venerdì, 4 Settembre, 2026
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Mola di Bari

“PILASTRINI D’ORO” A LORETO. LE BUGIE DEL POTERE HANNO LE GAMBE MOLTO CORTE

data:

Dopo gli insulti e il tentativo di mettere il bavaglio a “Mola Libera” da parte del potere politico locale, Vi spieghiamo come e perchè l’atto comunale che impegna 100 mila euro per i “Lavori di messa in sicurezza e riqualificazione delle colonnine e balaustre sulla via Loreto, affaccio sul mare” presenta una cifra spropositata ed è in ogni caso illegittimo sotto il profilo amministrativo, tanto da richiedere al più presto la sua revoca in autotutela.

Le bugie hanno le gambe corte, e a Mola le hanno cortissime, strisciano nella polvere.

“Mola Libera”, lo sanno tutti, non le manda a dire.

Il nostro punto di riferimento è il giornalismo anglosassone, maestro di autonomia e indipendenza dal potere politico ed economico e, quindi, pratichiamo il “watchdog journalism“: siamo il “cane da guardia pubblico” a tutela dei cittadini, con una funzione di sorveglianza contro l’illegalità e, comunque, per l’affermazione della piena e incondizionata trasparenza nell’azione amministrativa

A Mola la libertà di stampa viene violata molto spesso dal potere politico e amministrativo: il diritto di critica, sancito dall’art. 21 della Costituzione, è continuamente calpestato dall’azione di un Sindaco incapace di accettare rilievi alla propria azione di governo.

La sua comunicazione è monodirezionale, senza sostanziale contraddittorio: un megafono a senso unico.

Il sindaco Colonna, con Michele Emiliano (a destra) e l’on. Ubaldo Pagano, deputato PD, sul molo di tramontana del porto peschereccio di Mola

La funzione della stampa alla quale anela il Sindaco Colonna è quella di cassetta postale per la pubblicazione di comunicati autoreferenziali; e guai se si prova a formulare rilievi e a indicare incongruenze, errori, illegittimità amministrative o a sindacare su scelte di governo.

Ci è già stato detto di tutto e di più: e quindi a parere del Sindaco e di alcuni amministratori “Mola Libera” non è un giornale serio, non approfondisce, non si documenta, spara nel mucchio, fomenta un clima di odio, aizza i cittadini, ecc. ecc.. 

Ci è stato anche imposto il silenzio. E’ diventato ormai celebre il perentorio divieto dell’Assessora Tarsitano rivolto a chi scrive, in una riunione pubblica alla presenza di un centinaio di persone: “Dott. Laterza, Lei non deve esprimere opinioni! La deve smettere di esprimere delle opinioni personali!”

Elvira Tarsitano, Assessora all’Ambiente del Comune di Mola

Ovviamente, ogni volta che vengono pronunciate queste affermazioni, al contrario, aumenta la nostra volontà di andare avanti e di non demordere e, anzi, di migliorare ulteriormente la nostra già ben conosciuta e apprezzata capacità di studio, di approfondimento e di analisi dei problemi, proprio perchè “Mola Libera” giudica soltanto sui fatti e sugli atti, senza pre-giudizi, tanto da aver riservato, di recente, un giudizio positivo ai provvedimenti adottati dalla stessa Assessora Tarsitano in materia di “monitoraggio ambientale”:

https://www.molalibera.it/2021/12/24/abbandono-rifiuti-e-roghi-tossici-valide-le-misure-adottate-dalla-giunta-comunale-ora-la-prova-dei-fatti/

Ecco perchè, dopo i nostri recenti disvelamenti sulle inerzie tenute nel corso della vicenda Martucci dal Sindaco di Mola e dal Tavolo tecnico intercomunale, abbiamo ora puntato la nostra attenzione su un atto amministrativo apparentemente poco significativo, e che, invece, rivela una concezione profondamente sbagliata della funzione di governo cittadino.

Naturalmente, si obietterà che le determinazioni, in linguaggio corrente “determine”, vengono elaborate e firmate dai funzionari competenti per settore e che, quindi, in capo ad essi vi è ogni responsabilità.

