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M. DANIELE: L’ODISSEA DI UN CITTADINO ALLE PRESE CON IL SACCHETTO NAVITA

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Nella sua recente interrogazione, tenuta nella seduta consiliare del 30 giugno, il consigliere Michele Daniele evidenzia i malfunzionamenti della Navita e l’incertezza intorno ai costi della tariffa TARI 2022.

Riceviamo dal consigliere comunale Michele Daniele e pubblichiamo la sua interrogazione, in materia di Igiene urbana e di TARI, svolta nella seduta consiliare del 30 giugno scorso:

Michele Daniele

UN NON PROBLEMA DIVENUTO PROBLEMA INSORMONTABILE

Esistono problemi complessi.

Esistono problemi semplici.

Esistono problemi complessi che una buona gestione li fa diventare semplici.

Esistono problemi semplici che una cattiva gestione li fa diventare complessi.

Poi esistono problemi inesistenti che una pessima gestione li fa diventare complessi.

Come il “problema” della distribuzione delle buste per la raccolta differenziata che conferma che l’unico ufficio comunale aperto 24 ore su 24 è l’Ufficio Complicazioni Cose Semplici.

La demenziale gestione comunale di questo “problema” era diventata un incubo per la popolazione. Code umilianti per ritirare queste buste, in orari ridotti e spesso indeterminati causa emergenza covid. Naturalmente in orari in cui tanti lavorano e non possono perdere mezza giornata per ritirare delle banali buste. Distribuzione col contagocce a causa della indeterminatezza della durata delle proroghe dell’incarico emergenziale dato alla Navita.

Per un problema che poteva essere risolto alla radice eliminandolo totalmente.

Già. Perchè queste buste non sono un gentile omaggio dell’azienda che gestisce il servizio di raccolta rifiuti. Queste buste fanno parte del costo del servizio e vengono pagate con la tariffa TARI, la tassa a carico di tutti i proprietari o domiciliati a Mola. Quindi perchè, dopo averle pagate, siamo costretti a questa via crucis per il ritiro?

Sarebbe bastato non includere questo costo nell’appalto del servizio, con conseguente riduzione della tariffa TARI (la tassa che si paga per il servizio di igiene urbana).  E poi ognuno provvedeva a rifornirsi delle buste necessarie come meglio credeva.

Ma si è preferito trasformare un non-problema in una vessazione per la popolazione.

Naturalmente avevo proposto questa soluzione più volte all’attuale amministrazione ma, come al solito, proposta ignorata. E la fornitura delle buste è stata inserita anche nel nuovo appalto. All’epoca della mia proposta mi fu risposto che con il nuovo appalto le buste sarebbero state consegnate direttamente a casa degli utenti. Cosa non avvenuta e per questi primi mesi del nuovo appalto si è reiterata la gestione demenziale del ritiro presso l’ufficio Navita in Comune.

Da qualche settimana la gestione è cambiata e si è passati alla distribuzione automatizzata dei famosi sacchetti, attraverso la tessera sanitaria contenente il codice fiscale. Certamente un progresso rispetto alla precedente gestione. A patto che sia gestita con un minimo di buon senso. Merce rara in questa amministrazione Colonna, come si è visto in questi primi giorni di avvio del servizio. Con un solo distributore a disposizione, la carica di sacchetti disponibili si esaurisce in poche ore. E, siccome il caricamento non è automatico e ci vuole un qualche essere umano per ricaricarle nel distributore, il risultato è stato che chi si è recato in Comune per il ritiro, è ritornato a mani vuote.

Beh, se poi consideriamo che Monopoli, circa il doppio degli abitanti di Mola ha installato 6 distributori automatici e Mola solo 1, il quadro della sciatteria amministrativa della giunta Colonna è completo.

Qualche settimana fa avevo interrogato il sindaco sul perchè il costo di questi benedetti sacchetti non fosse stato stralciato dal nuovo appalto di gestione rifiuti con conseguente diminuzione della tariffa TARI, Colonna mi ha risposto che il costo dei sacchetti è irrisorio e quindi la tassa su rifiuti sarebbe diminuita in quantità insignificante. Ora, non so come il sindaco faccia i calcoli ma vorrei sommessamente ricordargli che il costo della distribuzione dei sacchetti della monnezza non è costituito dal solo costo dei sacchetti ma un amministratore degno di questo nome dovrebbe considerare:

– il costo del personale addetto alla distribuzione

– il costo dell’ufficio acquisti della Navita che deve procurarsi tali sacchetti

– il costo del software del controllo dei sacchetti da distribuire e di quelli già distribuiti

– il costo dei distributori automatici dei sacchetti

– il costo della manutenzione dei distributori

– il costo dei continui ricaricamenti di cui il distributore necessita

– e, ultimo ma non ultimo, le vessazioni cui è sottoposto il personale del Comune, costretto a sorbirsi le aggressioni dei cittadini esasperati dai continui disservizi della distribuzione dei sacchetti, personale incolpevole di questa assurda situazione e a cui va la nostra solidarietà.

Pochi giorni fa ho interrogato l’Assessore alla Monnezza, dottoressa Tarsitano appartenente alla colonna lacarriana che ha in ostaggio il Comune di Mola, sul perchè Monopoli ha 6 distributori e Mola ne ha solo 1, mi ha risposto che da contratto Monopoli avrebbe dovuto avere solo 2 distributori ma che ne ha richiesto 4 aggiuntivi resosi conto immediatamente che 2 sarebbero stati insufficienti, e ha accettato costi aggiuntivi rispetto a quanto previsto nell’appalto. E che anche Mola ha richiesto un altro distributore che però tardi ad arrivare.

