Il Sindaco di Mola di Bari Giuseppe Colonna ci ha riprovato, ma gli è andata, ancora una volta, male. Ha preso di mira il nostro direttore responsabile, il dott. Andrea G. Laterza, prima con una querela infondata e, infatti, archiviata dalla Magistratura barese e ora con un esposto all’Ordine dei Giornalisti della Puglia, con accuse gravissime sebbene inconsistenti e incredibili. Ma il Consiglio di disciplina dei Giornalisti ha respinto tutte le colpe attribuite da Colonna a Laterza e ha archiviato il procedimento disciplinare aperto dalla denuncia del Sindaco di Mola.
Come i lettori ricorderanno, il Sindaco di Mola di Bari Giuseppe Colonna querelò il direttore responsabile di “Mola Libera” Andrea G. Laterza e altri 14 cittadini molesi nel novembre 2023.
Nel luglio 2024, il Pubblico Ministero (PM) della Procura della Repubblica di Bari chiese l’archiviazione di quella querela e di altre quattro.
Il Sindaco Giuseppe Colonna, nel sabato della Festa patronale (settembre 2024), pur già probabilmente a conoscenza del provvedimento in itinere da parte del PM, fece il gesto di ritiro di tutte le querele.
Tuttavia, in base alla legge penale, tale ritiro (in linguaggio giuridico viene detta “remissione”) per acquisire validità deve essere accettata dal querelato.
Il nostro direttore responsabile non accettò tale ritiro perchè era già in attesa dell’archiviazione da parte del GIP, che, in effetti, accolse la richiesta di archiviazione formulata dal PM e si pronunciò a favore di Andrea G. Laterza nel successivo Gennaio 2025, con il decreto di archiviazione della querela del Sindaco Giuseppe Colonna. E così per altri quattro tra i querelati.
Tale archiviazione sconfessò quindi il Sindaco che, da quel momento, sembrava dovesse riconoscere finalmente il ruolo della stampa libera e indipendente. Purtroppo, non fu così.
Infatti, non riuscita la “querela bavaglio” ai danni del nostro direttore responsabile, ma con l’obiettivo comunque di “silenziare” una voce scomoda, Colonna, nell’ottobre 2025 ha scritto al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti per la Puglia, con un esposto ai danni di Andrea G. Laterza, nel quale ha lamentato a una campagna stampa ostile e in malafede che lo aveva indotto, a suo parere, in uno stato di grave malessere psico-fisico.
In poche parole, non potendo più adire la Procura della Repubblica per motivi intuibili, avendo già la Magistratura barese respinto la sua querela (come era già avvenuto in passato per analoga querela dell’ex Sindaco e Assessore Nico Berlen), il Sindaco di Mola Giuseppe Colonna si è rivolto all’Ordine dei giornalisti per provocare verso il direttore responsabile di Mola Libera un provvedimento ostativo, con il probabile obiettivo di giungere alla sospensione dell’attività giornalistica di Andrea Laterza, il che avrebbe comportato automaticamente il blocco del nostro giornale, poichè sarebbe rimasto privo, per un periodo imprecisato, del suo direttore responsabile e, pertanto, impossibilitato a proseguire le pubblicazioni per l’intero periodo della sospensione.
L’esposto del Sindaco di Mola all’Ordine dei Giornalisti della Puglia ha provocato l’apertura di un procedimento disciplinare, a cura del Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine, nei confronti del nostro direttore responsabile, che veniva raggiunto da apposita comunicazione in tal senso datata 18 novembre 2025, specificandosi tutti gli atti di accusa del Sindaco nei suoi confronti, e convocandolo per essere udito a sua discolpa in data 19 dicembre 2025 presso la sede dell’Ordine dei giornalisti.
Andrea Laterza, nel frattempo, aveva fatto pervenire al Consiglio di disciplina una propria memoria difensiva di ben 56 pagine, nella quale contestava punto per punto tutte le accuse del Sindaco Colonna.
