Il consigliere comunale del centrodestra è impegnato nel cucire una vasta alleanza che, oltre al centrodestra, comprenda anche i movimenti di Michele Daniele e Giangrazio Di Rutigliano. Ecco le sue dichiarazioni a “Mola Libera”.
Siamo ormai nella parte finale della consigliatura. Tra il 15 aprile e il 15 giugno del 2023 cadrà la data delle prossime elezioni comunali.
Mancano quindi pochi mesi all’appuntamento elettorale che vedrà la nuova elezione del Sindaco di Mola.
E’ ormai certo che Giuseppe Colonna correrà per un nuovo mandato elettorale, anche se sarà molto difficile per lui rimettere in piedi il suo “cantiere civico” com’era: i “muratori” di cinque anni fa sono diminuiti sensibilmente e per quelli rimasti c’è scarsa voglia di sacrificarsi per il capo cantiere salendo su ponteggi pericolosi e senza molte protezioni.

Ora Colonna potrà contare sulla presenza in coalizione del PD, anche se il circolo molese non ha ancora sciolto la riserva sul suo nome con un deliberato ufficiale. Tuttavia, il PD è in forte crisi di identità, dilaniato da lotte interne ad ogni latitudine della penisola e, soprattutto, dove ha maggiori radicamenti di potere come in Puglia.
Per Colonna non sarà quindi una “passeggiata di salute” la sua riproposizione al comando della malmessa navicella molese: un Comune con mille problemi irrisolti, come dimostra la crescente insofferenza di una parte cospicua della cittadinanza per il deficit di attenzione verso la quotidiana amministrazione.
L’opposizione, che ormai da qualche anno annovera anche i fuoriusciti dal “Cantiere” di “Alleanza per Mola”, con i consiglieri Giovanni Gallo ed Elisa Sciannameo, fin dalla scorsa primavera è in cerca di un’identità, di una riconoscibilità politica e sociale per un’alternativa di programma alla riconferma di Colonna.

Nei mesi trascorsi si sono susseguite alcune riunioni, finora però di scarso costrutto.
Da un lato, vi sono i fautori di una linea che veda una battaglia elettorale comune, fin dal primo turno, tra tutte le forze di minoranza; dall’altro, quelli che – come Giangrazio Di Rutigliano – non intendono cedere autonomia politica, rimandando ad un ipotetico secondo turno un’alleanza più ampia per battere Colonna.
Tra i primi è schierato, con un ruolo attivo – tanto da avere convocato alcune riunioni plenarie – il consigliere comunale del centrodestra Michele Palazzo.

Palazzo è politico di lungo corso, già assessore con Maggi prima e quindi con Diperna: conosce con grande dimestichezza le dinamiche della politica molese e intende continuare a svolgere un ruolo di primo piano nei prossimi anni.
Consigliere Palazzo perchè questa scelta di perorare un’alleanza che comprenda tutte le attuali forze di opposizione e non solo il centrodestra?
Sono convinto che si tratti dell’unica opzione che i molesi capirebbero. C’è bisogno di mettere in moto vaste energie al di là degli schieramenti di partito. Il centro destra potrebbe anche essere autosufficiente alla luce dei recenti risultati delle elezioni politiche, tuttavia Mola si trova in condizioni davvero precarie e quindi soltanto un’amministrazione che raggruppi tutte le forze alternative al Sindaco Colonna e alla sua compagine può trovare l’autorevolezza per dare una svolta al paese.
Come dovrebbe funzionare questa alternativa?
Occorre rimettere in movimento la società e l’economia molese, ferme da troppo tempo. E soprattutto portare Mola alla normalità, alla buona amministrazione delle cose concrete. Sono stati sprecati cinque anni senza che i problemi fondamentali che i molesi vogliono vedere risolti siano stati neppure affrontati.
A cosa si riferisce di preciso?
I molesi continuano a cadere e a farsi male per colpa delle strade malmesse, degradate ad un livello da terzo mondo. La cura per il decoro cittadino è molto scadente. Si fanno mega progetti da decine di milioni di euro, che non vengono mai avviati, eppure non si bada alla vita concreta di tutti i giorni dei cittadini che hanno diritto a strade asfaltate, al verde ben manutenuto, alla pulizia e alla gestione ordinata del traffico, giusto per citare alcune delle emergenze più sollecitate dai cittadini.
E per fare questo serve un’alleanza molto ampia?
A mio modo di vedere sì perchè il compito è improbo e servono le idee e le energie di tutti coloro che non hanno responsabilità nell’attuale sfascio. Serve un programma ben preciso e dettagliato di cose da fare, senza alcun “libro dei sogni”, che metta al primo posto la vivibilità del paese, ascoltando in primo luogo le necessità più impellenti dei cittadini.
Quanto dovrebbe durare una simile esperienza unitaria?
Basterà la durata di una consigliatura, un quinquennio. Dopodichè, rimesso il paese in condizioni decenti, ognuno tornerà nella sua casa di appartenenza. Siamo in condizioni davvero preoccupanti e servono azioni adeguate.
Tuttavia, Giangrazio Di Rutigliano ha dimostrato di non gradire questo approccio…

