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PIANO URBANISTICO: CONSIGLIO COMUNALE DIVISO A META’. LA PROF.SSA BARBANENTE PUO’ CONTINUARE LA CONSULENZA?

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Dopo il voto dello scorso lunedì 14 febbraio, con l’opposizione che, invocando l’invotabilità del provvedimento, ha abbandonato la seduta chiamata ad approvare l’aggiornamento del DPP (Documento Preliminare di Programmazione) e l’adeguamento del Piano Regolatore Generale (PRG) vigente al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), si fa sempre più debole e incerto il ruolo del Politecnico di Bari e, quindi, della prof.ssa Angela Barbanente, responsabile scientifico della convenzione con il Comune di Mola per la redazione del PUG (Piano Urbanistico Generale). Ecco tutto quello che c’è da sapere.

La vicenda urbanistica molese, già ingarbugliata di suo, si complica ancor più.

Dopo il voto in Consiglio comunale di lunedì scorso, 14 febbraio, le posizioni in campo sembrano abbastanza nette, sia pure con alcune sfumature.

La maggioranza di “Cantiere civico” ha seguito le indicazioni del Sindaco Giuseppe Colonna e del suo Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen, votando compatta per il provvedimento all’ordine del giorno. Ma analoga compattezza, e non è raro trovarla in precedenza, ha dimostrato l’opposizione abbandonando, in maniera concordata, la seduta, non partecipando al voto, anche se con diverse motivazioni.

Otto voti della maggioranza, ai quali si è aggiunto, ovviamente, quello del Sindaco, e otto assenze della minoranza: un Consiglio comunale spaccato a metà chiamato a discutere e votare una delibera tra le più importanti e strategiche in materia urbanistica.

La relazione dell’Assessore Berlen nel corso della seduta del 14-2-22. Al suo fianco, a sinistra nella foto, la prof.ssa Angela Barbanente. A destra, l’ing. Vito Berardi, capo settore Urbanistica del Comune di Mola

In sostanza, i consiglieri si sono visti sottoporre dalla Giunta comunale una proposta di deliberazione (già pubblicata da “Mola Libera” e da noi commentata) sull’aggiornamento del DPP (Documento Preliminare di Programmazione) e, contestualmente, sull’adeguamento del PRG (Piano Regolatore Generale) vigente alle norme del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale).

Perchè questi provvedimenti sono così importanti? 

Lo spieghiamo, ancora una volta, riprendendo i contenuti dal nostro precedente articolo del 10 febbraio, di analisi della proposta di deliberazione poi votata lunedì 14 febbraio:

https://www.molalibera.it/2022/02/10/pasticcio-urbanistico-in-vista-mancano-idee-e-scenari-per-lo-sviluppo-di-mola/

Il DPP (Documento Preliminare di Programmazione) è, come dice lo stesso termine, il documento che precede la redazione del PUG (Piano Urbanistico Generale). 

In sostanza, la Legge Regionale 20/2001 trasforma il tradizionale Piano Regolatore in Piano Urbanistico Generale (PUG) e lo articola in previsioni strutturali e previsioni programmatiche.

Inoltre, in applicazione dell’art. 4 di tale legge la Regione Puglia, nel 2007, ha approvato il “Documento Regionale di Assetto Generale (DRAG) – Indirizzi, criteri e orientamenti per la formazione, il dimensionamento e il contenuto dei Piani Urbanistici Generali (PUG)” che stabilisce metodologie, contenuti e procedure di redazione e formazione dei PUG.

La L.R. 20/2001 ed il DRAG stabiliscono come atto propedeutico al processo di formazione del PUG la redazione del Documento Programmatico Preliminare (DPP) che deve essere adottato dal Consiglio Comunale, pubblicato e sottoposto alla presentazione delle osservazioni.

La redazione del DPP consiste nella possibilità di sottoporre alla consultazione pubblica un documento di prima definizione degli obiettivi del PUG, che consente una prima condivisione delle conoscenze del territorio e una prima definizione delle scelte strategiche per lo sviluppo di un comune. In sostanza, rappresenta un elaborato “programmatico” e “preliminare” alla formazione del PUG vero e proprio.

Il P.U.G. (Piano Urbanistico Generale) è lo strumento di disciplina urbanistica a livello comunale, elaborato dall’amministrazione e approvato dal Consiglio comunale con l’aiuto concreto e fondamentale della cittadinanza tutta, articolato in previsioni strutturali e previsioni programmatiche.

Le previsioni strutturali identificano le linee fondamentali dell’assetto dell’intero territorio comunale e determinano le direttrici di sviluppo degli insediamenti nel territorio comunale.

Le previsioni programmatiche definiscono, le localizzazioni delle aree da ricomprendere nei Piani Urbanistici Esecutivi (PUE), stabilendo quali siano le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili; inoltre disciplinano le trasformazioni fisiche e funzionali consentite nelle aree non sottoposte alla previa redazione di PUE. 

I Piani Urbanistici Esecutivi (PUE) costituiscono gli strumenti di attuazione del PUG e comprendono un ampio insieme di strumenti, dai piani attuativi di tradizione (gli ex PPA – Piani Pluriennali di Attuazione), anche settoriali o tematici, ai programmi complessi, siano essi di iniziativa pubblica, privata o mista.

Inoltre, è necessario chiarire perchè, con la delibera votata lo scorso lunedì 14, si è anche proceduto ad avviare l’adeguamento del PRG (Piano Regolatore Generale) vigente al PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale).

Il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR) è il piano paesaggistico ai sensi degli artt. 135 e 143 del D.lgs.  22  gennaio  2004,  n.  42  “Codice  dei  beni  culturali  e del  Paesaggio”, con specifiche funzioni di piano territoriale ai sensi dell’art. 1 della L.R. 7 ottobre 2009, n. 20 “Norme per la pianificazione paesaggistica”.

Il PPTR persegue le finalità di tutela e valorizzazione, nonché di recupero e riqualificazione dei paesaggi di Puglia.

Il PPTR disciplina l’intero territorio regionale e concerne tutti i paesaggi di Puglia, non solo quelli che possono essere considerati eccezionali, ma altresì i paesaggi della vita quotidiana e quelli degradati.

Il PPTR, entrato in vigore il 23-03-2015, sostituisce e integra il precedente strumento urbanistico regionale denominato PUTT (Piano Urbanistico Territoriale Tematico).

Sia il PUTT che il successivo PPTR prescrivono l‘obbligatorietà dell’adeguamento dello strumento urbanistico generale comunale vigente (PRG), di ogni comune pugliese, alle norme dettate da questi due piani paesaggistici, pena l’impossibilità di varare piani urbanistici particolareggiati e, quindi, di rilasciare “permessi di costruire” nelle aree “sensibili” dettagliate nel PUTT prima e nel PPTR poi.

Il Comune di Mola è risultato inadempiente sia nell’adeguamento al PUTT (entrato in vigore il 13-01-2001) che nella successiva rispondenza al PPTR, ora in vigore, come si è detto, dal 2015.

Qual è stato il risultato?

Molte lottizzazioni risultano “bloccate” per l’assenza di rispondenza al PUTT e quindi al PPTR e in questo vi è una forte responsabilità politica di quanti hanno governato negli anni.

A cominciare dall’Assessore Berlen che, nonostante avesse la responsabilità dell’adeguamento del PRG innanzitutto al PUTT, entro due anni dall’entrata in vigore di quest’ultimo (quindi, entro il 13 gennaio 2003), non lo ha fatto sia negli ultimi due anni del suo incarico assessorile, con la Giunta Cristino II, che, soprattutto, per l’intero suo mandato da Sindaco e di assessore ad interim (2005-2010).

L’adeguamento al PUTT non è nemmeno avvenuto successivamente, con Diperna Sindaco (2010-2015). 

Come si è detto, il PUTT è stato poi sostituito dal vigente PPTR (entrato in vigore il 23-03-2015): in questo caso, i Comuni avevano a disposizione un solo anno per l’adeguamento del PRG.

Avrebbe dovuto farlo Giangrazio Di Rutigliano entro il marzo 2016, ma, come ben si sa, senza che valga come giustificazione, quella Giunta ha avuto vita grama fin dai suoi primordi e nel marzo 2017 definitivamente spirò per il voto di sfiducia del Consiglio comunale al Sindaco. 

Dopo la parentesi della gestione commissariale, si arriva quindi alla Giunta Colonna nel giugno 2018 e il dossier sull’adeguamento del PRG al PPTR approda sulla scrivania del redivivo Assessore Berlen, il quale fa trascorrere ancora quasi quattro anni fino a proporre al Consiglio l’obbligatorio adeguamento: e ciò nonostante l’annoso blocco di molte lottizzazioni, tra cui la famigerata C2.3, avesse da tempo suggerito a Colonna e a Berlen di procedere fin dal loro insediamento.

