.
E’ quanto purtroppo è accaduto nel corso della trattazione della presunta incompatibilità del consigliere Losito.
Infatti, il consigliere Michele Daniele, con un’interpretazione da annoverare nel breviario delle amenità consiliari, ha affermato che il consigliere Losito avrebbe dovuto rimuovere le cause di incompatibilità entro 10 giorni dal loro verificarsi e che, pertanto, non avendole rimosse entro tale termine, esse rimangono cristallizzate e quindi, non più rimuovibili… e, pertanto, egli deve essere dichiarato decaduto.

A poco è servita la lettera del Prefetto, indirizzata oltre che al Sindaco ai consiglieri di minoranza, che spiega qual è la procedura da attivare a norma dell’art. 69 del TUEL, con specifico riguardo ai commi 1, 2, 4 e 5, e che sopra abbiamo riportato.
Con un’opposizione di tal fatta (anche gli altri consiglieri di minoranza intervenuti hanno farfugliato poco e male per una questione sulla quale ben altro poteva essere detto), il Sindaco Giuseppe Colonna ha avuto gioco facile nello smontare, sotto il profilo normativo e giuridico, il “giocattolo” faticosamente costruito fin dallo scorso agosto dal consigliere Daniele.
Il consigliere pentastellato è stato peraltro coadiuvato da ambienti in precedenza aderenti a “Cantiere civico”, in corso di campagna elettorale, in cerca di vendetta politica trasversale verso il Sindaco, per l’interposta persona del consigliere Losito, utilizzando soprattutto lo stillicidio delle interrogazioni consiliari e le colonne di un settimanale locale, che senz’altro si è prestato a fare da cassa di risonanza.
Per avere una qualche probabilità di successo, la questione dell’incompatibilità avrebbe dovuto essere richiamata a norma del TUEL (artt. 63 e 69) fin da subito, cogliendo il consigliere Losito ancora in flagranza di incompatibilità e non ben dopo che egli aveva comunque rimosso le cause (cosa che si è verificata, in effetti, e in definitiva, soltanto ben dopo la prima contestazione di Daniele, avvenuta nell’agosto 2019).
Invece, Daniele ha cincischiato per quasi un anno, promettendo fuoco e fiamme, ma concludendo ben poco, anzi niente, sotto il profilo della concretezza amministrativa: le azioni politiche non si annunciano a vuoto, si eseguono al momento giusto. E la legge lo avrebbe permesso.
Ora, gli altri 5 della minoranza, accodandosi a Daniele, hanno dimostrato anch’essi di avere poca dimestichezza con il Testo Unico degli Enti Locali.
Più strutturato è stato invece l’atteggiamento dei due consiglieri di “Alleanza per Mola” che, con Elisabetta Sciannameo, hanno condotto una puntuale disamina delle incompatibilità di Losito, per essere stato difensore di privati cittadini in due cause con il Comune di Mola, una di carattere amministrativo e l’altra di natura penale, pur se le vertenze di carattere penale non vengono esplicitamente contemplate dal TUEL tra le cause di incompatibilità.
Molto spiacevole è stato l'”incidente” che ha visto protagonista il capogruppo di “Alleanza per Mola” Giovanni Gallo.

Infatti, il Presidente del Consiglio comunale Mario Lepore ne ha censurato sul nascere l’intervento, quando Gallo stava iniziando a svolgere un’analisi politica delle motivazioni che hanno condotto tale gruppo a dichiararsi autonomo da “Cantiere civico”.
E tra queste motivazioni, una parte principale l’ha senz’altro avuta la “questione Losito”, accusato da Elisa Sciannameo, senza mezzi termini, di arroganza e di prepotenza, con il Sindaco a fargli da spalla.
Gallo, bloccato nei suoi intendimenti da Lepore, ha preferito rinunciare all’intervento, cavalcando in tal modo una protesta politica che si annuncia molto intensa in vista delle prossime elezioni regionali, dove, evidentemente, i due consiglieri di “Alleanza per Mola” si troveranno su sponde opposte rispetto a quelle di Colonna e dei suoi principali sostenitori.
Non è infatti un mistero che Colonna e una larga parte di “Cantiere civico” faranno campagna elettorale per Emiliano, mentre Gallo e Sciannameo hanno i cuori che battono per Fitto, e, probabilmente, per la Lega di Salvini o per qualche lista ad essa collegata in campo regionale.

Quindi, lo scontro è tutto politico e non deve sfuggire che il “caso Losito” è soltanto un episodio di una lunga guerra, appena iniziata, che si combatterà nei prossimi mesi e, se la consigliatura sopravviverà a sè stessa, nei prossimi tre anni.
Gallo e Sciannameo procedono peraltro in un’intesa di fatto con il centrodestra molese, che vorrebbe approfittare delle fibrillazioni nella maggioranza per destabilizzare la Giunta Colonna, sebbene sia ben noto che Diperna e amici abbiano una comune visione urbanistica con l’Assessore Berlen, vero azionista di maggioranza del governo cittadino.
I giochi politici sono appena all’inizio. Ma, come già in altre occasioni, a non capirlo sono Giangrazio Di Rutigliano e Michele Daniele che saranno le vittime sacrificali di fine consigliatura.
Dopo l’intervento del Sindaco, la consigliera Mariagrazia Delcane ha presentato il logico emendamento che ha messo fine alla lunga “querelle”, chiedendo di non procedere all’avvio della procedura di cui all’art. 69 del TUEL, per il venir meno delle cause di incompatibilità.
Il voto ha visto prevalere di misura la maggioranza sugli 8 voti contrari (6 della minoranza + 2 di Alleanza per Mola), con il voto determinante dello stesso Losito, che, in ogni caso, aveva diritto di votare a norma di regolamento, sebbene la minoranza abbia contestato la sua partecipazione alla votazione, sia per ragioni di opportunità politica che normative.




