Dopo la delibera della Giunta Emiliano pubblicata sul Bollettino della Regione Puglia pochi giorni fa, e riportata integralmente da “Mola Libera”, ecco arrivare il soccorso di una delle associazioni ambientaliste “collaborazioniste” del potere politico regionale e metropolitano. Purtroppo, Vittorio Farella, presidente del sodalizio, ha capito ben poco di quel provvedimento e continua a fare affermazioni che finora sono state sempre ampiamente smentite dai fatti concludenti di Emiliano, dei suoi assessori all’Ambiente e degli uffici regionali preposti. Insomma, mentre la Regione continua nel suo ruolino di marcia verso la riapertura del Lotto 2, mancando soltanto l’autorizzazione AIA ai lavori per la sua riattivazione, le associazioni fiancheggiatrici vogliono far credere al “popolo inquinato” che ormai si vada verso la chiusura di ogni attività a Martucci, sebbene alcun provvedimento concreto sia stato preso dal potere politico e burocratico regionale. “Mola Libera” torna invece a mettere in guardia i cittadini di Mola e di Conversano sul “chiusura Martucci mai” implicito nella delibera della Giunta Emiliano. Ecco il perchè nel nostro commento all’annuncio del convegno parolaio e autocelebrativo promosso da “Chiudiamo la discarica” con i Sindaci di Mola e Conversano, riproponendo la nostra lettera ai Sindaci dell’Area Vasta Martucci, finora non riscontrata da alcuno.
Riceviamo dall’Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” e pubblichiamo:
Nonostante gli allarmi lanciati, a volte a sproposito, la situazione odierna nel sito Martucci è tuttora in stallo, mentre la data per la chiusura definitiva si avvicina sempre più! Mancano soltanto 18 mesi al fatidico 31,12, 2025 e la politica regionale ancora latita su scelte alternative per evitare l’emergenza rifiuti, senza la riapertura del lotto 2 (ma qualcosa si è fatta, con la delibera di Giunta regionale n.615 del 16.5.2024, pubblicata il 17.6.2024). Il destino del sito Martucci, peraltro, è già segnato da tempo, con la delibera del Consiglio Regionale pugliese del 14.12.2021: tutti gli impianti verranno comunque chiusi definitivamente nel 2027! Mentre le vasche di servizio soccorso, il lotto 2, non potrà più funzionare dopo la fine del 2025, se le cose non mutano. Ma questa mutazione richiede una rimodulazione del Piano Regionale dei rifiuti, che solo il Consiglio può compiere. La nostra Associazione non è stata ferma, nel frattempo, e desidera far conoscere le novità delle sue azioni recenti e lo farà, assieme all’Amministrazione Comunale di Conversano, in un PUBBLICO CONVEGNO, che si terrà a CONVERSANO MARTEDÌ 25 GIUGNO.In allegato la locandina dell’evento.
NOSTRO COMMENTO
Con tutto il rispetto dovuto alle singole persone, alla loro professionalità e onorabilità, siamo purtroppo costretti ad evidenziare che si rimesta la stessa acqua nello stesso mortaio.
Addirittura, vi è la presenza tra i relatori della consigliera regionale Lucia Parchitelli, già Assessora all’Ambiente del Comune di Mola, e autrice, insieme a Filippo Caracciolo, capo gruppo regionale pro tempore del PD, del disastroso emendamento al Piano Regionale Rifiuti del 14.12.2021 che, anzichè emendare il testo della Giunta regionale con poche semplici parole, che così si sarebbero potute formulare: “Si stralcia il sito Martucci dal Piano regionale con effetto immediato e con la chiusura contestuale di ogni attività”, ha invece prodotto un “mostriciattolo” politico-burocratico del quale stiamo pagando ampiamente le conseguenze.
Infatti, come “Mola Libera” ha scritto fin dal primo momento di quella sciagurata approvazione, dopo l’avvio delle “misure di prevenzione” sul lotto 3 (già avviate dopo la deliberazione della Giunta Regionale di fine dicembre 2023 che le finanziava con 200 mila euro al Comune di Conversano) è sufficiente il rilascio della nuova AIA sul lotto 2 per riaprire le due vasche di servizio – soccorso all’impianto complesso, cioè per rimettere in funzione la discarica!
E tutto questo sta lentamente, ma inesorabilmente avvenendo. Soltanto un diniego al rilascio dell’AIA può cambiare il destino di Martucci, coniugato però da una contestuale formalizzazione, da parte del Presidente Emiliano e della Direzione AGER, della risoluzione anticipata “per pubblico interesse” (essendo quello per inadempimento non più contestabile per ampio decorso dei termini) del contratto di concessione vigente tra la Regione Puglia e la Progetto Gestione Bacino Bari 5.
In sostanza, si può arrivare ad una vera chiusura anticipata, entro il 31.12.2025, soltanto con la revoca contrattuale del contratto di concessione alla società che gestisce l’impianto complesso per la produzione di CSS (Combustibile Solido Secondario, ex CDR) – da bruciare quindi nel termovalorizzatore Appia Energy di Massafra (di proprietà di Antonio Albanese, socio di maggioranza della stessa Progetto Gestione Bacino Bari 5) – e che è, al tempo stesso, titolata ad utilizzare (con lo stesso contratto di concessione regionale) il Lotto 2 della discarica Martucci, cioè le due vasche di servizio-soccorso alle quali sono destinati i rifiuti finali prodotti dal ciclo di lavorazione dei rifiuti indifferenziati utilizzati per produrre il CSS.
Tutto il resto è fuffa, chiacchiere vuote per tenere buono il “popolo inquinato”.
Addirittura, Farella fa un “count down” che non ha alcuna plausibilità, visto che la Giunta della Regione Puglia, nel suo provvedimento del 16 maggio scorso, ma reso pubblico ed efficace in ogni sua parte soltanto il 17 giugno, con la pubblicazione sul Bollettino Regionale dopo un mese, ad elezioni europee avvenute…, sancisce che di Martucci c’è assoluto bisogno a causa di un forte deficit di volumetrie nelle discariche pubbliche regionali.
MARTUCCI: ECCO IL DOCUMENTO UFFICIALE CHE, DI FATTO, STABILISCE IL “FINE CHIUSURA MAI”
Tant’è che nel transitorio viene rilasciata autorizzazione di ampliamento a quella di Deliceto, non potendosi più contare su quella di Brindisi, e non potendosi far ricorso agevolmente a quelle private, in presenza di forti costi aumentati esponenzialmente a seguito del divieto, sancito da una sentenza del Consiglio di Stato, di calmierarne le tariffe equiparandole a quelle pubbliche.
Ma non solo: nel provvedimento regionale viene riportato chiaramente ed in grassetto, la seguente locuzione a conclusione della “fotografia” descrittiva dello stato del sito Martucci:
“Alla luce di quanto su riportato si registra, allo stato, un ritardo nell’attuazione del Piano che prevedeva l’entrata in esercizio e la chiusura delle vasche A e B e del lotto III entro dicembre 2025.”
A prescindere che, come ben si può leggere, nemmeno il lotto 3 risulta ufficialmente chiuso… che cosa questo significhi in riferimento al lotto 2, cioè alle vasche A e B, lo capisce anche un ragazzino di scuola media e nemmeno particolarmente sveglio:
a) se c’è un ritardo, non vuol dire che c’è una rinuncia, ma significa che l’attuazione non è iniziata o non è stata completata secondo i termini stabiliti.
b) se c’è un ritardo, significa che i termini per l’inizio o comunque la fine sono destinati a slittare.
L’aggravante è che non vengono precisati i termini temporali dello slittamento… quindi, se si valuta che il contratto di concessione scadrà il 28 maggio 2027 (durata quindicennale), e che è eventualmente prorogabile… significa che la chiusura del sito Martucci è destinata, in sostanza, ad un tempo indefinito, in poche parole: CHIUSURA MAI, se non per consunzione degli impianti e per benevola concessione dopo che il business sarà stato spremuto come un limone, con danni incalcolabili per l’ambiente, la falda e la salute del “popolo inquinato”.
Di questa semplice analisi logico-grammaticale nel documento di “Chiudiamo la discarica” non c’è traccia: anzi, si coglie l’occasione per ribadire il solito “ma quanto siamo bravi”… che nasconde invece un primato non invidiabile: non leggere neppure con attenzione i documenti ufficiali che pure si mestano e rimestano in continuazione e in splendida solitudine e…confusione…
Infatti, la seguente affermazione del firmatario, peraltro ripetuta più volte anche da attori istituzionali nel corso delle sedute di Consiglio comunale e della Commissione consiliare speciale Martucci, denota una preoccupante divulgazione di luoghi comuni, non supportati da elementi documentali, sebbene di continuo richiamati. Scrive infatti Vittorio Farella:
“Il destino del sito Martucci, peraltro, è già segnato da tempo, con la delibera del Consiglio Regionale pugliese del 14.12.2021: tutti gli impianti verranno comunque chiusi definitivamente nel 2027! Mentre le vasche di servizio soccorso, il lotto 2, non potrà più funzionare dopo la fine del 2025, se le cose non mutano. Ma questa mutazione richiede una rimodulazione del Piano Regionale dei rifiuti, che solo il Consiglio può compiere.”
