Il Comitato STOP Martucci, tra le decine di documenti mai portati a conoscenza della stampa e dell’opinione pubblica, ha trovato un’importante relazione dell’ARPA del novembre 2020 nella quale emerge il pesante inquinamento di due pozzi spia che fanno parte della rete di monitoraggio della discarica Martucci. Una relazione che il Tavolo tecnico intercomunale, con il Comune di Mola capofila, avrebbe dovuto utilizzare immediatamente per aprire presso la Città Metropolitana la procedura, di cui all’art. 244 del Codice dell’Ambiente, per sito potenzialmente contaminato, e alla quale sarebbe seguita la “caratterizzazione” con la probabile successiva dichiarazione di sito inquinato e, quindi, non includibile nel Piano Regionale dei rifiuti. Purtroppo, come ben sappiamo, il duo Emiliano-Maraschio, nel silenzio dei comuni interessati, ha proceduto, ancora una volta, all’inclusione di Martucci nel Piano approvato il 14 dicembre dello scorso anno, con la previsione della riapertura della discarica. Chi pagherà per questa grave omissione? Perchè chi sapeva non ha parlato? Perchè i cittadini continuano a pagare per le inefficienze dei politici?
Riceviamo dal Comitato STOP Martucci e pubblichiamo:
MARTUCCI PIU’ SCAVI E PIU’ TROVI
Ci siamo imbattuti nella relazione dì controllo annuale che ARPA Puglia ha eseguito sull’impianto di trattamento e compattazione dei rifiuti con annessa discarica di servizio soccorso (le vasche A e B): la relazione è datata Novembre 2020.
Questo AUDIT è prescritto nel Piano di Monitoraggio e Controllo (che fa parte del contratto tra la Progetto Gestione Bacino BA 5 e la Regione) e ha una cadenza annuale.
Se alla Regione Puglia spetta la gestione del contratto stipulato con la Progetto Gestione Bacino Bari 5 (che conduce l’impianto complesso per la produzione del CDR, combustibile da rifiuto), il controllo sui parametri di legge è demandato alla Provincia (attuale Città Metropolitana). Pertanto, le analisi vengono eseguite da ARPA Puglia, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, con competenze tecniche, per conto della Città Metropolitana.
Cosa ha trovato l’ARPA nell’esecuzione dei controlli?
I locali dell’impianto che trattano i rifiuti indifferenziati (residuo) per la produzione del CDR sono, per legge, in leggera depressione, per far sì che gli odori non sfuggano all’esterno.
L’impianto di Martucci presenta invece varie falle e quindi fuoriuscite di forti odori.
“In prossimità del biofiltro il Gruppo Ispettivo (G.I.) ha rilevato emissioni odorigene significative”, così riporta la relazione.
Tanto che:
“Il G.I. ritiene opportuno, al fine di assicurare il funzionamento ottimale del dispositivo di abbattimento, di prevedere, oltre al biofiltro, l’installazione a monte anche di uno scrubber ad umido”.
E, inoltre:
“Nell’edificio biocelle (…), il G.I. ha rilevato la presenza di un’apertura in corrispondenza del passaggio del nastro trasportatore verso il successivo trattamento (capannone SS, area 8). A parere del G.l., detta apertura non consentirebbe la tenuta in depressione dell’area e pertanto detto edificio andrebbe completamente compartimentato”.
Di sicuro l’impianto è lontano dall’essere all’apice della tecnologia … ma non basta! L’esito degli ulteriori controlli viene riportato nella relazione, che così procede.
Infatti, vengono controllati i registri di carico scarico e i rapporti delle tante analisi dei laboratori indipendenti sui rifiuti e sulle acque di 5 pozzi spia … secondo quanto certificato dalle analisi indipendenti … tutto in regola, tutto nei limiti di legge: tutto in base alle risultanze della Progetto Gestione Bacino Bari 5.
Tuttavia, l’ARPA non si ferma alle “carte” esibite dalla società e ripete le indagini sugli stessi pozzi.
