Ci scrive il nostro lettore Nicola Lucente, mettendo in rilievo la perdurante mancata apertura del parco urbano del Contratto di quartiere oltreferrovia e, quindi, della non operatività dell’area per sgambamento cani, più volte garantita come imminente dal Sindaco Colonna.

Durante una delle mie “escursioni” sull’albo pretorio del Comune di Mola di Bari, noto una convocazione della 1^ ccp per il 15 e 17 aprile c.a. il cui ordine del giorno è: Discussione del “Regolamento Comunale per l’accesso alle aree di sgambamento per cani”.
Alcune settimane fa mi sono recato presso il nuovo parco urbano in zona San Giorgio. Nostro malgrado l’area di sgambamento per cani è chiusa e mi è venuto da chiedermi il perchè tale area fosse chiusa. Eppure il parco del cosiddetto “contratto di quartiere 2” è ormai aperto, accessibile alla comunità!

Beh si fa presto a dedurre che a causa di una “certa fretta” nella consegna ( aprile 2020: quella da tabella esposta) dell’opera pubblica – per ovvi motivi che la gran parte della cittadinanza conosce, ha trovato, come dire, gli amministratori un po’ “impreparati” a tale imminente evento, ossia la consegna in toto del già citato “Contratto di quartiere 2”. Lo dimostra anche l’incompletezza del parco ( basta farsi un giro sul posto per rendersene conto facilmente).
Pertanto prendo atto che i cittadini che vorrebbero portare i propri cani nell’apposita area di sgambamento, dovranno pazientare ancora, almeno fino alla “messa in campo” del suddetto Regolamento. Oppure, come accade per altri argomenti nel Comune in cui risiedo (ad es. vedasi il mai concepito e reso applicato Regolamento dehors), si potrà usufruire del servizio – e speriamo che ciò non accada-anche in assenza del regolamento.

Ma questa storia, ossia quella del “non regolamentare” è atavica nonché tradizionale nel nostro paese. Infatti ha visto più amministrazioni del Comune di Mola agire al contrario.
Se per svista o ignoranza mi sono perso qualche passaggio burocratico per tali argomenti , chiedo da subito le dovute scuse, di converso saranno gli amministratori a chiederle ai cittadini. E speriamo che riescano in tempi brevi e ragionevoli a “partorire” questo benedetto Regolamento.

Per ultimo tengo a esporre una personale riflessione. La serietà di ogni amministratore sta nel dimostrare alla cittadinanza che, quando si affronta un qualsiasi argomento che inevitabilmente si riversa nella comunità, deve (senza usare il condizionale) necessariamente confutare tutte le dinamiche che hanno permesso sia la buona riuscita dell’azione amministrativa, che le problematiche, gli inconvenienti, i disservizi, le inadempienze, gli ostacoli, le incompletezze, ecc. per le quali non si è arrivati a compimento soddisfacente. L’ammissione di colpa non è un difetto, è una virtù.
Si dice che il meglio è nemico del bene, allora cari amministratori, vi invito semplicemente ad operare con responsabilità oggettiva, cioè bene. Il meglio forse arriverà.
Nicola Lucente




