Del Piano Urbanistico Generale (PUG) si tratta in ambito politico-istituzionale fin dal 2003, tuttavia senza alcuna vera concretezza, se non per centinaia di pagine di documenti, approvati e riapprovati, in un improduttivo iter ormai quasi ventennale, che ha sempre come protagonisti il Sindaco-Assessore Nico Berlen e la cattedratica prof.ssa Angela Barbanente. Ecco le ultime novità di un percorso verso il PUG che si annuncia di corto respiro.
A leggere la proposta di deliberazione che verrà sottoposta ai consiglieri comunali fra qualche giorno, lunedì 14 febbraio in seconda convocazione, si viene colti da un senso di stupore e di vertigine.
Il testo è di quelli scritti in stretto tecnico-burocratese-tardo bizantino, in cui il già scarsamente comprensibile linguaggio della burocrazia italiana si fonde con una normativa urbanistica declinata con accenti spesso inafferrabili ai comuni mortali.
Ma tant’è, questo passa il parallelepipedo conventuale di Via De Gasperi.
Passato il primo momento di spaesamento, letto e riletto il testo più volte se ne deducono comunque alcuni capisaldi, tra continui rimandi all’indietro nel tempo e salti in avanti, spesso incongruenti.
Mettiamoli in ordine per i lettori, come avrebbe dovuto fare una delibera scritta in un italiano chiaro e con una scansione del tempo congrua e non saltellante:
1) Il procedimento di avvio della procedura per la redazione di un nuovo strumento urbanistico generale, constatata l’ormai obsolescenza del Piano Regolatore vigente (entrato in vigore nel 1986), avvenne nel lontano 2003 con il “Primo documento di riflessione urbanistica. Discussione e orientamenti”, approvato dal Consiglio Comunale che, l’anno successivo, nel 2004, fu chiamato ad approvare il “Documento conclusivo di riflessione urbanistica. Presa d’atto e indirizzo”. Entrambi furono approntati dalla prof.ssa Angela Barbanente, docente presso il Dipartimento Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari, nonchè ex Assessora Regionale all’Urbanistica, dal 2005 al 2015, nelle Giunte Vendola, di origine molese, figlia di Vitantonio Barbanente, già consigliere provinciale della Democrazia Cristiana. Con il Sindaco dell’epoca Enzo Cristino vi era l’Assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, l’arch. Nico Berlen, che diventerà primo cittadino l’anno successivo, nella primavera del 2005.
2) Prima del termine del suo mandato (come i lettori ricorderanno, si ripresentò alle elezioni del 2010 ma venne bocciato dall’elettorato, che gli preferì Stefano Diperna), Berlen – in base ai documenti del 2003/2004, e alla delibera di Giunta comunale di approvazione dell’Atto di indirizzo (Deliberazione n. 179, dell’8.9.2005) – fece approvare dal Consiglio Comunale, nel 2009, il Documento Programmatico Preliminare (DPP) (Deliberazione n. 17, del 21.07.2009), sempre preparato dalla prof.ssa Barbanente, docente del Dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari, attraverso una convenzione stipulata tra il Comune di Mola e tale ente universitario.
3) Successivamente, con la subentrata Giunta Diperna, si perfezionarono i rapporti già avviati, giungendo alla stipula del cosiddetto “Atto aggiuntivo alla Convenzione per attività di consulenza scientifica per l’insediamento e l’attivazione dell’ufficio del piano” sottoscritto in data 06.10.2010 tra il Comune di Mola ed il Politecnico di Bari, Dipartimento di Architettura e Urbanistica, poi diventato Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica (DICATECh).
4) Nel prosieguo degli anni, la convenzione con il Politecnico non produsse sostanzialmente alcun effetto tangibile e, anzi, avrebbe dovuto considerarsi decaduta per il trascorrere del tempo senza alcuna sostanziale prestazione di servizi erogata dal DICATECh.
5) Si arrivava così al 2018 con l’elezione di Giuseppe Colonna a Sindaco di Mola, il quale nominava l’arch. Berlen Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici: non proprio una novità.
Berlen, riprendendo i contatti con il Politecnico e, in particolare, con la prof.ssa Barbanente, riattivava il procedimento, sebbene l’atto amministrativo riguardante la convenzione dell’ottobre 2010 fosse già spirato da tempo nei suoi effetti.
Infatti, il Decreto Ministeriale 27 novembre 2012 n. 24786 nel disciplinare la “Convenzione quadro tra università ed enti pubblici di ricerca per consentire ai professori e ricercatori universitari a tempo pieno di svolgere attività di ricerca presso un ente pubblico e ai ricercatori di ruolo degli enti pubblici di ricerca di svolgere attività didattica e di ricerca presso un’università”, stabilisce che “Le convenzioni hanno durata minima di un anno e sono rinnovabili fino a un massimo di cinque anni consecutivi”.
Come è ben noto, non solo la convenzione non fu rinnovata annualmente, ma nel 2018 erano abbondantemente trascorsi cinque anni dalla sottoscrizione tra il Politecnico e il Comune di Mola.
6) Nonostante il dettato della legge fosse ben chiaro, e nonostante non si trattasse neppure di attività di ricerca ma di consulenza in campo urbanistico, esperibile dal libero mercato, il Comune di Mola procedeva a formulare la nota prot. n. 28902 del 20/11/2018 avente ad oggetto: “Attività di consulenza scientifica per l’insediamento e l’attivazione dell’ufficio del piano” del Comune di Mola di Bari con la quale “si è ribadita la volontà di progredire nel raggiungimento degli scopi previsti dalla succitata convenzione chiedendo, quindi, di considerare il riavvio delle relative attività”;
Arrivava in risposta la nota prot. n. 30458 del 06/12/2018 di riscontro del Direttore del DICATECh “con la quale confermava di voler dare continuità alle attività scientifiche già in essere e con la stessa individuava il responsabile scientifico nella prof. Angela Barbanente, ordinario del Settore Scientifico Disciplinare ICAR/20 – Tecnica e Pianificazione Urbanistica – conferendole piena delega nel definire e dare avvio ad ogni attività necessaria al riavvio delle attività scientifiche in questione”.
7) Recepita la volontà del Politecnico di Bari di voler riavviare le attività previste nella Convenzione del 2010 (in realtà mai concretamente avviate, se non per aspetti marginali), la Giunta comunale proponeva al Consiglio di riattivare la predetta convenzione, sulla base di una relazione della prof.ssa Barbanente intitolata: “Orientamenti tecnico-scientifici e organizzativi per il riavvio del processo di formazione del piano urbanistico generale. Documento propedeutico all’atto d’indirizzo”.
8) Il Consiglio accoglieva la proposta e votava la delibera n. 37 del 28.12.2018, avente ad oggetto: “Piano Urbanistico Generale. Atto di indirizzo” con la quale si deliberava di approvare il documento redatto dalla prof.ssa Barbanente di concerto con l’ing. Vito Berardi, Capo Settore Urbanistica, e di dare mandato alla Giunta comunale di “acquisire il parere dell’ANAC e di qualsiasi altro parere necessario e prescritto in materia di appalti”, nonchè di “mantenere uno stretto rapporto consultivo / informativo con gli organi istituzionali Consiliari preposti per competenza all’esame dei temi man mano interessati dal processo di pianificazione”.
9) A distanza di 2 anni e 3 mesi dall’approvazione della delibera di Consiglio comunale, come si legge nell’attuale proposta di delibera, “con nota PEC del 2 aprile 2021 il Segretario Generale per conto dell’Amministrazione Comunale e su mandato del Consiglio Comunale giusta D.C.C. n. 37 del 28.12.2018 ha inoltrato all’ ANAC specifico quesito inerente il suddetto rapporto di collaborazione” (intendendosi la Convenzione del 2010 tra il Comune di Mola e il Politecnico di Bari, riattivata, come si è visto, nel dicembre 2018 dal Consiglio comunale).
10) Come si legge nell’attuale proposta di delibera, il Comune di Mola acquisiva “agli atti la nota PEC del 15/06/2021 con la quale l’ANAC ha riscontrato la suddetta richiesta”.
11) Nient’altro viene detto in proposito dall’attuale proposta di delibera, sebbene il parere dell’ANAC, sia molto chiaro nel considerare illegittimo, nella sostanza, l’atto di convenzionamento tra il Comune di Mola e il Politecnico di Bari, come risulta dalla lettura integrale del documento che qui riportiamo ancora una volta:
(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)
Tuttavia, contravvenendo ad ogni regola di corretta interpretazione giuridica, il Sindaco Giuseppe Colonna, l’Assessore Nico Berlen e l’ing. Vito Berardi hanno deciso, con l’implicito avallo del Politecnico di Bari, di ignorare completamente tale parere e di procedere con il convenzionamento, come se nulla fosse, sebbene la parte conclusiva del documento ANAC non dia dito a dubbi: “Alla luce di quanto sopra, si rimette a codesta Amministrazione ogni valutazione in ordine agli atti e ai provvedimenti da adottare nella fattispecie oggetto della richiesta di parere, sulla base dell’indirizzo generale sopra illustrato”.
