Il numero e la percentuale delle esenzioni per patologie oncologiche (codice 048) continua a crescere tra i residenti a Mola di Bari. E si colloca ai livelli più alti, in percentuale, tra i 41 comuni dell’Area metropolitana di Bari. E’ purtroppo ormai un dato consolidato che non si presta più ad equivoci e interpretazioni: in ben tre rilevazioni (2018, 2020 e 2022), Mola conferma il triste primato. Ecco tutti i dati statistici che, accanto a Mola, vedono anche la presenza di Giovinazzo, un comune, come il nostro territorio, ancor oggi martoriato dalla presenza di una grande discarica non bonificata. Di fronte all’abnorme incidenza del fenomeno, si rende più che mai necessario uno studio epidemiologico, serio e rigoroso, che faccia finalmente luce sui fattori di rischio che espongono i molesi alle neoplasie.
COS’E’ IL CODICE 048 E PERCHE’ E’ IMPORTANTE
Si ha diritto di richiedere l’esenzione con il codice 048 quando è stata formulata in sede medica specialistica una diagnosi di “tumore maligno o di tumore di comportamento incerto”, come stabilisce la normativa in vigore.
Questa esenzione dà il diritto a non pagare i farmaci relativi alla cura della specifica patologia e ad effettuare gratuitamente visite, analisi ed esami clinici sempre inerente a tale malattia.
L’attribuzione del codice non indica il numero esatto di nuove patologie, anzi potrebbe essere un valore per difetto poichè molti ammalati di tumore hanno già un’esenzione per aver raggiunto il limite di età di 65 anni correlato con reddito complessivo familiare non superiore a 36.151,98 euro l’anno (codice E01), oppure per stato di disoccupazione con reddito nel nucleo familiare inferiore a 8.263,31 euro annui (E02), aumentabili in funzione del carico familiare, o per reddito da pensione sociale (E03), oppure per pensioni al minimo già a partire da 60 anni (E04), comunque inferiore al limite di 8.263,31 di reddito familiare incrementato in base al numero di coniuge e figli a carico.
Poichè a Mola i redditi bassi non sono purtroppo una novità, molte esenzioni per patologie oncologiche sono mascherate dietro i codici di esenzione, soprattutto E02, E03, E04, cioè per età e reddito, oltre al codice E01 abbastanza usuale per gli ultra 65enni.
Pertanto, i politici che sostengono la non attendibilità dei codici 048 per patologie oncologiche sono spesso non a conoscenza delle normative dello Stato in materia di esenzioni sanitarie oppure parlano in malafede.
Il numero di esenzioni da codice 048 è un valore cumulato, cioè significa che esse si aggiungono a quelle esistenti, tuttavia l’esenzione cessa dopo cinque o dieci anni (dipende dai casi) e deve essere rinnovata allo scadere se permangono le condizioni di malattia. Quindi, se vi è stata guarigione l’esenzione viene revocata oppure non viene rinnovata e, ovviamente, cessa nel caso di morte dell’esentato.
In sostanza, si tratta di un valore cumulato ma dinamico, cioè che varia nel tempo. E’ ovvio che, purtroppo, il valore tende sempre ad aumentare a causa delle nuove diagnosi.
Basti pensare che i nuovi casi di tumore in Italia sono in continua crescita, come dimostrano i dati presentati recentemente dall’Istituto Superiore di Sanita (ISS). Nel 2023, infatti, sono state effettuate 395mila nuove diagnosi di cancro, con un incremento di 20mila casi rispetto all’ultima rilevazione effettuata nel 2020. Anche il numero di patologie tumorali che verranno diagnosticate in futuro è destinato ad aumentare. Le proiezioni indicano un trend in aumento dell’1,3% all’anno negli uomini e dello 0,6% nelle donne.
Questa situazione in parte è legata all’invecchiamento della popolazione, ma d’altronde è collegata agli stili di vita (alimentazione, sedentarietà, fumo, alcolici, ecc.) e all’inquinamento ambientale.
LA SITUAZIONE MOLESE NEL 2018: SECONDA NELL’AREA METROPOLITANA E QUARTA A LIVELLO REGIONALE PER CODICI 048
Si sa bene che la sanità pubblica è organizzata a livello regionale, con molti aspetti purtroppo negativi, soprattutto nelle Regioni meno virtuose per livello di assistenza e di cattiva spesa.
