A seguito di numerose richieste dei lettori, pubblichiamo un estratto dall’audio registrato ieri sera, venerdì 29 ottobre 2021, nella sala consiliare del Municipio di Mola, nel corso della riunione della “Commissione consiliare speciale per contrada Martucci”. Il grave tentativo di condizionamento dell’Assessora all’Ambiente sull’attività del nostro giornale, si è svolto alla presenza di decine di cittadini, oltre che del Sindaco, di alcuni Assessori e di diversi Consiglieri comunali.
Lo spezzone di audio si riferisce al pesante intervento censorio effettuato, con tono autoritario e perentorio, dall’Assessora all’Ambiente del Comune di Mola, Elvira Tarsitano, nei confronti del Direttore Responsabile di “Mola Libera”, Andrea G. Laterza.
Un grave tentativo che tenta di instaurare un pericoloso clima di condizionamento sull’indipendenza di “Mola Libera”, impegnata in questi giorni nel fornire ai lettori il massimo dell’informazione – corretta, puntuale ed esaustiva -, accompagnata dal pur doveroso e indispensabile diritto di critica e di opinione sancito dall’art. 21 della Costituzione e dalle norme europee e, in ogni caso, tutelato dalle norme di legge e deontologiche previste in materia di giornalismo.
Ecco uno stralcio del pesante tentativo di condizionamento:
“(…) Corretta informazione, non terrorismo. (…) L’informazione deve essere neutra, si devono riportare i fatti. Le opinioni non stanno agli organi d’informazione. (…) Dott. Laterza, Lei non deve esprimere opinioni! La deve smettere di esprimere delle opinioni personali!” (…).
Ma è opportuno ascoltare l’estratto audio per cogliere il tono ultimativo della voce del nostro amministratore pubblico, mai eletto in elezioni amministrative del Comune di Mola, avulso dalla nostra storia comunitaria e poco a conoscenza dei nostri annosi problemi e, nello specifico, della discarica Martucci:
Nonostante il categorico diktat dell’Assessora, “Mola Libera” va avanti!
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A completamento, ecco un estratto tratto dalle norme etiche dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti ai fini della tutela del diritto di critica e di opinione, che l’Assessora Tarsitano dovrebbe tenere continuamente a mente nel suo ruolo di amministratore pubblico:
“La libertà di informazione e di critica (valori che fanno definire il giornalismo informazione critica) è il “diritto insopprimibile” dei giornalisti. “Le libertà fondamentali affermate, garantite e tutelate nella Parte prima, Titolo primo, della Costituzione della Repubblica, sono riconosciute come diritti del singolo, che il singolo deve poter far valere erga omnes. Essendo compresa tra tali diritti anche la libertà di manifestazione del pensiero proclamata dall’art. 21, primo comma, della Costituzione, deve senza dubbio imporsi al rispetto di tutti, delle autorità come dei consociati. Nessuno può quindi recarvi attentato, senza violare un bene assistito da rigorosa tutela costituzionale”. (Corte costituzionale, sentenza 122/1970).”
A tal proposito, ecco cosa stabilisce di preciso la Costituzione della Repubblica Italiana all’art. 21, nonchè la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea all’art. 11.
Art. 21 della Costituzione
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Art. 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
Libertà di espressione e di informazione
1. Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.





A mio parere, il pubblico amministratore deve spogliarsi delle proprie reazioni ed accettare che, sull’argomento in discussione, altri, singolarmente o pubblicamente, esprimano le loro opinioni.
Se, in questo esercizio, vengono superati i limiti del riferimento personale delle critiche, esistono altri ambiti in cui si potrà far valere il ristoro alle offese o ingiurie ricevute.
Questa regola è da applicare ad ognuna delle parti in causa.
Ing. Disanto, non ci sono MAI state offese di carattere personale all’Assessora Tarsitano, ma solo puntuali resoconti dei suoi interventi pubblici, come dimostrano le nostre cronache consiliari. In punto di diritto di critica, abbiamo semplicemente scritto che, al momento, non si conoscono provvedimenti concreti in materia ambientale dell’Assessora, a fronte delle gravi problematiche costituite dagli sversamenti selvaggi di rifiuti nell’agro molese e dei roghi tossici, puntualmente denunciati dal nostro giornale, con segnalazioni precise dei nostri lettori, corredate sempre da numerose foto. Pertanto, il diktat assessorile ci risulta davvero incomprensibile.
Mi è molto gradito in questa sede esprimere il mio pensiero in merito: Caro dottor LATERZA nel rispetto del codice deontologico, delle norme del codice penale, delle successive integrazioni in materia di libertà di stampa e della Costituzione La prego di continuare a scrivere e quindi ad informare correttamente i Suoi lettori.
Io avrò piacere di leggere ed essere così informato non tralasciando l’occasione per effettuare approfondimenti e verifiche.
In materia di libertà di stampa e di lettura, le censure e/o i divieti di esprimere per iscritto “proprie opinioni personali”, anche se espressi da un pubblico amministratore, possono essere anch’essi opinioni personali che non aiutano affatto a favorire il dialogo democratico fra componenti di una Comunità.
Non è poi sempre vero che i principi della corretta informazione si debbano esaurire a raccontare solo i fatti.
I fatti raccontati fanno fede sino a querela o denuncia di falso così come le considerazioni del cronista o dell’operatore di pubblica informazione che raccontando i fatti ha il diritto ed io direi anche il dovere di esprimere considerazioni personali che potranno poi essere condivisi o non condivisi.
Viva la libertà di opinione e di libera e rispettosa espressione e perché no….. anche di lettura
È Scandaloso Inappropriato Delirante Inaccettabile il tentativo di imbavagliare inibire la Stampa Locale ecc: bieco becero allusivo di una politica che dimostra insofferenza dinanzi alle proprie mancanze e obblighi. Monologo da censurare: il suggerimento è di una profonda riflessione e nel caso le dimissioni, in quanto l’inidoneità è palese nel non rappresentare una delle tante questioni di Vitale Seria Concreta importanza per le comunità interessate.
Addirittura intimare di”smettere di esprimere opinioni” da parte di una autorevole rappresentante del Partito Democratico è di una gravità assoluta. Confuti le opinioni del dott. Laterza se le trova non coerenti ai fatti, ma non pretenda il suo silenzio.