Dopo l’Assemblea cittadina per la comunicazione dei risultati dell’analisi epidemiologica “descrittiva”, cioè basata esclusivamente sull’elaborazione di dati statistici, e nella quale tutti i relatori hanno scandito all’unisono il mantra “tutto va bene, madama la marchesa”, è scesa una pesante cappa di oblio sulla vicenda. Lo studio epidemiologico dell’ARESS (Agenzia Regionale Strategica per la Salute e il Sociale), curato dalla dott.ssa Bisceglia, e la relazione di valutazione di tale elaborazione, commissionata dal Comune di Mola all’Università di Bari nella persona del prof. Tafuri, non sono stati divulgati dal Sindaco Colonna, come pure aveva promesso in quell’occasione e nell’ultima seduta della Commissione consiliare speciale Martucci. Si tratta di due documenti che, come potranno valutare i nostri lettori, concludono per l’assenza di rischio sanitario e ambientale nella popolazione molese, sebbene i risultati in materia di mortalità e di ospedalizzazione per malattie oncologiche siano riferiti al lontano 2014-2019. Ecco, in esclusiva da “Mola Libera”, i documenti, commissionati e pagati con denaro pubblico, ma secretati dal Sindaco Colonna senza alcuna pubblica protesta dell’opposizione.
Pubblichiamo, innanzitutto, lo studio epidemiologico descrittivo dell’ARESS, curato dalla dott.ssa Bisceglia e illustrato, a grandi linee, nell’Assemblea cittadina, organizzata dall’Amministrazione comunale, presso la Rotonda del Fronte mare giovedì 27 giugno 2024.
Come i lettori potranno constatare, si tratta di dati ormai molto indietro nel tempo, basati cioè sulle risultanze del Registro regionale tumori nel periodo 2014-2019 che, ovviamente, non tengono conto del progressivo innalzamento verificatosi, negli anni successivi, nella diffusione del codice di esenzione per patologie oncologiche 048 tra la popolazione molese.
E, quindi, vi è una notevole dicotomia tra i casi di tumore osservati nel periodo 2014-2019 e il numero di esenzioni in continuo aumento negli anni successivi, fino a giungere alla classificazione della popolazione molese al secondo posto, per percentuale di esenzioni rilasciate sulla popolazione residente (soltanto dopo Giovinazzo), tra i 257 comuni pugliesi, nel 2022.
In sostanza, tutta l’analisi epidemiologica dell’ARESS è basata su dati sostanzialmente obsoleti e non è affatto sufficiente effettuare proiezioni sui casi attesi in relazione alla popolazione provinciale, se nel periodo successivo le diagnosi di malattie tumorali possono essere aumentate nella popolazione molese.
Peraltro, i dati di ospedalizzazione esposti più recenti (2018-2022) si riferiscono alle malattie non oncologiche.
Ecco il rapporto ARESS in pdf, con i dati allegati esposti in power point:
IL RAPPORTO DELL’UNIVERSITA’ DI BARI SULL’ESPOSIZIONE AL “RISCHIO DISCARICA” DELLA POPOLAZIONE MOLESE
Dopo aver ricevuto la relazione ARESS di cui sopra, nel febbraio 2024, di fronte al malcontento cittadino per i dati diffusi da ARPA Puglia sulla probabile fuga di percolato per decine di milioni di litri nel sottosuolo e, quindi, nella falda acquifera, il Sindaco ha inteso sottoporre a verifica di un organismo terzo sia il rapporto epidemiologico ricevuto dalla dott.ssa Bisceglia che la situazione esistente a Martucci, con l’esame di atti pubblici e giudiziari, nonché sulle attività di verifica effettuate, con esami di diverso tipo (indagini geognostiche, analisi delle acque di falda, monitoraggi, ecc.), sui lotti della discarica.
E pertanto la Giunta comunale ha commissionato all’Università di Bari, nello specifico al Dipartimento Interdisciplinare di Medicina – Sezione di Igiene, diretto dal prof. Silvio Tafuri, uno studio avente ad oggetto: “Potenziale impatto epidemiologico sulla popolazione residente nel comune di Mola di Bari delle discariche site presso la Contrada Martucci, Conversano (BA). Parere”.
Il parere, a grandi linee, è stato illustrato dal prof. Tafuri nel corso dell’Assemblea cittadina dello scorso 27 giugno. Tuttavia, cosa ben diversa è acquisire il parere nella sua versione scritta e completa: Mola Libera lo pubblica in esclusiva, poiché il Sindaco Colonna, sebbene lo abbia retribuito con denaro pubblico, non ha sentito il dovere di renderlo noto integralmente alla cittadinanza, venendo meno in tal modo ai suoi doveri di trasparenza amministrativa e di correttezza istituzionale verso la cittadinanza.
Il documento che pubblichiamo non ha numero di protocollo e non ha data, trattandosi di una protocollazione avvenuta in un secondo momento, ma ci è stato assicurato, da fonte riservata assolutamente affidabile, estranea al mondo politico, in ambiente universitario, che si tratta del documento finale poi consegnato al Comune di Mola, dopo ulteriori richieste della Giunta comunale al prof. Tafuri, su quesiti specifici, successive alla prima versione in bozza.
Lo studio dell’Università di Bari, sebbene analizzi con puntualità molti aspetti della vicenda Martucci, anche i codici 048, purtroppo si lascia andare nella parte conclusiva a considerazioni ecumeniche e di assenza di rischio per la popolazione, oltre che a valutazioni molto discutibili sul “principio di precauzione” e a rassicurazioni generiche sugli ulteriori quesiti posti dall’Amministrazione Colonna, pur ben sapendosi, in ogni caso, che l’immissione in falda di almeno 40 milioni di litri di percolato (dati stimati come prodotti dalla discarica dall’ex direttore ARPA ing. Gravina, nel convegno tenutosi di recente a Conversano) dal 2012 ad oggi, cioè in 12 anni, non possono lasciare indifferente nessuno, tanto meno le autorità sanitarie, quelle regionali e perfino quelle accademiche, con riferimento al grave rischio cumulato nel tempo per l’ambiente e per la salute della popolazione.
Sottoponiamo ai lettori il documento per ogni opportuna autonoma valutazione:




