Ottima capacità comunicativa e politica del Sindaco, ma poche realizzazioni in campo urbanistico e dei lavori pubblici in questo primo anno di attività.
E’ ormai trascorso un anno dall’insediamento della Giunta comunale del Sindaco Giuseppe Colonna.
Un primo bilancio l’hanno tirato in Piazza XX Settembre, al cospetto dei cittadini presenti, il Sindaco e gli Assessori.
Ovviamente, si è trattato di un resoconto, con gli intendimenti per il secondo anno a venire, visto dalla parte di chi siede nella stanza dei bottoni.
Dopo aver riportato fedelmente gli interventi tenuti la sera di martedì 9 luglio, alla stampa spetta il difficile compito di analizzare e mettere in risalto i punti di forza e di debolezza, le luci e le ombre, del primo anno di mandato amministrativo della Giunta Colonna.
Nel farlo, “Mola Libera” si atterrà scrupolosamente all’oggettività dei fatti, pur se qualche valutazione soggettiva potrà essere data nell’esercizio del diritto della libertà di stampa che, mi auguro, nessuno vorrà contestare quale bene costituzionalmente protetto.
Innanzitutto, vi è da dire che il Sindaco Colonna ha dimostrato di avere piena consapevolezza del suo ruolo. L’aver frequentato, da consigliere comunale, una scuola di formazione dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) gli ha senz’altro giovato in termini di comprensione dei problemi e, soprattutto, del ruolo che un primo cittadino è chiamato a svolgere.

Un ruolo difficile e delicato, anche per una cittadina di poco più di 25.000 abitanti: è nei contesti urbani, pur se limitati, che, innanzitutto, gli interessi economici e sociali si misurano e spesso confliggono. Gestire la macchina amministrativa – che spesso è chiamata a mediare, a regolare, a indirizzare questi conflitti -, non è mestiere per tutti.
Il Sindaco ha assolto a questo ruolo di mediazione e di composizione con equilibrio? In gran parte sì, come dimostra la sua presenza costante sulla scena cittadina, sempre in presa diretta sui problemi e sulle emergenze di vario tipo.
In parte no: ad esempio, nella vicenda dei 24 alloggi di Via De Nicola il Sindaco avrebbe ben potuto esercitare un ruolo maggiormente legalitario nella sostanza, ma ha preferito invece un profilo più formale che sostanziale. Probabilmente perchè gli interessi confliggenti spingono più verso la “realpolitik” di non inimicarsi potentati locali con forte capacità contrattuale sotto il profilo politico. E inoltre nulla il Sindaco ha finora detto sulla scabrosa situazione delle ville a mare confiscate, sebbene un parere pro veritate del consulente legale del Comune abbia già detto una parola chiara sull’ineluttabilità della loro demolizione.
La comunicazione è stato uno dei punti di forza del Sindaco in questo primo anno di attività: la sua pervasività nei “social”, attraverso lo strumento delle conferenze stampa (mai usato così intensamente dai suoi predecessori) e i momenti di presenzialismo in ogni occasione pubblica, ne hanno fatto un comunicatore imbattibile. Tuttavia, spesso la misura è andata oltre, con un eccesso di sovraesposizione mediatica, e il tempo sottratto all’attività amministrativa quotidiana (che richiede un lavoro gravoso, attento e continuo) ha in parte penalizzato il livello qualitativo e quantitativo dei risultati.
Al di là delle opposte tifoserie che si scontrano sui “social”, l’immagine di Colonna presso i cittadini è in generale buona, indipendentemente dal voto espresso nelle scorse elezioni comunali.
Al Sindaco giova un buon tratto caratteriale, una forte capacità di ascolto e di mediazione e anche una buona capacità decisionale. Caratteristiche che ne fanno un “animale politico” di scuola democristiana più che della destra dalla quale egli proviene, senza quelle vene di arroganza alle quali ci aveva abituato la DC degli ultimi anni, nè quell’atteggiamento prevaricatore spesso tipico della destra.
