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Mola di Bari

MARTUCCI E TUMORI: ALLA VITTIMA IGNOTA DELLA DISCARICA CONFERITA LA CITTADINANZA ONORARIA

data:

Con una votazione all’unanimità, il Consiglio comunale, nella seduta di martedì 7 dicembre, ha conferito la cittadinanza onoraria alla Vittima Ignota della discarica Martucci, con il fine di esprimere, in tal modo, i sentimenti, le azioni e le determinazioni di una Comunità che, con alto valore simbolico, vuole onorare un cittadino sconosciuto, in rappresentanza dei tanti deceduti a causa di patologie tumorali. Ecco la delibera, accompagnata da un’impressionante cronistoria di tutti gli abusi e gli arbitri connessi alla realizzazione, all’abnorme espansione e alla perdurante presenza della discarica da oltre 45 anni in una delle aree un tempo più fertili dell’agro situato tra Mola e Conversano.

Il Consiglio comunale ha discusso e votato all’unanimità il seguente deliberato, inviato, tra le altre Autorità, al Presidente della Repubblica e al Presidente della Regione Puglia.

Il grido di dolore che sale dalla nostra terra, verrà ascoltato da qualcuno? 

Siamo solo sudditi che devono solo pagare le tasse e votare per quanti vengono a cadenze prefissate a ramazzare migliaia di voti a buon mercato?

Ecco il documento:

(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

La votazione è stata preceduta dalla lettura, a cura del consigliere Michele Daniele, della cronistoria degli arbitri consumati in contrada Martucci dalla Fine degli Anni ’70 del secolo scorso ai giorni nostri.

Ecco l’inquietante racconto con date, fatti e nomi:

STORIA DELLA VITTIMA IGNOTA DELLA DISCARICA MARTUCCI

Vi raccontiamo una storia. Inquietante. Parliamo di frutta e verdura, ed anche di pesci. Di quei cibi che consumiamo ogni giorno. Cibi coltivati e cresciuti all’ombra di una  discarica nata illegalmente, su un territorio che non aveva alcuna caratteristica adeguata per la sua nascita. Sviluppatasi senza controllo. E che per anni ha continuato ad irrorare il sottosuolo di un liquido mefitico: il percolato, altamente tossico e cancerogeno.

Percolato che è inevitabilmente filtrato sino a raggiungere la falda acquifera da cui si estrae l’acqua per irrigare i fertili fondi dei territori circostanti la discarica: Conversano, Rutigliano e, soprattutto, Polignano e Mola di Bari.

Paesi in cui l’incidenza di patologie tumorali raggiunge livelli record nella popolazione. Causando imprecisabili vittime. Questa storia è dedicata alla Vittima Ignota della discarica Martucci sita al confine tra Conversano e Mola.

La prima parte di questa cronistoria contiene degli estratti dal libro “L’ultimo  chiuda la discarica” di Pietro Santamaria – Levante Editori, Bari 2010, che si ringrazia per la gentile concessione.

Fine anni Settanta – inizi anni Ottanta

Il territorio tra Mola e Conversano viene interessato dalla coltivazione di cave abusive di terreno destinato all’agricoltura. Spesso, in queste enormi voragini finisce ogni tipo di rifiuti.

10 luglio 1982

L’Ufficio tecnico del Comune di Conversano verifica che un ampio tratto della strada comunale «esterna Pozzovivo», in contrada Martucci, era stato completamente distrutto dall’attività di una cava abusiva, con un’ampia voragine profonda dieci metri. Da allora, quella strada è scomparsa.

5 agosto 1983

Nasce ufficialmente la discarica in contrada Martucci: il Sindaco di Conversano Giuseppe Di Vagno, in base al DPR 915/82, attesta che la discarica di Paolo Lombardi era esercitata prima dell’entrata in vigore del DPR (condizione necessaria per ottenere l’autorizzazione). Il TAR documenterà che ciò era falso: la discarica non era in esercizio.

15 maggio 1984

Con Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 292, viene autorizzato l’esercizio provvisorio di una discarica di RSU in una cava sita in agro di Conversano, in contrada Martucci.

31 maggio 1985

Il Comune di Conversano approva il progetto di adeguamento della discarica Lombardi, che prevede un notevole ampliamento della superficie e lo sbancamento di circa un milione di metri cubi di terra rossa, e concede l’autorizzazione edilizia.

Agosto 1986

Lombardi presenta alla Regione il progetto di adeguamento della discarica, per ottenere l’autorizzazione definitiva, e prevede ai lati del primo lotto in esercizio altri due lotti, per complessivi venti ettari. La potenzialità della discarica è di 4,5 milioni di metri cubi. Il progetto non prevede l’impermeabilizzazione artificiale del fondo della discarica, perché l’impresa ritiene sufficiente l’impermeabilizzazione naturale offerta dai residui di cava costituiti dalla terra rossa.

14 ottobre 1986

La Giunta regionale approva il progetto di adeguamento e ampliamento della discarica in contrada Martucci. Il progetto prevede anche la bonifica dell’area attraverso «la ricostruzione dell’antico profilo topologico (precedente all’attività di estrazione), una volta colmata la discarica […]. Tale situazione consentirà il recupero del sito sotto il profilo paesaggistico sia sotto il profilo sociale, in quanto si potranno ricavare degli spazi da destinare a verde attrezzato».

1987

La discarica occupa già decine di ettari; in quest’anno smaltisce centomila tonnellate di RSU, di cui circa diecimila provengono da Mola.

Aprile 1988

La discarica Lombardi in contrada Martucci ospita rifiuti di Firenze e di tante altre città del Nord Italia.

1 luglio 1988

La Provincia di Bari proroga l’autorizzazione provvisoria all’esercizio del primo lotto della discarica.

Settembre 1988

Il Consiglio Comunale di Mola si oppone alla proposta di Piano Regionale che prevede un ampliamento della discarica in contrada Martucci. Anche il Consiglio Provinciale si pronuncia contro la proposta di Piano regionale.

30 novembre 1988

La Provincia di Bari proroga fino al 31 gennaio 1989 l’autorizzazione provvisoria all’esercizio del primo lotto della discarica.