E invece le cose non stanno assolutamente così:
- Nell’emendamento PD Caracciolo – Parchitelli non si fa alcun cenno alla chiusura definitiva nel 2027. Soltanto negli scenari di Piano è riportato che il contratto di concessione scade nel 2027, ma non viene sancito che non possa essere prorogato…
- Per le vasche di servizio – soccorso, abbiamo già detto: è l’ultima delibera di Giunta regionale, del 16-05-24, pubblicata il 17-06-24, a stabilire che c’è un ritardo nell’apertura delle due vasche e quindi nella loro chiusura.
- Nonostante sia stato ripetuto più volte anche dal Sindaco Colonna, non risponde a verità che una nuova data di chiusura delle due vasche, che vada oltre il 31.12.2025, debba essere rimodulata da un nuovo voto del Consiglio Regionale.
- Infatti, a tal proposito ribadiamo che Farella, il Sindaco Colonna e altri attori istituzionali locali, non leggono con attenzione i documenti ufficiali. Basterebbe leggere l’incipit dell’ultima delibera di Giunta Regionale, la 615 del 16-05-24, di cui stiamo trattando, per ottenerne conferma. Ecco cosa riporta il testo:
Dato atto che la D.C.R. n. 68 del 14/12/2021 di approvazione del “Piano regionale di gestione rifiuti urbani(PRGRU), comprensivo della sezione gestione fanghi di depurazione del servizio idrico integrato, e del Piano bonifiche aree inquinate. (Deliberazione di Giunta regionale n. 1651 del 15/10/2021)” prende atto ”che il PRGRU rappresenta uno strumento dinamico che comporta un costante aggiornamento dei dati costituenti il quadro conoscitivo di riferimento e delle evoluzioni normative e che, in quanto tale, potrà comportare la sua successiva implementazione a cura della preposta Autorità procedente – Sezione regionale Ciclo Rifiuti e Bonifiche, con successivi provvedimenti deliberati della Giunta regionale”.
Quindi, questo significa un dato di fatto elementare: è stato lo stesso Consiglio Regionale, nell’approvare il Piano Regionale rifiuti, a dare mandato “aperto” agli Uffici Regionali preposti e, quindi, alla Giunta Regionale, di MODIFICARE unilateralmente il Piano in base alle esigenze sopravvenute! E, infatti, è quanto sta avvenendo già da tempo con numerose delibere della Giunta Emiliano in materia di gestione rifiuti, modificanti il Piano originario, peraltro richiamate nello stesso ultimo provvedimento, che a sua volta introduce modifiche al Piano stesso!!!
Pertanto, lo slittamento che vada oltre il 31.12.2025 è in re ipsa, cioè viene da sè: lo deciderà la Giunta regionale in autonomia, sentiti gli Uffici regionali che, ovviamente, non muovono foglia che Emiliano non voglia…
E quindi di cosa stiamo parlando?
L’impreparazione giuridica si coniuga poi con convegni autocelebrativi e di sostegno e supporto ad un’azione politica delle istituzioni locali semplicemente inesistente se non di mera facciata, come dimostra la totale inazione – con la manleva assoluta data al “convitato di pietra” Antonio Decaro – nell’individuazione del sito alternativo, praticamente con ZERO risultati, oppure con ricorsi e azioni giuridiche non determinanti, finora tutti rigettati, laddove il problema è invece eminentemente politico.
Ma questa è un’altra storia sulla quale ritorneremo a breve.
Per intanto, riproponiamo la lettera che “Mola Libera” ha inviato nello scorso aprile ai quattro Sindaci dell’Area Vasta, nonchè agli Assessori all’Ambiente, ai Presidenti delle Commissioni Ambiente o speciale Martucci, ai Presidenti dei Consigli e Consiglieri comunali.
Una lettera che, sebbene contenga proposte precise per la risoluzione politico-amministrativa della pluridecennale questione Martucci, NON ha ricevuto alcun riscontro, neppure di cortesia.
Nemmeno la richiesta di audizione presso le Commissioni consiliari speciali di Mola e Conversano, per l’illustrazione della proposta, è stata riscontrata dai Presidenti.
Che dire? Ognuno si assumerà le proprie responsabilità al cospetto del “popolo inquinato” e della Storia locale.
Una Storia fatta di vinti, tutti noi cittadini comuni e indifesi dalle istituzioni o dagli ambientalisti di regime, ma anche di supponenti vincitori con prebende, visibilità, vicinanza ai potenti più potenti di altri, con un unico risultato: un danno incalcolabile per l’ambiente e la salute delle future generazioni, oltre per chi, purtroppo, soffre già oggi.