Tuttavia, non bisogna essere fini intenditori di diritto amministrativo per comprendere che, dietro gli atti dei funzionari, vi è il potere di indirizzo e di “ispirazione” dei politici al governo: e, quindi, del Sindaco e degli Assessori competenti per materia.

E veniamo alla materia del contendere: nei giorni scorsi, il Sindaco ha pubblicato sulla sua pagina Facebook una notizia da tempo attesa. L’iniziativa amministrativa per ridare funzionalità e dignità a quel tratto che chiude il lungomare sud, a Cala Loreto.

Si sa bene che da troppi anni – al governo cittadino, già a quei tempi, vi era l’attuale Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Nico Berlen – alcuni pilastrini (o colonnine) del lungomare di Loreto si presentano ammalorati, decapitati, insomma assolutamente da sostituire, con i relativi tubolari, corrosi e distrutti.

Nico Berlen in veste di Sindaco nel quinquennio 2005-2010 e di Assessore ad interim di Urbanistica e Lavori pubblici.

All’incirca più di un anno e mezzo fa, l’Assessore Berlen, nel rispondere ad un’interrogazione del consigliere Michele Daniele, affermò che si trattava di questione di una settimana al massimo: i nuovi pilastrini, a suo dire, erano in arrivo e presto sarebbero stati installati in sostituzione di quelli rotti e ammalorati.

Il tempo però passava senza che la promessa dell’Assessore Berlen trovasse attuazione. E peraltro non veniva chiarito chi fosse il fornitore e a quali prezzi e condizioni si stesse procedendo. Insomma, la solita nebulosa alla quale siamo stati purtroppo abituati da una concezione “creativa” dell’urbanistica e dei lavori pubblici comunali.

Ora, dopo un notevole lasso di tempo, il Sindaco Colonna, sulla sua pagina Facebook, ha lanciato la notizia tanto attesa dai cittadini, davvero stanchi di vedere transennata da anni quella parte di lungomare.

Infatti, il 29 dicembre 2021, così il Sindaco ha scritto, corredando il testo con il frontespizio della determina comunale citata:

“Ogni volta che passo da Loreto è come riascoltare la voce dei tanti concittadini che, giustamente, chiedono da tempo, da anni, il ripristino delle colonnine. Ce l’abbiamo fatta! Il 2022 sarà l’anno dei lavori di messa in sicurezza e riqualificazione di uno dei punti più belli della nostra città, il nostro “affaccio sul mare”.”
 
Pilastrini decapitati e ammalorati sul lungomare di Cala Loreto da sostituire
 
Naturalmente, la notizia è stata accolta con viva soddisfazione dai lettori di Facebook e, ovviamente, “Mola Libera” l’ha ripresa e rilanciata sul suo canale social.
 
Tuttavia, come è costume di ogni organo d’informazione che non si limiti a fare un “condividi” di notizie provenienti da altre fonti, il nostro giornale ha voluto esaminare la determinazione n. 181 del 27-12-2021 firmata dal Capo Settore Lavori pubblici – Servizio Manutenzioni.
 

Ed è a seguito di questa lettura che “Mola Libera” ha pubblicato alcuni articoli brevi sulla sua pagina Facebook, collegata a questo sito on line, allertando i lettori sulla cifra impegnata per l’esecuzione dei lavori annunciati dal Sindaco.

Una cifra complessiva di 100 mila euro, di cui 60.000,00 per i lavori da mettere a gara, oltre a 10 mila euro per gli oneri di sicurezza, e 30.000 euro per IVA, spese tecniche, ecc..

Ad una prima analisi, anche a molti lettori, il valore è sembrato spropositato rispetto alle attività da eseguire, annunciate nella determina e confermate dal Sindaco in uno scambio di commenti: sostituzione di alcune colonnine e balaustre (tubolari) e rifacimento del tratto di marciapiede antistante.

Tuttavia, come sempre più spesso gli accade, il Sindaco Colonna perde il senso delle proporzioni quando vengono mossi rilievi e richieste di chiarimento ai provvedimenti amministrativi della sua Amministrazione e/o degli Uffici comunali.

E quindi parte, senza equilibrio alcuno, nell’accusare il reprobo di turno.
 
