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“NADIA” ED “ECLISSI DI TERRA”: DUE ECLISSI DELLO STESSO SGUARDO

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Il cinema ha la capacità di rendere visibile ciò che spesso resta nascosto, di trasformare gesti minuti e paesaggi silenziosi in esperienze universali. Emilio Federico Cornacchia, giovane regista pugliese di Altamura, emerge come autore capace di coniugare sensibilità poetica e attenzione alla realtà.

I cortometraggi del 2024, Nadia ed Eclissi di Terra, realizzati sotto l’egida della Pine Film Production, prodotti da Michele Cornacchia e con la direzione alla fotografia di Salvatore Cornacchia, incarnano questa visione.
 
Nadia, scritto e diretto da Federico Cornacchia, e Eclissi di Terra, scritto da Federico Cornacchia e Angelo Urgo, sono due lavori che esplorano, con registri diversi, la profondità dei legami umani e la complessità del territorio, mostrando come il cinema possa osservare il mondo con lucidità e poesia.
 
In Nadia, lo spettatore entra in un microcosmo di relazioni sospese. Altamura, con i suoi spazi raccolti, diventa teatro di una giornata di trasformazione per la protagonista. Nadia, interpretata da Nadia Kibout, manifesta la tensione di chi cerca di liberarsi dai vincoli interiori. 
 
 
Ogni gesto, ogni silenzio, ogni ombra diventa parte di un tessuto narrativo delicato, che rende visibile ciò che spesso è invisibile: la fragilità e la complessità delle emozioni, le pieghe dei rapporti quotidiani, la forza dei legami non detti. La regia privilegia la pazienza e l’osservazione, invitando lo spettatore a partecipare senza imporre, a diventare testimone e presenza insieme.
 
 
A questo link si può visionare “Nadia”:
 

 
Eclissi di Terra, con l’attore Roberto Corradino, sposta lo sguardo dal corpo umano al paesaggio.
 
La storia di Donato Laborante, agricoltore testimone della devastazione del suo uliveto secolare per far spazio a un cantiere, trasforma la terra pugliese in protagonista viva.
 
 
Ogni inquadratura trasmette la tensione tra memoria e cambiamento, tra resistenza e perdita. La natura, rappresentata come organismo sensibile, rivendica una voce propria: il miracolo che nasce dal racconto non è soprannaturale, ma quotidiano, etico, morale. Qui, il cinema diventa strumento di osservazione poetica e consapevolezza sociale, capace di rendere visibile l’invisibile.
 
 
I due corti, messi in dialogo, formano un unico respiro. In Nadia, il volto umano piegato dalla vita e delle relazioni si riflette nello spettatore; in Eclissi di Terra, la terra ferita e generosa diventa metafora di resistenza, memoria e speranza. Il ritmo meditativo, le immagini sospese e l’attenzione ai dettagli creano un tessuto in cui emozione e riflessione, cultura e letteratura, vita quotidiana e paesaggio, si fondono.
 
Ogni silenzio, ogni respiro, ogni ulivo o gesto quotidiano diventa parte di un racconto più grande, un discorso sull’essere, sull’alterità e sul legame tra uomo e mondo. Il cinema dei due corti invita a osservare con attenzione e sensibilità, aprendo nuovi modi di vedere, sentire e comprendere il mondo, trasformando ciò che appare ordinario in poesia visiva e consapevolezza etica.
 
 

1 COMMENTO

  1. Molto acuto questo commento che coglie in pieno la visione e l’intenzione del giovane brillante regista Federico Cornacchia! Due ottimi cortometraggi realizzati dalla Pine Production di Altamura di Michele Cornacchia.

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