Tuttavia, la contestazione dell’opposizione alla Giunta e alla maggioranza su questo tardivo adeguamento è fondata.

Infatti, Colonna e Berlen hanno più volte dichiarato che si procederà in tempi molto rapidi al varo del PUG (Piano Urbanistico Generale) che andrà a sostituire il vigente PRG (Piano Regolatore Generale), sicuramente entro la fine di questa consigliatura.

A tal proposito, si sa benissimo che i PUG nascono già obbligatoriamente adeguati al PPTR, e quindi la domanda è legittima: che senso ha un adeguamento tardivo al PRG (con tempi e risorse che distoglieranno inevitabilmente l’Ufficio tecnico comunale dalla redazione del PUG), se entro la prossima primavera verrà varato il nuovo e definitivo strumento urbanistico?

Si capisce quindi molto bene che il varo del PUG a breve rischia di essere solo una promessa da marinaio. E chi sta al timone è sicuramente un esperto in manovre dilatorie, come le lunghe vicende amministrative dimostrano ampiamente.

E quindi si torna al PUG e alla sua redazione…

Giova tornare ancora una volta, sia pure brevemente, sull’illegittimità della convenzione “riattivata” (che in realtà è una vera e propria ‘novazione’) dal Comune di Mola con il Politecnico di Bari, in base alla delibera di Consiglio comunale del dicembre 2018.

Quella convenzione suona vuota come una vecchia moneta fuori conio: l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) lo ha spiegato molto bene nel suo parere, chiedendo pertanto atti e provvedimenti in merito al Comune di Mola che, nelle sue diverse componenti politiche di comando e in quelle gestionali, ha fatto finta di nulla, glissando e comportandosi da passante ignaro e fischiettante.

Ma tant’è. In ogni caso, coloro che poi dovranno azionare diritti edificatori sul nuovo PUG potrebbero non dormire sonni tranquilli. Un qualsiasi ricorso, anche ex post, potrebbe travolgere l’intero castello di carte costruito sulla sabbia della disinvoltura amministrativa.

Peraltro, la convenzione da ultimo varata fa seguito ad una serie di convenzioni che si sono susseguite nel tempo (fin dal remoto 2002, cioè 20 anni fa!), di dubbia efficacia amministrativa e legale, stilate in maniera spesso estemporanea e addirittura con riferimenti palesemente sbagliati in alcuni richiami a precedenti convenzioni e atti.

La penultima convenzione stilata, quella del 26-10-2005, di durata biennale, viene poi richiamata con un’altra data (26-11-2006)  in un cosiddetto “Atto aggiuntivo” datato 06-10-2010 per una proroga di un ulteriore anno finalizzato alla concreta istituzione di un Ufficio del Piano, per la redazione del PUG, mai però attivato.

Pertanto, la convenzione del 2005, sebbene prorogata in maniera artificiosa al 06-10-2011, è definitivamente spirata a tale data e la cosiddetta “riattivazione” formulata a seguito della delibera di Consiglio comunale n. 37 del 28-12-2018 non è altro che una nuova convenzione (novazione contrattuale), quindi stipulata tra le parti ex novo, e pertanto soggiacente alle nuove norme in materia stabilite dal Codice degli Appalti in vigore (Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50), alle pronunce della Corte Europea di Giustizia e del Consiglio di Stato.

In sostanza, non si tratta assolutamente – come ha dichiarato la prof.ssa Angela Barbanente in un incontro pubblico, dello scorso venerdì 11 febbraio, organizzato dal consigliere Giangrazio Di Rutigliano – di un impegno che “il Politecnico sta onorando in base ad una vecchia convenzione con le precedenti regole di legge”.

Venendo al merito della questione, come si è visto, un PUG non può nascere se prima non viene preceduto da un DPP (Documento Preliminare di Programmazione). 

Il DPP molese è stato approvato quasi ben 13 anni fa, nel 2009. Nel frattempo, il mondo è cambiato e le previsioni contenute in quel documento sono per gran parte assolutamente inefficaci: intanto, come si è visto, è subentrato il PPTR, inoltre la demografia ha “sballato” ogni ulteriore programmazione edificatoria.

