domenica, 11 Ottobre, 2026
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MARTUCCI, IL BERSAGLIO FACILE DI EMILIANO. ECCO PERCHE’ NON CHIUDERA’ MAI SE SI RESTA PASSIVI

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“Mola Libera” spiega tutti i motivi che, ancora una volta, hanno indotto la Regione Puglia ad individuare il nostro territorio come il bersaglio più facile da colpire. E che rimarrà tale per decenni se la popolazione continuerà a subire passivamente. PRIMA PARTE.

La riunione del Comitato Stop Martucci tenutasi ieri sera nella sala consiliare del Municipio si è conclusa con la decisione di avviare manifestazioni popolari di protesta, pacifiche, a cominciare dalla prima che si svolgerà presso la sede del Consiglio Regionale, lunedì prossimo, 8 novembre alle ore 15:30, in occasione della seduta della 5a Commissione consiliare che si occupa di tutela ambientale.

Certi di fare cosa utile alla conoscenza dei fatti che penalizzano già da tempo pesantemente la nostra comunità e quella conversanese, come già anticipato, ora forniremo alcune informazioni di rilevante importanza, esatte e precise perché attinte da documenti ufficiali inoppugnabili, nonostante proprio ieri sera, nel corso dell’assemblea, si è voluto far credere che esiste un’unica fonte di know informativo, evidentemente utilizzato come strumento di potere.

“Mola Libera” al contrario mette a disposizione di tutti i lettori ogni informazione senza alcun secondo fine, ma solo per consentire la più ampia conoscenza di un problema complesso, che richiede la piena consapevolezza per non soccombere di fronte ai poteri forti.

Ecco perchè l’impianto complesso di contrada Martucci avrà sempre bisogno di una discarica: non ce ne libereremo mai!

Per capire perché le popolazioni di Mola e Conversano sono sempre sotto lo schiaffo della Regione Puglia bisogna fare un passo indietro al 2011, l’anno in cui, arrivata finalmente la chiusura del lotto 3 della discarica Martucci (quello dei continui rialzi a “panettone”), il Presidente della Regione Nichi Vendola, nel maggio di quell’anno, aggiudica al raggruppamento Lombardi – Cogeam (poi diventato Progetto gestione bacino bari cinque srl) la gestione, per 15 anni, del sistema complesso per la produzione del CDR (combustibile derivato da rifiuti), costruito all’interno del perimetro della mega discarica da trenta ettari in contrada Martucci, in agro di Conversano, al confine con il territorio di Mola.

L’impianto venne costruito con denaro pubblico, con un investimento di 5 miliardi di lire, stabilendosi nel conferimento di gestione che debba servire i  21 Comuni dell’ambito territoriale definito “bacino BA/5”. L’impianto entra in funzione nel febbraio 2012.

L’impianto di trattamento dei rifiuti indifferenziati di Martucci

Successivamente, nel 2016, sulla base di una decisione dell’AGER (l’Agenzia Regionale per la Gestione Rifiuti), ai 21 comuni iniziali se ne aggiungono altri 18.

A Martucci, ben 39 Comuni conferiscono attualmente rifiuti indifferenziati

Ecco l’elenco dei comuni che attualmente conferiscono i propri rifiuti indifferenziati, come dichiarati attualmente dalla società Progetto gestione bacino bari cinque srl (riportiamo esattamente quanto riportato nel sito della società):

“L’impianto serve da inizio esercizio i Comuni appartenenti all’ex ATO Ba5 e cioè:

Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Alberobello, Capurso, Casamassima, Castellana Grotte, Cellamare, Conversano, Gioia del Colle, Locorotondo, Mola di Bari, Monopoli, Noci,, Noicattaro Polignano a Mare, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari, Triggiano, Turi, Valenzano

A partire dal 2016, a causa della chiusura di altri impianti regionali, la struttura dell’AGER (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti) ha deciso che altri comuni quali:

Bitonto, Bitetto, Bitritto, Cassano delle Murge, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle, Terlizzi, Gravina In Puglia, Giovinazzo, Palo Del Colle, Grumo Appula, Corato, Barletta, Ruvo di Puglia, Canosa di Puglia, Minervino Murge, Spinazzola, Toritto.

conferissero i propri rifiuti indifferenziati al nostro Impianto.”

Come funziona l’impianto e perchè le due vasche di servizio/soccorso sono una vera e propria discarica

Questi sono i dati di impianto dichiarati dalla società Progetto gestione bacino bari cinque srl nel suo Piano economico finanziario:

“Località          Conversano (BA) – C.da Martucci

Impianto di selezione, biostabilizzazione, produzione CDR, discarica di servizio e soccorso

Durata della gestione: 15 anni

RSU in ingresso: 171.550 tonnellate/anno”

171.550 tonnellate all’anno di rifiuti residuali a valle della raccolta differenziata significa una capacità di lavorazione di 470 tonnellate al giorno.

Vediamo ora qual è il “bilancio di materia”, cioè come vengono lavorate le 171.550 tonnellate/anno in ingresso nell’impianto:

In sostanza, delle 171.550 tonnellate/anno di rifiuti indifferenziati in ingresso nell’impianto, è stabilito che, come risultante del processo di lavorazione per produrre il CDR, finiscano in discarica (cioè nelle due vasche di servizio/soccorso A e B) 71.142 tonnellate/anno, che significa 195 tonnellate al giorno.