Il controllo porta ad un esito diverso da quello contenuto nella documentazione esibita dalla società.
Infatti, due pozzi risultano inquinati da Ferro, Cloruri e Selenio: insomma, le famose evidenze tecnico giuridiche che chiedeva l’Assessora Maraschio c’erano già, ma nessuno le ha fatte emergere, a tempo debito, in sede politico-amministrativa.
Ecco la parte della relazione ARPA che riguarda la contaminazione dei due pozzi in area Martucci:
A questo punto, secondo la legge, il Tavolo tecnico intercomunale, e in particolare i Comuni di Mola e di Conversano, avrebbe dovuto aprire la procedura di cui all’art. 244 del Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152), presso la Città Metropolitana di Bari, per la dichiarazione di sito POTENZIALMENTE CONTAMINATO con tutto quello che ne consegue in termini di obblighi di verifica e di “caratterizzazione” (cioè di controllo specifico e accurato di tutti i parametri di suolo, aria e acqua di Martucci e dintorni).
Ma la relazione dell’ARPA cade nel vuoto: nessuno fa niente. I Comuni e i Sindaci tacciono, il Tavolo intercomunale, in ogni sua componente, non prende iniziative e neppure informa la cittadinanza.
Ricordate le date:
Questo rapporto viene datato 18 Novembre 2020 e viene inviato alla Città Metropolitana e alla Regione Puglia, e, nonostante questo, la Regione Puglia, ad Ottobre 2021, inserisce Martucci nel Piano dei rifiuti.
Come tutti abbiamo appreso dalla seduta del Consiglio Regionale del 14 dicembre 2021 (quella dell’approvazione della sciagurata riapertura della discarica), l’Assessora Maraschio si aspettava di ottenere dai Comuni l’evidenza delle prove dell’inquinamento per stralciare Martucci dal piano… Ma le prove c’erano già: la Regione, la Città Metropolitana e i Comuni le avevano a disposizione… ma nessuno le ha utilizzate… come mai?!
Ora che si viene a conoscenza di questa relazione, tenuta nel cassetto da chi avrebbe dovuto renderla nota e azionarla, a maggior ragione chiediamo al Sindaco Colonna di rispondere alle domande che il Comitato Stop Martucci ha inoltrato alla “Commissione consiliare speciale Martucci” in riferimento al mancato ricorso all’articolo 244 del Codice dell’Ambiente, dopo una storia di superamenti delle soglie di inquinamento di cui questo è solo l’ultimo capitolo.
E’ molto importante rilevare che dopo l’evento di superamento dei limiti di legge (definizione di acque inquinate) la legge prescrive un’indagine sulle cause di questo inquinamento e con tempi molto stretti: capite bene il perché, ne va della nostra salute.
Eppure, in assenza di una tempestiva attivazione da parte dei Comuni dell’art. 244 del Codice dell’Ambiente, a Febbraio 2021, la Progetto Gestione Bacino BA 5 risponderà così alla Città Metropolitana relativamente alle risultanze di 2 pozzi inquinati:
“COMUNICA (…) la modifica proposta riguardante L’ESCLUSIONE dell’uso del pozzo di emungimento interno all’impianto per la presenza di Selenio e Cloruri in quantità superiori ai limiti di cui alla Tabella 4 allegato 5 alla parte terza del D.Lgs 152/06”.
Praticamente, la società prende atto che, in base alle risultanze ARPA, vi è un pozzo inquinato (in realtà, i pozzi contaminati sono due) e decide di escluderlo dalla rete di monitoraggio…
I lettori possono giudicare da soli il risultato di questo intendimento: si elimina il pozzo inquinato dai controlli per evitare che compaia la contaminazione!!!
Quanto dovrà ancora attendere la pazienza dei cittadini?
Quando vedremo un’azione decisa e sinergica dei nostri rappresentanti politici perchè sia fatta verità e giustizia?
Mola, 16/02/2022
Comitato STOP Martucci
Ecco la documentazione completa: il rapporto ARPA in discorso inizia dalla pag. 10 e termina alla pag. 56 del documento complessivo.
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