Il primo romanzo breve del giovane scrittore e giornalista pugliese.
“L’ULTIMA NOTTE DI “SPERANZA”, LA DISSIDENZA NELL’OSCURITA’ DELLE REALTA’ APPARENTI
Un romanzo acceso, dai toni forti e lividi che contiene una critica al sistema sociale volto a stritolare le coscienze.
Si coglie un bisogno di cultura radiosa che renda protagonista e consapevole la massa, delle proprie scelte. La denuncia e l’incertezza di un futuro prostituito a una misera società che orchestra il consumismo mostra il protagonista in piena crisi esistenziale.
Come un Prometeo dei nostri tempi, “Andrea Speranza” è prigioniero di una realtà tenebrosa, anzi di un labirinto, un “video gioco” come una gabbia oscura, nella quale si dimena alla ricerca di una via d’uscita, in fuga da un tutto calcolato, avido e insaziabile. La sete d’umanità lo porta a “investigare” tra vicoli oscuri e paesaggi foschi dove tentare il dialogo “intelligente” è un’avventura surrealista.
Nel lungo racconto di Andrea Costanza vi è tutto il livore di chi si “risveglia”, il giorno dopo la “tempesta” e cerca di mettere a fuoco la consistenza dell’esistere che per certi versi appare come un “fumetto” dell’assurdo, del paradossale, il frutto di una “matrice” profondamente urticante nella quale il bisogno di rielaborare ogni delusione si scontra con un sistema che ci vuole consumatori acritici e abitudinari, robot condizionati in un labirinto di certezze comode.
Il testo è la chiara metafora della nuova generazione, alla ricerca spasmodica della propria dimensione in un caotico pianeta senza approdi.
La sua scrittura, molto colorata, è ruvida come quella di C. Bukowski che riusciva ad essere incisiva, raschiando le sensibilità, nell’idea di poter scuotere le coscienze contro lo stato squallore.
Si coglie tutta la solitudine della sbornia dell’anima di tanti, davanti all’ipocrisia della composta apparenza in una battaglia impari, dove l’essere pensante deve difendersi, proteggersi da morti viventi, corrosivi e cannibali.
Una penna rossa e incandescente, quella del Costanza che realizza pagine avvincenti intrise di sangue, sudore e lacrime, di sdegno furioso, graffi di fili d’inchiostro, sottili, sintesi luminose che, in ioni coesi, scorrono tra solchi profondi come ferite mielose, attrazione per rapaci, desiderosi di fare della “Speranza” un’illusione velenosa contro la fiaccola di Prometeo nella notte.
Andrea Costanza è nato a Bari. Vive a Triggiano (Ba). Si è Laureato in Storia e scienze sociali. Collabora con quotidiani locali.




