Costa dei Trulli, un patto tra 9 comuni rilancia uno dei territori più belli e attrattivi al mondo. Ieri incontro tra i sindaci del comprensorio.
Di seguito un comunicato congiunto dei nove sindaci dei Comuni coinvolti nel progetto di valorizzazione della Costa dei Trulli
COMUNICATO STAMPA
Mola di Bari – Si sono ritrovati nel Castello Carlo V di Monopoli i sindaci di Monopoli Angelo Annese, Mola di Bari Giuseppe Colonna, Fasano Francesco Zaccaria, Alberobello Michele Maria Longo, Castellana Grotte Francesco De Ruvo, Conversano Francesco Lovascio, Polignano a Mare Domenico Vitto, Noci Domenico Nisi e Putignano Luciana Laera.
I sindaci hanno condiviso con grande entusiasmo e determinazione una strategia di promozione molto ambiziosa che vuole valorizzare un territorio che congiunge la costa e i trulli della Valle d’Itria e che ha attratto nel 2019 più tre milioni di presenze. Da qui i comuni vogliono ripartire per rinascere dopo la pandemia.
La formidabile attrazione che viene da questo tratto di costa pugliese (premiato con ben 5 bandiere blu) e la suggestione e la straordinaria riconoscibilità internazionale dei trulli rappresentano i pilastri del progetto Costa dei Trulli che naturalmente riguarda anche altre realtà territoriali che presto verranno coinvolte.
Il progetto, infatti, è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni attraendo l’interesse di un numero sempre maggiore di realtà territoriali.
Ieri i 9 sindaci hanno condiviso progettualità volte a strutturare un’offerta turistica unica che parla al mondo come territorio, superando i campanili. Cultura, intrattenimento, trasporti, servizi turistici, marketing, sono stati i temi all’ordine del giorno sui quali i sindaci si sono confrontati con chiara visione strategica e concretezza.
Il CT9, come qualcuno lo ha già ribattezzato, avvierà già nelle prossime ore una interlocuzione con la Regione Puglia affinché il territorio della Costa dei Trulli divenga sempre più protagonista nelle scelte strategiche regionali e venga riconosciuto come il terzo grande brand turistico regionale accanto a Gargano e Salento.
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NOSTRO COMMENTO
A commento del comunicato stampa dei 9 Sindaci del comprensorio della “Costa dei Trulli”, pubblichiamo la riflessione del direttore editoriale di “Mola Libera”, già apparsa nel 2016, che tuttavia, con riferimento specifico a Mola di Bari, rimane ancor oggi strettamente attuale.
LE DIECI REGOLE PER UNA VERA CITTA’ TURISTICA
di Andrea G. Laterza
Quello molese è per gran parte ancora uno pseudo-turismo alla “mordi e fuggi”.
Un arrembaggio a poche e delimitate zone centrali, per tre mesi all’anno, di gente in arrivo dalle periferie baresi e dalle cittadine dell’entroterra per consumare un “fast food” alla buona, che genera cumuli di rifiuti, sporcizia, disordine, caos automobilistico.
E che porta un flusso di denaro limitato a qualche decina di esercizi commerciali, senza alcuna estensione concreta alla catena economica cittadina.
Mola può aspirare a diventare un paese turistico di medio livello, soltanto se uscirà dal deleterio cliché del “mordi e fuggi”, innanzitutto valorizzando le proprie risorse storico-artistiche-architettoniche, e dandosi delle regole ben precise.
E’ quanto fanno tutte le cittadine che possono fregiarsi per davvero di un turismo di qualità, apportatore di benessere diffuso.
Ecco 10 regole che determinano il successo dei veri paesi turistici:
1) Polizia Municipale efficace ed efficiente, con agenti dislocati in strada in numero adeguato e operativo, con almeno un presidio fisso in zona centrale.
2) Strade ben asfaltate, basolati e marciapiedi ben tenuti, con pulizia scrupolosa di ogni ambiente pubblico (vie, piazze, lungomare, fontane monumentali, palazzi comunali) e igiene diffusa in tutto il tessuto urbano con porta-rifiuti in numero sufficiente, disinfezioni e lavaggi costanti e accurati di strade e piazze.
3) Nessun rifiuto abbandonato per le strade, nelle campagne e sulle coste: raccolta differenziata efficiente con incentivi alle famiglie virtuose e punizioni esemplari per i trasgressori.
4) Viabilità ordinata e ben regolata da semafori funzionanti, con estese zone pedonali e a traffico limitato disciplinate da sistemi di video-sorveglianza per il controllo degli accessi, anche in funzione antivandalismo, aree a parcheggio ampie e decentrate con costanti collegamenti al centro tramite bus navetta non inquinanti (elettrici e/o a metano).
5) Decoro cittadino e arredo urbano ottimale: facciate degli edifici pulite e ben tenute con un “piano cittadino del colore”, buona illuminazione, panchine in ordine, nonché gazebo, ombrelloni, sedie e tavolini esterni di bar, pizzerie e ristoranti uniformi per forma, stile e colore. Parco pubblico per il tempo libero o, comunque, aree a verde diffuse, ben curate e rigogliose per varietà di piante e di fiori.
6) Rispetto del suolo pubblico da parte degli esercizi commerciali senza occupazioni ed estensioni improprie.
