lunedì, 5 Ottobre, 2026
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Mola di Bari

NIDI DI FRATINO SULLA COSTA MOLESE. MA NON PUO’ ESSERE GIUSTIFICAZIONE PER HABITAT DEGRADATO

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Nidi di fratino sulla costa a nord di Mola di Bari. Transennato il tratto di spiaggia per tutelare la specie di uccello a rischio estinzione. Il sindaco Colonna: “Una buona notizia. Il fratino nidifica vicino a mare pulito e ambiente sostenibile”. Il nostro commento.

COMUNICATO STAMPA

Il fratino, una specie di uccello raro e protetto perché a rischio estinzione, ha scelto un tratto della costa a nord di Mola di Bari per fare il suo nido.

A trovare le uova, tre in tutto, è stato un cittadino che ha avvertito subito una squadra della Navita che stava eseguendo in quel momento le operazioni di pulizia della spiaggia. Il sindaco di Mola, Giuseppe Colonna, ha disposto, con l’intervento della Polizia locale, la messa in sicurezza dell’area che è stata transennata per tutelare le uova non ancora schiuse e per segnalarne la presenza ai bagnanti che potrebbero avere comportamenti a rischio per la salvaguardia del nido.  

Il tratto di costa molese della nidificazione del fratino

Sul posto è intervenuta la Lipu, la guardia eco-zoofila, Retake Mola e l’associazione “LitorAli”. Il sindaco ha segnalato la presenza del nido agli enti competenti.

I volontari monitoreranno il tratto di spiaggia per garantire il massimo della quiete a questa specie sempre più rara che per riprodursi necessita di tranquillità.  

“Una buona notizia – commenta il sindaco Colonna – il fratino è inserito nella lista rossa delle specie protette e la sua nidificazione rientra tra i parametri per il riconoscimento della bandiera blu, perché sinonimo di mare pulito e ambiente sostenibile”.

Colonna rivolge un appello alla collaborazione ai cittadini: “Sono certo che avrete cura e rispetto”.

NOSTRO COMMENTO

Il Sindaco comunica che un fratino, specie protetta, ha scelto un tratto del litorale nord di Mola per fare il suo nido.

Fratino (foto di repertorio)

E’ una bellissima notizia, significa che il mare, nel suo complesso, è in buona salute, perchè il fratino si ciba nell’acqua bassa del bagnasciuga e delle piccole pozze di acqua salmastra.

Insomma, il fratino sceglie la costa molese per il suo nido, nonostante quintali di plastica, rifiuti sversati impunemente, cemento fin sugli scogli, abusivismo pluridecennale.

Significa che la Natura è spesso più forte e più saggia dell’opera distruttrice dell’uomo.

Non è così, purtroppo, per la spiaggia che si estende oltre il bagnasciuga, con un habitat assolutamente non sostenibile, dove l’opera distruttrice e inquinatrice dell’uomo ha compromesso l’habitat naturale di altre specie aviarie, della vegetazione spontanea, e dei campi tradizionalmente coltivati a pomodoro ed ortaggi delle “Penne”.

Mola ha bisogno di un Piano comunale delle coste che metta al primo posto il recupero ambientale, la messa al bando di qualsiasi nuova opera di cementificazione, l’eco-turismo sostenibile: un’occasione irripetibile per una vera rinascita ecologica del litorale molese.

E, nello specifico, per il ripristino della legalità: con la demolizione delle ville confiscate, realizzando al loro posto un grande parco urbano, che sia un polmone verde con spiaggia attrezzata, e che faciliti l’instaurazione di un nuovo equilibrio ecologico; la demolizione del “villaggio vacanze” abusivo, solo teoricamente sequestrato nel 1992, ma tuttora occupato dagli abusivi; l’abbattimento del “muro sul mare”, quanto meno della parte costruita nell’acqua.

Si discuta del Piano comunale delle coste alla luce del sole, se ne precisino i principi ispiratori e i contenuti, senza procedere notte tempo a dare soddisfazione ai soliti appetiti di tecnici e costruttori, molti dei quali tuttora in servizio, responsabili del saccheggio della costa molese.

Solo così avremo 10, 100, 1000 fratini e una vera rinascita ecologica della nostra costa.

Le uova di fratino scoperte sul litorale nord di Mola

1 COMMENTO

  1. lei vola molto alto direttore….. a me basterebbe che
    1)allineassero il prg al pptr (visto che non è più possibile allinearlo al PUTT puglia) attoprpopedeutico ad ogni ulteriore programmazione nell’area sensibile della costa
    2)A ME BASTEREBBE CHE DEFINISSERO UNIVOCAMENTE L’ABACO DE-HORS ACQUISENDO IL NULLAOSTA DELLA SOPRINTENDENZA … in modo da evitare che il lungomare diventi una baraccopoli di periferia …… sarebbe stato giusto farlo fare al progettista del lungomare(a Savelletri di Fasano progettisit dell’area prptuale affrontarono contestualmente al recupero dell’area il tema del de-hors di alcune strutture… lo so per certo eprchè sono associato dell’raggruppamento che firmo’ il progetto…
    3)regolamentare univocamente l’abaco delle strutture de-hors perchè l’unicità di arredi rappresenta qualità del sito -vedi paizza ferrarese a BAri quando dieci anni fa circa il comune fece demolire le strutture prive di autorizzazione paesaggistica e uniformo’con il dehors unico …
    4)verificassero l’allineamento delle aree demaniuali per sanzionare gli sconfinamenti… a cozze è avvenuto alla Iom quando fecero demolire ed arretrare il filo del muro preesistente
    E CON QUESTI INETRVENTI MINIMALI CHE SI INIZIA A RESTITUIRE QUALITA’ AMBIENTALE E DECORO URBANO AD UNA CITTA’ ALTRIEMNTI RESTEREMO UNA BARACCOPOLI DI PERIFERIA DI BARI……..RESTO DELL?IDEA CHE SE FOSSIMO UNA COSTOLA DI BARI STAREMMO MOLTO MEGLIO PERCHE? AVREMMO STRUMENTI MEZZI E PERSONALE MOLTO PIU’COMPETENTE … >ANCHE PERCHE? BARI ATTUA LAROTAZIONE QUINQUENNALE DEL PERSONALE DIRIGENTE UFFICI COSA CHE A MOLA E’ UNA CHIMERA… DORMI MOLA DORMI….

    cosi per evitare che il lungomare

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