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PALAZZO SAN DOMENICO, L’INCOMPIUTA CHE SUSCITA TANTI INTERROGATIVI

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L’ex Assessore Enzo Linsalata solleva numerose incongruenze nel rapporto tra Comune e Parrocchia confinante, in un colloquio con “Mola Libera”. Ecco perchè.

I lettori ricorderanno la polemica scaturita dalle foto pubblicate dal nostro giornale a metà dicembre: persone che caricavano un grosso furgone parcheggiato sul marciapiede di Via Manzoni dell’ex sede comunale di Palazzo San Domenico, in un pomeriggio domenicale.

Fu poi chiarito che si trattava di parrocchiani della vicina Chiesa del SS. Rosario, autorizzati informalmente dal Sindaco a portare via vecchie suppellettili comunali al fine di rottamarle (da qui lo stivaggio nel furgone), per far posto ad arredi, mobili e statue di proprietà della parrocchia.

In sostanza, si trattò di un’attività, a carattere volontaristico, di alcuni genitori, di concerto con il parroco, con l’obiettivo di liberare alcune aule della parrocchia per renderle meglio fruibili lai fini delle attività di catechismo.

Le informazioni successivamente raccolte dal nostro giornale, chiarivano che i locali comunali affacciati su Via Manzoni sarebbero rimasti in uso gratuito alla parrocchia per il tempo strettamente necessario a trovare una diversa sistemazione in locali da reperire in affitto sul mercato immobiliare.

Le stanze concesse in uso dal Sindaco si affacciano su Via Manzoni

Naturalmente, obiettammo che il Sindaco avrebbe comunque dovuto formalizzare tale utilizzo che, sia pure per scopi non voluttuari, andava ad occupare una proprietà pubblica e, quindi, chiedemmo sulla nostra pagina Facebook che il Comune mostrasse un’ordinanza sindacale, ovvero un’atto di Giunta o quanto meno una determina del funzionario preposto alla gestione dei beni comunali.

In tal senso, va rilevato che “Mola Libera” non ha ricevuto niente del genere dalle Autorità comunali e anche le nostre ricerche sull’albo pretorio comunale sono state infruttuose. Naturalmente, pubblicheremo ogni evidenza laddove ci venisse inviata.

Sono passate alcune settimane e, qualche giorno fa, l’ex Assessore Enzo Linsalata ha tenuto un colloquio con il nostro giornale, lamentando una situazione, a suo parere, assolutamente non chiara, giungendo a paventare rischi anche per il mantenimento del nostro patrimonio immobiliare.

L’ex Assessore Crescenzo Linsalata

Secondo Linsalata – già avanti con gli anni ma lodevolmente deciso a mantenere viva l’attenzione su alcuni problemi cittadini fondamentali, come la vicenda processuale del suolo dell’ex Cinema Castello, in contenzioso giudiziario, ormai da molti anni, tra il Comune di Mola e la famiglia Patano – vi sarebbe il concreto rischio che l’occupazione dei locali al piano terra di Palazzo San Domenico da provvisoria possa trasformarsi in definitiva.

Innanzitutto, Enzo Linsalata contesta che le chiavi delle stanze, che si affacciano esternamente su Via Manzoni e internamente sul lungo corridoio che porta alle scale del primo piano, siano in possesso della parrocchia.

Stanze che, peraltro, come è noto sono rimaste allo stato grezzo, di incompiuta, senza la ristrutturazione prevista dal progetto di recupero dell’intero stabile.

Sulla destra le stanze concesse in uso dal Sindaco, senza alcun provvedimento formale conosciuto, alla parrocchia SS. Rosario

Inoltre, egli fa notare come esista ora una porta di comunicazione, tramite una vetrata, tra i locali di proprietà della parrocchia e il corridoio del palazzo, che permette l’accesso diretto nello stabile comunale.

La vetrata con porta di accesso dagli ambienti parrocchiali all’interno del Palazzo San Domenico, ex Municipio di Mola. La chiave sarebbe in possesso dei responsabili parrocchiali

Insomma, si tratterebbe di un vero e proprio asservimento di Palazzo San Domenico all’attigua parrocchia: chi lo abbia permesso e per quali motivi non è ben chiaro.

Anche in questo caso, la chiave della porta di comunicazione diretta tra gli ambienti della parrocchia e il palazzo ex municipale sarebbe in possesso dei responsabili parrocchiali.

Peraltro, la vetrata e la porta sarebbero state realizzate laddove esisteva un muro ben continuo che, nelle foto ricevute da Linsalata, è ben visibile, sulla pavimentazione, nella sua presenza originaria.

Il segno del preesistente muro sulla pavimentazione, sostituito dalla vetrata con porta che consente l’accesso dalla parrocchia al Palazzo San Domenico. Perchè fu abbattuto quel muro? Con quali scopi e obiettivi?

Una situazione di scarsa trasparenza che si somma ai due locali del piano terra del palazzo, che si affacciano su Piazza degli Eroi, concessi molti anni fa, probabilmente dal Sindaco Berlen, alla parrocchia e che, attualmente, sono in utilizzo ad un’associazione teatrale.

Inoltre, non è neppure ben chiaro cosa stia accadendo tra Agenzia del Demanio e Comune di Mola in relazione al Palazzo.

Sembrerebbe che in parte, o in tutto, il Palazzo San Domenico sarebbe di proprietà dello Stato, quindi demaniale, e che la Giunta Colonna vorrebbe entrarne nella piena proprietà cedendo al Demanio la titolarità dell’edificio, situato nell’Area per Insedimenti Produttivi (PIP) di contrada Scannacinque, ceduto in uso alla Guardia di Finanza.

Insomma, un pasticcio non da poco, dove si sovrappongono antiche leggi (quella del 1866 che stabilì l’esproprio dei beni immobili ecclesiastici in favore dello Stato e, quindi, in uso ai Comuni) e nuovi utilizzi impropri, con una commistione di accesso a spazi di diversa proprietà o che tali dovrebbero restare.

Si attende che il Comune di Mola chiarisca aspetti così poco chiari e molto confusi per la corretta gestione dei beni pubblici.

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