7) Punti turistici informativi gestiti da personale esperto, in grado di parlare le principali lingue estere.
8) Marketing territoriale in grado di attrarre tour-operator di livello internazionale per un turismo di fascia medio-alta: mettendo “in rete” palazzi, chiese, teatri, musei, beni storico-artistici e caratterizzandoli con spettacoli, mostre, rassegne musicali, feste religiose, sagre di buon livello, offerte culturali ed eno-gastronomiche per una migliore fruizione dei turisti ad elevata capacità di spesa, peraltro agganciando l’offerta locale a quella del sud-est barese (mare, trulli, grotte).
9) Ricettività qualificata e di buon livello con alberghi e bed & breakfast condotti in maniera professionale, anche dislocati sul territorio con il sistema dell’”albergo diffuso”, nonché un sistema di negozi convenzionati (abbigliamento, oggettistica, prodotti di gastronomia tipica, vini pugliesi, ecc.) per offerte competitive e promozionali ai turisti.
10) Zone balneari pubbliche ben attrezzate, pulite e mantenute da personale specializzato con attenzione alla salubrità delle acque e alla sicurezza dei bagnanti; aree portuali per il diporto nautico, ordinate e presidiate, con adeguati servizi a terra.
In tutta onestà, chiediamoci: quanti e quali di questi dieci fattori di successo soddisfa Mola? Probabilmente quasi nessuno.
E allora – a cominciare dal Sindaco, dalla Giunta Comunale e dal Consiglio comunale, per finire a ciascun cittadino, passando per l’associazionismo locale -, bisogna prendere coscienza che c’è moltissima strada da fare: non basta l’adesione, sia pur doverosa e necessaria, a filiere comunali come la “Costa dei Trulli”.
Occorrono idee e programmi per brillare di luce propria in una tale filiera, ma innanzitutto è necessaria la volontà politica delle istituzioni e la consapevolezza diffusa dei singoli che soltanto attraverso una vera rinascita e rigenerazione della mentalità collettiva potremo traguardare l’obiettivo di un vero paese turistico, iniziando dal benessere generale dei suoi abitanti, affinché a Mola sia bello e piacevole viverci per 365 giorni all’anno.
Di fatto rimarrà solo una delle tante adesioni comunali. Parliamoci chiaro. È la cultura che manca è francamente neanche la si vuole, quella cultura che in primis ti infonde la famiglia nella quale nasci è vivi, poi la scuola, poi la collettività e quindi le persone autoctone che decideranno di entrare in politica ecc ecc. Cosa dire di quel malcostume che regna annoso è incontrastato che recita: arraffa più che puoi perché poi non sai del tuo domani. È uno strascico infinito specie a Mola..! Confrontarsi va bene, ma nella realtà si può solo pensare di mettere in atto un piano così ambizioso (a Mola) perché gli interessi sono altri è altrove. Affinché Mola si chiamerà Mola “di” Bari regnerà sempre il degrado è l’emarginazione. In un’altro commento ho spiegato il perché è l’importanza di quel complemento di possesso (“di”), in soldoni Mola “di” Bari sarebbe figurerebbe come l’ultimo quartiere a sud di Bari, quindi l’estrema periferia che deve restare abbandonata dimenticata a se stessa all’infinito..! Qualcuno affermerà dirà, ma abbiamo anche un Comune ecc, certo, ma avete presente i governi fantoccio..!? La spiegazione è servita..! Chi vuol capire capisca, oramai da decenni insegnano a guardare e preoccuparsi solo della propria abitazione, intesa come propria e solo ubicazione anagrafica, è quello che vuole e insegna la politica per poi attuare i propri sporchi interessi. Allora: Mola dev’essere la pattumiera della periferia di Bari, così è stato deciso, a meno che..!?
La zona potrebbe essere a grave rischio idrogeologico, eppure...
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Di fatto rimarrà solo una delle tante adesioni comunali. Parliamoci chiaro. È la cultura che manca è francamente neanche la si vuole, quella cultura che in primis ti infonde la famiglia nella quale nasci è vivi, poi la scuola, poi la collettività e quindi le persone autoctone che decideranno di entrare in politica ecc ecc. Cosa dire di quel malcostume che regna annoso è incontrastato che recita: arraffa più che puoi perché poi non sai del tuo domani. È uno strascico infinito specie a Mola..! Confrontarsi va bene, ma nella realtà si può solo pensare di mettere in atto un piano così ambizioso (a Mola) perché gli interessi sono altri è altrove. Affinché Mola si chiamerà Mola “di” Bari regnerà sempre il degrado è l’emarginazione. In un’altro commento ho spiegato il perché è l’importanza di quel complemento di possesso (“di”), in soldoni Mola “di” Bari sarebbe figurerebbe come l’ultimo quartiere a sud di Bari, quindi l’estrema periferia che deve restare abbandonata dimenticata a se stessa all’infinito..! Qualcuno affermerà dirà, ma abbiamo anche un Comune ecc, certo, ma avete presente i governi fantoccio..!? La spiegazione è servita..! Chi vuol capire capisca, oramai da decenni insegnano a guardare e preoccuparsi solo della propria abitazione, intesa come propria e solo ubicazione anagrafica, è quello che vuole e insegna la politica per poi attuare i propri sporchi interessi. Allora: Mola dev’essere la pattumiera della periferia di Bari, così è stato deciso, a meno che..!?