Dicembre 1988 – gennaio 1989

Dopo le proteste e le azioni del Comune di Conversano, i rifiuti di Firenze non vengono più smaltiti in contrada Martucci. Il Sindaco di Conversano, Francesco Cavallo, dichiara che c’è stata negli anni una grave superficialità da parte del Comune di Conversano, della Provincia di Bari, della Regione Puglia e della USL BA/15, perché non hanno mai fatto controlli sulla gestione della cava, sulle sue capacità inquinanti e sulla tipologia di rifiuti che finivano in quella discarica.

Il senatore Onofrio Petrara interroga il Parlamento sulla discarica della Lombardi.

30 gennaio 1989

Il Consiglio Provinciale di Bari proroga ulteriormente l’autorizzazione provvisoria all’esercizio del primo lotto della discarica.

Febbraio 1989

L’on. Andrea Borruso (DC) presenta un’interrogazione scritta al Ministro dell’Ambiente, Giorgio Ruffolo (PSI), per denunciare la mancanza di controlli e analisi sulla discarica gestita dai fratelli Lombardi in contrada Martucci, e sollecita controlli e azioni, per impedire l’attività estrattiva abusiva in altre cave con successiva trasformazione in discariche.

Aprile 1989

Il 10 aprile, la Giunta della Provincia di Bari autorizza provvisoriamente, fino all’11 ottobre, l’esercizio del primo lotto della discarica in contrada Martucci limitandolo ai comuni della provincia di Bari.

15 giugno 1989

La Provincia di Bari allarga l’ambito di utenza della discarica all’intero territorio regionale. Il Presidente della Giunta della Regione Puglia, Giuseppe Colasanto, ordina per tre mesi lo smaltimento di rifiuti speciali ospedalieri prodotti dalle USL BA/18 e BA/15 nella discarica in contrada Martucci.

Luglio 1989

Il 18 il Comitato Regionale di Controllo annulla la delibera della Provincia di Bari per eccesso di potere.

Il 21, su sollecitazione del Prefetto di Bari, la Giunta provinciale di Bari autorizza la ditta Lombardi ancora una volta all’esercizio provvisorio della discarica in contrada Martucci.

12 ottobre 1989

L’Ufficio tecnico del Comune di Conversano verifica la violazione da parte della ditta Lombardi delle prescrizioni autorizzative della discarica per quanto riguarda i limiti della superficie interessata. Più in particolare, risulta l’esercizio abusivo di attività di discarica sulle particelle catastali n. 292, 294 e 296 del foglio di mappa n.15.

Dicembre 1989

Il 6 il Sindaco di Conversano, con ordinanza n. 64, chiude la discarica in contrada Martucci.

Il 7, con ordinanza sindacale n. 65 viene disposta la riattivazione della vecchia discarica del Comune di Conversano.

La Regione verifica che le particelle su cui avviene lo smaltimento dei rifiuti sono comprese nel progetto approvato con delibera della Giunta regionale n. 7860/1986.

Il 14 il TAR concede la sospensiva incidentale dell’ordinanza sindacale n. 64/1989. Il giorno dopo il Comune, con una nuova ordinanza, la n. 68, annulla la precedente ordinanza e riapre la discarica Lombardi.

Febbraio 1990

In seguito alla denuncia di un inquinamento batteriologico in un campione di acqua di falda prelevato dal pozzo ubicato nella discarica Lombardi, il 6 l’Assessore della Provincia di Bari, Renato Guaccero, chiude la discarica Martucci.

L’8 viene riaperta la vecchia discarica comunale.

Il 19 il laboratorio chimico della USL BA/10 dichiara che le analisi chimiche effettuale sul pozzo della Lombardi sono nella norma.

6 marzo 1990

In seguito agli esiti tranquillizzanti delle analisi chimiche e batteriologiche, la discarica in contrada Martucci viene riaperta dalla Provincia.

17 giugno 1990

La Provincia di Bari dispone l’ultima proroga all’esercizio provvisorio del primo lotto di discarica, fino al 20 gennaio 1991.

Ottobre 1990

Nella discarica in contrada Martucci ci sono cumuli di rifiuti ben oltre il livello consentito, fanghi non identificati e un viavai di camion e TIR, che scaricano rifiuti senza sosta, nonostante la discarica sia esaurita. Anche un’area non autorizzata di ben due ettari è ricoperta da rifiuti (quelli autorizzati sono quattro). A Conversano scatta la protesta popolare e nasce il Comitato cittadino per la difesa dell’ambiente.

Il 17 ottobre è l’on. Massimo Scalia dei Verdi a presentare in parlamento un’interrogazione su quanto succede in contrada Martucci.

Novembre 1990

Il 5 e il 7 a Conversano è sciopero generale. La protesta popolare spontanea scavalca i partiti e il Consiglio Comunale. Conversano e la discarica Martucci sono sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali. Molti cittadini sorvegliano gli ingressi della discarica.

L’8, il Sindaco di Conversano, Luigi Fanelli, chiude la discarica, in quanto l’Ufficio tecnico ha accertato che i quattro ettari autorizzati sono esauriti e che sono presenti rifiuti a cielo aperto in vaste zone non autorizzate. A Conversano si tengono numerose, e molto partecipate, assemblee e manifestazioni.

L’11 viene autorizzata ancora una volta la vecchia discarica comunale di Conversano.

La Lombardi Ecologia fa richiesta al TAR di annullamento dell’ordinanza di chiusura della discarica; il TAR respinge la richiesta.

Dicembre 1990

I rifiuti a cielo aperto nelle particelle non autorizzate in contrada Martucci sono ancora scoperti, putrescenti e, ovviamente, puzzano. Continuano le iniziative di protesta a Conversano. A Mola il Comitato promuove una manifestazione per giorno 5, alla quale partecipano un migliaio di persone. Il Presidente della Giunta regionale, Michele Bellomo, firma un decreto che revoca l’autorizzazione provvisoria all’esercizio della discarica Lombardi.

Marzo 1991

Dopo una lunga preparazione e mediazione del Sindaco di Mola, Vitantonio Dellegrazie, e del Comitato cittadino per la salvaguardia dell’ambiente, il 5 si svolge una manifestazione molto partecipata, con serrata dei negozi, a favore della chiusura della discarica in contrada Martucci.

Il 6, con molti conversanesi e meno molesi a manifestare sotto le sue stanze, il TAR decide che la discarica della Lombardi Ecologia in contrada Martucci deve restare chiusa.