Un fiuto politico che gli ha permesso di volgere a suo vantaggio una campagna elettorale partita come una competizione tra due destre e terminata, da parte sua, in un’alleanza con il PD cittadino, provinciale e regionale attraverso il movimento civico “Italia in comune”, al quale Colonna, al di là delle smentite di rito, è molto vicino.
Ma se questi sono i tratti più squisitamente politici di Colonna, la sua capacità di aggredire i problemi spesso pluri-decennali di Mola è stata meno incisiva.
Ha prevalso soprattutto la politica dell’annuncio, più che quella delle realizzazioni concrete. Annunci brillanti e ben portati alla cittadinanza, ma che in molti casi non sono andati oltre la forma.
Ad esempio, nulla è stato detto (perchè niente è stato fatto) durante l’incontro dello scorso 9 luglio sul completamento del Piano di Recupero Urbano (P.R.U.) del Cozzetto.
Qui, naturalmente, entra in discorso l’attività dei singoli assessorati. E quello all’Urbanistica e Lavori pubblici, al di là di qualche buon colpo messo a segno per nuovi finanziamenti intercettati, ha dimostrato finora poca operatività, nonostante le grandi attese per un assessore di indubbia esperienza.

Il perdurante mancato completamento del PRU è un vulnus nel tessuto urbano cittadino, con il permanere di una cesura tra nucleo urbano consolidato e quartiere di espansione. L’asse attrezzato di Viale Paolo VI resta ancora inespresso, sebbene progetti e finanziamenti siano stati da tempo acquisiti. L’area mercatale e la sistemazione a verde e parcheggi sono ancora nebulose che, a distanza di 15 anni dall’avvio del piano, non sono state diradate e messe in agenda. Stesso dicasi per il mercato coperto e i giardini di Via De Gasperi, mentre perdura lo stato di incompiuta dei campetti di Via Volta.
Allo stesso tempo, qualcosa va anche detto sui nuovi insediamenti. Il PIRP Cerulli lamenta ancora l’assenza dell’illuminazione pubblica, sebbene gli insediamenti siano stati completati in gran parte, mentre al contempo non sono stati ancora risolti concretamente i problemi dei lotti misti (residenziali-commerciali) e di alcune cooperative che, tuttora, non hanno potuto avviare le costruzioni.
Il nuovo intervento del “contratto di quartiere” della ‘Trinità’, oltre la ferrovia, potrebbe vedere il replicarsi della deprecabile situazione verificatasi con i 24 alloggi di Via De Nicola: la tipologia e la natura sociale del nuovo insediamento sono simili, se non uguali. In tal senso, diventa indispensabile la formulazione di un bando per l’assegnazione degli alloggi con caratteristiche di certezza legale e univocità, al fine di evitare occupazioni indebite di non aventi titolo. Non risulta che, al momento, il bando sia stato predisposto, sebbene la costruzione delle palazzine stia procedendo.
Allo stesso tempo, viene da più parti segnalata, la realizzazione di un parco urbano a complemento dell’insediamento di cui trattasi, in adiacenza con un grande campo (di svariati ettari) coltivato ad uva da tavola. E’ ben noto che tale coltivazione richiede interventi intensivi di trattamento con anticrittogamici molto nocivi se inalati. La presenza di tale attività agricola dovrebbe sconsigliare l’ubicazione a suo stretto ridosso di un parco urbano.
Anche la progettazione della spiaggia urbana, per la quale si sono spesi fiumi di parole e di inchiostro, permane in uno stato di incertezza assoluta.
Acquisiti da tempo i finanziamenti non si vede però un progetto nè tantomeno uno studio di fattibilità che aiuti ad una corretta dislocazione e, quindi, ad un’ottimale fruibilità.
Su tutto permane la mancanza del nuovo Piano regolatore (il PUG – Piano Urbanistico Generale) senza del quale non è possibile delineare uno sviluppo urbanistico, economico e sociale attendibile e credibile.