Nell’audizione del 19 dicembre, il nostro direttore responsabile veniva assistito dall’avv. Donato Sciannameo e, nell’occasione, si giovava della presenza di due testi (dott. Vincenzo Fortunato e dott. Giuseppe Ruggiero), a suo discarico, nonché di memorie di altri due testi (dott. Waldemaro Morgese e sig. Nicola Lucente), inviate, nel frattempo, al Consiglio di disciplina.
Per valutare la portata delle pesanti accuse del Sindaco Colonna nei confronti del dott. Laterza, si tengano presenti le seguenti affermazioni contenute nell’esposto del Primo cittadino e riprese nella lettera di apertura del procedimento disciplinare:
Il Sindaco Giuseppe Colonna nel suo esposto al Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia evidenzia come, a causa dell’attività giornalistica di Andrea G. Laterza, egli si trovi in «una situazione divenuta ormai insostenibile, che lede non solo la mia dignità personale e istituzionale, ma anche la serenità e la sicurezza della mia famiglia e dei miei collaboratori».
Peraltro, nel suo esposto il Sindaco di Mola di Bari ha lamentato che la sua condizione “insostenibile” “si è estesa anche alla mia famiglia, costretta a vivere in un clima di paura e di costante esposizione pubblica, del tutto ingiustificata e lesiva della nostra dignità”.
Inoltre, appare altrettanto gravissima l’affermazione del Sindaco di Mola che considera i contenuti pubblicati dal nostro direttore responsabile come, così egli scrive, “invettive e appelli all’odio, con espressioni che incitano alla disobbedienza civile e alla ribellione contro l’Amministrazione comunale… contribuendo ad alimentare un clima di sospetto, ostilità e rancore nei confronti delle istituzioni locali e della mia persona”.
Tanto che il Consiglio di disciplina, nel riprendere i contenuti dell’esposto del Sindaco Colonna, così riporta:
«Il linguaggio, ancora una volta, è volutamente accusatorio, offensivo e insinuante, senza alcun fondamento …», scrive il sindaco e fa presente: «L’aggressione verbale e mediatica quotidiana a cui sono sottoposto non resta confinata nel piano virtuale: i toni esasperati e violenti utilizzati hanno generato commenti e reazioni preoccupanti da parte di alcuni cittadini, che nei social si abbandonano a insulti, accuse infamanti e allusioni pericolose, in un crescendo di ostilità che desta seri timori per la mia incolumità e quelle dei miei familiari». Peraltro il sindaco produce lo screenshot di un messaggio postato sui social recante «il commento scritto sotto un mio post, da un cittadino, il 9 ottobre in cui – afferma Colonna – mi suggerisce di uccidermi» (il post reca la sola parola in dialetto: “Acidt”).
Cosa c’entri il nostro direttore responsabile con il messaggio di una persona ignota alla nostra redazione, e quale attinenza tale “suggerimento” abbia con i nostri articoli, è davvero incredibile solo nel concepirlo. Ma tant’è, così purtroppo ha scritto il Sindaco di Mola all’Ordine dei giornalisti.
Il Sindaco Colonna raggiunge poi il culmine nelle accuse ai danni del direttore di Mola Libera con le seguenti affermazioni, riportate nel suo esposto e riprese dal Consiglio di disciplina. Queste le precise parole di Colonna:

Dunque, come si è potuto finora leggere, il Sindaco Colonna ha accusato pesantemente il dott. Laterza perfino di essere il responsabile di ansia, insonnia e attacchi di panico (una patologia, quest’ultima molto seria e spesso molto grave). E, addirittura, che tale situazione si è estesa alla sua famiglia, “costretta a vivere in un clima di paura e di costante esposizione pubblica, del tutto ingiustificata e lesiva della nostra dignità”.
Commentare è davvero inutile. Tutti sanno e tutti vedono l’attività quotidiana di Colonna sui “social”, nei video, nelle apparizioni pubbliche, in Consiglio comunale, nelle interviste che concede, perfino nel farsi accompagnare in uno spot natalizio da uno dei suoi adorabili bambini.