In diverse regioni, il monitoraggio delle malattie oncologiche viene effettuato con il cosiddetto “Registro dei tumori” che analizza le diverse patologie oncologiche e il loro andamento in relazione alla popolazione residente.
Anche in Puglia esiste un tale sistema di rilevazione e analisi, tuttavia il sito on line presenta rapporti sui tumori 2021 e 2022 per tutte le ASL provinciali, comprensivi dei dati riferiti ai singoli comuni … ad eccezione della ASL Bari, cioè di quella che raggruppa tutti i 41 comuni dell’Area metropolitana barese, come si può facilmente verificare al seguente link:
https://www.sanita.puglia.it/web/rt/rapporti
In assenza di dati relativi alla ASL Bari e, quindi, al nostro comune, diventa a questo punto molto utile ricorrere all’andamento delle esenzioni da codice 048 per verificare la situazione generale in ambito oncologico, sempre con l’avvertenza che si tratta di una valutazione indiretta, anche se molto attendibile: più esenzioni in valore percentuale (cioè nel numero rapportato alla popolazione residente in un determinato comune) sono presenti e più significa che quella popolazione ha ricevuto nel tempo diagnosi di malattie oncologiche.
Non è un caso, infatti, che nel rapporto da noi pubblicato nel 2019, con riferimento ai dati del 2018, la percentuale di esenzioni per codice 048 più elevata in tutta la Regione fosse stata rilevata a Taranto, città purtroppo martoriata dalle neoplasie a causa della presenza della più grande acciaieria europea (almeno fino a qualche anno fa) con un fattore di inquinamento devastante. E quindi l’attendibilità dei codici 048, al di là delle solite chiacchiere depistanti di burocrati e politici regionali, provinciali e comunali, veniva comprovata.
A riprova di quell’impostazione vi fu l’importante studio epidemiologico “Sentieri”, avviato nel 2007 dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore della Sanità su 52 siti di interesse nazionale interessati da gravi fenomeni di inquinamento ambientale:
Uno studio dinamico che, di recente, ha confermato per Taranto dati molto gravi in materia di malformazioni alla nascita e di tumori nell’età pediatrica:
Ma quella elaborazione statistica dei dati 048 su dati ufficiali resi dalla Regione Puglia, riportava anche un dato che, all’epoca, e fummo i primi a pubblicarlo, fece fare un balzo sulla sedia non solo a tutti i molesi, ma anche ai nostri politici.
Mola di Bari era nelle posizioni di vertice di quella infausta classifica per valori percentuali: seconda, dopo Bari, nell’Area Metropolitana (ex provincia di Bari), su 41 comuni, e quarta su base regionale, sui 257 comuni pugliesi, dopo Taranto, Bari e Statte (un comune del tarantino collocato a ridosso dell’ILVA/Italsider).
Dopo Mola, seguiva in quinta posizione Giovinazzo. E in molti si chiesero il perchè di queste due insolite posizioni.
Infatti, se per Taranto e Statte il fattore inquinamento derivante dall’acciaieria era ed è chiarissimo e se per Bari, trattandosi di una grande città, le cause che implicano un aumento del rischio sono molteplici ed altrettanto chiare (zona industriale con fabbriche chimiche, inquinamento da circolazione stradale, elettromagnetismo, ecc.), per due comuni di limitata popolazione e di ormai scarsa attività industriale a Giovinazzo (l’acciaieria è chiusa dal 1995) e trascurabile nel caso molese, le cause sono meno intuibili.
Tuttavia, i due comuni hanno qualcosa … in comune: la presenza di grandi discariche di rifiuti nel loro territorio (Giovinazzo) o al loro ridosso e con la falda che scende nel suo territorio e, quindi, al mare (Mola di Bari).
Ecco cosa è accaduto alla discarica di Giovinazzo. Fatti molto gravi, con lo sversamento del percolato nel sottosuolo:
Ed ecco i due articoli che “Mola Libera” pubblicò nel novembre 2019, con le classifiche 048 riferite ai comuni dell’Area metropolitana e a quelli dell’intero territorio regionale:
LA SITUAZIONE MOLESE NEL 2020 E NEL 2022: MOLTO PREOCCUPANTE
Ma nel frattempo, cosa è accaduto alle esenzioni 048 sul nostro territorio?