Il 15 il Consiglio di Stato dice no alla richiesta di ampliamento della discarica Martucci inoltrata dalla Lombardi Ecologia. Intanto la stessa ditta continua a scaricare, compattare e coprire con terreno i rifiuti in contrada San Vincenzo, invece di stoccarli e trasportarli a Brindisi.

Il 27 arrivano i tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità per verificare lo stato della discarica della Lombardi Ecologia in contrada Martucci. La USL BA/15 affida alla multinazionale SGS l’analisi della composizione dei rifiuti scaricati nel corso degli ultimi dieci anni.

21 maggio 1991

Dalle analisi condotte su campioni di acqua di falda prelevati dal pozzo Lombardi e da altri pozzi del circondario emerge la presenza di fenoli in concentrazione superiore al limite fissato dalla legge.

Luglio 1991

Viene avviato un procedimento penale in base al quale il giudice istruttore per le indagini preliminari della Pretura circondariale di Bari dispone una serie di rilievi e misure del campo magnetico all’interno della discarica Lombardi in contrada Martucci per verificare la presenza di quantità anomale di metalli riconducibili a fusti o container seppelliti.

Agosto 1991

Primi accertamenti per misurare il campo magnetico all’interno della discarica.

Gennaio 1993

La discarica Martucci è ancora chiusa.

L’ex cava abusiva in contrada San Vincenzo, in cui era stato autorizzato lo stoccaggio momentaneo di rifiuti, è diventata una discarica abusiva, che poi sarà posta sotto sequestro dalla magistratura. La Lombardi Ecologia, invece di stoccare i rifiuti per poi spedirli in apposite discariche controllate, continuava a scaricarli definitivamente a San Vincenzo e a ricoprirli di terreno per mimetizzarli. Ancora oggi, i rifiuti sono lì.

30 marzo 1993

Il Consiglio di Stato annulla per vizi formali il provvedimento del TAR del marzo 1991, che ordinava la sospensione dell’esercizio dell’impianto di discarica di rifiuti in contrada Martucci.

Aprile 1993

Il 5 aprile la Procura della Repubblica pone sotto sequestro la discarica abusiva esercitata nella cava di San Vincenzo, a seguito degli esposti-denunce presentati da alcuni proprietari e conduttori di fondi agricoli delle contrade San Vincenzo e Pozzovivo e dal movimento La Rete di Mola.

Luglio 1993

La Lombardi Ecologia chiede all’Amministrazione provinciale l’autorizzazione a proseguire lo smaltimento dei rifiuti in contrada Martucci.

13 settembre 1993

La Giunta provinciale, in gran segreto, senza consultare i comuni interessati e trascurando il Piano regionale dei rifiuti, concede alla Lombardi Ecologia l’autorizzazione alla riapertura della discarica in contrada Martucci sulla base della sentenza del Consiglio di Stato del 30 marzo 1993.

23 dicembre 1993

La Giunta provinciale di Bari approva il progetto per la bonifica e il recupero dell’impianto di smaltimento dei rifiuti della Lombardi Ecologia (contrada Martucci, primo lotto).

Febbraio 1994

La Pretura di Rutigliano condanna Paolo Lombardi a dieci giorni di carcere (pena poi sospesa) e a cinque milioni di multa per l’allargamento e l’innalzamento non autorizzati della discarica in contrada Martucci.

Marzo 1994

I fratelli Lombardi chiedono un risarcimento danni di oltre quindici miliardi al Comune di Conversano, al Sindaco dello stesso Comune, a Vincenzo Bolognino ed ad altri membri del Comitato per la salvaguardia dell’ambiente, perché presunti responsabili della chiusura della discarica Martucci. In sostanza i Lombardi, sulla scorta della sentenza emessa dal Consiglio di Stato il 30 marzo 1993, che ha dato ragione ai Lombardi, ritengono di aver subito un danno materiale, perché dal 1990 la discarica non è più esercitata.

La Giunta provinciale autorizza per dodici mesi la Lombardi Ecologia all’esercizio della discarica per rifiuti urbani in contrada Martucci per il volume di centoquarantamila metri cubi e la quantità di duecento tonnellate di rifiuti al giorno.

Aprile 1995

La Provincia di Bari autorizza la Lombardi Ecologia a gestire l’esercizio della discarica di rifiuti solidi urbani in contrada Martucci ancora per un anno. Il Comune di Conversano ricorre al TAR contro questa decisione.

Settembre 1995

L’ENEA, sulla base di un monitoraggio di circa mille siti affidato dalla Regione Puglia, afferma che la discarica di contrada Martucci è fortemente inquinata. L’analisi rivela un elevato livello d’inquinamento del suolo e delle acque sotterranee, attribuibile alla mancata realizzazione dei necessari lavori di impermeabilizzazione artificiale, considerando che la roccia sottostante è permeabile. Viene inoltre appurata la presenza di rifiuti speciali allo stato solido, oltre ai rifiuti solidi urbani per cui la discarica era stata autorizzata.

Il Piano regionale di smaltimento degli RSU invitava i Comuni ad esercitare «i diritti di privativa» sul servizio di smaltimento, ma il Comune di Conversano non è intenzionato ad arrivare all’esproprio dell’area della discarica Lombardi, perché in questo modo si accollerebbe le responsabilità dei Lombardi e sarebbe costretto a provvedere alla bonifica a proprie spese (diciassette miliardi).

Ottobre 1995

Si interrompono le trattative per la bonifica dell’area. Il TAR Puglia accoglie il ricorso del Comune di Conversano contro la deliberazione della Provincia di Bari, con cui si autorizzava la ditta Lombardi Ecologia a gestire l’esercizio della discarica di rifiuti solidi urbani in contrada Martucci ancora per un anno e di fatto la chiude. La Provincia nel giro di ventiquattro ore riapre la discarica in contrada Martucci.

25 gennaio 1996

Il TAR sospende la delibera del Commissario ad acta, nominato dalla Provincia, con la quale la discarica di contrada Martucci era stata inserita nel Piano regionale dei rifiuti.

Giugno 1996

La discarica Martucci, a causa delle potenzialità inquinanti dimostrate dall’ENEA, sembra finalmente scomparire dalla mappa degli impianti di smaltimento del Piano regionale.

Il Consiglio di Stato afferma che l’impianto della Lombardi Ecologia prima dell’entrata in vigore del DPR 915/1982 non funzionava come discarica, ma come deposito di materiali di risulta e di inerti. Pertanto, ai sensi di quel provvedimento, non poteva essere autorizzata l’apertura della discarica.

