L’esperienza dell’artista tarantina come passione, ispirazione, figurazione. Nelle sue foto, la luce vi si proietta e si staglia esclusivamente sul soggetto fotografato, “completamente immerso nel Nero Profondo”.
Crediamo sia importante, in chiave culturale e di acquisizione delle migliori energie del territorio dal punto di vista –in questo caso- fotografico ed artistico, passare ogni tanto in rassegna i nomi legati a queste esperienze di assoluto valore.

Esiste l’arte buona, talvolta esiste anche la discrezione di quest’arte e di questi artisti. Vale allora parlare di queste energie, di questi carismi.
Arte come vita nel nome della stessa. Fotografia come passione, ispirazione, figurazione.
Dunque realtà, considerato che questo significa fare arte – e farla bene -: essere dentro una visione di sé e del mondo.
Il pensiero, il pensiero della rappresentazione; quella rappresentazione stessa poi pronta ad ogni salto verso l’immaginifico, il surreale; l’idea che sa andare oltre attraverso, ancora, il pensiero e poi il tratto, il graffio, la cifra.

Oppure lo scatto consapevole, come nel caso di Marisa De Gregorio, pugliese di talento che rientra alla perfezione in questo profilo. Originaria di Taranto, da tempo sta catapultando su di sé i giudizi unanimi della critica.
È figlia d’arte di Mino De Gregorio, apprezzato come fotoamatore e gran cultore della narrazione convinta ed appassionata delle tradizioni tarantine. Taranto, città dalle mille evocazioni; città che è tutta dentro i lavori di Mino e Marisa De Gregorio. Dal padre l’artista apprende tecniche fotografiche di primissima mano: sviluppo, stampa in camera oscura.

Così, a 15 anni, Marisa partecipa già al suo primo concorso fotografico “Viaggio per immagini nella città vecchia”. Ancora il resoconto di un passato vissuto sulla pelle. Ancora la storia che si trasferisce sull’immagine. Immagine che palpita.
Ed ecco il primo premio a quel concorso, nella sezione relativa alle foto a colori. Negli anni continua la sua formazione nel campo. Ne nasce un reportage assai interessante, nel 2016, dedicato al Palazzo della Cultura e alla Biblioteca “Pietro Acclavio” di Taranto.
Diverse le rassegne e retrospettive cui ha partecipato, specie negli ultimi anni. Nel 2017, eccola alla terza edizione della mostra “Taranto e la sua provincia” (al castello Aragonese della città dei due mari); seguono nel 2018 mostre in Puglia (ancora Taranto e poi Conversano) e Lucania (Vaglio Basilicata, Museo delle Antiche Genti).

Negli ultimi tempi, mostre a Roma, Bari, Latiano (Br), Bitonto, Valenzano, Locorotondo. Tanti anche i riconoscimenti come fotografa sul web: sia da gruppi fotografici internazionali (“International Amateur Street Photography Group”, “Foto Arte Black and White”, “Racconti Fotografici”, “Photo Art”, “WePhoto”, “Anima Impressa” ed altri) sia da quotidiani e riviste (Gazzetta del Mezzogiorno, Il Gazzettino di Puglia, Corriere del Mezzogiorno, Espressioni d’Arte, Mola Libera).
Altra grande passione: lo studio della fotografia storica, l’approfondimento dei grandi fotografi del passato, delle tecniche e degli stili che hanno fatto grande questa particolare e moderna forma di arte. Uno studio riconosciuto e di valore, non da autodidatta, conseguito attraverso corsi di fotografia. Uno di questi ha avuto per suo maestro il fotografo Antonio Fascicolo.
La De Gregorio ama la fotografia sociale, autentico ‘serbatoio’ delle memorie di una collettività. Storia, non nostalgia; passato, non passatismo; culto degli avi comunitari, non tronfie esaltazioni patriottiche.
Diversi gli altri docenti di Fotografia da lei ascoltati nel corso degli anni: Domenico Tattoli, Fabio Blanco, Emanuele Carpenzano, Antonio Manta, Pio Tarantini, Giulio Ielardi, Franco Cappellari. Di molti di questi segue costantemente le lezioni online dedicata all’esercizio dell’arte fotografica.
La sua attività di art curator la vede ormai da tempo impegnata, in qualità di responsabile del settore artistico dell’associazione culturale “Movimento Sud” di Bari, nell’organizzazione di rassegne ed eventi che mettono in evidenza lo sconfinato potenziale del nostro territorio, grazie ad opere di artisti, spesso, conosciuti ben oltre i confini regionali o nazionali.
“La mia produzione fotografica è attualmente interessata allo studio del ‘Nero Profondo’ attraverso l’uso del contrasto accentuato che rafforza l’impatto dell’immagine alla quale ho deciso di lavorare e di dare rilievo”, afferma l’artista.

“Una immagine, infatti, può essere rafforzata spingendo nell’ombra tutti quei dettagli non necessari o di disturbo –continua la De Gregorio-. Le ombre, misteriose, arcane, confluiscono così nel Nero Profondo che esalta il soggetto non distogliendo lo sguardo del fruitore. Lavorare quindi con l’oscurità, osare con il contrasto lasciando cadere le ombre nel Nero Profondo e dipingere in esso con la luce”.
Un progetto che viene da lontano: “da sempre esso trova ispirazione negli insegnamenti del mio primo maestro, mio padre. Da sempre ha ispirato i miei scatti e con lui sono cresciuta respirando direttamente fotografia in quella mostra perenne che era la nostra casa nel borgo umbertino di Taranto”.
Tornando alle foto dell’artista, la luce vi si proietta e si staglia esclusivamente sul soggetto fotografato, “completamente immerso nel Nero Profondo”, una sorta di – ci dice ancora la De Gregorio – “astrazione compositiva nella quale la mia visione fotografica pone il soggetto ritratto al centro dell’attenzione scontornandone l’immagine affinché sia attore assoluto del racconto”.
Suggestione pura, non c’è che dire. Accanto ad una forza comunicativa capace di guidare l’attenzione del fruitore sul soggetto inquadrato.
“Le immagini in questo modo acquisiscono un immediato impatto emozionale ed empatico attraverso l’esaltazione selettiva di alcune zone ritratte enfatizzate da un forte contrasto”, così ancora la fotografa tarantina.






Bravissima Marisa. Complimenti. Continua così.
Interessante la tua ricerca nel passato trasposto al mondo presente.
Sono un fotoamatore dall’età di cinque anni; in camera oscura dall’età di 12 anni, nato a Palermo città di grandi fotografi del passato come Interguglielmi e Fulco, che mi hanno ispirato.
Adesso vivo a Roma. Recentemente ho ripreso con alcuni scatti i concerti di Gaetano Ruggeri e Sergio Cammariere. Sarebbe per me un piacere sentirci.
Buona Luce
Giuseppe Fragapane