12) Invece, con un atteggiamento omissivo, la dirigenza politica e amministrativa del Comune di Mola ha deciso di ignorare il chiaro invito dell’ANAC ad adottare atti e provvedimenti specifici in merito al convenzionamento, che, come si può ben leggere nel parere, non poteva essere riattivato poichè trattasi di un’attività di chiara impronta consulenziale, svolta verso un corrispettivo monetario e non con una mera corresponsione di spese sostenute, e pertanto da conferire tramite un incarico professionale sul libero mercato, quindi ad esclusione degli enti universitari, a seguito delle pronunce del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia Europea. Tutto questo e molto altro è ben specificato nel parere ANAC ed è stato oggetto a suo tempo di un nostro articolo di commento:
13) Pertanto, il Comune di Mola e il Politecnico di Bari – per quanto ne possano pensare il Sindaco, l’Assessore Berlen e l’ing. Berardi, con la decisa volontà esplicitata nel corso di alcune recenti riunioni della 3a Commissione consiliare, competente in materia di urbanistica – continuano a perseverare all’interno di un quadro di convenzionamento illegittimo, con tutto quello che ne potrà derivare nel corso del tempo ai fini della liceità degli atti urbanistici che verranno prodotti. Ma tant’è. Al momento la strada ostinatamente intrapresa è questa e viene quindi confermata nella proposta di delibera che verrà sottoposta al Consiglio comunale lunedì 14.
14) Infatti, proseguendo l’esame di tale proposta di delibera, si apprende che il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare il documento “PROCESSO DI FORMAZIONE DEL PIANO URBANISTICO GENERALE AGGIORNAMENTO DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO PRELIMINARE ( DPP)” elaborato dalla prof.ssa Barbanente e da un gruppo di lavoro del Politecnico, trasmesso al Comune di Mola con nota del 06 Gennaio 2022. In poche parole, il DPP approvato nel 2009 viene aggiornato al momento attuale per fare da base alla redazione del Piano Urbanistico Generale (PUG).
15) Ma vediamo cosa si intende per DPP e per PUG e perchè sono così importanti.
In sostanza, la Legge Regionale 20/2001 trasforma il tradizionale Piano Regolatore in Piano Urbanistico Generale (PUG) e lo articola in previsioni strutturali e previsioni programmatiche.
Inoltre, in applicazione dell’art. 4 di tale legge la Regione Puglia, nel 2007, ha approvato il “Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG) – Indirizzi, criteri e orientamenti per la formazione, il dimensionamento e il contenuto dei Piani Urbanistici Generali (PUG)” che stabilisce metodologie, contenuti e procedure di redazione e formazione dei PUG.
La L.R. 20/2001 ed il DRAG stabiliscono come atto propedeutico al processo di formazione del PUG la redazione del Documento Programmatico Preliminare (DPP) che deve essere adottato dal Consiglio Comunale, pubblicato e sottoposto alla presentazione delle osservazioni.
La redazione del DPP consiste nella possibilità di sottoporre alla consultazione pubblica un documento di prima definizione degli obiettivi del PUG, che consente una prima condivisione delle conoscenze del territorio e una prima definizione delle scelte strategiche per lo sviluppo di un comune. In sostanza, rappresenta un elaborato “programmatico” e “preliminare” alla formazione del PUG vero e proprio.
Il P.U.G. (Piano Urbanistico Generale) è lo strumento di disciplina urbanistica a livello comunale, elaborato dall’amministrazione e approvato dal Consiglio comunale con l’aiuto concreto e fondamentale della cittadinanza tutta, articolato in previsioni strutturali e previsioni programmatiche.
Le previsioni strutturali identificano le linee fondamentali dell’assetto dell’intero territorio comunale e determinano le direttrici di sviluppo degli insediamenti nel territorio comunale.
Le previsioni programmatiche definiscono, le localizzazioni delle aree da ricomprendere nei Piani Urbanistici Esecutivi (PUE), stabilendo quali siano le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili; inoltre disciplinano le trasformazioni fisiche e funzionali consentite nelle aree non sottoposte alla previa redazione di PUE.
I Piani Urbanistici Esecutivi (PUE) costituiscono gli strumenti di attuazione del PUG e comprendono un ampio insieme di strumenti, dai piani attuativi di tradizione (gli ex PPA – Piani Pluriennali di Attuazione), anche settoriali o tematici, ai programmi complessi, siano essi di iniziativa pubblica, privata o mista.