30 ottobre 1996

La Provincia di Bari autorizza l’esercizio del terzo lotto (settori A e B) della discarica della Lombardi Ecologia per centomila metri cubi.

Novembre 1996

La ditta Lombardi Ecologia chiede l’ampliamento della discarica in contrada Martucci. La Provincia asseconda la richiesta, nonostante la legge escluda «gli impianti esercitati e censiti quali siti inquinanti».

28 luglio 1997

Il Commissario Delegato all’emergenza ambientale in Puglia dispone la realizzazione a Conversano di un centro di raccolta, prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, con potenzialità di venticinque tonnellate al giorno.

Febbraio1998

La Provincia di Bari, il 4, approva ulteriori prescrizioni a carico della Lombardi Ecologia per il lavori di bonifica del primo e terzo lotto della discarica; il 16, autorizza l’esercizio settore C del terzo lotto della discarica in contrada Martucci per altri centocinquantamila metri cubi.

15 maggio 1998

Vito Bonasora, Sindaco di Conversano, e Pietro Lombardi, rappresentante legale della Lombardi Ecologia, firmano l’atto di transazione con cui entrambi rinunciano alle controversie in corso (da una parte il mancato pagamento dei costi di smaltimento in discarica, dall’altra la cattiva gestione della discarica). Tra l’altro, la Lombardi Ecologia si impegna a versare nelle casse comunali otto lire per ogni chilo di rifiuti smaltito nel terzo lotto della discarica e ventitré lire per ogni chilowattora di energia prodotta dall’impianto di estrazione del biogas (non è poco se pensate che in dieci anni in discarica sono stati smaltiti più di due miliardi di chilogrammi di rifiuti e che al Comune di Conversano è dovuto, per legge, anche il ristoro ambientale: circa quattro euro a tonnellata).

18 ottobre 1999

Vengono consegnati in contrada Martucci i lavori per la realizzazione di un centro di raccolta, prima lavorazione e stoccaggio del materiale proveniente da raccolta differenziata. Costo oltre cinque miliardi di lire. L’impianto sarà poi trasferito, nel 2006, a COGEAM (raggruppamento di Marcegaglia, Lombardi e Cisa), entrato in funzione qualche anno più tardi e oggi ancora in funzione.

1 marzo 2000

Il Commissario Delegato per l’emergenza ambientale in Puglia, Raffaele Fitto, concede la prosecuzione all’esercizio della discarica della Lombardi Ecologia con innalzamento uniforme dei settori A, B e C del terzo lotto fino ad una quota inferiore al piano campagna di ulteriori settantamila metri cubi.

1 luglio 2001

Il Prefetto di Bari concede il proseguimento dell’attività di conferimento dei RSU nella discarica della Lombardi Ecologia in contrada Martucci per altri novantamila metri cubi.

5 dicembre 2001

Raffaele Fitto autorizza la prosecuzione dell’esercizio del terzo lotto settore D per ulteriori centoquarantacinque mila metri cubi.

Maggio 2002

Raffaele Fitto, di proroga in proroga, raddoppia il numero dei comuni afferenti al bacino BA/5: ora sono ventuno (Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Alberobello, Capurso, Casamassima, Castellana Grotte, Cellamare, Conversano, Gioia del Colle, Locorotondo, Mola di Bari, Monopoli, Noci, Noicattaro, Polignano a Mare, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari, Triggiano, Turi, Valenzano), per una popolazione di quattrocentomila abitanti, che smaltiscono i rifiuti solidi urbani nella discarica in contrada Martucci.

Ottobre-novembre 2002

Anche il terzo lotto della discarica si esaurisce. Il 3 ottobre, il Presidente della Regione, Raffaele Fitto, autorizza altri trecentomila metri cubi, questa volta non in cava ma in sopraelevazione: l’impatto ambientale è peggiore, ma questo è un altro discorso.

13 dicembre 2003

Con decreto n. 306 il Commissario Delegato avvia il bando-concorso per l’affidamento dell’attività di «gestione dell’impianto complesso – linea di biostabilizzazione di produzione CDR con annessa discarica di servizio/soccorso – del Bacino BA/5 nel Comune di Conversano, nonché della gestione del centro di selezione e del centro di raccolta, prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata già realizzati dal medesimo Comune di Conversano, inclusa l’acquisizione dell’area, la progettazione e la realizzazione del sistema impiantistico costituito come sopra, con fondi dell’aggiudicatario e cofinanziamento pubblico, in attuazione del POR Puglia 2000-2006».

20 dicembre 2004

Raffaele Fitto autorizza la sopraelevazione di tutta l’area del terzo lotto della discarica in contrada Martucci per altri 485mila metri cubi.

9 dicembre 2005

Nichi Vendola, subentra a Raffaele Fitto come Presidente della Regione Puglia e come Commissario Delegato per l’emergenza ambientale in Puglia. Con decreto n. 187, dispone l’«Aggiornamento, completamento e modifica al Piano regionale di gestione dei rifiuti in Puglia […]», ma conferma la realizzazione dell’impianto complesso (costituito da linea di biostabilizzazione e discarica di servizio/soccorso e linea di produzione di CDR in contrada Martucci, nonché per la gestione del centro di raccolta prima lavorazione e stoccaggio dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata già realizzato nello stesso sito) a Conversano.

28 febbraio 2006

Nichi Vendola, con decreto n. 37/CD, affida a COGEAM il servizio dell’impianto complesso da realizzare in contrada Martucci.

7 luglio 2006

Nichi Vendola firma il contratto con cui trasferisce a COGEAM la gestione dell’impianto complesso dei rifiuti urbani a servizio del Bacino BA/5.

Settembre 2006

Il 13 il Comitato Regionale per la VIA, presieduto dall’Assessore all’Ecologia, Michele Losappio, esprime parere favorevole alla realizzazione dell’impianto complesso per il recupero energetico dei rifiuti urbani a servizio del Bacino BA/5 «esclusivamente in considerazione del contesto determinatosi nella Regione Puglia in materia di smaltimento rifiuti e della conseguente e persistente emergenza e con lo scopo di completare il ciclo integrato di gestione dei rifiuti».

