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Mola di Bari

MARTUCCI: NIENTE RIFIUTI DALLA CALABRIA. MA NESSUNO SPIEGA DOVE SONO FINITI 20 MILIONI DI LITRI DI PERCOLATO!

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Nessun rifiuto dalla Calabria sarà smaltito nella discarica Martucci, l’annuncio dell’Ager nella riunione con i sindaci di Mola, Polignano e Rutigliano. Il sindaco di Mola, Colonna: “Abbiamo ribadito la non sostenibilità dello smaltimento in un territorio già messo a dura prova. Soddisfatti per disponibilità della Regione Puglia”. Tuttavia, rimane ancora senza risposta la domanda che “Mola Libera” ha posto più volte alle autorità e agli ambientalisti: che fine hanno fatto i 20 milioni di litri che l’ARPA ha stimato come prodotti negli ultimi anni dalla discarica? Perchè l’ultima relazione dell’ARPA, del gennaio scorso, è rimasta nei cassetti del Sindaco di Mola e del Presidente dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”?

COMUNICATO STAMPA

La discarica di contrada Martucci non ospiterà i rifiuti provenienti dalla Calabria per motivazioni di carattere tecnico riguardanti l’impianto: è l’annuncio dato dal direttore dell’Ager, Gianfranco Grandaliano nel corso dell’incontro tenutosi ieri pomeriggio in videoconferenza tra i sindaci di Mola di Bari, Polignano a Mare e Rutigliano.

A darne notizia è il sindaco di Mola, Giuseppe Colonna. L’incontro urgente era stato richiesto da ANCI Puglia nei giorni scorsi, a seguito della sollecitazione del sindaco Colonna che, insieme ai colleghi di Polignano e Rutigliano, non solo non condivideva la decisione della Regione Puglia di conferire i rifiuti provenienti dalla Calabria nell’impianto di Trattamento meccanico-biologico di contrada Martucci, ma lamentava anche l’assenza di confronto con il territorio interessato.

Nel corso della riunione, i sindaci hanno ribadito le ragioni della propria contrarietà al provvedimento. Pur condividendo il principio di solidarietà manifestato dal Governo pugliese, infatti, i sindaci hanno fatto presente che l’Area Vasta di contrada Martucci è attraversata da innumerevoli problematiche che riguardano in particolar modo la mancata messa in sicurezza del lotto 3 nel processo post gestione, per fallimento della Ditta che lo conduceva nonché del lotto 1, elementi tutti rinvenibili dalla accurate relazioni dell’ARPA PUGLIA di ottobre 2019 e gennaio 2020.

“Esprimendo piena soddisfazione per la disponibilità degli organi regionali – commenta il sindaco Colonna – si conferma la piena attività del Tavolo tecnico regionale composto anche dai Comuni di Mola e Conversano, finalizzato ad attivare le attività di monitoraggio e caratterizzazione dell’area vasta, già concordati con la Regione Puglia, nonché lo stralcio del sito di contrada Martucci dal nuovo Piano regionale dei rifiuti”.

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NOSTRO COMMENTO

Prendiamo atto con molta soddisfazione di questa decisione della Regione Puglia a seguito delle proteste dei Sindaci di Mola, Polignano e Rutigliano.

“Mola Libera” aveva lanciato immediatamente l’allarme facendo conoscere ai molesi la dichiarazione del Sindaco di Reggio Calabria, che informava del provvedimento della Giunta della Regione Puglia finalizzato ad ospitare i rifiuti dell’emergenza nella sua città e destinati anche all’impianto di trattamento di contrada Martucci.

Una comunicazione che arrivò come una bomba, per la decisione di Michele Emiliano tenuta nascosta ai Sindaci del territorio interessato e peraltro ignota alle associazioni ambientaliste, affaccendate in altre questioni.

Se la libera stampa non avesse esercitato tempestivamente il suo ruolo di vigile sentinella, a quest’ora, molto probabilmente, i camion provenienti dalla Calabria avrebbero già scaricato centinaia se non migliaia di tonnellate di rifiuti nell’impianto di Martucci.

Quindi, pericolo sventato. Almeno per ora.

Tuttavia, rimane inevasa la gigantesca domanda che “Mola Libera” ha posto e continua a porre da tempo: che fine hanno fatto i 20.000 metri cubi di percolato (pari a 20 milioni di litri) stimati dall’ARPA Puglia, come prodotti dal degrado dei rifiuti contenuti nella discarica, nella sua relazione del 23 ottobre 2019?

Questi sono gli articoli che “Mola Libera” ha dedicato alla vicenda:

https://www.molalibera.it/2019/11/11/sveglia-mola-20-milioni-di-litri-di-percolato-nelle-viscere-di-martucci-ma-sono-molti-di-piu/

https://www.molalibera.it/2019/12/02/martucci-la-regione-intima-alla-curatela-lombardi-lestrazione-del-percolato/

https://www.molalibera.it/2020/01/25/martucci-larpa-alla-ricerca-del-percolato-inghiottito-dal-sottosuolo/

Eppure, a distanza di oltre 4 mesi dall’ultimo sopralluogo dell’ARPA, avvenuto il 25 gennaio 2020, per la ricerca del percolato nei pozzi di raccolta, nè l’ARPA, nè il Comune di Mola, nè tanto meno l’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” hanno diffuso la relazione ARPA citata nel comunicato stampa odierno del Comune di Mola.

Perchè?! 

Perchè i molesi, i conversanesi e gli abitanti dell’area vasta, sulla quale la discarica produce i suoi nefasti effetti, non vengono informati adeguatamente? Chi ha interesse a tenere in un cassetto queste informazioni?

In sostanza, si chiede con urgenza al Sindaco di Mola e al Presidente dell’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci”, diretti interlocutori dei molesi, di provvedere alla pubblicazione immediata della relazione ARPA seguita al sopralluogo del 25 gennaio scorso.

Una relazione che è fondamentale per capire che fine hanno fatto i 20 milioni di litri di percolato.

Sono ancora nei pozzi di raccolta oppure (come purtroppo tutto lascia presagire, tenuto conto che, almeno dal 2013, come documentato dall’ARPA, non è stata effettuata alcuna attività di estrazione di tale liquido tossico e cancerogeno) sono già finiti da tempo nel sottosuolo e, quindi, con ogni probabilità, nella falda acquifera?

Inoltre, si rendono conto tutte le Autorità locali, territoriali e ambientali (Regione, Comuni, ARPA), oltre agli ambientalisti, che le piogge di questi giorni stanno provocando la produzione di ulteriori grandi quantità di percolato che vengono assorbite senza alcun dubbio dal sottosuolo, mentre nessuna attività di messa in sicurezza è stata eseguita e neppure progettata?

La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità: le popolazioni hanno diritto a riceverla immediatamente e completamente, senza omissioni e reticenze.

(Andrea G. Laterza)

Percolato in superficie a Martucci: 20 milioni di litri sono già finiti, con ogni probabilità, nel sottosuolo

2 COMMENTI

  1. Il percolato altamente tossico e cancerogeno è finito nel sottosuolo contaminando le falde acquifere che si diramano dalle colline di Conversano per caduta diretta a mare attraversando i territori di Mola di Bari, Cozze, Polignano, Conversano e Rutigliano. Durante il percorso tutte le campagne e le relative colture sono state contaminate e la stessa cosa finendo in mare ha contaminato la fauna ittica. I prodotti dell’agricoltura e i prodotti ittici vengono acquistati e consumati da ignari cittadini. Questa è la strada percorsa dal percolato e le relative conseguenze.

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