Una raffica di debiti fuori bilancio per oltre 700 mila euro viene sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale che si terrà domani pomeriggio, mercoledì 30, in seconda convocazione. Tra di essi le bollette non pagate ad ex ENEL ed ENI per oltre 500 mila euro: ben 824 fatture ricadono nella gestione della Giunta Colonna. Inoltre, si dovranno pagare le spese processuali per la soccombenza nel giudizio presso il TAR Lazio, promosso anche dal Comune di Mola, contro i permessi di ricerca di idrocarburi nel mare al largo delle coste pugliesi: un tema ripreso ieri dal Sindaco, tuttavia senza tener conto dei principi giuridici che regolano la complessa materia.
Niente di fatto ieri, lunedì 28 dicembre, per il Consiglio comunale convocato alle ore 10:00.
La seduta è andata deserta per mancanza del numero legale: erano presenti soltanto, oltre al Presidente Mario Lepore, i consiglieri di opposizione Michele Daniele, Stefano Diperna, Giangrazio Di Rutigliano e Michele Palazzo.
Assenti gli altri consiglieri di minoranza: Vitantonio Battista, Sebastiano Delre, Giovanni Gallo, Elisabetta Sciannameo.
La maggioranza e il Sindaco Colonna non si sono presentati, fedeli alla consegna di non esporsi ad eventuali colpi di mano della minoranza che, ora, sulla carta, dispone di 8 consiglieri, alla pari della maggioranza, mentre il Sindaco non concorre alla formazione del numero legale.
Si andrà quindi in seconda convocazione, domani mercoledì 30 dicembre alle ore 15:30, quando il quorum per il numero legale scende a 7, rispetto ai 9 richiesti in prima convocazione.
Una raffica di proposte di deliberazione per il riconoscimento di debito fuori bilancio attende i consiglieri per un totale complessivo di 612.569,59 euro che calcolando l’IVA dovuta per legge supera i 700 mila euro complessivi.
LE BOLLETTE NON PAGATE: UNA SOMMA STRATOSFERICA
Nel totale complessivo vi è una somma davvero ragguardevole per il mancato pagamento di bollette per energia (Gas e Luce) per un somma di € 508.300,43 + IVA.
Il mancato pagamento, da corrispondere ad alcune società finanziarie che hanno acquisito in blocco il credito nei confronti del nostro Ente, si riferisce ad un totale di 960 fatture non evase dal Comune di Mola nei confronti della società Servizio Elettrico Nazionale (ex ENEL) per la luce, oltre ai crediti vantati da ENI Energia per il gas.
Il debito verso ex ENEL (Servizio Elettrico Nazionale) si è accumulato prevalentemente nel biennio 2018-2019, con un totale di ben 824 fatture su 960 da ascriversi al periodo dal 30-06-2018 al 30-05-2019, quindi nella gestione della Giunta Colonna. Le altre 136 attengono al periodo di gestione commissariale.
Il Collegio dei Revisori dei conti, il 22 dicembre 2020, ha espresso “parere favorevole al riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio ed al suo finanziamento (…) per la somma complessiva di € 24.563,58 + € 14.707,40 + € 29.094,19 [queste tre somme sono da corrispondere per il mancato pagamento delle bollette di ENEL Energia per il gas (prima) e di ENI SpA per il gas ed energia (seconda e terza), ndr] + €. 439.935,26 (oltre IVA dovuta all’Erario: si tratta delle bollette della luce non pagate al Servizio Elettrico Nazionale, ndr) per un totale di € 508.300,43 (oltre IVA dovuta all’erario, quando dovuta) limitatamente a quanto previsto dall’art. 239, comma 1, lett. e), punto n. 6) del D. Lgs. n. 267/2000, fatte salve a riguardo, le successive presumibili determinazioni della Corte dei Conti in ordine alle eventuali responsabilità per danni all’Ente e nell’intesa comunque che al materiale pagamento dell’importo riconosciuto si proceda nei limiti delle specifiche previsioni atte ad assicurare il conseguimento di un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali”.
E’ quindi ben evidente che il mancato pagamento di un numero così esorbitante di bollette per costi di energia dovrà essere segnalato, a quanto scrive il Collegio dei Revisori, alla Corte dei Conti per l’accertamento delle eventuali responsabilità.
Si tenga peraltro conto che si arriva alla cifra di 508 mila euro solo per un bonario accordo di transazione tra il Comune e le società finanziarie che hanno acquistato il credito da Eni e da ex Enel.
Infatti, la somma dovuta in origine solo per le bollette ex Enel era ben più alta, pari a € 636.048,32, di cui ben € 86.129,25 per interessi di mora. Se le società finanziarie avessero adito le vie legali, per il Comune di Mola sarebbe stato un tracollo ancora peggiore.
Dunque, chi ha sbagliato e perchè?
Chi doveva controllare che le bollette venissero regolarmente pagate e non l’ha fatto?
E l’Assessore Vincesilao e il Sindaco Colonna non si sono chiesti come mai non compariva, nelle voci di spesa trasmesse dagli uffici per la composizione del bilancio, il pagamento delle bollette energetiche?
Insomma, alla fine paga sempre Pantalone, cioè noi contribuenti, anche se il riconoscimento del debito fuori bilancio da parte del Consiglio comunale non è un atto dovuto e automatico, come si vuol far credere: lo è senz’altro nei confronti dei creditori se non ci si vuole esporre ad ulteriori aggravi di spesa e condanne in sede giudiziaria, ma, ogni qual volta ci si trova di fronte a probabile omissioni e/o errori non scusabili, andrebbe esperita la necessaria azione di responsabilità verso coloro che hanno determinato il generarsi del debito fuori bilancio.