Lo fa spesso in Consiglio comunale, ma si esibisce in queste intemerate anche contro semplici cittadini che commentano sulla sua pagina Facebook.
 
E ovviamente non mancano i suoi insulti al nostro giornale, reo di guardare dentro e dietro i provvedimenti amministrativi.
 
Ed è così che il Sindaco ci ha accusato di scrivere a vanvera, di non approfondire, insomma di non essere un giornale serio.
 
Ecco le sue precise parole di fronte ai nostri primi dubbi: “Andrea Laterza lei parla senza conoscere i fatti e senza approfondire come dovrebbe fare un giornalista serio. Lei Continua ad accusare senza alcuna prova, ad aizzare i cittadini, a tollerare commenti diffamatori. Fortunatamente lei appartiene ad una minoranza molto residuale di molesi.”
 
Sfortunatamente per il Sindaco, Mola Libera aveva già approfondito presso l’attività di altri Comuni, di primario livello, quale quello di Bari. Da qui, il motivo della nostra corretta insistenza nel richiedere spiegazioni che, invece, Colonna respingeva sdegnosamente.
 
E, infatti, ecco cosa abbiamo scoperto in un documento del Comune di Bari Municipio 5 (che, tra le altre località, comprende quelle di Palese e Santo Spirito, affacciate sul mare).
 
Il lungomare di Santo Spirito, con colonnine del tutto analoghe a quelle del tratto molese che si affaccia su Cala Loreto. Per il Comune di Bari, sostituire una di quelle colonnine ha un costo di fornitura, compreso di posa in opera, pari a 400 euro ciascuna
Si tratta dell’accordo quadro triennale per la manutenzione dei marciapiedi e delle strade.
 
Qui, il documento completo:
 
(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)
 
 
Ebbene, tra il materiale previsto per manutenzioni e sostituzioni, ecco che spuntano anche i pilastrini in pietra del lungomare.
 
Riportiamo precisamente dal documento:
 
 
ART. 188 – Pilastrini in pietra da taglio
Fornitura e posa in opera di pilastrini in pietra da taglio delle cave di Trani o Bisceglie, per pilastrini simili agli esistenti alle ringhiere del Lungomare, a quattro facce di lato di circa cm. 30 e, dell’altezza minima di m. 1,40, in opera completa di fori (o senza per uso come dissuasori) per l’inserimento delle tubazioni con l’onere dell’innesto delle stesse, sigillatura eventuale, bocciardata delle quattro facce, realizzazione di cuspide alla sommità. Il tutto a regola d’arte e secondo le prescrizioni o disegni della D.L. –
Cadauna € 400,00
 
Sì, egregi lettori, avete capito bene: la fornitura e posa in opera dei pilastrini eventualmente da sostituire sul Lungomare di Santo Spirito (del tutto analogo a quello di Mola – Loreto) ha un costo di 400,00 euro cadauno.
 
Non è difficile capire che, con una semplice divisione, con i 60.000,00 euro previsti si possono acquistare e mettere in opera ben 150 pilastrini!!!
 
E non sarà difficile capire che anche aggiungendovi i tubolari… i 60 mila euro impegnati solo per i lavori sono una somma spropositata e ingiustificabile.
 
Ecco, infatti, sempre dallo stesso capitolato del Comune di Bari:
 
 
ART. 171 – Tubi “MANNESMANN” zincato
Fornitura e posa in opera di tubi “MANNESMANN” zincato del diametro di cm. 6 per ringhiera al Lungomare. – al chilogrammo € 6,00
 
In sostanza, si tratta di sostituire poche unità di pilastrini, con relativi tubolari, probabilmente non più di una decina, in base all’osservazione diretta. E ognuno può fare da sè le moltiplicazioni che, a far tanto, per la fornitura e la posa in opera non costerebbero più di alcune migliaia di euro, anche tenuto conto che i tubolari da accoppiare sono cavi all’interno e non presentano quindi un peso significativo.
 
A ciò va aggiunto il rifacimento del marciapiede antistante: si tratta di una lunghezza di circa 100 metri per una larghezza di una sessantina di centimetri: dal circolo della Vela al termine della passeggiata con i pilastrini.
 