In sostanza, al PUG è anche demandata la responsabilità di anticipare e sostenere politiche di sviluppo innovative in grado di qualificare il territorio, la vita dei suoi cittadini, promuovere le proprie eccellenze ed attrarne di nuove.
16) In relazione all’aggiornamento del DPP proposto dalla Giunta al Consiglio comunale vi è da dire che si tratta di un documento di 93 pagine che, nella sostanza, però nulla dice sulle alternative tra diversi scenari di sviluppo del nostro territorio in via propedeutica all’elaborazione del successivo PUG. E questo sebbene, come si è visto, il DPP debba contenere il primo orientamento sulle scelte che saranno poi più dettagliatamente esplicitate nella redazione del PUG.
Peraltro, l’aggiornamento richiederebbe la riapertura della fase delle osservazioni dei cittadini al nuovo documento. Tuttavia, l’Assessore Berlen e l’ing. Berardi hanno ritenuto di non aprire una nuova fase di consultazione sebbene quella precedente, che risale al primo documento del 2009, non abbia prodotto stranamente alcuna osservazione: evidentemente il processo partecipativo fu scarsamente incisivo.
Sarebbe invece davvero il caso di procedere con nuove osservazioni, soprattutto perchè in 13 anni lo scenario urbanistico e socio-economico molese è cambiato di molto e, in alcuni casi, come in materia demografica, sicuramente le previsioni del DPP 2009 (che stimavano al 2020 la popolazione molese in oltre 31.000 abitanti) sono diventate davvero obsolete, tenuto conto della forte contrazione della popolazione.
E anche le trasformazioni urbane introdotte nel frattempo sono molto significative, con la realizzazione del PIRP Cerulli e la previsione della variante alla statale 16 diventata di colpo di stretta attualità.
17) Invece, la Giunta comunale nella sua proposta di delibera al Consiglio comunale conta di approvare l’aggiornamento del DPP senza alcuna forma di partecipazione pubblica, demandando tutto alla fase di redazione del PUG.
Infatti, il deliberato proposto, nell’approvare il nuovo DPP, così stabilisce inoltre:
- Avviare il procedimento di adeguamento del PRG al PPTR / RET;
- Avviare la fase di partecipazione Pubblica PUG (partecipaPUG) / adeguamento PPTR unitamente al Percorso formativo a sostegno della formazione ed efficacia del piano urbanistico generale di Mola di Bari di concerto con gli Ordini professionali e secondo gl’indirizzi di coordinamento dell’ufficio della pianificazione;
- Autorizzare l’ufficio Urbanistica a dotarsi di un supporto al RUP da reperire nell’ambito delle libere professioni;
- Impegnare la giunta a predisporre apposita previsione di risorse finanziarie nel redigendo Bilancio 2022 – 2024 adeguate al raggiungimento degli scopi proposti,;
- avviare il procedimento per la definizione delle zone assimilabili a zone omogenee di tipo B, ai sensi del DM 1444/68, allo scopo di garantire eque applicazioni sul territorio delle agevolazioni fiscali previste dai provvedimenti governativi volti a incentivare interventi di riqualificazione energetica e sismica di condomini o singole abitazioni (cd. superbonus, ecoincentivi, etc.);
- verificare e se ritenuto, uniformare / adeguare gli atti / provvedimenti riguardanti il procedimento de quo e afferenti la fattispecie trattata e richiamata dalla comunicazione ANAC del 15/06/2021;
- mantenere uno stretto rapporto consultivo / informativo con gli organi istituzionali Consiliari preposti per competenza all’esame dei temi man mano interessati dal processo di pianificazione.
18) Dall’analisi del dispositivo della delibera proposta al Consiglio comunale, peraltro emergono altre contraddizioni:
Infatti, si dispone di avviare il procedimento di adeguamento del PRG al PPTR / RET (Regolamento Edilizio Tipo).
Per PPTR si intende il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. Esso è rivolto a tutti i soggetti, pubblici e privati, e, in particolare, agli enti competenti in materia di programmazione, pianificazione e gestione del territorio e del paesaggio.
Il PPTR persegue le finalità di tutela e valorizzazione, nonché di recupero e riqualificazione dei paesaggi di Puglia, in attuazione di normative nazionali e comunitarie.