28 febbraio 2007

La società Lombardi Ecologia presenta la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale per l’esercizio della discarica (III lotto) che è gestita in forza dei provvedimenti rilasciati dal Commissario Delegato per l’emergenza ambientale nella regione Puglia, da ultimo con ordinanza n. 30/CD del 20/12/2004, che ha autorizzato la prosecuzione all’esercizio.

24 aprile 2007

Il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri dispone il sequestro preventivo della discarica della Lombardi Ecologia per una serie di irregolarità rilevate nella sua gestione.

29 giugno 2007

Con decreto n. 148/CD, Nichi Vendola approva il progetto esecutivo per la realizzazione dell’impianto complesso a Conversano.

23 dicembre 2008

Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, inaugura in località Martucci, in agro di Conversano, il nuovo impianto di biostabilizzazione dei rifiuti destinato ai ventuno comuni dell’ATO BA/5.

Giugno 2009

Il 9 va in crisi il sistema di smaltimento dei rifiuti in provincia di Lecce. Nichi Vendola dispone il trasferimento di circa quattrocento tonnellate al giorno di rifiuti dal Salento a Conversano; così in contrada Martucci arrivano oltre mille tonnellate al giorno di rifiuti: duecento tonnellate dal BA/2, duecentoventi-duecentotrenta tonnellate dal BA/4, cinquecento tonnellate dal BA/5 e quattrocentocinquanta tonnellate da LE/2 e LE/3.

Per evitare le contestazioni dei Comuni di Mola e di Conversano, che si oppongono al trasferimenti di tanti rifiuti in contrada Martucci, Vendola promette che la discarica (III lotto) chiuderà entro il 31 dicembre.

31 dicembre 2009

Vendola proroga di 180 giorni la chiusura della discarica.

 29 giugno 2010

Ulteriore proroga di 180 giorni del Presidente della Regione Puglia.

 6 agosto 2010

Ordinanza del Presidente della Provincia di Bari Schittulli: altro sopralzo di altri 50 centimetri.

 19 agosto 2010

Manifestazione contro proroga e sopralzo e costituzione del Comitato Riprendiamoci il futuro.

 11 ottobre 2010

Vendola firma l’ordinanza n. 90  in cui destina la discarica di servizio/soccorso dell’impianto complesso ai rifiuti solidi urbani.

 24 dicembre 2010

Si prosegue ad utilizzare il terzo lotto fino ad esaurimento delle volumetrie ordinate da Schittulli.

17 febbraio 2011

Sequestro con facoltà d’uso del terzo lotto da parte dei Carabinieri del NOE insieme ai colleghi della locale stazione nel corso di un’attività ispettiva di carattere amministrativo per autorizzazione scaduta di validità.

28 febbraio 2011

La procura di Bari revoca il sequestro del terzo lotto della discarica Martucci di Conversano. La discarica resta aperta. 

18 marzo 2011

Ordinanza n. 98 del Commissario Delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Puglia, Nichi Vendola. Avvio “sperimentale”, in regime transitorio dell’impianto complesso per la produzione di CDR; autorizzazione all’utilizzo della discarica annessa all’impianto (ex secondo lotto della discarica Lombardi Ecologia), per tutto il materiale lavorato nell’impianto (rifiuti biostabilizzati e materiale secco che invece dovrebbe formare il CDR). Rinvio della chiusura del terzo lotto ancora di una settimana.

Il centro di prima raccolta e stoccaggio del materiale proveniente da raccolte differenziate resta chiuso.

26 marzo 2011

Chiude il terzo lotto della discarica. 

26 aprile 2011

Ordinanza n. 100 del Commissario Delegato che affida in regime transitorio la produzione di CDR alla Progetto Ambiente Bacino Bari 5 (cioè Lombardi Ecologia, CISA e Gruppo Marcegaglia) da portare nell’inceneritore di Massafra della Appia Energy (cioè CISA e Gruppo Marcegaglia). Successive ordinanze per prorogare il regime transitorio fino all’aggiudicazione della gara e alla firma del contratto per la gestione ordinaria.

 

19 agosto 2011

Conversano – Manifestazione contro la clausola del contratto di gestione dell’impianto complesso in c.da Martucci, che obbligherebbe i Comuni del Bacino ATO Ba/5 l’obbligo di conferire rifiuti a tale impianto.

29 marzo 2012

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Bari, insieme con militari della compagnia di Monopoli e tecnici dell’Arpa Puglia (l’agenzia regionale per l’ambiente), sequestrano un’area di 6000 metri quadrati, nel territorio di Mola di Bari, nella quale sono risultati interrati rifiuti. 
Il sequestro è la conseguenza di indagini avviate dai carabinieri della stazione di Conversano in seguito al gesto clamoroso di Domenico Lestingi, dipendente della Lombardi Ecologia, che con un escavatore si è recato in contrada San Vincenzo, ha scavato e ha portato in superficie residui di rifiuti che – secondo i carabinieri del Noe – sono stati “illecitamente interrati dalla stessa società”. (vedi gennaio e aprile 1993). Partono le indagini.

11 maggio 2012

I Carabinieri del NOE di Bari, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bari, in seguito alle rivelazioni di Lestingi sottopongono a sequestro penale sei aree adibite a discariche non autorizzate di rifiuti di diversa tipologia, ubicate in Mola di Bari (3 siti), Acquaviva delle Fonti, Conversano e Triggiano.

Vengono dissotterrati numerosi rifiuti in diverse aree coltivate (e non) riconducibili alla Lombardi Ecologia, tra cui Pozzovivo, a Mola, e Martucci, a Conversano.

 23 aprile 2013

Su mandato del giudice per le indagini preliminari Anna Chiara Mastrorilli, i militari hanno messo i sigilli per sequestro preventivo, senza facoltà d’uso, alle vasche della discarica di servizio-soccorso e al terzo lotto già esaurito, quello, per intenderci, “a panettone”.

Maggio 2013

Il comitato “Chiudiamo la dicarica Martucci” chiede all’ASL i dati epidemiologici riguardanti i cittadini del territorio. Con una risposta in tipico burocratese, il Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASL Bari declina ogni impegno dell’ente di appartenenza opponendo un netto rifiuto. Solo dopo la grande manifestazione del 24 maggio un dirigente della Regione dichiara di mettere a disposizione ““un’analisi descrittiva dei più recenti dati disponibili di ospedalizzazione e di mortalità nei comuni di Rutigliano, Conversano, Mola e Polignano, che saranno confrontati con gli analoghi dati provinciali e regionali, per ricavare il profilo di salute della popolazione ivi residente”. Tale analisi “sarà realizzata da AReS Puglia, ASL Bari e ARPA Puglia, con il supporto del centro di coordinamento del Registro Tumori Puglia”. Dati mai pervenuti.