Si procederà così questa volta, come d’altronde evidenziato dal Collegio dei Revisori dei conti?
Inoltre, sempre i Revisori chiariscono che il pagamento della somma così ingente non dovrà generare uno squilibrio nei conti finali dell’ente, con riferimento al bilancio 2020.
Sapremo in sede di consuntivo, nel 2021, se ci sarà o meno uno sbilancio tra entrate finali e spese finali: oggi sembra che il debito possa essere apparentemente coperto attingendo ad uno specifico capitolo di bilancio, ma bisognerà accertare se l’operazione non comporterà il venir meno del pareggio di bilancio a consuntivo.
Peraltro, come si è detto, la raffica di riconoscimenti di debiti fuori bilancio alla quale sarà sottoposto domani il Consiglio comunale si compone di altri 10 provvedimenti, per un totale di ulteriori € 104.269,20 oltre ad IVA dovuta per legge.
Si tratta di debiti fuori bilancio dovuti a svariati motivi, tra cui numerosi in materia di contenzioso urbanistico tra privati e Comune, oltre a danni provocati dalla vegetazione su suolo comunale ad abitazioni private nella frazione di Cozze, e a debiti di lavoro verso un ex dipendente comunale.
Spiccano peraltro due debiti di valenza “politica”.
1)Gli strascichi di Urban: oltre 35 mila euro alla società Finepro per progettazioni non pagate.
Il primo, di € 35.456,15, nei confronti della società Finepro per progettazioni eseguite e non pagate nel programma Urban II: un’attività che continua a produrre strascichi a distanza di oltre 10 anni dalla sua conclusione.
2) Il Comune di Mola chiamato a pagare per la causa giudiziaria persa in materia di “trivelle” (ricerche per idrocarburi nel mare oltre le 12 miglia).
Il secondo è legato ad un tema di rinnovata attualità, dopo che ieri il Sindaco di Mola, riprendendo un messaggio del suo collega Sindaco di Monopoli, ha lanciato l’allarme sul mancato rinnovo da parte del Governo della moratoria sulle ricerche di idrocarburi lungo le coste italiane, tra cui quelle pugliesi.
In realtà, come abbiamo spiegato sulla pagina Facebook del nostro giornale, si tratta di un allarme che può avere valenza politica per sensibilizzare il Governo centrale ad approvare il più volte promesso Piano di transizione energetica, ma che, in ogni caso, non ha alcun fondamento giuridico.
Infatti, le norme in vigore, che si rifanno a principi giuridici più generali, conferiscono la piena potestà decisionale per ogni aspetto che riguarda il mare al Governo centrale.
In particolare, è esclusa ogni possibilità alle comunità locali (Regioni, province e comuni) di rendere un parere in materia di sfruttamento delle risorse minerarie che si trovano al di sotto del fondo marino, in specie se le ricerche e le attività si svolgono oltre il mare territoriale.
Infatti, al di là delle 12 miglia termina il mare territoriale e si aprono le acque internazionali, dove, tuttavia, si estendono, entro certi limiti, le cosiddette Zone Economiche Esclusive (ZEE) sulle quali gli stati rivieraschi hanno potere di sfruttamento in via esclusiva delle risorse di pesca e minerarie.
E’ quanto ad esempio accade nell’Adriatico Meridionale, suddiviso in Zone Economiche Esclusive tra i diversi stati che vi si affacciano.
Pertanto, è il governo centrale che ha l’esclusivo diritto di concedere o meno il permesso di ricerche di idrocarburi, senza dover ricorrere al parere della Regione Puglia e dei comuni costieri.
Questa lunga premessa si lega al debito fuori bilancio in discussione domani relativo alla sentenza del TAR Lazio n. 5548/2019, con la quale, infatti, è stato respinto il ricorso del Comune di Mola (che si accompagnò nella vertenza alla Regione Puglia e ad altri comuni costieri) contro il Ministero dell’Ambiente in merito al permesso di effettuare ricerche alla società Global Petroleum.

Peraltro, già in precedenza altri ricorsi in materia, presentati dalla Regione Puglia erano stati respinti sia dal TAR Lazio che dal Consiglio di Stato, oltre che, nel 2018, dalla Corte Costituzionale che si è pronunciata in maniera chiarissima sul conflitto di attribuzione sollevato dal Presidente Michele Emiliano, il quale rivendicava la potestà regionale a concedere o negare i permessi di ricerca, nel mare al largo della Puglia, alle società petrolifere.
In sostanza, la Corte costituzionale ha ribadito quanto già espresso dalla giustizia amministrativa: è lo Stato centrale, e solo esso, ad essere competente in materia.
Pertanto, tornando alla sentenza del TAR Lazio del 2019, il Comune di Mola dovrà ora pagare spese processuali e legali per € 10.436,48, di cui metà al Ministero dell’Ambiente e l’altra metà alla società Global Petroleum.
In definitiva, sebbene la battaglia per difendere l’habitat marino e per promuovere nuove fonti energetiche eco-compatibili sia più che legittima e doverosa, bisognerebbe evitare di imbarcarsi in vertenze legali temerarie, tenendo presente che i principi generali del diritto non sono gestibili in base alle convenienze, spesso propagandistiche, dei nostri politici regionali e locali.
ALLEGATI
I DOCUMENTI ALL’ATTENZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE PER IL RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO COMPLESSIVO DI € 508.300,43
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