Qui il ritardo accumulato è davvero corposo: in un anno di attività amministrativa non si è ancora riusciti a varare l’ufficio di piano, nè le coordinate intorno alle quali si muoverà la redazione dello strategico documento urbanistico.
A corollario dell’assenza del PUG, stanno gli altri piani fondamentali sui quali ben poco è stato detto e men che meno fatto:
1)il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), la cui assenza comporta un andamento caotico del traffico cittadino con la cronica carenza di parcheggi;
2)il Piano comunale delle coste, senza del quale l’habitat costiero non può essere efficacemente difeso dagli attacchi della speculazione edilizia, mentre vecchi manufatti, come l’ex ristorante Gabbiano, sono a pericolo di crollo nella parte demaniale e il degrado è quasi ovunque presente sugli 11 chilometri di costa;
3)il Piano Regolatore del Porto, la cui perdurante mancanza si riflette sull’affastellamento nel bacino portuale di flotta peschereccia e da diporto, sul degrado e la carenza di servizi e, allo stesso tempo, è concausa del crescente insabbiamento, in assenza di interventi programmati di dragaggio e manutenzione. Dragaggio che non ha ancora visto concluso l’iter per la sua esecuzione: dopo le attività di caratterizzazione dei fondali (da poco aggiudicate) andrà predisposto il progetto con il quadro economico per l’ottenimento dei finanziamenti regionali a sportello e, quindi, la predisposizione dell’appalto e infine l’avvio dei lavori. Tempi ancora lunghi, quindi.
Ma non si tratta solo di carenze programmatorie. Vi sono attività che avrebbero dovuto essere eseguite o completate nel tempo e che nel primo anno di attività della Giunta Colonna risultano ancora lasciti insoluti, in alcuni casi non ancora neppure sfiorati:
1)Palazzo San Domenico è tuttora allo stato di incompiuta nonostante lavori avviati e condotti con fondi Urban: il piano terra è un ammasso di detriti frutto dell’attività edilizia ed è impraticabile; perdura la mancanza di accessibilità ai disabili; è inesistente (perchè addirittura non previsto nel progetto) l’impianto termico e di condizionamento; manca l’impianto di dissuasione volatili.
2) La situazione del verde cittadino è altalenante e ancora non si è arrivati alla stesura e alla gara per un appalto duraturo di manutenzione, cosicchè si procede una tantum. Il risultato è la presenza di una savana quasi onnipresente in ogni stagione dell’anno in tutti gli spazi verdi: alta e selvaggia nei mesi piovosi; secca, sporca e a rischio incendi in quelli estivi.
3) Piazza XX Settembre vede una pavimentazione impresentabile, con cedimenti strutturali in più punti, e lesioni quasi ovunque: la ditta appaltatrice non ha ancora eseguito gli interventi di ripristino, per non tacere della pessima qualità dei materiali utilizzati, fonte di facile assorbimento delle macchie e dello sporco.
4) L’area circostante al Castello Angioino, in specie quella a sud-est, nel “cul de sac” dei locali più volte saccheggiati, è in uno stato assolutamente non consono ad una cittadina che vuole fare dell’antico maniero e del borgo antico un punto di forza turistico.
5) Lo stato di degrado di quell’area è legato principalmente alla perdurante mancanza di decisione politica sulla realizzazione del passaggio piazza – fronte mare. Il Sindaco ha delegato un consigliere comunale ad occuparsi degli aspetti che, innanzitutto, sono sottesi al rapporto con il condominio attiguo, stante il diritto di uso in perpetuo per il Comune di una fascia che corre lungo le mura del Castello, ma nessun risultato tangibile sembra conseguito nell’anno amministrativo trascorso.

6) La situazione dell’area di Portecchia, in stato di assoluto degrado, peraltro colpita da una disposizione del Compartimento Marittimo che ne stabilisce la chiusura e la non praticabilità per assenza di sicurezza, ma non fatta osservare dal Comune di Mola. Nessuna attività di ripristino del decoro e della rimozione della posidonia spiaggiata è stata nel frattempo effettuata nel corso dell’anno, se non un intervento episodico di semplice spostamento della posidonia per consentire alle barchette da pesca di utilizzare lo scalo d’alaggio.