Maggio 2013

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro dichiarano: “Sono immagini impressionanti e minacciose che dimostrano, al di là di ogni dubbio, come sia stato realizzato un vero e proprio attentato ai danni della salute dei cittadini”.

24 maggio 2013

Grande manifestazione popolare a Mola di Bari con corteo di migliaia di persone per tutta la città a chiedere la chiusura della discarica Martucci.

18 giugno 2013

Il difensore degli indagati della società Progetto Gestione Bacino Bari 5, che gestisce l’impianto complesso di trattamento dei rifiuti e la nuova discarica sequestrata due mesi prima, sempre in base alle rivelazioni di Lestingi, chiedono l’incidente probatorio. Il GIP del Tribunale di Bari, Annachiara Mastrorilli, lo ammette.

24 giugno 2013

Il GIP Annachiara Mastrorilli dispone il sequestro di tre pozzi ubicati in contrada Martucci, perché inquinati da nitrati, ferro, manganese e piombo. Un pozzo è di proprietà della Lombardi Ecologia e veniva utilizzato come pozzo “spia” della discarica di servizio/soccorso dalla società Progetto Gestione Bacino Bari 5, un altro è della Fondiaria Immobiliare Lombardi e uno è di un agricoltore molese (questi ultimi due sono stati utilizzati per l’irrigazione dei campi e per il controllo degli effetti determinati dal terzo lotto delle discariche). I tre pozzi sono a valle idraulica del primo lotto e sono stati scavati ad una profondità di oltre 200 metri.

19 luglio 2013

Il GIP conferisce l’incarico al perito Luigi Boeri con la formulazione dei seguenti quesiti per le vasche realizzate in contrada Martucci dalla società Progetto Gestione Bacino Bari5:

“Verifichi il perito (…),

  1. se i materiali utilizzati per l’impermeabilizzazione delle pareti e del fondo della discarica, in relazione alla vasca A, sia idoneo per natura, geometria e caratteristiche geotecniche, a garantire la sicurezza ambientale, in coerenza con le previsioni di legge e delle regole dell’arte, attraverso l’esecuzione di indagini dirette in sito;
  2. se la geometria della barriera di impermeabilizzazione in argilla, realizzata sul fondo e sulle pareti, e in particolare il suo spessore, sia conforme alle indicazioni contenute negli elaborati di progetto approvato e comunque della normativa vigente in materia di discariche dei rifiuti;
  3. accerti altresì la rispondenza alle specifiche del progetto approvato della geomembrana in HDPE impiegata per l’impermeabilizzazione del fondo e delle pareti della vasca;
  4. verifichi in generale l’integrità della barriera di impermeabilizzazione presente sul fondo e sulle barriere della vasca, in particolare l’eventuale presenza di fori o lacerazioni del manto durante la posa in opera della stessa o a seguito della realizzazione dello strato drenante di ghiaia in fondo vasca o prodotte a seguito di danneggiamento accidentale nella gestione operativa dell’impianto;
  5. verifichi altresì qualunque ulteriore elemento utile ai fini di giustizia nell’ambito della delimitazione dell’oggetto dell’incidente probatorio e in particolare eventuali modifiche e accorgimenti per una messa in sicurezza, conformemente alla normativa vigente e al progetto approvato, della vasca ove si riveli non messa in sicurezza, la differenza diciamo tra ciò che sarebbe dovuto essere e ciò che invece è;
  6. la consistenza degli elementi litici del fondo vasca, che rientra nell’accertamento della regolarità rispetto al capitolato, al progetto approvato e alla normativa anche degli accorgimenti tecnici relativi alla impermeabilizzazione anche nei confronti delle acque sotterranee.”

Ottobre 2013

Manifestazioni della cittadinanza dei territori contigui alla discarica presso la sede della Regione che riescono a strappare al presidente Vendola la costituzione di una Commissione Tecnica per la valutazione dell’impatto ambientale in zona Martucci.

12 dicembre 2013

Viene conferito il premio “Ambientalista dell’anno” a Domenico Lestingi, ex operario della Lombardi Ecologia che con la sua azione ha dato l’avvio all’indagine della Magistratura sul “bubbone” Martucci.

 

21 gennaio 2014

Il comitato cittadino spontaneo Chiudiamo la discarica Martucci si costituisce in Associazione e continuerà ad essere punto di riferimento per le battaglie per la chiusura della discarica.

10 maggio 2014

In una missiva indirizzata agli inquirenti, Domenico Lestingi dichiara che uno dei pozzi adibiti alla raccolta del percolato sarebbe stato appositamente manomesso per fargli perdere l’impermeabilizzazione, e ciò al fine di far defluire il percolato nel sottosuolo attraverso la roccia fessurata sul fondo. Tutto in modo da smaltire minori volumi di raccolta di percolato presso gli appositi impianti di depurazione, con notevoli minori spese sia di trasporto che di conferimento.

17 settembre 2014

Viene fissata al 16 gennaio 2015 l’udienza preliminare per verificare la fondatezza delle accuse mosse dalla Procura di Bari (aggiunto Lino Giorgio Bruno e sostituto Baldo Pisani) nei confronti di 11 indagati per numerosi reati commessi nella costruzione e gestione delle discariche presenti in contrada Martucci: falso ideologico, omissione di atti di ufficio, falso ideologico, truffa, frode, gestione discarica non autorizzata, miscelazione di rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi, carente impermeabilizzazione della discarica, illeciti amministrativi, realizzazione discarica non autorizzata in suoli non idonei, incongruo smaltimento del percolato, disastro ambientale. Molti reati sono a serio rischio di prescrizione, e saranno infatti prescritti.

Dicembre 2014

La Lombardi Ecologia, in cattive acque finanziarie, ottiene dal Tribunale di Bari l’avvio del “concordato preventivo”, nel tentativo di evitare la procedura di fallimento, che tuttavia avverrà nel giugno 2016.

