La richiesta del Sindaco al Presidente del Consiglio comunale per un avvicendamento con Losito è caduta nel vuoto. Crisi congelata e palla lanciata da Lepore nel campo degli Assessori.
La riunione di maggioranza tenutasi ieri sera, mercoledì 19 maggio, per arrivare ad un avvicendamento nella carica di Presidente del Consiglio comunale, molto ambita, si è conclusa con una fumata nera.
Mario Lepore, da politico navigato, ha lasciato tutti di stucco: dopo aver declinato l’invito del Sindaco Giuseppe Colonna a farsi da parte per far posto sullo scranno presidenziale a Leonardo Losito, legato al primo cittadino da un patto di ferro, ha risposto picche e, anzi, ha rilanciato.
Quindi, Lepore non solo non ha alcuna intenzione di abbandonare l’incarico per rientrare nei ranghi di semplice consigliere comunale, ma ha chiesto invece che si proceda ad una seria verifica politica sull’operato degli Assessori, oltre che ad un nuovo allargamento della maggioranza, con il recupero dei fuoriusciti Giovanni Gallo ed Elisabetta Sciannameo.
Una verifica che, in ogni caso, mette in difficoltà soprattutto gli Assessori Vito Orlando e Giovanni Vincesilao, più volte censurati all’interno delle riunioni di maggioranza, in specie dai due consiglieri “autonomisti” Marco Ungaro e Giacomo Clemente.
In particolare, Marco Ungaro è tra i consiglieri che più spingono affinchè Lepore rinunci alla presidenza del Consiglio comunale: infatti, non è il solo Losito ad ambire alla carica (sponsorizzato dai due gruppi consiliari L’Idea e La Voce, oltre che dal Sindaco).
Sono in tanti, Ungaro compreso, a voler sedere sullo scranno presidenziale: l’appannaggio mensile non è affatto trascurabile, alla pari di quello di un assessore e, peraltro, con meno rischi politici (infatti, a differenza che nell’incarico assessorile, non si può essere “licenziati” dal Sindaco) e meno impegno operativo.
La riunione si è quindi conclusa con una fumata nera per il Sindaco e per Losito, con gli imprevedibili rischi che comporta una verifica a tutto campo sull’azione della Giunta comunale, laddove certamente nè Orlando e tanto meno Vincesilao avranno alcuna voglia di rinunciare all’incarico assessorile per tornare a casa da privati cittadini.
Insomma, a poco dallo scoccare del terzo anno di mandato amministrativo, la maggioranza dell’ex Cantiere civico e l’Amministrazione Colonna appaiono sempre più deboli, incerte e confuse, appese ad un solo voto di scarto sulla numericamente consistente minoranza (sebbene poco coesa e scarsamente determinata), con una spinta propulsiva esauritasi da tempo, mentre crescono le spinte centrifughe e i dissensi interni dei liberi battitori.
E’ tuttavia probabile che tutto venga congelato ancora una volta a tempo indefinito: con una verifica politica che non porterà a nessun risultato concreto, mentre la consigliatura si snoderà stancamente verso la sua parte conclusiva.





