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Mola di Bari

MAGGIORANZA E MINORANZA CORRESPONSABILI PER LA MANCANZA DELL’AREA MERCATALE. IN UN INCONTRO PUBBLICO, DI RUTIGLIANO E COLONNA SE LA CANTANO E SE LA SUONANO…

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Area mercatale: maggioranza e minoranza entrambe responsabili per il perdurare dell’occupazione ultra trentennale delle strade del “Cozzetto”, con il mercato settimanale e le fiere, che provoca gravi disagi ai residenti e l’assenza di adeguati servizi ai commercianti e agli acquirenti. Ecco perchè Di Rutigliano non ha invitato “Mola Libera” al suo convegno, dove la minoranza ha fatto passerella con il Sindaco e la maggioranza: non voleva domande scomode. Eppure l’area mercatale poteva e può ancora diventare un importante servizio alla comunità, anche con l’inserimento, nella vasta zona prevista, di un Centro Congressi-Auditorium del quale c’è un grande bisogno.

Un incontro pubblico dove se la sono cantata e suonata da soli…

Ve l’avevamo detto: “Mola Libera” non è stata invitata, e nemmeno ha ricevuto il comunicato stampa, all’incontro pubblico, tenutosi a Palazzo Roberti sabato 22 febbraio, su “Area mercatale: quale futuro?”, organizzato dalle tre liste che hanno appoggiato alle ultime elezioni comunali Giangrazio Di Rutigliano, sebbene nel programma fosse contenuto uno “spazio riservato agli approfondimenti dei giornalisti”…

E’ ben chiaro che Di Rutigliano, come il Sindaco Colonna, non accetta le critiche e non ha nemmeno il senso dell’ironia a proposito dell’ormai famigerato “taglio della torta”, sul quale infatti evidenziammo la sua assenza dai temi concreti per presenziare spesso al futile e all’ovvio, come maestro cerimoniere.

Ora che, invece, ha scelto finalmente di tornare con i piedi per terra, lasciando l’effimero delle torte da “paese cartolina” per misurarsi con l’amaro della realtà cittadina, Di Rutigliano esclude deliberatamente la stampa che poteva fargli domande scomode: e non solo a lui, ma all’intera classe dirigente presente al suo convegno: Sindaco Colonna, Vice Sindaco e Assessore alle Attività produttive Rotolo, Assessore alla Polizia Locale Marco Ungaro, consiglieri comunali di minoranza (Brunetti, Daugenti, Orlando, Vavallo, Chiarelli) e coordinatore di “Ora a sinistra!” Antonio Tricase.

Giangrazio Di Rutigliano (a sinistra) con Fabio Daugenti

E’ ben noto: il mercato settimanale e le fiere annuali occupano dal 1994 alcune strade principali del Cozzetto (Via Moro, Via Nenni, Via Baracca, Via di Crollalanza), spaccando il quartiere a metà, ostacolando il libero accesso ai garage delle palazzine della zona, con forti disagi per i residenti, oltre a frapporre seri ostacoli di sicurezza alla Caserma dei Carabinieri, al Polivalente “Da Vinci-Majorana” e alla Chiesa del Sacro Cuore, generando peraltro disordine, sporcizia, rottura dei cordoli e dei marciapiedi dell’intera zona, in assenza di adeguati servizi igienici e di idonee aree per il carico e lo scarico delle merci.

Fin dal 1999, con l’approvazione in Consiglio comunale del Piano di Recupero Urbano (PRU) del Cozzetto, si previde che questa pessima occupazione del quartiere si sarebbe risolta con la realizzazione di una vasta area mercatale,  da collocarsi in un ampio quadrilatero, compreso tra l’attuale bretella che costeggia la Chiesa del Sacro Cuore, il tratto di Via Moro che fronteggia il Campo sportivo Caduti di Superga , la linea ferroviaria e l’attuale cavalcaferrovia di Viale Paolo VI.