16 gennaio 2015

Udienza preliminare per decidere il rinvio a giudizio nell’azione avviata dalla Procura di Bari contro i vertici della Lombardi Ecologia, della Progetto Gestione Bari 5 e di numerosi funzionari pubblici e privati. In particolare, la Procura contesta a tutti gli imputati il reato di disastro ambientale per:

▪ gli omessi controlli;

▪ la falsificazione del collaudo e delle campionature;

▪ la strutturale inidoneità geologica del sito (caratterizzato da vore e doline);

▪ dalle gravi violazioni nella realizzazione delle vasche di soccorso A) e B) e del telo in HDPE lacerato;

▪ dal tombamento e lo smaltimento di rifiuti non autorizzati anche pericolosi;

▪ il non corretto smaltimento del percolato anche mediante innaffiamento cagionavano un disastro ambientale caratterizzato da:

  1. a) un danno a prorompente diffusione e da un nocumento potenzialmente espansivo ed irreversibile (tenuto conto delle migliaia di tonnellate di rifiuti e dei costi ingenti della bonifica ove possibile, del periodo temporale di parecchi anni necessario perché le misure di protezione sortiscano effetti registrabili) tale da porre in pericolo la pubblica incolumità;
  2. b) determinato dall’indebita pervasione del percolato nel sottosuolo e della decomposizione gassosa dei rifiuti così da superare le CSC (Concentrazioni Soglia di Contaminazione, ndr) previste dalla legge – senza attivare la procedura di cui all’art. 242 Decreto Legislativo 152 del 2006 per l’alterazione delle campionature effettuate nel tempo e nonostante alcuni parametri risultassero già fuori norma – (tabella 2 allegato cinque titolo V parte quarta del Decreto Legislativo 152 del 2006) per i metalli ferro, manganese, piombo incidendo direttamente sull’equilibrio dell’ecosistema acquatico.

In Conversano accertato nell’ottobre 2012 con condotta perdurante

4 marzo 2015

L’associazione “Chiudiamo la  discarica” denuncia l’incuria in cui versa l’impianto delle discariche, sia quelle dismesse che quelle sequestrate, senza controllo e senza sicurezza, tanto da aver causato, dopo le ultime abbondanti piogge, laghetti di percolato che traboccano e si spandono  lungo i bordi per finire, inelluttabilmente, nel sottosuolo.

16 maggio 2015

Viene conferito il Premio Internazione all’impegno sociale a Pietro Santamaria, riconoscimento all’impegno e alla lotta che in questi decenni ha profuso per la tutela dell’ambiente, della salute e della legalità, con la denuncia degli abusi commessi nella gestione dei rifiuti, nei territori di Mola e di Conversano, nelle discariche in contrada Martucci, documentato nel libro “L’ultimo chiuda la discarica” da cui abbiamo estratto buona parte di questa cronistoria.

Ottobre 2015

Si conclude con il rinvio a giudizio di nove imputati l’istruttoria preliminare del processo sulle presunte irregolarità nella gestione della discarica. Il Gup Antonio Diella ha accolto l’impianto accusatorio sostenuto dal pm Baldo Pisani ed ha fissato per il prossimo 20 gennaio la prima udienza dibattimentale, in cui saranno contestati i reati di omissione di atti di ufficio, falso ideologico, truffa, frode in pubbliche forniture e gestione di rifiuti non autorizzata. 

Invece, per il reato di disastro ambientale, cui sarebbero chiamati a rispondere tutti gli imputati, il giudice Diella ne ha predisposto lo stralcio, rimandando l’udienza preliminare al 18 aprile 2016

21 maggio 2016

Conferimento del Premio Livatino-Saetta-Costa al giornalista Andrea Laterza per l’impegno sociale per il suo libro “La collina dei veleni” che, sotto forma di noir e in versione romanzata, racconta molti aspetti del traffico illecito di rifiuti e della commistione tra politica e affari.

8 giugno 2016

Il  Tribunale di Bari dichiara il fallimento di Lombardi Ecologia con appalti di gestione rifiuti in oltre 30 comuni, e con un dissesto di 100 milioni di euro. Gli appalti della Lombardi vengono ereditati da una sua società controllata, la Er.Cav.

Estate 2016

Si discute della disastrosa strategia processuale delle parti civili coinvolte nel processo Martucci. Autogol del tecnico di parte nei giorni precedenti il chimico Raffaele Di Marino aveva rilasciato dichiarazioni che riducevano il disastro ambientale a semplice danno ambientale, prima ancora che il giudice decidesse se rinviare a giudizio gli imputati del processo ed in contrasto con numerosi passaggi della relazione tecnica effettuata dagli inquirenti che spiegano con estrema chiarezza come il complesso delle discariche di contrada Martucci perda percolato nel sottosuolo e perché esista già un’interazione tra falda e percolato. Passaggi che, invece, inspiegabilmente, Di Marino ha omesso, ancora una volta, di citare.

In Consiglio comunale si evidenziano tra fatti che riportano al disastro ambientale ma che non sono stati adeguatamente evidenziati durante il processo:

1) la fuoriuscita di percolato dagli argini della vasca B e del lotto 3 (dimostrato dalle indagini);

2) la riattivazione di produzione di percolato nel lotto 1, già messo in sicurezza ma “scoperchiato” per far luogo ad un mega impianto fotovoltaico (sotto inchiesta per avanzate denunce di truffa) e sicuramente pericoloso perché non coibentato, sia sul fondo che pareti, e adiacente al lotto 3 e alla vasca B, semipiena, divisi da sottili diaframmi di terreno che non impediscono i travasi di percolato, come dimostrato dalle indagini;

3) gli interramenti di rifiuti fuori degli argini del lotto 3 e fuori delle aree di discarica, a distanza di un centinaio di metri.

Dicembre 2016

Gli imputati di disastro ambientale del processo Martucci vengono rinviati a giudizio. Il  PM Pisani chiede 9 condanne per altrettanti imputati.

Maggio 2017

Vengono evidenziati gli enormi ritardi del “tavolo tecnico” regionale  su  Martucci che dovrebbe indagare sulle condizioni ambientali della discarica Martucci. Delle due campagne di analisi previste, si è ancora alle prese con la prima. A partire da quelle dei pozzi, i quali avrebbero dovuto essere cento e invece sono ventitre. Altre lacune riguardano la change detection (diagnosi spettrale) che non è stata portata a compimento per una serie di problemi di natura tecnica. Manca, ad esempio, uno studio idrogeologico di settore. Si lamenta l’inerzia dei partecipanti al consorzio che conduce le indagini – Arpa, Autorità di Bacino, Asl, Cnr – quasi tutti enti collegati alla Regione Puglia.