Dopo i dati del 2018, abbiamo a disposizione quelli al 31.12.2020, suddivisi per comune.
Come pure è disponibile il dato al 31.12.2022 aggregato però per Distretti Socio Sanitari (DSS), nei quali si suddivide la ASL Bari, che comprende tutti i 41 comuni dell’Area Metropolitana.
A fine 2020, si verifica che il dato del 2018 non è stato un caso.
Purtroppo, Mola è sempre lì, nelle posizioni di testa della non invidiabile classifica, passando dal secondo al terzo posto, dopo Giovinazzo (che ora presenta il triste primato) e Bari, come si può vedere dalla tabella particolareggiata che riporta la classifica dei comuni con percentuali di esenzione 048 che si collocano al di sopra della media dell’Area metropolitana (4,69%).
CODICI 048 2020: PER MOLA CONTINUA IL TRISTE PRIMATO


A fine 2022 disponiamo al momento del dato aggregato per Distretti Socio Sanitari (DSS).

In ogni caso, nel 2018 a livello provinciale i primi tre non invidiabili posti erano Bari (5,70%), Mola (5,51%), Giovinazzo (5,49%). Nel 2020, la triste graduatoria era così cambiata: Giovinazzo (6,25%), Bari (6,13%), Mola (5,92%). Giovinazzo ha una grossa discarica chiusa da qualche tempo ma non bonificata: il 28 dicembre scorso, la Giunta regionale ha deciso lo stanziamento di 200 mila euro per l’estrazione del percolato. Per Martucci, invece stanziati 200mila euro solo per misure di prevenzione, che non comprendono l’estrazione del percolato nè la messa in sicurezza.
Per il 2022, i dati sono per distretto, con una media del 5,36% di esenzioni 048 sull’intera ASL. Bari fa distretto unico ed è al 6,37%, Giovinazzo fa distretto con Molfetta (complessivamente il distretto è al 5,91%), Mola fa distretto con Noicattaro e Rutigliano (complessivamente il distretto è al 5,64%), ma il peso maggiore nella percentuale di esenzione codice 048 ricade su Mola che, nel 2020, era al 5,92%, mentre Noicattaro presentava il 4,80% e Rutigliano il 4,97%. Quindi Mola era almeno di un punto percentuale al di sopra dei due comuni che insieme fanno parte, con la nostra città, dello stesso distretto (DS11).
Anche Giovinazzo nel 2020 era almeno un punto in percentuale al di sopra di Molfetta (Giovinazzo 6,25%, Molfetta 5,23%).
Quindi, i due comuni con grosse discariche non bonificate (Giovinazzo e Mola) hanno percentuali tra le prime tre percentuali sui 41 comuni dell’Area Metropolitana ma anche sensibilmente più alte all’interno dei loro distretti.
E’ un caso? Oppure si tratta di un grave indizio di un inquinamento diffuso, sotterraneo e subdolo, che colpisce le falde acquifere e i terreni agricoli?
A preoccupare ulteriormente è l‘indice di mortalità che, a Mola, sembra essere ben più elevato rispetto al circondario e alla media della città metropolitana.
In attesa di ricevere i dati disaggregati a livello di singoli Comuni, tuttavia possiamo dire fin d’ora, che sicuramente Mola contribuisce, purtroppo, a portare in alto la media del Distretto, per due motivi:
1) perchè già nel 2019 i dati ufficiali riferiti al 31.12.2018 mostravano la nostra popolazione al secondo posto provinciale dopo Bari per percentuale di esenzioni 048 (al quarto a livello regionale, dopo Taranto, Bari e Statte, un comune del tarantino che si trova alle porte dell’Italsider).
2) perchè all’interno del Distretto 11, Mola ha un indice di mortalità non solo superiore alla media provinciale, ma anche sensibilmente più alto rispetto a quello di Noicattaro e di Rutigliano (entrambi sotto la media provinciale), come abbiamo già spiegato nel nostro articolo:
Per immediata comprensione, riportiamo anche qui i dati sulla mortalità 2022:
INDICE DI MORTALITA’ NEL 2022 (Fonte ISTAT)
E’ il numero medio dei decessi in un anno ogni 1.000 abitanti
Area Metropolitana di Bari 10,7
Mola di Bari 11,3
Noicattaro 9,8
Conversano 11,3
Rutigliano 9,2
Polignano a mare 12,0
Giovinazzo 11,7
Non sappiamo di preciso quali fattori di rischio comportino una più alta diffusione del codice 048 tra la popolazione molese, che, laddove è superiore alla media, rappresenta un segnale indiretto ma molto significativo della presenza di patologie tumorali in numero eccedente.