Una veduta della vasta area prevista nel PRU Cozzetto per l’area mercatale: ma in assenza della riapposizione del vincolo preordinato all’esproprio, i privati hanno la possibilità di vanificare una previsione urbanistica di grande utilità sociale.

Un’area strategica, ottimamente posizionata e facilmente raggiungibile dagli operatori commerciali. Ma, come le poche cose davvero buone  a servizio della collettività che si prevedono nella nostra programmazione urbanistica, non solo non se ne fece niente, dando innanzitutto la prevalenza alla realizzazione di nuove palazzine in aree pubbliche e tralasciando per decenni i servizi previsti nel PRU, ma addirittura la previsione fu, ad un certo punto, cancellata da tale Piano.

Successivamente, con l’accordo di programma che rifinanziava il PRU, nel quinquennio 2005-2010, l’area mercatale fu nuovamente inserita all’interno del Piano, tipizzata zona F per attività collettive, e vi fu apposto il vincolo preordinato all’esproprio, di cui all’art. 9 e seguenti del DPR 327/2001. Un vincolo che ha durata di cinque anni e che, comunque, deve essere seguito dalla dichiarazione di pubblica utilità per avere validità effettiva.

Infatti, i commi 1 e 2 dell’art. 9 DPR 327/2001, così stabiliscono:

2. Il vincolo preordinato all’esproprio ha la durata di cinque anni. Entro tale termine, può essere emanato il provvedimento che comporta la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.

3. Se non è tempestivamente dichiarata la pubblica utilità dell’opera, il vincolo preordinato all’esproprio decade e trova applicazione la disciplina dettata dall’articolo 9 del testo unico in materia edilizia approvato con d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

In sostanza, una volta individuata un’area privata – tipizzata come zona per attività collettive (zona F) dal Piano Regolatore Generale o da una sua variante, anche prevista in un accordo di programma – sulla quale si intende realizzare un’opera pubblica, si deve intervenire innanzitutto con l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio (cioè con la volontà dell’Amministrazione comunale di procedere all’acquisizione dell’area dai privati) e quindi, nell’arco di cinque anni, deve essere dichiarata la pubblica utilità dell’opera da realizzare.

Ma cosa ha fatto il Comune di Mola di Bari? Inizialmente ha apposto il vincolo, ma con il passare degli anni non lo ha rinnovato alla scadenza quinquennale e, pertanto, ora ci si trova nella situazione di una vasta area che è tornata nella piena disponibilità dei proprietari, i quali, a norma dell’art. 9 DPR n. 380/2001, possono procedere liberamente sui loro terreni. Tant’è che molti cittadini si sono meravigliati nell’osservare la ristrutturazione di un vecchio rudere esistente nell’area, situato al margine della nuova bretella che costeggia la Chiesa del Sacro Cuore, con la palificazione di delimitazione della relativa proprietà privata.

Il proprietario ha agito proprio in virtù della mancata riapposizione del vincolo preordinato all’esproprio da parte del Comune di Mola.

Di chi la responsabilità? Certamente dell’intero Consiglio comunale nel quinquennio 2018-2023, quando il vincolo si è estinto.

In ogni caso, il vincolo poteva ben essere riapposto in qualsiasi momento, ma non è stato fatto per assenza totale di volontà politica.

Responsabili in primo luogo sono senz’altro l’Assessore all’Urbanistica e LL.PP: Nico Berlen e il Sindaco Colonna nel quinquennio 2018-2023. E oggi, nell’attuale quinquennio, il Sindaco-Assessore ad interim all’Urbanistica e LL.PP. Giuseppe Colonna.