Anche in questo caso si tratta di cifre tutto sommato contenute, certamente non superiori, allo stesso modo, cioè ad alcune migliaia di euro.
 
Naturalmente, un calcolo preciso può essere fatto soltanto sulla base di un documento progettuale redatto dall’Ufficio tecnico comunale.
 
In questo caso è infatti, per i Comuni, l’Ufficio Tecnico comunale che, effettuato il sopralluogo, elabora un progetto con lo sviluppo dei costi.
 
Tale progetto – che consta di tre fasi: preliminare, definitivo e, in base alla tipologia e stima dei costi, esecutivo – è posto alla base di un impegno di spesa in un capitolo di bilancio, laddove esista già la previsione, al fine, quindi, di procedere alla relativa gara d’appalto e, infine, esperita la gara (che può avere diverse forme e modalità: dipende dalla tipologia e dall’entità dei lavori), si procede alla stipula contrattuale e, quindi, all’erogazione della spesa verso il contraente beneficiario.
 
Queste sono le norme che presiedono alla buona amministrazione e che trovano il loro fondamento nella normativa sugli Enti Locali.
 
A tal proposito, vediamo se e come il Comune di Mola ha adempiuto in tal senso.
 
Ecco la determina relativa al caso di specie, come pubblicata sull’Albo pretorio on line del Comune di Mola:
 
(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)
 

Vi è innanzitutto da chiarire che il Sindaco, oltre alla sua razione di insulti verso il nostro giornale, così ha scritto in proposito sulla sua pagina Facebook, entrando finalmente nel merito, al di là del semplice annuncio propagandistico.

Ecco le precise parole del Sindaco in risposta alle obiezioni dei suoi lettori e quanto “Mola Libera” andava, nel frattempo, pubblicando. Vediamole punto per punto:
 
𝟏. 𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚 𝟏𝟎𝟎.𝟎𝟎𝟎€.
Come si può leggere dalla determina che vi allego l’importo dei lavori è di 70.000€. Questa somma (viene scritto nella stessa determina) è calcolata in base ad una “𝐬𝐭𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢 – 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐥𝐞𝐧𝐜𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟏𝟗”.
𝐿𝑎 𝐷𝐸𝑇𝐸𝑅𝑀𝐼𝑁𝐴 𝑁𝑂𝑁 𝐴𝑃𝑃𝑅𝑂𝑉𝐴 𝐼𝐿 𝑃𝑅𝑂𝐺𝐸𝑇𝑇𝑂 𝑀𝐴 𝐼𝑀𝑃𝐸𝐺𝑁𝐴 𝐿𝐴 𝑆𝑃𝐸𝑆𝐴, operazione da fare entro l’anno per non far confluire le risorse nei residui di bilancio e renderle quindi inutilizzabili nell’immediato!
L’Ufficio predisporrà il progetto e 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 che sarà poi oggetto della procedura di affidamento previa adozione di SUCCESSIVI ATTI AMMINISTRATIVI.
𝐒𝐨𝐥𝐨 𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐩𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐯𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨.
 
Ma le cose stanno esattamente così?
 
Niente affatto e vediamo a tal proposito perchè, sviluppando la premessa di cui si è già detto in relazione ai corretti criteri di gestione della spesa pubblica.
 
Rispondiamo, quindi, al punto 1) delle affermazioni del Sindaco:
 
L’impegno di spesa non può essere aleatorio o sparando numeri a casaccio senza fondamento. Deve rispondere alla procedura di cui all’art. 183 D.Lgs. 267/2000.
 
In particolare, in questo caso non si può parlare di “impegno di spesa” (come invece contenuto nella determina del Settore Lavori pubblici del Comune di Mola), poichè non esiste già la previsione di spesa specifica in bilancio, ma si deve intendere invece “prenotazione di impegno di spesa”, come da comma 3 dell’art. 183 D.Lgs. 267/2000 sopra citato.
 
Infatti, l’impegno di spesa riguarda la procedura di cui al comma 1 di tale articolo, con la quale è “determinata la somma da pagare, determinato il soggetto creditore, indicata la ragione e la relativa scadenza e viene costituito il vincolo sulle previsioni di bilancio, nell’ambito della disponibilità finanziaria”.
 