A riprova che si tratta di un processo di lavorazione che genera una quantità molto elevata di rifiuti da smaltire nelle due vasche di servizio/soccorso (che il Piano economico finanziario della società qualifica senza giri di parole come “discarica”) vi è il tonnellaggio di CDR prodotto (poi conferito e bruciato nel termovalorizzatore di Massafra), pari 62.857 tonnellate/anno, cioè 172 tonnellate al giorno, quindi inferiore al tonnellaggio di rifiuti (195 tonn./giorno), quale esito del processo di lavorazione, che finisce nelle due vasche (discarica).

Peraltro, alle 195 tonnellate/giorno che finiscono normalmente in discarica si deve aggiungere il peso dei rifiuti non lavorati dall’impianto e scaricati in discarica nel caso di malfunzionamenti dell’impianto, guasti, fermi per manutenzione, oltre al caso di emergenze rifiuti sul territorio che impongano di scaricare l’indifferenziato senza passare dall’impianto.

Come ben si comprende, l’impianto complesso genera una quantità molto elevata di rifiuti che finisce nelle due vasche di servizio/soccorso, tanto che è la stessa società Progetto gestione bacino bari cinque srl a dichiarare la necessità di un “ampliamento della discarica – II° anello da realizzare nel 2016 e III° anello da realizzare nel 2021”.

In sostanza, si tratta del sopralzo delle due vasche a partire dalla data dichiarata di inizio gestione (01-01-2012), con un secondo anello nel 2016 e un terzo anello nel 2021, per terminare la gestione dopo 15 anni, il 31-12-2026.

Questo significa che, funzionando l’impianto a regime e utilizzando le due vasche anch’esse al suo servizio/soccorso, dopo appena quattro anni le due vasche sarebbero sature di rifiuti fino al piano di campagna (cioè fino all’orlo), necessitando quindi di un sopralzo e di un ulteriore sopralzo dopo altri sei anni. In sostanza, si tratta della stessa tecnica “a panettone” già utilizzata per il lotto 3!!! Ovviamente,  altri sopralzi seguirebbero nel caso di continuazione dell’esercizio dell’impianto. 

Come è ben noto, invece, le due vasche di servizio/soccorso furono sequestrate dalla Magistratura il 23 aprile 2013 con un «Decreto di sequestro penale preventivo, senza facoltà d’uso, delle vasche di servizio e soccorso al servizio del centro di raccolta RSU del Bacino BA/5 ubicato in Conversano, in contrada Martucci e di tutto il sito corrispondente alla discarica non più in esercizio».

Il sequestro giudiziario della discarica Martucci: un lontano ricordo, al quale non è però seguita alcuna fine di tutte le attività, nè alcuna bonifica.

Le indagini della Procura, con l’ausilio dei Carabinieri del NOE, avevano accertato “la strutturale inidoneità morfologica del sito in contrada Martucci; la fraudolenta realizzazione delle vasche di soccorso all’impianto realizzate senza il previsto strato di argilla, le gravi lesioni al manto in HDPE della vecchia discarica; gli omessi controlli durante, le procedure di collaudo della nuova discarica nonché predisposizioni di campionatura ad hoc per ottenere risultati scientifici corrispondenti alla normativa; il conferimento di tipologie di rifiuti non autorizzati anche pericolosi e considerati «speciali» come batterie d’auto, pneumatici, reti frangivento e rifiuti ospedalieri e altro; la non corretta biostabilizzazione del rifiuto; la grave ed illecita situazione della vecchia discarica (contigua alla nuova) nella quale vi sono stati illeciti abbancamenti e dalla quale vi sono pericolose percolazioni ed emissione gassose derivante da fermentazioni tossiche.” (da un’interrogazione parlamentare del 6 giugno 2013 presentata dall’on. L’Abbate e altri).

Nel frattempo però, dall’inizio della gestione dell’impianto complesso (febbraio 2012) al momento del sequestro (aprile 2013), nell’arco di circa 500 giorni erano finiti nella vasca B ben 250.000 tonnellate di rifiuti (riempiendola per oltre la metà della sua capienza), quindi, con uno sversamento giornaliero di 500 tonnellate, di gran lunga superiori alle 195 tonnellate al giorno che sarebbero dovute finirvi come normale esito del processo di lavorazione dell’impianto complesso per la produzione del CDR.

In sostanza, nella vasca B (nella A non furono conferiti rifiuti) furono sversati rifiuti per gran parte non provenienti dal ciclo di lavorazione dell’impianto complesso, utilizzandola, di fatto, come una discarica di rifiuti “tal quale”.

Con il sequestro effettuato dalla Magistratura nel 2013, il prodotto residuale del processo di lavorazione dell’impianto complesso (in particolare, il cosiddetto RBD – Rifiuto Biostabilizzato da Discarica) venne conferito ad altre discariche situate sul territorio pugliese, tra cui quella di Brindisi e, ancora oggi, perdura questa situazione.

(continua)

L’imponente manifestazione del 24 maggio 2013 per le vie di Mola per chiedere verità e giustizia sui misteri della discarica Martucci. Ma finora non si è avuta nè verità nè giustizia.

4 COMMENTI

  1. Complimenti a molalibera e al suo direttore, senza secondi fini e con impegno e fatica, da anni anche con altre sigle ma sempre coerente impegnato nell’interesse della verità e della informazione. Meno male che lo abbiamo.
    Bravo Andrea…

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