E anche ciò è indice della sciatteria amministrativa in cui versa il Comune:

– considerando che Monopoli che era partita prima con i distributori ha subito riscontrato la loro insufficienza non si comprende perchè Mola non ha fatto tesoro di tali difficoltà che l’unico distributore previsto da contratto avrebbe causato prima di decidersi a richiederne un altro che chissà quando arriverà

– il tutto condito con un rilevante incremento di costi per un secondo distributore fuori contratto e per il fatto che nel frattempo si è dovuto rispristinare ed ampliare la distribuzione manuale dei famigerati sacchetti.

E per aggiungere il danno alla beffa tantissime persone, pur pagandoli con la TARI, non usano i sacchetti della Navita per vari motivi:

– non hanno tempo nè voglia nè tempo di andare a ritirare i sacchetti perchè non accettano di sottoporsi al “gratta e vinci” del ritiro dal distributore automatico o delle umilianti code all’ufficio Navita

– le dimensioni dei sacchetti non sono adatte ai contenitori che utilizzano per la raccolta casalinga

– non ritengono adeguati i sacchetti forniti perchè troppo sottili e si rompono al solo guardarli, figuriamoci per accogliere residui di pesce, o di carciofi o anche solo dei residui della frutta.

Piccola postilla personale: pur avendo usato 3 dei sacchetti forniti imbustati uno dentro l’altro per raccogliere dei residui di frutta, quando ho ritirato il bidoncino la mattina dopo c’era dentro mezzo litro di liquido, cosa che costringe a degli energici e frequenti lavaggi con spreco di acqua e detersivi entrambi poco ecologici. Con la conseguenza che anche l’operazione di svuotamento dei bidoni da parte degli operatori lascia delle tracce di sporco, imbrattando la strada.

A parte la vicenda tragicomica dei sacchetti della monnezza, la questione seria è un servizio di igiene urbana che è sempre più costoso e con livelli di servizio sempre più scarsi.

Il livello del servizio è sotto gli occhi tutti i molesi. Riguardo alla tassa rifiuti l’amministrazione comunale sta un po’ effettuando il gioco delle tre carte provando a nascondere l’aumento reale inviando delle rate di acconto + un saldo impredicibile mesi più tardi.

Ho chiesto da mesi di avere il contratto finale sottoscritto con il gestore ma al momento non sono ancora riuscito ad ottenerlo. Mi riservo di effettuare una analisi più approfondita della dinamica delle tariffe quando otterrò il contratto sottoscritto. Nel frattempo questa è una prima analisi un po’ superficiale:

– le previsioni per le spese correnti rifiuti per il 2022 è di 5,776 milioni €

– gli impegni per le spese correnti rifiuti per il 2021 sono stati di 5,707 milioni €

– mentre per il 2020 sono stati di 5.463 milioni €

– e nel 2019 di 5.547 milioni €

– quindi l’ordine di grandezza è pressochè identico, in leggero aumento (a parte il 2020, anno del lockdown).

Ma come vengono stabilite le tariffe Tari? La determinazione delle tariffe del tributo avviene in conformità al piano economico finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Sulla base della normativa vigente, il gestore (cioè la Navita) predispone annualmente il piano economico finanziario, secondo quanto previsto dal MTR (Metodo Tariffario Rifiuti) dell’Autorità per regolazione dell’Energia, reti e ambiente (ARERA), e lo trasmette all’Ente territorialmente competente (cioè al Comune).

Quindi il piano finanziario dei rifiuti viene predisposto dalla Navita sulla base di quanto stabilito da un ente governativo e il Comune è solo il destinatario, il cui solo compito è quello di validare quanto predisposto dalla Navita. Il Comune ripartisce i costi definiti nel piano finanziario e li distribuisce sui cittadini e sulle imprese definendo le tariffe che invia ad Arera. Dopodichè è Arera che approva definitivamente.

Detta in altri termini ed in modo rozzo ma efficace: il Comune quasi non tocca palla sulla determinazione delle tariffe. Quindi avventurarsi su promesse di riduzioni o non aumenti su materie pressochè indipendenti totalmente dalla sfera comunale lo trovo un po’ aleatorio.

Ciò detto, c’è un’area in cui l’azione del Comune può incidere nella riduzione delle tariffe in quanto, dal totale dei costi del piano economico-finanziario sono sottratte le seguenti entrate:

  1. b) le entrate effettivamente conseguite a seguito dell’attività di recupero dell’evasione
  2. c) le entrate derivanti da procedure sanzionatorie

Considerando i tanti successi vantati da questa amministrazione nella lotta all’evasione, e per cui paghiamo cifre rilevanti al concessionario dei tributi del nostro Comune (diverse centinaia di migliaia di euro), come mai non rileviamo riduzioni nelle tariffe Tari?

Idem per le procedure sanzionatorie nei confronti degli evasori, e magari anche nei confronti del gestore Navita, perchè è inverosimile che un servizio così scadente non abbia delle inadempienze contrattuali.

Quindi il danno e la beffa: il danno di avere un costo sempre più alto e la beffa di un livello di servizio sempre più basso.

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