Quindi, vi è già un primo, notevole errore da matita blu, nella determina pubblicata e un’evidente dose di non conoscenza delle disposizioni amministrative da parte del Sindaco di Mola.
 
In ogni caso, la “prenotazione di impegno di spesa” non può esimersi dall’essere determinata in base ad un progetto di spesa, con la quantificazione della somma da prenotare concretamente a bilancio, dando atto, nella determina di prenotazione, che la somma verrà formalmente impegnata con il provvedimento di aggiudicazione, detratti gli eventuali ribassi ottenuti.
 
Tale somma così prenotata servirà quindi ad esperire la gara pubblica per l’affidamento dell’appalto, mettendo la somma che scaturisce dal progetto a base d’asta, soggetta a ribasso, e aggiungendovi gli oneri per la sicurezza (che vengono calcolati in base a specifici parametri normativi), quest’ultima somma non è invece soggetta a ribasso.
 
L’atto di prenotazione di impegno di spesa può già contenere la determinazione a contrarre, in base all’art. 32 co. 2 del D.Lgs. 50/2016, “individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte”, in specie se si tratta di importi sotto soglia, anche attivando la procedura di scelta attraverso il MEPA, Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione.
 
Ma è in tal modo che si è comportata la determinazione n. 181 del 27/12/2021 avente ad oggetto: “Lavori di messa in sicurezza e riqualificazione delle colonnine e balaustre sulla via Loreto, affaccio sul mare. Impegno di spesa”
 
Niente affatto, come si è già detto. Infatti:
 
a) Innanzitutto, questo provvedimento amministrativo confonde la “prenotazione di impegno di spesa”, con l’impegno di spesa
 
b) Non ha alla sua base una quantificazione delle somme per lavori da mettere a gara che provenga da un progetto, non necessariamente esecutivo (come da ultime disposizioni di legge), ma che sicuramente deve essere definitivo.
 
c) Mancano quindi tutti gli elementi che possano concorrere alla quantificazione della somma da evidenziare nella “prenotazione di spesa” per i contratti di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria: relazione generale, elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste, computo metrico-estimativo, piano di sicurezza e di coordinamento con l’individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso.
 
d) Nella determina in questione è stata invece assunta una “stima sommaria dei lavori – sulla scorta dell’elenco prezzi Regionale 2019 approvato con D.G.R. n. 611 del 29/03/19 ai sensi del disposto contenuto nell’art. 13 della L.R. 11 maggio 2001 n. 13 e ss. mm e ii. – dell’importo pari ad € 70.000,00 (compreso oneri di sicurezza pari ad € 10.000,00 non soggetti a ribasso) oltre IVA al 22% pari ad € 15.400,00.”
 
e) Tale stima sommaria dei lavori non solo è insufficiente a determinare la prenotazione dell’impegno di spesa, ma NON è stata neppure allegata e nemmeno viene indicato a quale voce (o voci) dell’elenco prezzi della Regione Puglia si fa riferimento per il calcolo di € 60.000,00 di lavori da mettere in gara, assoggettati a ribasso, oltre ai 10.000 euro per gli oneri di sicurezza.
 
Qui, per ogni completezza, pubblichiamo di seguito il file con l’elenco prezzi regionale. Come ogni lettore potrà ben rendersi conto, se non viene chiaramente esplicitato il riferimento adottato diventa sostanzialmente impossibile identificare le voci di costo prese a base di calcolo:
 
(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)
 
 
Quindi, in definitiva, sotto questo essenziale e determinante profilo amministrativo la determina in questione è assolutamente viziata da grave illegittimità.
 
E pertanto andrebbe revocata al più presto in autotutela dal funzionario che l’ha emessa.
 
Ricordiamo che “l’autotutela decisoria è il potere della pubblica amministrazione di riesaminare, senza l’intervento del giudice, i propri atti sul piano della legittimità, al fine di confermarli, modificarli o annullarli.”
 