7) Il pessimo stato del lungomare sud, con lampioni divelti e, in particolare, all’altezza di Loreto, con colonnine in pietra e tubolari divelti e non ripristinati, transennati per evitare cadute in mare. E’ ben vero che sono stati annunciati lavori complessivi di recupero, tuttavia i ripristini, nel frattempo, sono doverosi, sia per l’immagine che, soprattutto, per una sicurezza non effimera.
8) Il pessimo biglietto da visita rappresentato dal Torrione in stato di disfacimento. Sebbene si tratti di un bene di proprietà privata, esso risulta comunque sottoposto al vincolo della Soprintendenza dei Beni storici e culturali. Più volte è stato intimato ai proprietari dalla Soprintendenza di intervenire con progetto e lavori di recupero, ma nessun risultato è stato raggiunto. Il ruolo del Comune dovrebbe essere più incisivo, nel richiedere alla Soprintendenza di sostituirsi al privato nell’esecuzione dei lavori, come prescrive la legge, nel Codice dei Beni culturali. Ma non sembra che, al momento, siano stati raggiunti risultati.
9) Lo stato della frazione di Cozze, nella quale lavori evidentemente poco resistenti all’habitat costiero hanno comportato il loro disfacimento dopo una violenta mareggiata. Più in generale Cozze si presenta degradata e ormai scarsamente attrattiva per il turismo. Lavori di somma urgenza sono stati annunciati ma non ancora eseguiti, sebbene la mareggiata risalga allo scorso febbraio.
10) Lo stato delle strade e dei marciapiedi cittadini: in generale, assolutamente impraticabili. Vi sono strade che non vedono un nuovo strato di asfalto dai tempi delle amministrazioni democristiane: 30 anni e oltre. Si è parlato a lungo in passato di “progettone” per ridare normalità ai percorsi viari e pedonali, ma nulla si è visto nè in termini progettuali nè di concreti interventi (se non sporadici) in questo anno di attività amministrativa. Nel frattempo, i cittadini continuano a cadere nelle buche perchè gli estemporanei rappezzi saltano alla prima pioggia.
11) L’area giochi sul lungomare continua a vedere la presenza dei deprecabili sassolini, fonte di anti-igienicità e di pericolo per i bambini. E allo stesso tempo permane la presenza di tutte le 5 fontane installate sul fronte mare che non erogano acqua, di cui almeno 3 non risultano neppure allacciate alla rete idrica. Peraltro, non eroga più acqua neppure la storica e artistica fontana di Piazza Risorgimento.
12) L’area cimiteriale necessita da tempo di nuovi loculi pubblici ma nessun iniziativa progettuale concreta è stata nel frattempo avviata in questo primo anno di attività amministrativa, mentre, anni addietro, si è lasciato spazio alla realizzazione di cappelle private, quasi tutte incomplete (circondate dal fango in inverno e dalla polvere in estate) o mai avviate alla costruzione.
Questo vuol essere solo a livello esemplificativo un bilancio tracciato da un giornale indipendente che guarda alla realtà cittadina in maniera oggettiva, senza condizionamenti di parte. Molti problemi e criticità, in campo urbanistico e di lavori pubblici, sono senz’altro stati dimenticati e ce ne scusiamo con i lettori.
Per le evidenze del primo anno di attività negli altri campi assessorili, “Mola Libera” si riserva ulteriori interventi.





La chiarezza di quanto esposto rende una fotografia dello stato attuale, quanto mai “a fuoco” e senza mezze misure. Auspico che le forze dei giovani possano portare avanti e con la diligenza del buon padre di famiglia su quanto vi è da fare. La cittadinanza esprime pareri non certo negativi, se non per alcune lacune evidenziate. Diamo fiducia e tempo. Cordialità