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Mola di Bari

MOLA VIOLENTA, SPECCHIO DI UNA CITTA’ MALATA

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Per completezza e per dare la possibilità ai lettori che non seguono i “social forum”, riportiamo quanto abbiamo già pubblicato sulla pagina Facebook di “Mola Libera” ieri, venerdì 17 marzo, con le nostre considerazioni e il nostro appello, dopo il gravissimo fatto di cronaca nera avvenuto a Capurso giovedì 16, con la morte di un giovane molese di 29 anni.

Facciamo precedere questo scritto dalle notizie pubblicate nell’immediatezza del fatto e dagli sviluppi che si sono appresi stamattina sulle dinamiche e le ragioni del tragico evento:
 
 
 
 
Ed ecco il nostro editoriale di ieri, 17 marzo 2023:
 
Quello che è accaduto ieri pomeriggio a Capurso è un fatto di sangue di una ferocia assurda e inaudita.
 
Non sono ancora chiari i motivi che sono alla base del tragico episodio, tuttavia, dalle informazioni che hanno finora raggiunto gli organi di stampa, sembra che il diverbio non sia avvenuto nella prima fase solo a parole, ma sarebbero state utilizzate, fin da subito, armi da taglio, tanto da aversi già un primo ferito nello scontro iniziato sulla strada tra Mola e Capurso.
 
Una circostanza che, se confermata, getta una luce molto inquietante sull’intera vicenda.
 
Si può girare armati senza il porto d’armi? No, non si può.
In ogni caso, e come siano andate per davvero le cose, siano ben chiari i nostri sentimenti di condoglianze e solidarietà ai parenti della vittima che non poteva e non doveva morire.
 
Qualsiasi divergenza, anche la più profonda, non può e non deve essere risolta con il sangue, di nessuno, a prescindere dagli accadimenti e dalle responsabilità.
Ora non resta che affidarsi alle accurate indagini delle Forze dell’ordine e della Magistratura, che sicuramente sapranno ricostruire esattamente la dinamica dei fatti e delle motivazioni che stanno alla base del sanguinoso dramma.
 
Tuttavia, è opportuno spendere qualche parola sul clima che si respira in città, anche se i responsabili dell’uccisione, dalle ultime informazioni, non sono molesi.
 
Un comune di ormai meno di 25.000 abitanti, in forte crisi demografica, economica e sociale, che tuttavia avrebbe tutte le condizioni per poter condurre, in ogni sua classe sociale, un’esistenza piena e dignitosa: con il mare, una risorsa in più, la campagna fertile, un patrimonio storico e culturale di rilievo, la vicinanza ad una delle principali città italiane, un aeroporto non distante, facili collegamenti stradali e ferroviari.
 
Eppure Mola è malata. Al di là delle apparenze e dei convenevoli artefatti da “social forum”, accanto ad una disoccupazione elevatissima e ad una sottoccupazione patologica, vi serpeggia un’inquietudine diffusa, vi circola tanta, troppa droga, troppe ludopatie e gravi comportamenti devianti che ne fanno uno dei centri più problematici della Città Metropolitana sotto il profilo del pieno rispetto della legalità.
 
Troppe sono le famiglie senza una guida sicura, troppi i bambini e i ragazzi, dei due sessi, che crescono con modelli di riferimento distorti della realtà, troppo radicato è il mito della violenza e della prevaricazione.
 
Si dirà che si tratta di un male diffuso e che episodi di violenza di questo tipo possono accadere ovunque.
 
E’ vero. Ma è anche vero che la dinamica finora conosciuta dei fatti, narra di un accanimento ben preciso, di una ferocia inaudita, di un proposito di vendetta che vanno ben al di là di un ordinario, sia pure violento, episodio di cronaca nera.
 
E quindi vi è qualcosa di più oscuro e di più inquietante in questa storia, come se un demone si fosse impadronito di quelle menti, di quelle braccia, di quelle mani.
 
Naturalmente, non vi è nulla di soprannaturale in questa storia, ma fin troppo di terreno, fin troppo di modelli di riferimento sociali profondamente sbagliati.
 
E allora, prima che sia troppo tardi, e per certi versi lo è, è indispensabile che la comunità cittadina intera si interroghi con decisione, a fondo, collettivamente e senza auto assoluzioni, senza ipocrisie e senza le solite frasi di circostanza del caso, per poi voltare pagina come se nulla fosse accaduto.
 