Non sfugge, a tal proposito, il potere di influenza che il Sindaco e l’Assessore competente in materia possono avere sul funzionario: così come è stata chiesta, sotto il profilo politico, l’emanazione di tale determina da Colonna e da Berlen, altrettanto gli stessi amministratori possono richiedere la revisione dell’atto viziato da chiara illegittimità, sempre che, naturalmente, vogliano rendersene conto.
 
f) Il Sindaco poi, nel concludere su questo primo punto, oltre a continuare nel dimostrare di avere una grande confusione in testa sulle norme relative alla natura legislativa dell’impegno di spesa, fa poi un’ammissione assolutamente contraddittoria che riportiamo nuovamente per la miglior comprensione del lettore.
 
Scrive, infatti, Colonna: “L’Ufficio predisporrà il progetto e 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 che sarà poi oggetto della procedura di affidamento previa adozione di SUCCESSIVI ATTI AMMINISTRATIVI. 𝐒𝐨𝐥𝐨 𝐚 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐩𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐫𝐚̀ 𝐯𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨.”
 
Come abbiamo visto, invece, il progetto andava redatto a monte dall’Ufficio tecnico comunale.
 
Ma vi è molto di più nella visione confusionaria del Sindaco: come esamineremo più avanti, il contenuto della determina prima e le parole di Colonna poi, spiegano che il progetto per l’esecuzione dei lavori non verrà redatto dall’Ufficio tecnico comunale, bensì da un architetto da scegliere con apposita procedura. E quindi, come avrebbe detto Antonio Dipietro, “che c’azzecca” ora l’Ufficio tecnico evocato da Colonna?
 
E non solo.
 
La determina stabilisce un comando preciso allo stesso ufficio che l’ha emanata: l’obbligo a contrarre sul MEPA, Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, in base allo stesso atto, SENZA provvedimenti aggiuntivi e successivi.
 
Ecco infatti, cosa è riportato nella determina: 
 
“Disporre – ad avvenuta esecutività – l’espletamento di apposita trattativa sul Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione, per la conclusione del contratto”. 
 
Va chiarito che la determina è già esecutiva perchè ha ottenuto il visto di regolarità contabile del responsabile finanziario dell’Ente.
 
A tal proposito, davvero non si capisce come il predetto funzionario abbia potuto esprimersi positivamente su un provvedimento così palesemente incongruo e sprovvisto di plausibilità amministrativa.
 
In merito, si spera che si esprima il Collegio dei Revisori dei Conti: esso, infatti, dovrebbe avvertire il bisogno di impartire un severo monito agli amministratori e ai funzionari comunali nel rispettare le norme in maniera fedele, senza interpretazioni e applicazioni all’impronta.
 
Quindi, concludendo su questo punto, il Sindaco quanto meno non ha compreso che questa determina, sostanzialmente illegittima, andrà già in gara, così com’è: quindi con € 60.000,00 soggetti a ribasso, oltre a € 10.000,00 per oneri di sicurezza, con calcoli non solo NON esplicitati compiutamente ma neppure evidenziati, nè allegati, nella loro “stima sommaria”.
 
Peraltro, ai 70.000,00 euro si aggiungono 30.000,00 euro tra IVA e altri costi, di cui almeno alcuni, non ben specificati, come il calcolo delle spese tecniche (di progettazione, direzione dei lavori, collaudo e coordinamento della sicurezza) da effettuare sulla base dei parametri riportati dal D.M. 17/6/2016: a chi andranno, per un totale previsto di € 10.379,88?
 
Si presume all’architetto che verrà scelto anch’esso con procedura MEPA, come stabilisce la confusionaria determinazione.
 
Ma tali costi non potevano invece essere risparmiati, tenuto conto che esistono risorse interne all’Ufficio tecnico comunale già stipendiate dalla collettività?
 
Inoltre, se la progettazione, direzione dei lavori, collaudo e coordinamento della sicurezza verranno espletate da un architetto esterno, perchè prevedere anche gli incentivi art. 113 D.Lgs. 50/2016, per un importo di € 1.400,00 (il 2% dei lavori previsti, cioè il massimo consentito dalla legge) che, solitamente, sono destinati per le funzioni tecniche svolte dai dipendenti della stazione appaltante (in questo caso il Comune di Mola) in gran parte per le stesse attività?
 
