E’ quanto si evince dalla sostanza del resoconto prodotto dall’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” dopo l’incontro di ieri tra gli ambientalisti, i Sindaci di Mola e Conversano e l’Assessora Regionale all’Ambiente. Peraltro, suonano sibilline le parole del comunicato in relazione al futuro di quel sito martoriato: gli ambientalisti locali non assumano iniziative di “uscita” dall’attuale vicolo cieco, senza prima confrontarsi con la popolazione.
Riceviamo dall’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” e pubblichiamo:
Ieri pomeriggio incontro dei Sindaci di Mola e Conversano e della nostra associazione con l’Assessore Regionale all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio e i vertici del dipartimento e AGER sul tema del nuovo Piano regionale dei rifiuti, segnatamente per quanto riguarda il destino degli impianti in contrada Martucci e la paventata riapertura della vasca di servizio/soccorso per rifiuti residui.
In allegato la nostra nota sul suddetto incontro.
Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”
Il Presidente
dott. Vittorio Farella
(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)
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NOSTRO COMMENTO
Il comunicato stampa dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” fotografa purtroppo l’incomunicabilità di fatto tra i vertici regionali e le comunità locali di Mola e Conversano.
Le intricate frasi del comunicato lasciano comunque capire qual è la sostanza del contendere: da un lato, i due comuni che, per mezzo dei loro Consigli, hanno deliberato per la richiesta di stralcio del sito Martucci dal Piano Regionale dei Rifiuti; dall’altro, l’Assessora Regionale all’Ambiente e i burocrati dell’AGER (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti) che non ne vogliono sapere e che, anzi, chiedono furbescamente tempo per protrarre, in realtà all’infinito, lo smaltimento di rifiuti in quella contrada martoriata da oltre 45 anni di sversamenti di ogni tipo, con quali danni all’ambiente e alla salute umana è di dominio pubblico da decenni.
Peraltro, preoccupano le sibilline parole conclusive del comunicato: l’Associazione “Chiudiamo la discarica”, perso da tempo ogni contatto popolare con le migliaia di persone che sfilarono nel gigantesco corteo di protesta del 24 maggio 2013, sembra voler proporre una soluzione alternativa senza però dichiararla pubblicamente.
Si sappia che se quella soluzione dovesse essere la solita già enunciata per altre vie in passato, e cioè la trasformazione dell’attuale impianto complesso per la produzione del CDR in un impianto per il trattamento dei rifiuti organici, con la produzione di compost, troverà la vasta contrarietà di gran parte della popolazione molese.
Un tale impianto, infatti, anche se di ultima generazione, creerebbe notevoli problemi odorigeni (con il facile rilascio in atmosfera di cattivi odori nauseabondi) rendendo la vita praticamente impossibile ai residenti “sottomano”.
In poche parole, i venti da sud (ostro) e sud-est (scirocco) porterebbero nelle case di chi vive nei quartieri oltre ferrovia, fin nella “Mola Bianca”, una puzza insopportabile con la quale dover convivere praticamente ogni giorno: non esistono attività di compostaggio che siano immuni dalla produzione e dalla diffusione di cattivi odori.
Pertanto, l’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” chiarisca subito di quale proposta si tratta e, in ogni caso, eviti di assumere iniziative che non siano alla luce del sole e si confronti pubblicamente con la cittadinanza in un’assemblea aperta: i molesi hanno diritto di sapere a quali compromessi la politica e gli ambientalisti locali sono disposti a scendere con i vertici regionali.
L’unica parola d’ordine possibile, ora e per il futuro, è una e una sola: a Martucci deve chiudere ogni attività legata al ciclo dei rifiuti e nessuna nuova iniziativa (tanto meno il compostaggio e meno che mai la termovalorizzazione) deve essere intrapresa.
Martucci va chiusa immediatamente, messa in sicurezza, bonificata e restituita alla Terra!





