Un triste fenomeno, quello denunciato, in questa lettera che pubblichiamo, dal lettore Nicola Lucente. I rifiuti speciali prodotti nell’attività agricola vengono abbandonati lungo i bordi delle strade vicinali, anche per il diniego al ritiro da parte del CCR (Centro Comunale di Raccolta) della Zona Industriale. E in tal modo l’agro molese si riempie di mini discariche, piccole “Martucci”, che contribuiscono all’inquinamento dei prodotti della terra. E sulle nostre tavole si consuma l’atto finale dell’attentato alla salute dei molesi.
di Nicola Lucente
LE REGOLE IRREGOLARI

Cos’è questo? È un rifiuto abbandonato su strada (a 200 metri dal CCR -Centro Comunale di Raccolta) proveniente da attività agricola pertanto ritenuto speciale. Voi direte vabbè non è un granché, e invece è quello che definisco “il valore aggiunto” al problema.
Il centro comunale di raccolta non lo ritira. A quei pochi cittadini civili che si recano presso il centro di raccolta comunale, oltre a ricevere il diniego non ottengono altre informazioni utili per poter smaltire tali rifiuti.
Premettendo che le grandi quantità di rifiuti speciali agricoli ( es. teloni in plastica e impianti irrigui) hanno una precisa normativa di riferimento per lo smaltimento, restano in pochi, i civili e onesti agricoltori che la rispettano.
Nonostante le pesanti sanzioni e condanne previste per chi non rispetta la norma, gli stessi operatori del comparto agricolo sono consapevoli della scarsissima capacità deterrente nel contrastare il fenomeno dell’inquinamento rurale da parte delle istituzioni locali, pertanto i disonesti di tale comparto azzardano nel smaltire tali rifiuti tritandoli nel terreno e/o bruciandoli.
E fino a che non ci sarà un’azione di contrasto efficace con una valanga di controlli costanti e a tappeto accompagnati da sanzioni esemplari per chi non rispetta la legge, le campagne molesi saranno sempre più inquinate, dunque serbatoi che nuocciono alla salute.
Praticamente veleno ovunque che oso chiamare mille micro-Martucci disseminate nel territorio nostrano, incidendo ovviamente sulla salute di tutti, anche dei consumatori di quella apparente bella verdura e frutta che viene offerta nel nostro mercato locale. Rare eccezioni sono presenti.
A questo scempio contribuiscono soprattutto i piccoli, ossia coloro che hanno prodotto piccole quantità di spezzoni di tubi in polietilene per irrigazione, sacchetti di plastica vuoti per concime, contenitori vuoti di fitofarmaci ecc.
Molti di loro – e ne ho certezza – appena scoprono che il centro di raccolta non accetta i loro rifiuti, non li sfiora neanche minimamente per la mente che dovrebbero procedere contattando le aziende preposte al recupero e smaltimento di detti rifiuti.
Se poi aggiungiamo gli incivili seriali che sversano di tutto nella fascia rurale molese, il pacchetto velenoso è pronto.
Dunque è ampiamente dimostrato che questo modo di gestire tale fenomeno è di fatto ampiamente fallimentare.
Successivamente risulta, oltre che dannoso per l’ambiente, oneroso per le casse comunali quindi dei contribuenti, perché il recupero dei rifiuti abbandonati comporta spese extra per la ditta aggiudicataria dell’appalto comunale che pertanto vanta crediti nei confronti del comune.
Anche i rifiuti non domestici devono essere gestiti a livello comunale! È impensabile che, soprattutto coloro che producono piccole quantità di rifiuti speciali, debbano contattare aziende di altri comuni per il conferimento di tali rifiuti con gli ovvi obblighi economici. Così facendo si incentiva lo sciagurato abbandono.
La problematica è di notevole importanza, quindi si rende necessaria un’assunzione di responsabilità da parte dei nostri amministratori.
Con ciò non si vuole giustificare le azioni incivili dei nostri concittadini irrispettosi (che definisco delinquenti) ma è evidente che un cambio di strategia è inevitabile se vogliamo vedere le nostre strade, le nostre periferie e soprattutto le nostre strade rurali non più ricettacolo di centinaia di discariche abusive.
Gran parte degli esseri umani mettono davanti all’etica, alla morale, la convenienza, pertanto credo fermamente che ai cittadini deve risultare “conveniente” conferire presso un centro di raccolta locale.
Col tempo, con fiducia e speranza, si potrà anche notare una sorta di crescita culturale della cittadinanza nel rispetto della madre che ci dà la vita: la nostra terra.





