Nell’ambito delle iniziative culturali invernali, il terzo evento proposto dalla associazione Teatroforma si è tenuto sabato 27 gennaio alle ore 20.30, presso il Teatro VAN WESTERHOUT di Mola di Bari con la messa in scena di “MEMORIAM 9 autori per non dimenticare” con l’abile Regia di Giuseppe Alberto Aversa.
di Federica Introna *
L’azione narrante curata dalla bravissima Annalisa Boni è il risultato di una ricerca poetica /letteraria sul tema della Memoria e della Contemporaneità.

La guerra esiste da sempre . Noi assistiamo impotenti ai conflitti bellici nella vana speranza che un giorno si possa verificare una pace duratura. Dovremmo impegnarci di più ,affinché le guerre rimangano fenomeni sporadici e circoscritti ,per evitare catastrofi. Attraverso le pagine dei testi letterari si evincono i soprusi, gli assassinii ,le sofferenze strazianti di popoli annientati .

Tolstoj in Guerra e Pace ci dice: ”Ogni uomo vive per sé, gode della libertà per raggiungere i suoi fini…. sente con tutto l’essere suo che puo’ immediatamente fare o non fare una data azione; ma appena egli l’ha fatta ,quest’azione,compiuta in un dato momento di tempo, diventa irreparabile ,viene a far parte della storia ,nella quale essa non ha più un significato libero ,ma un significato predeterminato.”
Nella serata di sabato 27 gennaio sono state eseguite musiche di Vasiliij Solev’ev Sedoj, di Norbert Schultze ,di Yann Tiersen,di Fryderyk Chopin ,di Hildure Guonadottir , alla Fisarmonica dal M.Francesco Giancola e ai Saxofoni dal M.Paolo Debenedetto che intervallavano i brani di Natalia Ginsburg , di Primo Levi ,di Roman Gary, del Soldato Tom 1914/18 e i versi di Hala Chrof, Mazen Maarouf, Najwan Darwish ,Ashraf al-Zaghl.
In teatro sono stati protagonisti i versi dei poeti e il monologo della Ginsburg eseguito da Annalisa Boni,le pagine lette da Gianfranco Recchia, da Angelica Verga , i canti di Angeliana Delvecchio e le danze di Evgeniia Bryshevc sulle note del “Tango della morte“ di autore anonimo e su un Remake dei Pink Floyd.

Sul palco posizionata una installazione all’opera “The Wall” dei Pink Floyd , realizzata dal regista Giuseppe Alberto Aversa .Quanto mai attuale è la necessità di abbattere i muri e non rialzarli per dividere l’uomo dall’uomo. Si.tratta di un monolite che sorregge un globo/terrà sul quale una video proiezione racconta la crudeltà delle immagini che solo la guerra provoca.
La sottoscritta, Federica Introna, ha introdotto i diversi passi dello spettacolo “Memoriam “uniti da un’unico filo conduttore “La guerra uno scandalo che dura da diecimila anni “come recita il sottotitolo della Storia di Elsa Morante.
La Storia è un’opera che parla di guerra. Un “Iliade dei nostri giorni”, questo voleva scrivere sin dall’inizio l’autrice .Come nel poema classico l’aedo ci mette dinanzi al dolore dell’uomo e al suo destino quando ritrae Ettore che sta andando al massacro per il suo regno e Andromaca con in braccio il figlio Astianatte gli si para dinanzi ,rilevando le ragioni dell’amore e della vita contro quelle della politica e del morto glorioso in guerra, così la Morante ci tocca il cuore,lo trapassa ,quando Ida all’obitorio in un cadavere freddo e livido sarà costretta a riconoscere suo figlio Nino.
Quello che i critici all’epoca non compresero ,finsero di non comprendere è la concezione tragica della storia della Morante ,definiva straordinariamente i confini ,i limiti della politica e delle ideologie.

“Tu e tuo fratello siete così differenti che non sembrate fratelli ma vi rassomigliate per una cosa: la felicità”.
Così dirà Davide Segre a Useppe.
La luce che avvolge e salva esiste invece, non viene dalle rivoluzioni ,la luce viene nella potenza ,c’è nella semplicità degli affetti ,nella vita quotidiana di Ida per la vita della sua famiglia ,nel legame strettissimo fra i due fratelli, nelle strade dei quartieri popolosi e popolari di San Lorenzo .La salvezza sta nell’umanità che i protagonisti conservano e difendono nonostante tutto.
*Scrittrice