9 aprile 2018

Si chiude il processo per disastro ambientale in contrada Martucci. La lettura della sentenza è prevista per il 10 maggio.

10 maggio 2018

La sentenza sul lungo processo Martucci assolve tutti gli imputati per insufficienza di prove. In altri termine, non è stato possibile raccogliere prove che dimostrassero l’esistenza del disastro ambientale.

Il Giudice afferma, senza equivoci di sorta, che le criticità emerse seppur non portano ad una condanna penale degli imputati (in dubbio pro reo) richiamano le responsabilità degli Enti preposti a verificare e far fronte alle problematicità segnalate, ampiamente contenute nelle relazione dei periti d’ufficio.

 2019

Dai  dati sulle esenzioni dei codici 048 (assistiti per patologie tumorali), Mola risulta nel 2018 al 2° posto tra i 41 comuni della Città metropolitana, appena al di sotto del capoluogo, e appena prima di Giovinazzo, che condivide con Mola la sciagura di  una discarica che rilascia percolato non smaltito.

Nel 2019 Mola risulterà ancora seconda a livello provinciale e quarta tra i 257 comuni della regione.

17 gennaio 2019

Il Comune di Mola rinuncia a proseguire il processo Martucci in sede civile e si limita a sollecitare la Procura a interporre appello avverso la sentenza di assoluzione. Appello che non verrà interposto.

1 luglio 2019

Disastro ambientale sventato per miracolo alla discarica Martucci: focolaio di  incendio, aperto in diversi punti all’intorno delle discariche, ha lambito gli impianti e aggredito il terzo lotto in un punto fortunatamente lontano dagli impianti di captazione del biogas, con conseguenze sulla guaina di copertura in HDPE.

4 ottobre 2019

Un sopralluogo dell’ARPA certifica lo stato  di abbandono e degrado in cui versa l’area della vecchia discarica I e III lotto, quest’ultimo di parecchio sopraelevato rispetto al primo, nonché l’assenza di qualsivoglia tipo di gestione, e tanto con particolare riguardo alla mancata copertura del I lotto e mancata estrazione e raccolta del percolato prodotto dal III lotto. Inoltre non risultano i pozzi spia posti a monitoraggio del III lotto e di tutti gli impianti.

L’ARPA accerta che 20 milioni di litri di percolato non sono stati trovati nei pozzi di raccolta e sono quindi stati inghiottiti nel sottosuolo.

22 novembre 2019

I Consigli comunali di Conversano e Mola, in seduta congiunta approvano una delibera con cui:

– manifestano espressa e ferma opposizione a ricomprendere Contrada Martucci nel Piano Regionale di Gestione Rifiuti

– chiedono di dar seguito a tutti gli atti necessari a rendere possibile le opere di messa in sicurezza, monitoraggio e post-gestione

1 dicembre 2019

La Regione  Puglia diffida la Curatela Fallimentare della Lombardi a provvedere ad alcune operazioni immediate, tra cui la captazione del percolato, non più estratto dall’aprile 2013 e già finito nel sottosuolo e, quindi, nella falda.

21 maggio 2020

A causa della inadempienza della diffida della Regione a estrarre il percolato, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari, dott.ssa Ilaria Casu, sequestra il 3° lotto della discarica Martucci.

15 ottobre 2021

La Giunta regionale pugliese adotta il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti Urbani, prevedendo la riapertura della discarica Martucci, dopo 8 anni da quando era stata dichiarata la chiusura e dopo non aver fatto nulla per predisporre un sito alternativo. Alternativa, l’individuazione di altro sito individuato dai comuni della provincia barese. Tra parentesi, compito dell’individuazione delle discariche è della Regione e on dei Comuni.

29 ottobre 2021

Nasce il comitato spontaneo Stop Martucci con lo scopo di organizzare le manifestazioni a supporto dei sindaci delle 4 città nella difficile negoziazione della chiusura della discarica con il governo regionale. In pochi giorni verranno raccolte 2700 firme di cittadini molesi e conversanesi che chiedono di non riaprire la discarica, firme autenticate ed inviate ai consiglieri regionali.

15 novembre 2021

Il  Consiglio comunale di Mola di Bari, dopo quello di Conversano, approva una delibera con cui:

– si chiede alla Regione che, considerando il grave stato compromissione ambientale, venga stralciato il sito di Martucci in Conversano dal piano regionale dei rifiuti, e comunque che le vasche  A e B del sito Martucci non vengano ripristinate per alcun tipo di conferimento, e venga garantita l’attività di monitoraggio dell’Area Vasta Martucci, la messa in sicurezza e bonifica dei lotti 1, 2 e 3, prestando particolare attenzione all’estrazione del percolato

-si impegna sindaco e giunta a promuovere atto di significazione e diffida diretto a far valere le istanze su richiamate, nonché ad impugnare eventuali atti successivi

–  si impegnano i Comuni di Conversano, Mola di Bari, Polignano a Mare e Rutigliano ad avviare per l’Area Vasta di Contrada Martucci apposita procedura di sito contaminato, ai sensi dell’art. 242 del D.Lgs. n. 152/2006.

Analoga delibera verrà approvata giorni dopo dai Consigli di Rutigliano e Polignano.

26 novembre 2021

Durante il Consiglio comunale vengono presentati i primi risultati delle indagini geognostiche indirette effettuate nell’ambito del tavolo tecnico. Le indagini confermano che il 3° lotto di contrada Martucci è sostanzialmente contaminato.

7 dicembre 2021

Il Consiglio comunale di Mola conferisce la cittadinanza onoraria alla Vittima Ignota della discarica Martucci, che si propone il fine di esprimere, in tal modo, i sentimenti, le azioni e le determinazioni di una Comunità che vuole identificare un cittadino sconosciuto deceduto a causa di patologie tumorali in un proprio cittadino cui attribuire valore simbolico.

14 dicembre 2021

Il Consiglio della Regione Puglia vota se riaprire o chiudere la discarica Martucci: fine della storia o ennesima continuazione di questa infinita tragedia?

———– FINE ? ———-

 

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