Situazione complessa all’interno dell’ex coalizione “Cantiere civico”. Pressioni per una verifica politica degli assessorati e per il cambio della Presidenza del Consiglio comunale. Ecco le ultime novità.
Mentre il Sindaco Giuseppe Colonna, con la sua Giunta, si accinge a toccare i tre anni di permanenza al potere, crescono e si moltiplicano le fibrillazioni tra i consiglieri comunali, gli assessori e gli esponenti di quella che fu la coalizione “Cantiere civico”, da tempo frantumata: sia a seguito dell’uscita dalla maggioranza del gruppo di “Alleanza per Mola” (Giovanni Gallo ed Elisabetta Sciannameo), che per le spinte centrifughe e autonomiste dei consiglieri Marco Ungaro e Giacomo Clemente.

I problemi si sono accentuati nelle ultime settimane, sebbene la presidenza della 3^ Commissione consiliare, concessa a Marco Ungaro (ex “La Voce” e oggi indipendente), sembrasse aver sopito il forte dissenso del giovane consigliere comunale.

Insomma, è arrivato al pettine il grosso nodo, accantonato per lungo tempo, della staffetta alla Presidenza del Consiglio comunale, concordata in fase di definizione degli equilibri post elettorali, con un’intesa di massima sull’avvicendamento, a metà mandato, tra Mario Lepore (che siede tuttora sullo scranno) e Leonardo Losito.

Arrivati quindi al giro del terzo anno di mandato, le spinte per il ricambio si sono ancor più accentuate, messe da parte nella fase pandemica più acuta, per sommarsi alla richiesta che viene da numerosi esponenti di maggioranza per una verifica politica sull’azione degli Assessori della Giunta Colonna.
In particolare, la coesione manifestatasi in sede di discussione della mozione di sfiducia (sebbene irrituale) dell’opposizione all’Assessore al Bilancio Giovanni Vincesilao, sarebbe stata contrattata tra il Sindaco e i consiglieri di maggioranza in cambio di una verifica complessiva, sia sugli equilibri in Giunta che alla Presidenza del Consiglio.

E, infatti, nella serata di mercoledì 19, tra due giorni, Sindaco, Assessori, Consiglieri di maggioranza e rappresentanti dei movimenti della coalizione si riuniranno per decidere le sorti del governo cittadino.
Venerdì scorso, 14 maggio, si sono già riuniti i consiglieri e i dirigenti dei gruppi civici “Idea” e “La Voce”.
Il primo, rappresentato in Consiglio da Francesco Palazzo e da Mariagrazia Delcane, il secondo da Leonardo Losito.

Ed è proprio sull’avvocato Losito che convergono le richieste dei due gruppi al Sindaco per l’avvicendamento alla Presidenza del Consiglio, sebbene l’esponente de “La Voce” sia particolarmente sgradito alle minoranze, che già lo hanno contrastato duramente lo scorso anno, nella vicenda dell’acclamato conflitto di interessi tra carica consiliare e ruolo professionale a difesa di terzi in contenzioso con il Comune di Mola.
Insomma, la “cambiale” concordata in sede post elettorale è scaduta da un pezzo e la rinuncia di Mario Lepore viene quindi richiesta con sempre più insistenza.
Mario Lepore, politico di lunghissimo corso, mediatore per vocazione, potrebbe cedere pro bono pacis.
Ma non è detto che lo faccia a cuor leggero. Il suo risultato elettorale individuale ha pesato moltissimo nella vittoria di Colonna al ballottaggio con Stefano Diperna, e ora Lepore potrebbe rivendicare il mantenimento dello scranno, non tanto per l’appannaggio che ne deriva, quanto per il prestigio politico e personale da conservare.
Tuttavia, al fine di sedare le spinte sempre più forti che vengono da Losito e dai suoi supporter, il Sindaco ha già chiesto a Lepore di farsi da parte, certo che dal medico prestato alla politica non potranno arrivare sorprese o colpi di coda.
E Lepore, in questa fase, è stato lasciato solo perfino dai suoi compagni di lista (“Scelgo Mola”), Franco Battista e Maria Antonietta Colonna, che lo hanno invitato ad assecondare l’avvicendamento con Losito.

Peraltro, Colonna ha necessità di tacitare il malumore crescente tra i consiglieri comunali di maggioranza per una Giunta scarsamente incisiva, che accumula problemi più che risolverli.
In particolare, Vincesilao è continuamente sotto l’attacco dell’opposizione per la gestione della finanza comunale: più volte “pizzicato” dal consigliere Michele Daniele per inadempimenti ovvero per scarsa aderenza alle norme in materia di contabilità degli enti locali (si vedano le questioni delle bollette energetiche non pagate o pagate in ritardo e la vicenda dell’ammortamento delle rate del disavanzo tecnico, condotta impropriamente).
D’altra parte, l’incarico assessorile del vice-Sindaco Vito Orlando è considerato contendibile da diversi aspiranti a quel ruolo, mentre Lea Vergatti e Graziana Loiotine sarebbero inamovibili a causa dell’obbligo del mantenimento della “quota rosa” in Giunta, se non per un avvicendamento con le consigliere Mariagrazia Delcane e Maria Antonietta Colonna.

Inamovibile per davvero è invece l’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen, sempiterno deus ex machina della politica molese ormai da 25 anni, un tempo infinito, quasi “andreottiano”: anche quando è stato fuori dalla stanza dei bottoni, per poco tempo, ha comunque fatto sentire la sua indiretta presenza sugli amministratori pro tempore.

Il Richelieu in re minore della politica nostrana è l’unico che possa salvare Colonna da una débâcle politica: e ci riuscirà soltanto a patto che vadano a buon fine le diverse opere pubbliche previste da tempo, generate dallo stesso Berlen in tempi anche remoti, e mai portate concretamente a realizzazione.
Tuttavia, il tempo stringe e lo stesso Berlen è talmente prigioniero del suo ruolo e del suo clichè, da non accorgersi che la variabile temporale non può essere arginata da un profluvio di chiacchiere in burocratese e di sofismi tecnicistici, spesso solo a lui intelligibili.
Insomma, mercoledì si consumerà il primo atto di una verifica politica che potrebbe preludere a non poche sorprese.
Vorrà Mario Lepore acconsentire al passo indietro che gli hanno chiesto il Sindaco e perfino i suoi colleghi di lista? Oppure, pur acconsentendo, si ritaglierà un ruolo da libero battitore, mettendo in difficoltà la maggioranza? Ovvero, ancora, Colonna potrebbe chiamarlo in Giunta per impedire sue fughe in avanti?
Saprà qualche Assessore rinunciare all’incarico retribuito e andarsene a casa, forse per sempre?
Vorranno i consiglieri comunali di maggioranza andare verso un cupio dissolvi in assenza di nuovi e garantiti assetti politici, ovvero prevarrà la conservazione della specie e, quindi, del gettone comunale, oltre che del mantenimento degli interessi di gruppi e cordate di potere?
Lo sapremo presto.