Perchè se è accaduto, potrebbe succedere ancora, al di là dell’origine delle vittime e dei carnefici. E potrebbe innescarsi una deriva incontrollabile in grado di mandare in pezzi ogni forma di già difficile convivenza civile nella nostra problematica comunità.
 
Servono pertanto modelli forti di riferimento: le istituzioni, la politica, la scuola, la chiesa, le associazioni devono necessariamente fare fronte comune per analizzare il male oscuro che sta minando le fondamenta di questa comunità e per trovare soluzioni che rendano piena la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e sociale, agendo sulle sacche di micro criminalità e di devianza sociale, in specie giovanile, rompendo la saldatura già in atto con la criminalità organizzata.
 
Il Sindaco farebbe cosa buona e giusta nel convocare, prima dello spirare del suo mandato, un Consiglio comunale monotematico, aperto alla cittadinanza, con l’auspicabile partecipazione del Procuratore Capo della Repubblica e del Prefetto.
 
E in ogni caso il primo cittadino che verrà con le nuove elezioni, sia lievito di verità e di giustizia, di unione e non di divisione, di piena rappresentanza e non di artefatta comunicazione.
 
La Chiesa dovrebbe aderire finalmente a quel modello di presenza della “Chiesa in uscita” auspicato più volte da Papa Francesco, con sacerdoti e laici in pieno contatto con la realtà sociale, oltre i riti e le liturgie.
 
La scuola dovrebbe comprendere il disagio sociale che attraversa le famiglie e che non è solo economico ma sempre più morale, agendo di concerto con le istituzioni comunali, affinchè le azioni per il recupero dell’evasione scolastica e della devianza siano risolutive, non solo di facciata.
 
La politica e l’associazionismo non operino secondo le logiche dell’appartenenza, ma includano, portino alla partecipazione democratica, alla cittadinanza attiva e alla cultura le fasce più disagiate e “border line” della società locale.
 
Se non si innescherà in tempi rapidi questo modello virtuoso, Mola è a forte rischio di sprofondare sempre più in un’illegalità diffusa, in una criminalità sempre più arrembante, in un’esplosione di violenza incontrollabile.
 
E tutti, proprio tutti, a cominciare dalla classe dirigente, ne porteremo la responsabilità.
 
Riflettiamo e agiamo coralmente, prima che sia davvero troppo tardi, prima che Mola diventi del tutto irredimibile.
  1. ZORRO DOCENTE UNIVERSITARIO
    Ad oggi, ai tempi d’oggi e “moderni”, possiamo e dobbiamo asserire purtroppo e nostro malgrado che questa Cittadina è si Violenta e non solo, ma di più…! 🆘 Allora, sintetizziamo : il Violenta lo addebitiamo alla maggior parte dei “genitori” d’oggi, i quali sono i Primi colpevoli dei loro Figli e loro Azioni, non educano più ai Sani Principi e Valori Umani ecc, ma al contrario…! 🆘 Il Malata e perché no anche Violenta, lo addebitiamo alle classi politiche che si succedono negli ultimi decenni, le quali, colpevoli dello Sfacelo Scempio Annientamento Devastazione di una Cittadina e Cittadinanza piena di Risorse e Potenzialità a 360°, una politica locale dove all’interno si annidano sacche di Tuttologi Imbonitori Illusionisti Prestigiatori Funamboli, gente senza scrupoli senza arte né parte, pronta a tutto pur di primeggiare e sedere sugli agognati scanni dei palazzi, ma solo e soltanto per i loro tornaconti…! 🆘 Certo sono al corrente cari Concittadini, la/le verità fanno male, ma trattasi anche di Realtà Locali e non solo…! E allora, cosa volete, cosa intendete fare e perseguire…?! Chi è Causa del suo Male pianga se stesso…! Questo è quanto, ma sono tristemente consapevole del fatto che non ne uscirete mai, da questo Vortice Spirale che vi Attanaglia e vi Distrugge e Annienta da numerosi decenni, purtroppo il destino di questa Cittadina e Cittadinanza è Segnato da tempo e nel male, quindi nell’estinzione della Cittadina e del Molese attraverso la collaborazione e l’aiuto dei politici locali…! Chi è causa del suo Male pianga se stesso…! 😭🆘

    • Ma cosa blaterate?
      Non sapete cosa dite, è chiaro che poco avete viaggiato e visto in giro per il mondo.
      Mola è uno dei posti più tranquilli e sicuri, anche troppo, si dorme 9 mesi su 12, per poi fare da dormitorio al flusso turistico estivo, potete girare da soli il paese in lungo e in largo a qualsiasi ora del giorno e della notte senza che nulla succeda, mi sembra esagerato il tono dell’articolo, ed ancora più esagerato il tono della sua risposta. Gridare che siamo rovinati e scaricare tra l’altro le responsabilità ai soliti bersagli è penoso oltre che inutile.
      Belli e buoni sotterriamoci direttamente al camposanto a questo punto.