Esaurito questo primo punto delle affermazioni del Sindaco, passiamo al secondo punto delle sue dichiarazioni. Così ha scritto Colonna:
 
𝟐. 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨
L’intervento non prevede solo la sistemazione di colonnine e tubolari ma anche il rifacimento del marciapiede di tutta la zona.
 
Nostra precisazione. Abbiamo già spiegato come il valore dei lavori inserito nel non credibile e fuorviante “impegno di spesa” sia assolutamente non congruo con quanto disciplinato dal Comune di Bari per analoga attività di sostituzione pilastrini e tubolari.
 
Infatti, come abbiamo scritto, ma giova ripeterlo, con la somma di 60.000 euro si potrebbero acquistare e posare in opera ben 150 pilastrini, al posto di una decina necessari. I tubolari, peraltro, hanno costi molto contenuti, come si è visto.
 
Infine, il rifacimento integrale della pavimentazione, compreso di svellimento dell’attuale (anche se in molti punti si presenta integra), in base ai calcoli di un esperto da noi consultato non dovrebbe superare i 5.000 – 6.000 euro complessivi.
 
Peraltro, esistono molti blocchi in pietra (chianche), provenienti dallo smantellamento del vecchio lungomare (accatastati sia nel perimetro della ex scuola elementare di Via Trento che presso l’ex macello comunale)  che potrebbero essere messi in opera, con un forte risparmio sui costi, oltre che per una continuità architettonica del nostro lungomare storico.
 
Ecco ora il terzo punto delle affermazioni del Sindaco Colonna:
 
𝟑. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐱 𝐦𝐚𝐜𝐞𝐥𝐥𝐨
Perchè le colonnine fotografate sono 𝐷𝐼𝑉𝐸𝑅𝑆𝐸 rispetto a quelle che saranno oggetto di intervento di riqualificazione.
 
Nostra considerazione. Le colonnine fotografate nell’ex macello comunale non sembrano diverse, come non lo sembrano neppure quelle accatastate all’interno del perimetro della ex scuola elementare di Via Trento. Tutte fanno parte del vecchio lungomare smantellato con i lavori Urban. In ogni caso, la sostituzione delle attuali, tra decapitate e ammalorate, non dovrebbe superare, come si è già detto, la decina di unità, il cui costo, compreso la posa in opera, come si è già ribadito, è prezzato dal Comune di Bari in 400,00 euro ciascuna.
 
Il quarto punto affrontato dal Sindaco. Ecco cosa ha scritto Colonna:
 
𝟒. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞̀ 𝐜𝐢 𝐬𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚 𝐚𝐝 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨
Ci si affida ad un architetto perchè le colonnine sono un bene vincolato e per interventi analoghi (rifacimento marciapiede di via Manzoni) la Soprintendenza dei Beni Culturali ci ha richiesto espressamente l’intervento di un architetto. A ciò si aggiunge che il nostro Ufficio Tecnico è interessato da decine di importanti procedimenti in corso di attuazione. Non è un caso che i Comuni siano in attesa delle risorse tecniche per l’attuazione delle misure del PNRR ed il nostro Comune stia per pubblicare 3 bandi di concorso pubblici per incrementare il personale.
 
Nostra osservazione. In realtà, la determinazione non fa riferimento ad alcuna prescrizione in tal senso della Soprintendenza. Infatti, così recita l’atto amministrativo in oggetto:
 
“RAVVISATA altresì la necessità di procedere ad affidare incarico ad architetto abilitato, atteso che allo stato attuale, il Settore LL.PP. non dispone di risorse umane e strumentali per garantire adeguatamente le attività, da assoggettare a parere di Enti Pubblici, sovra comunali.”
 
Normalmente, in questi casi, quando invece si fa riferimento alla Soprintendenza si cita un decreto di vincolo da rispettare e, comunque, una precisa richiesta da riportare nell’atto amministrativo.
 