Ovviamente, Di Rutigliano dovrebbe ricevere precise garanzie per la partecipazione al progetto politico unitario delle forze di opposizione.
In che modo?
Ad esempio, è un mio parere, facendo conoscere all’elettorato, assieme al programma, la squadra assessorile.
Prima però bisognerà scegliere il candidato sindaco…
Lo so, non è facile. Ma la scelta dovrebbe cadere su un personaggio che sia la sintesi della coalizione e che sia ben riconoscibile tra l’elettorato.
Sicuramente Fratelli d’Italia, forti del loro risultato alle politiche, avranno qualche rivendicazione in merito…
E’ probabile, tuttavia le elezioni comunali sono tutt’altra cosa e riservano sempre sorprese.
Quale dovrebbe essere il ruolo di Michele Daniele in tutto questo?

Il consigliere Daniele ha dimostrato di possedere indubbie capacità di analisi e di saper bene addentrarsi nei meandri complessi dell’amministrazione pubblica. Il suo non potrà che essere un ruolo fondamentale in una compagine unitaria.
La sua proposta elettorale è molto ambiziosa e non facile da realizzare, ma se si dovesse concretizzare chiamerete ancora una volta l’arch. Berlen alla guida dell’Urbanistica e dei Lavori pubblici?

Se dovesse dipendere da me, certamente no. Ormai ci sono evidenti problemi di operatività nella sua azione assessorile ed è comunque necessario un turn over. E in tal senso mi adopererò.
In ogni caso, a suo parere, Colonna sarà rieletto?
Credo proprio di no. Il suo mandato è stato fallimentare e anche se dovesse recuperare con qualche piccolo lavoro pubblico in questi ultimi mesi, è del tutto evidente che si tratta di un’attività fuori tempo massimo. Non ci si può dedicare all’immagine di se stessi e alla propria carriera per 4 anni e mezzo e ricordarsi del paese al termine dei cinque anni. Peraltro, le truppe di Colonna sono ormai disperse, non hanno più quella forza e quella compattezza dell’inizio. I portatori di voti delle seconde linee sono rimasti in pochi e anche tra i principali politici del Cantiere civico crescono malumori e dissapori.
Ma c’è maretta anche in Fratelli d’Italia…
Probabilmente Pinuccio Calabrese non ha gradito le dimissioni di Stefano Diperna per far posto a Mimmo Vavallo, senza una preventiva discussione. Ecco la ragione del conflitto che sicuramente verrà appianato.

In definitiva, si farà questa vasta alleanza da lei proposta? E se sì, non sarà per caso una “fusione fredda”?
Il mio auspicio va in questa direzione con molta determinazione. E mi adopererò per facilitarla in ogni modo promuovendo ogni azione utile, in piena trasparenza, chiedendo ai cittadini di partecipare, non solo ai politici. Solo così non sarà una fusione a freddo, ma un’operazione politica viva e adeguata alle aspettative dei molesi.





Va bene, però i cestini nuovi per i rifiuti da passeggio ce li abbiamo nuovi!
Non è mica poco!
Si scherza ovviamente! 🙂
Credo he più che di una larga alleanza servirebbe innanzitutto che qualche veterano della politica facesse più di un passo indietro e lasciasse il posto a gente competente..
Sono sempre gli stessi che si candidano e Mola è ferma a trent anni fa..
Un motivo ci sarà o no?
Se poi si ragiona più sui voti che uno si porta insieme piuttosto che sulle reali capacità di amministrare,stiamo freschi per altri 50 anni…
Basti analizzare da quanti anni il solo sig. Palazzo è presente nella politica locale…Si parla di amministrazione Maggi… 1993 o 94 se non vado errato…
E con quali soldati dovrebbero vincere la guerra?
Una delle poche mosse coerenti è stata quella del sig. Diperna.
Dovrebbero seguire traendone insegnamento, il suo esempio in tanti.
Squadra che vince non si cambia….
Ma qui non c’è nessuna squadra e tantomeno nessuna vittoria a livello amministrativo, e continuare con questa canzone del sindaco che non è buono non serve a niente.
Rendetevi tutti conto della realtà che contribuite a creare, nessuno di noi escluso.
Siamo rovinati, e mal rappresentati non da 3 o 4 anni, ma forse da almeno 30 o 40, adesso ce ne stiamo iniziando soltanto a rendere conto…guardiamo ad altri comuni…senza fare i nomi.
Sono solo veramente dispiaciuto di vedere il mio paese così, trattato come una pattumiera per non dire peggio.
Ci vuole una squadra di persone che conoscano il territorio e lavorino per esso con un progetto serio e concreto, a partire dalle piccole cose di ogni giorno.