Il PPTR persegue, in particolare, la promozione e la realizzazione di uno sviluppo socioeconomico auto sostenibile e durevole e di un uso consapevole del territorio regionale, anche attraverso la conservazione ed il recupero degli aspetti e dei caratteri peculiari dell’identità sociale, culturale e ambientale, la tutela della biodiversità, la realizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati, coerenti e rispondenti a criteri di qualità e sostenibilità.
Ora, davvero non si comprende perchè si debba sprecare del tempo prezioso nell’adeguare il Piano Regolatore Generale (PRG) vigente al PPTR e non si proceda invece direttamente alla redazione del PUG che, ovviamente, è tenuto a recepire i principi del PPTR, a cominciare dall’aggiornamento del Rapporto Ambientale nell’ambito del procedimento di Valutazione Ambientale Strategica.
D’altra parte, il Comune di Mola è inadempiente a tale adeguamento fin dalla obbligatorietà di approvare il PUTT (Piano Urbanistico Tematico Territoriale), poi trasformato in PPTR. La norma prescrive chiaramente che i comuni debbano provvedere all’adeguamento del PRG, prima al PUTT e, quindi, al PPTR entro un anno dall’approvazione di questi strumenti legislativi urbanistici.
Purtroppo, nulla di questo è accaduto e, quindi, ora, fuori tempo massimo, si vuole rincorrere il PPTR con un adeguamento del PRG vigente che, dopo qualche tempo, sarà comunque assorbito dal PUG: potenza della passività degli amministratori pubblici che prima “dormono” per decenni e poi si svegliano all’improvviso perchè travolti dalle esigenze di cittadini che attendono risposte.
19) Per quanto attiene al processo partecipativo alla redazione del PUG, la proposta di delibera specifica che il Comune di Mola si è aggiudicato un finanziamento di 20 mila euro per la copertura di tutte le spese che vedranno i cittadini chiamati al coinvolgimento sulle idee e le proposte per la definizione degli scenari dello sviluppo locale. Ma anche in questo caso, il processo partecipativo dovrebbe partire dalla condivisione del DPP aggiornato, cosa che invece, come si è visto, non avverrà.
20) In merito al parere ANAC la proposta di delibera conclude in maniera molto sibillina, demandando alla Giunta comunale e al Capo settore Urbanistica se intervenire sugli atti in formazione tenendo conto in qualche modo di tale parere.
In realtà, l’ANAC è stata molto chiara nell’evidenziare l’illegittimità della tipologia della convenzione in linea generale, sebbene non abbia potuto esprimersi direttamente sul caso in questione, poichè il parere è stato chiesto dal Comune di Mola non in via preventiva, bensì ex post, cioè a posteriori.
In sostanza, l’ANAC sancisce l’illegittimità e blocca il perfezionamento di un atto di un ente pubblico qualora venga richiesta di un parere nella fase di formazione del provvedimento. Se l’atto (in questo caso la convenzione tra Comune e Politecnico) si è già formato, l’ANAC, laddove richiesto di parere successivamente, si pronuncia sulla fattispecie generale, ma demanda all’ente pubblico ogni responsabilità sugli effetti dell’atto stesso.
CONCLUSIONI
In definitiva, ci troviamo, ancora una volta, di fronte a decisioni della Giunta Colonna e del Capo settore Urbanistica che peccano di incoerenza, di incongruità, di affastellamento di norme, con una scarsa visione di insieme, non solo del futuro urbanistico del nostro territorio, demandato surrettiziamente ad un’ipotetica consultazione popolare, ma delle stesse norme amministrative.
L’ordine nell’esposizione di un atto amministrativo è già un buon viatico nell’enunciazione di provvedimenti urbanistici così complessi, ma, come si può leggere dalla proposta di delibera, che pubblichiamo alla fine di questo lungo e complesso articolo, il deliberato è caotico, confusionario, in molte parti incongruente.
Non poteva che essere così, tenuto conto della scarsa capacità politico-amministrativa che alberga tra il primo e il quinto piano del parallelepipedo di Via De Gasperi, nè giovano gli interventi della prof.ssa Barbanente, fin troppo generici, come quello condotto ieri sera, 9 febbraio, nella diretta Facebook insieme a Berlen, Colonna e Berardi.

Peraltro, la docente scandisce, insieme a Berlen e Berardi, ormai da troppo tempo, fin dai primi Anni 2000, l’agenda urbanistica del nostro comune, con risultati invero assai deludenti, se è vero, come è vero, che finora si è fatto pura accademia senza riscontri tangibili nella programmazione del territorio, se non per aver consentito, da Assessora regionale e quindi da politico, alcuni accordi di programma in deroga al PRG, come il PRU del Cozzetto, che hanno accresciuto le cesure urbane anzichè ricucirle: basti guardare alla parte pubblica non ancora conclusa a distanza di 22 anni dalla sua prima approvazione.