Il Sindaco Giuseppe Colonna e il Vice Sindaco Angelo Rotolo a Chicago, in occasione del Columbus Day 2022

Ma corresponsabile è l’intero Consiglio comunale che non ha chiesto, attraverso la 3a Commissione Consiliare (presidente Matteo Ranieri), la riapposizione del vincolo. Gravi responsabilità pertanto le portano tutti i consiglieri comunali, a cominciare da quelli di minoranza che, con maggiore decisione, avrebbero dovuto chiederlo. E invece corrono ora a fasciarsi la testa, con un convegno che arriva fuori tempo massimo a parlare del niente, se non di generiche volontà, in un clima da “abbracciamoci tutti”… perché sono tutti corresponsabili.

In sostanza, se i cittadini, passando dalla zona vedranno nuovi cantieri sorgere, sappiano che non si tratta della costruzione dell’indispensabile area mercatale, ma del “tana libera tutti” che una classe politica pasticciona e impreparata ha permesso ai proprietari privati, ovviamente ora assolutamente legittimati ad operare sulle loro proprietà in assenza della riapposizione del vincolo preordinato all’esproprio e della dichiarazione di pubblica utilità.

Si può ancora rimediare, anche se una parte importante di quell’area è andata ormai persa con l’intervento del primo tra i diversi privati che la possiedono.

Ma c’è una vera volontà politica di riavviare l’iter? Dalle dichiarazioni del Sindaco-Assessore Colonna non sembrerebbe. E’ anzi probabile che a breve vedremo la presentazione di progetti al Settore Urbanistica per la realizzazione di iniziative private sull’area. E il misfatto sarà compiuto definitivamente, perdendo una programmazione di carattere vitale per gli interessi generali della nostra comunità.

Eppure tanto poteva essere fatto, fin dal 1999, quando fu approvato il PRU. Ricordo che da consigliere comunale, uno dei motivi fondamentali che mi portò ad approvare quel Piano, tra mille titubanze dovute all’utilizzo di aree pubbliche per costruzioni di nuove palazzine, fu la previsione dell’area mercatale, oltre all’asse attrezzato di Viale Paolo VI (tuttora, a distanza di oltre 25 anni, irrealizzato).

E in tal senso proposi che, tenuto conto della grande estensione prevista, si potesse affiancare all’area mercatale un edificio per ospitare un Centro congressi-Auditorium per andare incontro: 1) al bisogno pubblico di consentire grandi eventi pubblici in una struttura adeguatamente attrezzata, oltre che per offrirla al fiorente turismo congressuale che spesso a Bari non trova spazi sufficienti; 2) alla necessità delle tante associazioni musicali e teatrali di trovare adeguati spazi che il solo Teatro comunale non permette, oltre a permettere la realizzazione di importanti eventi musicali di massa, sia all’interno che all’esterno.

Ma a quella mia proposta, presentata decine di volte in interventi pubblici e in articoli sulla stampa locale, non ebbi mai risposta, in specie dal sempiterno Assessore Berlen, il tecnico-politico che porta le maggiori responsabilità per l’assenza di una vera e organica programmazione urbanistica nella nostra città, avendo utilizzato gli estemporanei accordi di programma per ogni iniziativa, tanto da aver accentuato lo scollamento tra centro e periferie e lasciato Mola priva di veri servizi per attività collettive.

L’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen, nel corso della seduta di Consiglio comunale del 30-11-2022

L’attuale Assessore ad interim Colonna, peraltro, non solo in assenza di qualsiasi preparazione specifica, ma non possedendo neppure una sensibilità di tipo urbanistico, non poteva che fare di peggio e, infatti, a Mola mai si era vista una così sconclusionata gestione del territorio, con un Ufficio tecnico comunale che è una navicella senza timone e senza vele alla deriva.

CONCLUSIONI

Di Rutigliano, Colonna e tutti gli altri che hanno partecipato alla kermesse organizzata dall’ex Sindaco sono assolutamente corresponsabili non solo della perdurante assenza dell’area mercatale, ma condividono uguali responsabilità nella mancanza assoluta di una visione di insieme della programmazione territoriale. Si tratta di una delle classi dirigenti più impreparate e meno lungimiranti che Mola abbia mai avuto, senza distinzione tra maggioranza e minoranza.

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