Il 2022 si apre dove eravamo rimasti alla fine dello scorso anno. Si lancia una bella e giusta immagine patinata di Mola, attraverso un video accattivante, per accreditare la nostra cittadina nel mercato turistico nazionale e internazionale, alla stregua delle più “glamour” Polignano e Monopoli, ma c’è un difetto di fondo. E’ l’assenza del rispetto delle regole base che fanno di una località un posto non solo ben accetto dai turisti, ma innanzitutto un luogo dove i residenti vivono bene.
“Mola Libera” ha più volte pubblicato un decalogo, esemplificativo e non esaustivo, da rispettare per poter fregiarsi del buon nome di città turistica.
Qui il link all’ultima evidenza pubblicata sulla nostra pagina Facebook il 5 gennaio scorso in occasione del lancio del logo e del filmato per promuovere Mola sul mercato turistico:
https://www.facebook.com/molalibera/posts/3069615869971752
Intanto, basti ora sapere che una delle regole fondamentali di quel decalogo viene ostinatamente calpestata da una robusta minoranza di incivili e che poco o nulla fanno le Autorità comunali per contrastarli efficacemente.
Si tratta della pulizia di strade, piazze, verde e marciapiedi: l’abbandono illecito dei rifiuti quasi ovunque nel centro urbano e nelle campagne e sui litorali continua e, anzi, con il nuovo appalto, si presenta perfino aggravato, in assenza dello spazzamento regolare delle vie e del tempestivo ritiro dell’immondizia sversata ovunque, peraltro in assenza, allo stesso tempo, dell’individuazione e della punizione esemplare dei trasgressori.
Sono tre le testimonianze che pubblichiamo oggi.
Una prima, ben dettagliata, dell’ing. Vito Verone e che riguarda la centralissima Via Crispi, da sempre oltraggiata e ora come non mai.
Le altre due di nostri lettori e lettrici che preferiscono non firmarsi ma che spesso ci documentano situazioni di pesante degrado cittadino e rurale.
Ecco lo scritto pervenutoci dall’ing. Verone e che si riferisce anche al transito non consentito di automobili nella storica strada:
Anno nuovo, stesso degrado, indifferenza crescente. Sul fronte via Crispi niente di nuovo.
Ecco come si presenta questa mattina: buste abbandonate ai margini della strada, bottiglie di plastica accartocciate e altro materiale organico sparso e ripetutamente calpestato dal persistente e quotidiano traffico delle varie automobili che, senza il necessario permesso, transitano anche a velocità sostenuta, creando non pochi pericoli e grattacapi per i pedoni che si immettono dalle vie adiacenti.
Gli unici a festeggiare sono i piccioni, lieti del banchetto inaspettato.
Per quanto tempo ancora via Crispi rimarrà abbandonata a se stessa? Per quanto tempo ancora i residenti dovranno sopportare il traffico selvaggio delle auto? Quali sono i progetti del comune per ripristinare l’ordine? Ma soprattutto, con quali scadenze?
Riconosco e accetto la presenza di altre priorità su cui investire il denaro (scivoli, asini su molle, panchine rosse, rosa, arcobaleno, etc), ma perlomeno, chiedo a nome dei residenti un cenno, una posizione chiara sui progetti e sulle scadenze, e che siano certe.

Ecco invece l’ormai costante allarme per il degrado nell’intorno della ex scuola elementare di Via Trento, abbandonata ormai da 12 anni, a seguito dell’ordinanza di chiusura del Sindaco Berlen nel febbraio 2010, e bersagliata da incivili di ogni risma. La segnalazione del nostro lettore è di ieri sera:
Buona sera Mola Libera,
di nuovo abbandoni di rifiuti via Ariosto angolo via Fiume vicino scuola de Amicis. Perché non si sanzionano questi incivili e perché la Navita non chiama i Vigili per risalire chi li abbandona?



E non è soltanto la ex scuola “De Amicis” ad essere presa di mira. Pure l’edificio della scuola materna di Via Mazzini – Via Fiume, chiuso anch’esso, è diventato meta di “busta selvaggia”. Ecco la segnalazione di una nostra lettrice, anch’essa di ieri sera:
Buona sera Mola Libera,
vorrei segnalare abbandoni di rifiuti in Via Fiume angolo via Mazzini ex asilo. Perché nessuno individua e multa chi non rispetta le regole?


___________
NOSTRO COMMENTO
Le segnalazioni che abbiamo pubblicato sono solo la punta di un iceberg: il fenomeno è troppo esteso e preoccupante per non intervenire da parte del potere comunale.
Non solo occorre farlo al più presto attraverso le giuste sanzioni ma, al tempo stesso, appare sempre più necessario operare opportune correzioni al sistema di raccolta differenziata che, così com’è, non funziona adeguatamente.
Il contratto d’appalto con la Navita va fatto rispettare scrupolosamente dalla Direzione dell’Esecuzione del Contratto (DEC), che deve rendicontare periodicamente la sua attività al Comune di Mola e, quindi, al Consiglio Comunale.
E se il mancato rispetto delle norme contrattuali dovesse rivelarsi rilevante, si abbia il coraggio di chiedere un cambio di rotta immediato, applicando ogni norma di salvaguardia.
I molesi hanno iniziato a pagare il costo pro capite più elevato dell’appalto unitario Navita nell’ARO BA 8, insieme ai polignanesi, ben più dei conversanesi e dei monopolitani: “Mola Libera” l’ha documentato più volte, con le tabelle dei costi, senza alcuna giustificazione convincente da parte del Sindaco di Mola.
E’ quindi ora che il Sindaco Colonna, l’Assessora all’Ambiente Tarsitano e il Capo Settore Ambiente del Comune di Mola chiedano alla Navita fatti concreti: il corrispettivo dell’elevato prezzo da pagare deve essere dato da un servizio ineccepibile.
Che, al momento, spiace dirlo, non c’è.