Insomma, più che una soluzione ai molteplici problemi urbanistici cittadini, la convenzione con il Politecnico è parte del problema, una palla al piede che ci trasciniamo da troppi anni senza costrutto: la lettura del DPP del 2009 e del suo aggiornamento odierno, infatti, nulla offrono in termini di prospettive se non centinaia di pagine di tecnicismo esasperato, ma povero di contenuti pensati per l’evoluzione di un territorio.
Insomma, sembra di trovarsi più che altro di fronte ad impeccabili lavori utili in sede di formazione universitaria, piuttosto che a concreti strumenti per la definizione della programmazione territoriale.
Vedremo come si sostanzierà la fase di consultazione popolare nella costruzione del PUG: se dovesse dare gli stessi risultati che portò quella della stesura del DPP 2009 possiamo stare certi che il nuovo strumento urbanistico sarà certamente una collazione di piani settoriali già in corso di formazione (piano comunale delle coste, piano della mobilità sostenibile, ecc.), come peraltro già enunciato dalla stessa prof.ssa Barbanente, e poco altro se non una raccolta di “desiderata” da questionari buoni per ogni stagione.
Invece, Mola ha bisogno di un nuovo strumento urbanistico che abbia un’anima, un cuore, un cervello e che può arrivare soltanto dall’utilizzo lungimirante del territorio, a partire dalle risorse materiali disponibili (terra, mare, patrimonio artistico) e da quelle immateriali (risorse umane, cultura), coniugate con il know how dei suoi abitanti in svariati campi produttivi, in specie i più giovani e innovativi, e le nuove tecnologie, in un quadro di vera sostenibilità ambientale, non solo enunciata, e di concreto recupero del patrimonio edilizio.
Ma di tutto questo avremo modo di parlare ancora.
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Ecco la versione integrale della proposta di delibera commentata nell’articolo:
(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)





Caro direttore, l’articolo è esauriente sull’iter amministrativo pluriennale, contorto e un po’ allucinante di tutta la partita relativa alla programmazione urbanistica, ma non consente al lettore di capire che cosa contengono le 93 pagine che si sottopongono all’approvazione del CC. Forse è opportuno pubblicarle integralmente su Mola Libera non appena saranno adottate, così i cittadini che leggono ML potranno capire di più sulle questioni di sostanza (se ce ne sono) oltre che su quelle procedurali.
Waldemaro Morgese
Meramente Mestamente Aberrante, Orrendo Scandaloso è dir poco… tutta questa annosa negligenza lassismo da parte di coloro che al contrario, avrebbero avuto il ruolo responsabilità per la crescita e sviluppo a tutto tondo il nostro Paese, decenni e decenni passati a vivacchiare e scaricabarile fra le opposte schiere politiche. Eccoli qua vecchi e nuovi personaggi, accomunati dagli stessi vergognosi orrendi ignobili marci “ideali” che recitano alle loro perverse menti: pensa a te stesso non alla Cittadinanza, pensa a far carriera, ci saranno altri semmai a pensare ai cittadini, il popolo si arrangia ecc.. La verità è che negli ultimi decenni non viene data al popolo neanche più la possibilità di arrangiarsi, perché viviamo (se non l’avete ancora capito) sotto dittatura comunista. Documentatevi su quello che è il comunismo, vi do un piccolo aiutino (il comunismo è fame e miseria ecc, del popolo non interessa niente, la gente non deve possedere nulla, tutto gli viene concesso dal partito, documentatevi prima che sia troppo tardi), vi lasceranno forse in mutande, forse, sembra una barzelletta ma è la pura verità. Sono anni che la sx italiana tutta, sta svendendo l’Italia alla cina, ma non capite, non ve ne accorgete!? Al momento quello che deve fare il cittadino è di non votare più quella gente anche se ha dei conoscenti ecc in quelle liste, aprite bene occhi e orecchie perché con quelli lì non possiederai più niente, questo è il futuro che attende noi e i nostri figli… APRITE OCCHI E ORECCHIE..! Costringete questo sindaco a scegliere: o Mola a tempo pieno, oppure i restanti incarichi che ha… Urge scegliere al momento, per sopravvivere, per poi ricominciare a Vivere…!!!