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Mola di Bari

PERCOLATO FUORI DALLA DISCARICA: ECCO LA RELAZIONE TECNICA

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Pubblichiamo la relazione tecnica della società incaricata dal tavolo intercomunale dei Comuni di Mola (capofila), Conversano, Polignano e Rutigliano che attesta, con idonee misurazioni geo-elettriche, la lacerazione in più punti del telo HDPE, cioè della geomembrana in polietilene che protegge il fondo e i fianchi delle discariche dalla perdita di percolato. Al di là del complesso linguaggio tecnico e della terminologia specifica, è in ogni caso del tutto evidente che il percolato sia già fuoriuscito dal lotto III (la parte indagata) e che si trovi al di fuori del corpo della discarica. Le indagini piezometriche, cioè gli appositi sondaggi per la verifica della falda acquifera, che seguiranno a questa prima indagine, consentiranno di verificare, nei punti di lacerazione, se e in che misura le acque di profondità siano già state raggiunte dal percolato, come è molto probabile.

Pubblichiamo di seguito la relazione tecnica conclusiva delle indagini “geoelettriche e di polarizzazione indotta”, con intestazione del Comune di Conversano.

Spieghiamo però innanzitutto cosa si intende per indagini geoelettriche:

Le indagini geoelettriche rappresentano una moderna metodologia d’indagine geofisica non invasiva e si basano sulla rilevazione di resistività elettrica delle varie tipologie di terreni investigati.
Sono utili per localizzare i punti critici per sondaggi esplorativi, evitando di perforare in aree poco significative.
La prova viene effettuata posizionando sul terreno un gran numero di elettrodi connessi ad uno strumento chiamato Georesistivimetro, in grado di acquisire migliaia di misurazioni che, opportunamente processate mediante relativi software di elaborazione, permettono la ricostruzione del sottosuolo con un ampio dettaglio.
La strumentazione utilizzata consente di eseguire le misure di resistività elettrica, di caricabilità (o Potenziale indotto) e del Potenziale Spontaneo.

In particolare, prima del documento completo, rendiamo immediatamente visibili ai lettori le CONCLUSIONI di cui al punto 8 del documento, a pag. 47:

“CONCLUSIONI

Le tomografie geoelettriche hanno permesso di riscostruire, lungo le sezioni indagate, la geometria del corpo discarica caratterizzata da uno spessore variabile stimato tra circa 40÷85 m, con un chiaro incremento in direzione Est.

L’indagine ha evidenziato anomalie e andamenti geoelettrici (ERT2D) e di caricabilità (IP2D) associabili a potenziali criticità ambientali (fig. 36, fig. 37):

  1. In particolare l’approfondimento dell’anomalia conduttiva, individuato in corrispondenza delle tomografie ERT15-ERT16-ERT17-ERT18-ERT19- ERT20, ovvero nel settore Ovest della discarica, può essere associabile ad un approfondimento del corpo discarica anche se non si può escludere, secondo gli elevati valori di caricabilità rilevati ed i ridottissimi valori di ρ, l’associazione di tale approfondimento con una perdita di percolato.
  2. Nel settore Sud della discarica il passaggio geoelettrico tra anomalia conduttiva riferibile al corpo rifiuti ed incassante risulta poco netto e pertanto di difficile distinzione. In ERT06-ERT13 è presente un corpo a tratti stratiforme, caratterizzato da valori di ρ compresi tra 23÷120 Ω∙m che mette in continuità la porzione conduttiva associabile al corpo discarica con la porzione esterna posta a Sud. Tale andamento risulta compatibile con l’ipotesi con l’assenza del telo HDPE in tale settore della discarica o di una sua lacerazione diffusa.
  3. Come mostrato nelle figure seguenti, nel settore Sud-Est, esterno alla discarica, sono state individuate anomalie conduttive e ad elevata caricabilità (A2, A2B) riferibili a rifiuti, terra rossa o percolato inertizzato e nel settore Est dello stendimento ERT/IP01_INT un’anomalia associabile a terra rossa.
  4. Nel settore Nord-Est sono state individuate anomalie conduttive e ad elevata caricabilità (A1) compatibili con potenziali lacerazioni del telo HDPE e conseguente sversamento di percolato.
  5. Le anomalie di caricabilità individuate nell’area immediatamente a Nord della discarica (A1B) risultano compatibili con un probabile accumulo di acque meteoriche provenienti dal capping della discarica (HDPE), che presenta una chiara inclinazione in direzione Nord; non si può escludere, dal solo dato geofisico, l’associazione di tale anomalia con percolato.

Infine, l’anomalia resistiva A3 si estende a Sud dell’area per tutta la lunghezza del tratto investigato, ricadendo in parte all’interno del corpo discarica ed in parte esternamente ad esso. Non si hanno elementi per spingersi verso una potenziale interpretazione litostratigrafica di tale anomalia ma presenta peculiarità geometriche e valori di ρ compatibili con materiale antropico (materiale inerte? altra tipologia di rifiuto?).

Le indagini geofisiche eseguite sono per definizione indagini indirette. Pertanto, si consiglia di eseguire sondaggi geognostici in corrispondenza delle zone conduttive e ad elevata caricabilità che per tali caratteri risultano associabili a criticità ambientali, ovvero zone potenzialmente associabili a rifiuti, terre rosse o percolato inertizzato (A2), e zone associabili a potenziali lacerazioni del telo HDPE e conseguente sversamento di percolato (A1).”

Ecco il documento completo:

(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Inoltre, per completezza, rendiamo disponibile la parte dello studio intermedio che, con poche ma molto chiare immagini di tomografia geoelettrica, rendono direttamente percepibili i probabili sversamenti di percolato al di fuori del corpo del lotto III della discarica.

Si tratta di un documento che la nostra redazione ha ricevuto solo qualche giorno fa ma che, come purtroppo abbiamo appreso, era da mesi in possesso di alcuni politici, amministratori e ambientalisti molesi.

Probabilmente, se tale documento fosse stato divulgato per tempo, il Piano regionale dei rifiuti avrebbe avuto un’altra formulazione, magari già contemplando, in fase di adozione da parte della Giunta Regionale, lo stralcio del sito Martucci.

Ecco il documento preliminare:

(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Infine, ecco la lettera che, a seguito della relazione tecnica conclusiva, il Comune di Mola, a firma del RUP (Responsabile Unico del Procedimento), ha inviato a numerose Autorità, a cominciare dal GIP del Tribunale di Bari e al Comando dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE), nonchè al Presidente della Regione Puglia e agli uffici regionali competenti in materia ambientale e di gestione dei rifiuti:

(per scorrere il testo, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)

Continuate a seguire “Mola Libera”: vi terremo aggiornati.

 

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