L’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, con una lunghissima nota, ripercorre la vicenda dei due Tavoli tecnici, quello regionale e il successivo intercomunale, con il Comune di Mola capofila. Il nostro commento.
Riceviamo e pubblichiamo:
In allegato una nostra nota sulle vicende del sito di contrada Martucci e del ruolo specifico del Tavolo Tecnico voluto dal Consiglio Regionale pugliese.
Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”
Il Presidente
dott. Vittorio Farella
(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)
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NOSTRO COMMENTO
Purtroppo, le lunghissime 11 pagine del documento inviato dall’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, sebbene molto ben dettagliato e completo in ogni parte, non può costituire un esimente per la mancanza di risultati.
Quello che essenzialmente è mancato in oltre otto anni di azione di questo sodalizio, a partire dall’istituzione del Tavolo tecnico regionale, per poi passare a quello intercomunale, è stato l’abbandono del contatto diretto e partecipe con le migliaia di cittadini molesi (ma anche conversanesi) che avevano partecipato alla forte battaglia popolare della primavera 2013, quando, al suo culmine, un corteo interminabile si snodò per le strade di Mola il 24 maggio e, successivamente, in centinaia e centinaia manifestarono davanti ai cancelli del Consiglio Regionale di Via Capruzzi in occasione dell’approvazione del Piano Regionale rifiuti dell’epoca.
Dopo quella fase, l’Associazione, condotta un’azione di sempre più spinta autoreferenzialità, si è ritagliata un ruolo di esclusivo “tecnicismo” nel rapportarsi ai poteri politici regionali e agli uffici ed enti di loro derivazione in materia ambientale.
La battaglia contro i mulini a vento e la lenta consunzione non poteva che essere nella logica delle cose: quando manca il contatto con la base non bastano le conferenze stampa e i comunicati agli organi d’informazione. Il potere politico-burocratico dei piani alti e dei poteri forti, utilizza la tecnica della rana bollita: scalda lentamente il fuoco, e a poco a poco lo porta a ebollizione, mentre chi si muove nel recipiente crede di poter argomentare e alla fine vincere.
La sconfitta, e la fine, non può che essere, appunto, molto cocente. E a nulla servirà tentare di saltare fuori dalla pentola all’ultimo momento: la bollitura ad opera dei poteri forti permetterà solo le ultime vane parole.
Quindi, niente da dire sull’impegno, ma è mancato il principio cardine di ogni azione che voglia conseguire risultati: l’efficacia e l’efficienza, concetti sconosciuti ai politici locali e a chi vi ruota intorno.
Troppe parole e concetti ridondanti, troppe schermaglie tecnico-burocratiche, troppi tatticismi politici, e, come si è detto, nessun coinvolgimento diretto dei cittadini dopo le lotte del 2013.
L’Associazione Chiudiamo la discarica si è fatta trascinare da burocrati e da politici regionali sul loro terreno, dove sono imbattibili: l’azzeccagarbuglismo ad oltranza, mentre al contempo quei “signori” lavoravano, neanche tanto nell’ombra, per sfiancare, chetare, sopire, e quindi per far passare il Piano regionale, con Martucci ancora una volta dentro.
Non parliamo poi della fase del tavolo tecnico intercomunale: un fallimento innanzitutto del comune capofila, Mola, che in tre anni di attività è riuscito solo a produrre l’indagine geognostica sul lotto 3, mentre le indagini dirette sul percolato, con pozzi piezometri, richieste dall’ARPA fin dal gennaio 2020, due anni fa, ad oggi NON sono neppure iniziate.
E a tal proposito, la lettura dei verbali del Tavolo tecnico intercomunale riserva ovvietà scritte e riscritte mille volte nel corso di riunioni ripetitive, mentre la Regione operava concretamente per la riapertura di Martucci.
Peraltro, il Sindaco di Mola si è più volte giustificato con la “foglia di fico” del covid per la stasi delle attività di quel Tavolo, ma in realtà, quando ormai la pandemia era sotto controllo e i lockdown da tempo alle spalle, le riunioni si erano già molto diradate.
Infatti, tra il 10 novembre 2020 e il 22 aprile 2021 trascorsero ben 5 mesi e 12 giorni senza incontri del tavolo tecnico intercomunale … proprio mentre la Regione decideva con l’Assessora Maraschio la conferma di Martucci nel Piano Regionale.
La successiva riunione è addirittura dell’8 novembre 2021, dopo ben 6 mesi e mezzo, quando ormai i giochi del nuovo Piano Regionale erano già fatti.
Pubblicheremo appena possibile quei verbali per darne piena contezza ai lettori, affinchè mai più accada quel che è purtroppo avvenuto: la delega inconcludente a “tavoli” inconsistenti.
Per fare un tavolo ci vuole un fiore… e in questo caso si tratta di tavoli di legno solidi e stabili, partoriti dalla fecondità e dalla sapienza della Natura e dall’opera sagace dell’Uomo.
Invece, a Martucci e dintorni sono stati imbastiti tavoli di carta velina, nati da cortine fumogene.
Insomma, le chiacchiere stanno a zero e Martucci è sempre lì con il suo carico di veleni.