Tuttavia, una precisazione indispensabile va fatta, anzi due:
- Mola Libera e il suo direttore responsabile Andrea G. Laterza NON hanno MAI parlato, neppure indirettamente, della famiglia del Sindaco, cioè di sua moglie e dei suoi figli. MAI! Come si possa coinvolgere il dott. Laterza in responsabilità di un malessere vero o immaginario che sia del Sindaco e, addirittura, della sua famiglia andrà evidentemente spiegato dal Sindaco Colonna. Attendiamo chiarimenti in merito, con certificati medici specialistici che attribuiscano precise cause e responsabilità.
- Il Sindaco dice di temere per l’incolumità sua e della sua famiglia: anche questo andrà spiegato, in particolare al Prefetto e alle forze dell’ordine. Perchè, se c’è questo pericolo, il Sindaco non ha una scorta? E’ stata chiesta? Come mai si muove liberamente ovunque senza neppure un Vigile Urbano che gli faccia da scudo? E, in ogni caso, il nostro direttore responsabile cosa c’entra con questi timori del Sindaco?
Si potrebbe proseguire molto oltre nella disamina delle ulteriori incredibili e gratuite accuse di Colonna ai danni di Andrea G. Laterza, miranti evidentemente ad ottenere un provvedimento disciplinare molto pesante nei confronti del nostro direttore, così da inibirgli per un tempo imprecisato la facoltà di scrivere e dirigere Mola Libera. Ricordiamo che una sospensione dall’attività giornalistica può durare anche fino ad un anno, oltre c’è la radiazione dall’Albo.
In ogni caso, l’effetto sperato dal Sindaco Colonna – che, è bene farlo presente, ha scritto il suo esposto in qualità di Sindaco del Comune di Mola e, quindi, impegnando direttamente l’ente pubblico in questa sua crociata personale contro Mola Libera e il suo direttore – NON c’è stato.
Infatti, dopo una lunga istruttoria, in data 16 febbraio 2026, il Consiglio di disciplina ha deliberato per l’archiviazione dell’esposto, accettando in toto tutte le controdeduzioni di Andrea G. Laterza alle accuse del Sindaco Colonna, e pertanto senza neppure alcuna forma di richiamo al nostro direttore responsabile, anzi riconoscendo, di fatto, il ruolo del “giornalismo d’inchiesta” svolto dal nostro giornale.
Non c’è molto da dire ancora se non che l’accanimento del Sindaco di Mola di Bari Giuseppe Colonna nei confronti del dott. Andrea G. Laterza sta assumendo contorni e risvolti preoccupanti.
In sostanza, il Sindaco di Mola, come molti altri politici italiani, non accetta che la sua attività e condotta politica vengano esaminate con riscontri precisi e probatori, desunti da atti ufficiali. Giuseppe Colonna non accetta che possa esistere un giornalismo libero e svincolato dal potere, che alla politica non chiede assolutamente nulla in termini di contributi pubblici, pubblicità e altri vantaggi.
Peraltro, abbiamo sorvolato sulle molteplici accuse del Sindaco Colonna a numerosi nostri articoli, alle quali puntualmente il nostro direttore ha risposto con grande dovizia di particolari e chiarimenti nella sua memoria difensiva.
Tuttavia, le incredibili e gravissime accuse del Sindaco Colonna di attentare di fatto alla salute, incolumità e sicurezza personale e della sua famiglia, sono in ogni caso la parte più allarmante di tutte e sulle quali abbiamo voluto accendere un faro per far capire a quale punto si possa giungere pur di mettere in grave difficoltà una voce libera e scomoda, in una comunità dove i Don Abbondio purtroppo sono tanti.
Tutto è bene quel che finisce bene, si dirà. Ed è vero. Ma subire nel giro di poco tempo due attacchi pesantissimi non solo alla libertà di stampa ma alla dignità e alla persona del nostro direttore responsabile, è cosa molto pesante e grave, sulla quale non può scendere il semplice oblio, perchè SIAMO, SIETE, TUTTI COINVOLTI.
Ricordiamo in proposito la celebre poesia attribuita a Bertol Brecht:
«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.»






Rimanere con i piedi per terra, anche quando altri gridano contro, non è cosa facile, specie quando c’è un pubblico…che applaude