      • E chi glielo dice che quanti hanno manifestato allarme per l’episodio accaduto hanno viaggiato poco per il mondo? Come fa a scambiare un’allerta sociale per un allarme a vuoto? Conosce esattamente la dinamica dei fatti per come si sono svolti? Se per tranquillità Lei intende quella di poter girare per strada anche di notte, è probabilmente fuori strada. E’ ovvio che non siamo nel Bronx, ma la violenza in una piccola comunità si misura con altri parametri: diffusione della droga, ludopatie, violenza domestica, usura. Tutti comportamenti che non si mettono in campo nelle strade, ma quasi sempre nel chiuso delle mura familiari, amicali, o di gruppi chiusi. E su questo Mola ha un significativo tasso di devianza, già a livello giovanile. Quello che Lei chiama “dormitorio” non è indice di tranquillità, ma di passività sociale. E la passività spesso nasconde situazioni che con il passare del tempo danno luogo a devianza sociale e, spesso, ad episodi di violenza conclamata, come quella che è accaduta e che si tende a derubricare ad episodio una tantum. La realtà va letta non superficialmente, ma attentamente e senza luoghi comuni.

  2. Per un fatto di cronaca nera, uguale a tanti altri che succedono in tutta Italia, questa mi sembra un po’ un esagerazione, non mi sento di dire che il paese è davvero in questo stato sebbene non sia di certo un esempio virtuoso di civiltà e rispetto, specie per attività culturali, barriere architettoniche, rispetto per diversamente abili etc. etc. se dobbiamo a tutti i costi gridare aiuto al lupo, io lo farei per i disastri ambientali in atto, i comportamenti incivili non puniti da nessuno, e ce ne sarebbero ancora da aggiungere….
    gli esempi sarebbero tanti da poter fare ma non possiamo incolpare il sindaco o la chiesa o le associazioni, una parte della società è stata, è, e sempre sarà formata anche da criminali delinquenti etc. ma non siamo tutti noi così, anzi, c’è una bella parte che agisce quotidianamente e lotta come il comitato discarica martucci, retake mola di bari, e le pochissime altre associazioni che operano sul territorio, assieme a tanti singoli che si curano anche solo di denunciare un abbandono di rifiuti….. i veri criminali a volte siamo noi e non ce ne rendiamo nemmeno conto, io vedo tutti i giorni persone gettare immondizia ovunque e oltre a litigarci e ad essere a volte insultato da questi incivili raccolgo io o chiamo il servizio quando ad esempio abbandonano mobili televisori etc. questo è solo un esempio dei tanti….. adesso sono tutti impegnati a promettere illusioni in vista delle elezioni, ma io che sono quasi 50 anni che vivo Mola non ho visto mai niente cambiare davvero, e so anche il motivo….. lo schifo, quello vero; siamo noi.

    • Innanzitutto, questo giornale NON ha incolpato nè Sindaco, nè Chiesa, nè associazionismo, ecc. di alcunchè. E qui torniamo al post del sig. Sportelli che ha detto più o meno le sue stesse cose, sulle quali abbiamo già chiarito a sufficienza. L’invito era ed è a non sentirsi nessuno, compreso questo giornale, indenne da responsabilità, perchè siamo tutti coinvolti e, quindi, ad interrogarci, senza autoassoluzioni, per una situazione che è molto delicata e, quindi, a sviluppare azioni positive che favoriscano l’inclusione sociale delle fasce “borderline”: si fa sicuramente tanto, ma evidentemente non abbastanza. Un fatto di cronaca, quale quello che si è svolto, è sintomatico di una situazione per nulla tranquilla sotto il profilo sociale. Se poi si preferisce sorvolare e così permettere che di fatti simili possano albergare sotterraneamente fino ad esplodere nuovamente, questo lo lasciamo alla responsabilità di ognuno. Peraltro, dire che i “veri criminali a volte siamo noi” per lo stupro che quotidianamente viene perpetrato all’ambiente, beh, anche in questo caso le responsabilità sono individuali. Questo giornale è con le parole e con i fatti schierato fin dalla sua fondazione con chi sta dalla parte dell’ambiente e contro gli inquinatori. Quindi, i criminali “non siamo noi”, sono loro.

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