Stefano Gaudiuso ha coordinato l’interessante serata dedicata alla presentazione e all’approfondimento del libro di Nicola Fanizza ”Miguel Vaaz – Conte di Mola”. Ecco le sue riflessioni sulla controversa figura del feudatario: svilita dai “Ricordi storici di Mola di Bari”, il libro del De Santis che orientò le successive opinioni degli storici locali, e, invece, oggi rivalutata e portata in buona evidenza da Fanizza.
di Stefano Gaudiuso
Brutto, sporco e cattivo o un uomo di bell’aspetto, che curava la sua persona e, a suo modo, molto generoso?
Di chi parliamo?
“Ca va sans dire”: di Miguel Vaaz che nel 1610 acquisto’ il feudo di Mola per 22.000 ducati, divenendone, nel 1613, conte per meriti speciali acquisiti presso la Corte Spagnola, su richiesta del Vicere di Napoli Conte di Lemos.
A rivalutare la figura di Miguel Vaaz – che a Mola, certo, non gode(va) di buona fama, ci ha pensato il prof. Nicola Fanizza, nostro concittadino da anni trasferito a Milano dove ha insegnato Storia e Filosofia nei licei. Il Fanizza, di recente, ha dato alle stampe: ”Miguel Vaaz Conte di Mola” per i tipi di Cacucci Editore, la cui prima edizione è pressoché esaurita.

Il libro è stato ufficialmente presentato al pubblico molese la sera del 5 Agosto u.s. nel bel contesto del Chiostro di Santa Chiara, già convento delle clarisse, poi scuola elementare e, dal 1996, per decisione della prima Giunta Cristino, sede dell’Accademia di Belle Arti di Bari.
Che fosse grande l’attesa di saperne di più, oltre all’Arco Vaaz di cui pure si è accennato quella sera, è dimostrato dalla buona partecipazione all’iniziativa, nonostante il nubifragio del promeriggio che aveva fatto temere il rinvio, se non l’annullamento, della presentazione a cui sono intervenuti, oltre all’autore e a chi scrive, anche l’Assessora Lea Vergatti (che ha portato i saluti a nome del Sindaco Giuseppe Colonna), Vito Gallotta – docente di Storia presso l’Università degli Studi di Bari, Valeria Nardulli – storico dell’Arte, Piero Fabris –giornalista e scrittore, Francesco Spilotros – appassionato di storia locale e promotore di visite guidate sul territorio molese.

Nicola Fanizza, argomentando con i fatti e con riferimento a una ricca e riscontrabile bibliografia, ha smontato pezzo per pezzo la costruzione negativa che, a partire da Giuseppe De Santis col suo “Ricordi storici di Mola di Bari” (Napoli, Stabilimento Tipografico di Aniello Eugenio, 1880), gran parte degli storici locali ne hanno dato, assumendo per acquisiti e certi –ma così non è- le affermazioni del De Santis. Questi, addirittura, (pag.91 del suo libro) arriva a definire Miguel Vaaz “…strozzino impinguato…” la cui fortuna era dovuta “…all’ascendente di cui godeva sul vicere di Napoli di quel tempo, il Conte di Lemos, al quale aveva dato a prestanza ben 100.000 ducati….” (1).

Il che sembra un dato acquisito, ma non deplorevole e comunque non sufficiente a definirne la personalità rispetto ai meriti che vanno ascritti a Miguel Vaaz, a partire dalla sua notevole competenza in campo economico, finanziario e monetario; competenza confermata dalla frequentazione dell’economista calabrese Antonio Serra che “…gli aveva insegnato a comprendere appieno il concetto di bilancia commerciale… Per Serra il Regno di Napoli poteva uscire dalla crisi solo promuovendo le esportazioni. Si trattava di una visione dell’economia oltremodo innovativa per l’epoca tanto che Miguel Vaaz si era attivato per convincere il vicere” ad adottarla (pag. 74).
Gli incontri con Antonio Serra ebbero una ricaduta positiva sull’azione di governo del conte di Lemos “…del quale Miguel Vaaz fu il principale ispiratore delle riforme realizzate nel Viceregno di Napoli.
A suo merito va anche ascritta la fornitura di 670.000 tomoli (ogni tomolo è pari a circa 40 Kg) di grano a 26 carlini a tomolo, praticamente sotto costo, per salvare la città di Napoli in periodo di carestia. Altrettanto fa per Mola nel 1621 con l’invio di “tomola tremila di grano” e nel 1622 con altri 700 mila tomoli. Ma va anche ricordato che, sia pure indirettamente, si deve a lui la realizzazione del primo convento delle clarisse, sorto a Mola nel nucleo antico (via Duomo), grazie alla donazione fatta il 23 Settembre 1661, da Chiara Penga, vedova del capitano Gregorio Triffone, uomo di fiducia di Miguel Vaaz. Né va ignorato il cospicuo lascito testamentario fatto per la costruzione della Chiesa dell’Assunzione di Napoli, dedicata all’Arcangelo Michele, di cui il Vaaz, oltre a portare il nome, era molto devoto.
Tutto oro che luccica, allora? Assolutamente no. E, infatti, Miguel Vaaz subirà le conseguenze per una fornitura di grano avariato, rifiutata nel 1615 dall’Annona di Napoli. In quel momento la vicenda si risolse senza complicazioni, ma servì al Duca di Osuna, subentrato al Conte di Lemos nel Viceregno di Napoli e suo avversaio politico, per perseguire legalmente Miguel Vaaz tanto da decidere di farlo arrestare, senza riuscirci grazie a circostanze miracolose.
Ma di tutto ciò non mette conto di scriverne ritenendo più giusto che siano i lettori a scoprirne le ragioni. Quello che mi preme scrivere, concludendo, è che il libro di Nicola Fanizza poggia su riferimenti bibliografici certi e riscontrabili e non solo su rinvia a “ricordi” non sempre verificabili.
(1) “Ricordi Storici di Mola di Bari” di Giuseppe De Santis, ormai introvabile, per iniziativa dell’Amministrazione Comunale dell’epoca, (Sindaco Giovanni Padovano, Assessore alla Cultura Giuseppe Morea), fu ripubblicato in copia anastatica il 6/6/1981, presentato al pubblico nella Sala Consiliare del vecchio municipio (oggi abbandonata al degrado) con la prolusione del Prof. Giovanni Pinto dell’Università di Bari, che mise in dubbio potesse essere il “giovane” De Santis l’autore del libro.