Quale fattore di rischio principale, si pensa ovviamente alla presenza della discarica e al probabile inquinamento della falda acquifera.
In tal senso, sappiamo per certo, con documenti ARPA ufficiali del 2019, che la discarica ha prodotto dal 2012 al 2019 ben 20 milioni di litri di percolato (un dato probabilmente stimato per difetto), sostanza tossica e cancerogena, dispersi nel sottosuolo e, quindi, anche nella falda, non essendone stata rinvenuta traccia nei pozzi di raccolta, nè essendo mai avvenuta la sua estrazione dal 2012 al 2019, come dichiarato dalla stessa ARPA, e come neppure avvenuto negli anni successivi, fino ad oggi. Peraltro, dal 2019 ad oggi la produzione di percolato è ulteriormente aumentata e, quindi, è stimabile in almeno 30-35 milioni di litri non estratti, dal 2012 al 2023, e pertanto dispersi nel sottosuolo.
Inoltre, di recente, come ben si ricorderà, nelle analisi delle acque di falda è stata rinvenuta una sostanza cancerogena (il tetracloroetilene) che non fa parte della catena dei rifiuti solidi urbani, ma è un solvente utilizzato nelle lavorazioni industriali.
Questo significa che la discarica Martucci è probabilmente impattata da composti chimici che lì non devono esserci: quindi, da rifiuti tossici, nocivi e cancerogeni di natura diversa da quelli urbani.
Tuttavia, un nesso di “causalità”, cioè un legame tra dispersione del percolato nel sottosuolo e tumori non può essere provato se non attraverso uno studio epidemiologico molto serio e accurato che valuti, appunto, tutti i fattori di rischio per le singole patologie oncologiche.
L’INDISPENSABILITA’ DELL’INDAGINE EPIDEMIOLOGICA
Una ragionevole certezza nel chiarire questi importanti e nevralgici aspetti può arrivare non solo dai rapporti del Registro Tumori che, purtroppo, come si è visto per la ASL Bari non esistono, almeno non di recente, ma soprattutto da una seria e approfondita indagine epidemiologica che faccia luce e chiarezza sui fattori di rischio che comportano l’aumento continuo e preoccupante delle diagnosi di neoplasie e, quindi, anche se per probabilmente difetto, delle esenzioni con il codice 048.
Ma cos’è un’indagine epidemiologica e perchè è così importante nel caso molese?
L’epidemiologia è “lo studio della distribuzione e della frequenza delle malattie e delle condizioni o eventi legati alla salute in popolazioni ben definite, nonché l’applicazione di questo studio per controllare i problemi di salute”.
Va adeguatamente ricordato che il 24 marzo 2022, nella sala consiliare del Municipio di Mola, si tenne un importante convegno organizzato dal Comune, intitolato “Salute e ambiente. Incidenza delle malattie tumorali sul territorio”, con la presenza del prof. Massimo Ciccozzi, uno dei più importanti epidemiologi italiani.
Qui il link al resoconto della serata:
Il prof. Ciccozzi – nel considerare sostanzialmente ininfluente il rapporto che l’ARESS (Agenzia Regionale per il Sociale e la Sanità) consegnò al Sindaco Colonna dopo il clamore suscitato dalla pubblicazione su “Mola Libera” dei dati sui codici 048, e che fu definito da Colonna come “tranquillizzante” – raccomandò al Sindaco di Mola di commissionare un’indagine epidemiologica per fare vera chiarezza sulle fonti di rischio.
Questo tipo di indagini richiede un tempo medio di svolgimento di 5 anni. E quindi è ben intuibile come prima si cominci e prima si avranno risultati attendibili.
Dal marzo 2022 ad oggi sono già trascorsi quasi due anni, ma il Sindaco di Mola, nonostante le ripetute promesse, non ha ancora preso alcuna decisione concreta, sebbene la salute dei propri cittadini dovrebbe essere al primo posto nell’azione del primo cittadino, tralasciando l’effimero e la politica di sola immagine.
Mola non può più attendere.