Peraltro, suona assai strana questa improvvisa conversione sulla via di Damasco delle autorità comunali, se proprio poche settimane fa l’Assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Berlen si è “auto sospeso” dall’attività (ma anche dallo stipendio?) per protestare proprio contro le presunte imposizioni della Sovrintendenza sul Piano comunale delle coste… E che il Sindaco è andato a rappresentare, di persona, allo stesso Soprintendente…
 
D’altra parte, a prescindere da un eventuale vincolo (ma non erano vincolate anche le colonnine del vecchio lungomare che Berlen fece radere al suolo senza remissione di peccato?), una progettazione di estrema semplicità, come nel caso di specie, può essere assolutamente assicurata, con tempi molto contenuti, da un addetto all’Ufficio tecnico comunale, con il risparmio di oneri aggiuntivi assolutamente non indispensabili.
 
La determina peraltro è poco credibile su questo punto quando parla di un settore carente perfino di “risorse strumentali”
 
Davvero si vorrebbe far credere che presso l’Ufficio Tecnico comunale non esistono neppure gli strumenti informatici per la redazione di un così banale progetto? Ma davvero si crede che i molesi abbiano tutti l’anello al naso?
 
Infine, il Sindaco così ha concluso:
 
Spero di aver chiarito una volta per tutte la questione, anche per zittire i commenti dei soliti che sembra non attendano altro per insinuare sospetti e diffidenze, insultare e offendere. Qui non ci sono “𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐢𝐧𝐞 𝐝’𝐨𝐫𝐨”, non ci sono “𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐠𝐧𝐚”, il Sindaco non è un “𝐩𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐝𝐢 𝐦***𝐚”. Stiamo lavorando per migliorare il nostro paese e ci stiamo riuscendo con fatica e sacrifici. É il ruolo che ci spetta. Disapprovo totalmente forme di giornalismo asservite al politico di turno ma ribadisco il ruolo importante degli operatori dell’informazione: offrire un servizio ai cittadini per conoscere ed informarsi, non lanciare accuse senza alcun fondamento.
𝐶𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎𝑡𝑒𝑐𝑖, 𝑙𝑒 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑎 𝑛𝑜𝑖 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑚𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑒𝑙𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑒𝑑𝑢𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜.
 
Su queste ultime dichiarazioni, ribadiamo quanto già espresso sulla pagina Facebook di “Mola Libera”: 
 
a) Se qualche lettore si lascia andare a commenti offensivi, procediamo senz’altro alla rimozione non appena ne veniamo a conoscenza.
 
b) I costi delle colonnine, o pilastrini che dir si voglia, previsti nella determina, in realtà, da quanto abbiamo dimostrato, possono essere sicuramente definiti “d’oro”: infatti, 60 mila euro per materiali e posa in opera di colonnine, tubolari e nuovo marciapiede sono assolutamente ingiustificabili.
 
c) “Mola Libera” offre senz’altro, ogni giorno, “un servizio ai cittadini per conoscere ed informarsi” e mai lancia accuse senza alcun fondamento, come qui abbiamo ampiamente dimostrato.
 
d) Le nostre critiche le svolgiamo sempre con educazione e rispetto.
 
Purtroppo, non accade uguale comportamento da parte del Sindaco Colonna e di alcuni amministratori comunali: l’aggressione è metodica con forti tentativi di delegittimazione, fino a raggiungere talvolta vere e proprie incursioni, censurabili sotto il profilo penale, nei confronti della nostra libera attività che, ripetiamo ancora una volta, svolgiamo in maniera assolutamente volontaristica, sopportandone ogni costo.
 
Pertanto, ribadiamo che non subiremo questa campagna orchestrata, con un intuibile obiettivo: privare la cittadinanza di uno strumento di informazione che non sia un mero bollettino di annunci delle mirabolanti gesta del Sindaco Colonna e dell’Assessore Berlen.
 
Con l’auspicio che il 2022 segni un’inversione di tendenza nel comportamento tenuto dal Sindaco di Mola verso gli organi d’informazione, “Mola Libera” ribadisce che, in risposta ai tanti messaggi di solidarietà che ci stanno pervenendo, non defletteremo dal nostro impegno per una vera trasparenza amministrativa, un’autentica partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica, un Comune che sia per davvero “casa di vetro” per tutti i cittadini, nessuno escluso.
 
Buon 2022 con l’Augurio di ogni bene, salute e prosperità a tutti i molesi, in città e ovunque nel mondo!
 
Andiamo avanti!
 

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