Infatti, il DPP del 2009 prevedeva una popolazione a regime, in quel di Mola, nel 2020, di 31.100 abitanti… E come ben si sa, invece, il dato del 31-08-2021, è di 24.516 abitanti: quasi 6.600 persone in meno!

Siamo in piena crisi demografica e pertanto l’intero DPP deve essere ripensato. 

La prof.ssa Angela Barbanente, con un suo gruppo di lavoro, e su mandato dell’ing. Vito Berardi, capo settore Urbanistica e indicato come colui che redigerà materialmente il PUG, in virtù della molto dubbia convenzione con il Politecnico di cui si è detto, ha provveduto ad un aggiornamento del DPP e tale documento è quindi passato al vaglio del Consiglio comunale di Mola, insieme al già visto adeguamento del PRG al PPTR, lo scorso lunedì 14 febbraio.

Ma anche in questo caso, l’obiezione dell’opposizione è fondata: l’aggiornamento del DPP, intervenuto ben 13 anni dopo l’approvazione del documento iniziale, avrebbe dovuto essere sottoposto al procedimento di partecipazione popolare, con una nuova pubblicazione e le eventuali nuove “osservazioni” dei cittadini.

Così invece non è stato.

Colonna, Berlen e i consiglieri di Cantiere civico (sono intervenute le consigliere Mariagrazia Delcane e Maria Antonietta Colonna) hanno proceduto incuranti di ogni rilievo dei consiglieri di opposizione (sono intervenuti: Michele Daniele, Giovanni Gallo, Stefano Diperna, Giangrazio Di Rutigliano) e, nell’assenza di ben otto consiglieri su sedici, che hanno abbandonato la seduta giudicando il provvedimento complessivamente “invotabile”, hanno approvato quello che il nostro giornale aveva già definito un “pasticcio urbanistico”.

La sintesi degli interventi è stata pubblicata, in presa diretta, sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/molalibera/ .

L’intervento del Sindaco Colonna, che si è fatto prendere dall’insofferenza e dalla stizza quando il consigliere Michele Daniele lo ha definito agli ordini del Sindaco di Bari Antonio Decaro e del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano

Quindi, il mostriciattolo così partorito ha una testa con due facce, come un Giano bifronte concepito male:

Lato A: l’adeguamento del moribondo PRG al PPTR. Lato B: l’aggiornamento del DPP, senza alcun provvedimento partecipativo sebbene previsto dalla legge.

Il mostriciattolo non potrà sopravvivere a lungo.

Delle due l’una:

a) l’ing. Berardi ha nel frattempo acquisito i “superpoteri” e farà il miracolo, entro la prossima primavera, non solo dell’adeguamento del PRG al PPTR ma anche della redazione del PUG a valle dell’obbligatoria consultazione popolare;

b) l’ing. Berardi, non essendo un urbanista, demanderà di fatto l’intero processo redazionale del PUG – oltre che ad un alter ego di supporto di cui la delibera mostriciattolo lo doterà – alla prof.ssa Barbanente e al suo gruppo di lavoro del Politecnico, con la longa manus politico-supervisionale dell’Assessore Berlen.

Se si verificherà l’ipotesi b), come tutto lascia presupporre, tenuto conto che l’ing. Berardi meriterebbe l’agognata pensione, si dimostrerà, platealmente, quanto la convenzione con il Politecnico (che in teoria demanda all’ente universitario la sola consulenza scientifica), sia solo uno specchietto per le allodole e come il Codice degli Appalti e le pronunce del Consiglio di Stato e della Corte Europea di Giustizia siano stati aggirati.

Conclusioni

In ogni caso, avviare una procedura di adeguamento del PRG al PPTR e, soprattutto, un aggiornamento del DPP con un Consiglio comunale spaccato a metà non è un buon viatico per la redazione del Piano Urbanistico Generale, soprattutto tenendo conto che il Politecnico di Bari e, nello specifico, la prof.ssa Barbanente, al di là dell’illegittimità o meno della convenzione, non dovrebbero mantenere un incarico consulenziale oppure operativo come se nulla fosse accaduto.

Infatti, avviare successivamente il coinvolgimento della popolazione in merito alle scelte strategiche del PUG con metà del corpo elettorale (per come esso è ormai rappresentato in Consiglio comunale) in posizione contraria alle modalità finora esplicate non consentirà alcuna vera legittimazione del nuovo piano urbanistico.

E non è difficile immaginarne le conseguenze.

 

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