Il consigliere Michele Daniele spiega sotto il profilo contabile -amministrativo la “vexata quaestio” del residuo attivo “fantasma” di 438.000 euro. Nonostante la richiesta del Collegio dei Revisori dei Conti di procedere alla sua cancellazione, al fine di restituire veridicità al bilancio comunale, il Sindaco Colonna e l’Assessore Berlen, nell’ultima seduta di Consiglio Comunale, hanno fatto resistenza e si sono esibiti in dichiarazioni poco credibili in materia di contabilità pubblica (“supercazzole“, secondo la definizione dissacrante del consigliere pentastellato). Ecco la nota ricevuta dal nostro giornale.
Riceviamo dal consigliere comunale Michele Daniele (Movimento 5 stelle) e pubblichiamo:
RESIDUI E SUPERCAZZOLE
Il termine supercàzzola è un neologismo metasemantico, che indica un nonsenso, una frase priva di senso logico composta da un insieme casuale di parole reali e/o inesistenti, esposta in modo ingannevolmente forbito e sicuro a interlocutori che, pur non capendo, alla fine la accettano come corretta.
Abbiamo riportato la definizione di Wikipedia del termine supercazzola perchè è esattamente quanto abbiamo pensato nell’ascoltare, sbigottiti, le perorazioni nello scorso consiglio comunale del sindaco Colonna, e degli assessori Berlen e Vincesilao per giustificare l’ennesimo pasticcio causato da questa sciatta amministrazione, questa volta relativa alla questione del residuo fantasma. Ma andiamo per ordine.
Come forse sapete, nello scorso luglio, all’atto dell’approvazione del bilancio consuntivo del 2019, segnalammo una anomalia nella gestione dei residui. Ci fu promesso che avrebbero approfondito e chiarito. Come da ottima tradizione di questa amministrazione, non fu fatto assolutamente niente e quella anomalia si è trascinata sino a trasformarsi in un vero e proprio “buco di bilancio”.

La questione è piuttosto complessa tecnicamente e abbiamo provato ad illustrarla in interventi precedenti. Questa volta proviamo ad illustrarla in termini meno rigorosi, sacrificando un po’ di tecnicismi a favore della comprensibilità.
Allora, i finanziamenti regionali tipicamente funzionano in questo modo: io Regione ti concedo un credito affinchè tu (Comune) possa impegnare dei soldi per la realizzazione di un’opera sulla base di un progetto. Questi soldi sono un massimale, cioè, se l’opera a consuntivo viene a costare di più ce li metti tu, se viene a costare di meno, ovviamente te ne do di meno, perchè ti do i soldi per realizzare quell’opera e non altro.
Ok, sulla base dello schema precedente, intorno al 2003 la Regione concede un finanziamento al Comune di Mola per la realizzazione della rete fognante nella frazione di S. Materno.
L’opera viene realizzata, collaudata e contabilizzata circa 15 anni fa. La contabilità del progetto mostra che l’opera è costata di meno rispetto al finanziamento ricevuto, quindi a bilancio residuano degli avanzi sia lato delle uscite (quello che si doveva spendere) che dal lato delle entrate (quello che si doveva ricevere dalla Regione).
Una sana tenuta della contabilità presupporrebbe che dopo la consuntivazione finale (avvenuta nel 2007) si cancellassero sia i residui lato uscite che i residui lato entrate. In genere si mantiene ancora aperto il procedimento per qualche tempo nel caso vi fosse ancora qualche pagamento in sospeso o magari se si riesce a utilizzare ancora il finanziamento residuo.
Bene, passano 11 anni e ogni anno si mantengono in bilancio sia il residuo passivo (spese potenziali) che il residuo attivo (trasferimento potenziale dalla Regione).
La presenza di entrambi i residui, pur non essendo una pratica encomiabile perchè la legge, dal 2015 in poi, prescrive di verificare annualmente l’attendibilità dei residui, non crea disequilibri in bilancio perchè tanto potrebbe uscire e tanto dovrebbe entrare.
A un certo punto, nei primi mesi del 2019, si decide di fare le “pulizie di primavera” e di cancellare i residui che non siano più esigibili.
Viene cancellato il residuo passivo relativo a ciò che si dovrebbe spendere perchè, non essendoci più niente da spendere, non ha ragione di esistere. Ma, analogamente, non avrebbe ragione di esistere neanche il residuo attivo (la potenziale entrata) perchè la Regione non ci liquiderà mai somme che non si sono spese.
Invece questa entrata, che per quanto detto è inesigibile, viene mantenuta a bilancio, gonfiandolo per un valore di circa 438mila euro, che è il valore residuo del finanziamento concesso originariamente dalla Regione.
Se si fosse cancellata tale entrata inesistente (o se si fosse mantenuta anche la corrispondente uscita inesistente, la cosa non cambia) queste due componenti sarebbero rimaste in equilibrio e il bilancio non ne avrebbe risentito.

Cancellando una sola delle due si crea uno squilibrio che si riflette sia nel bilancio consuntivo 2019, sia nel bilancio preventivo 2020, sia negli equilibri di bilancio e sia sulla copertura dei debiti fuori bilancio, tutti provvedimenti la cui approvazione è viziata dallo squilibrio sui residui.
Avendo evidenziato più volte in Consiglio questi aspetti ed essendo rimasti sempre ignorati, insieme al consigliere Giangrazio Di Rutigliano, lo scorso 7 gennaio abbiamo mandato una segnalazione al Collegio dei Revisori che, a seguito di una veloce istruttoria con gli uffici comunali, hanno riconosciuto che la nostra segnalazione aveva fondamento e prescritto a questa amministrazione di cancellare il suddetto residuo attivo.
(Relazione dei Revisori dei Conti)
(per scorrere il documento, cliccare in basso a sinistra sulle icone con le frecce)
Quanto sopra la sostanza dei fatti. Una lunga serie di superficialità grandi e piccole succedutesi negli anni, con una accelerazione a partire dal 2015 e culminate nell’attuale amministrazione.
Vediamo invece le supercazzole raccontate nella seduta consiliare dello scorso venerdì 29 gennaio, prima dal sindaco Colonna e poi dall’assessore Berlen (l’unico ancora presente dall’epoca dei fatti, insieme al responsabile dell’Ufficio Tecnico ing. Berardi).

Supercazzola #1
Il sindaco esordisce asserendo che quel finanziamento non era vincolato. Che, fuori dal gergo amministrativo, vuol dire che con quel finanziamento si potrebbe, per es., effettuare la riparazione di qualche buca stradale o la costruzione di un bagno pubblico. Falso: quel finanziamento aveva uno specifico vincolo di destinazione per la realizzazione delle opere per cui era stato chiesto e concesso.
Supercazzola #2
Il sindaco ha farfugliato sul principio contabile quattroslashduepuntonovepuntouno secondo cui sarebbe giustificata la cancellazione del residuo passivo.
Ma andando a leggere cosa dice tale punto, al cui interno si legge: “Nel caso in cui l’eliminazione o la riduzione del residuo passivo riguardasse una spesa avente vincolo di destinazione, l’economia conseguente manterrà, per il medesimo ammontare, lo stesso vincolo applicato all’avanzo di amministrazione laddove presente.”
Cosa totalmente differente rispetto a quanto raccontato dal sindaco. Anzi, evidenzia un’ennesima anomalia di questa vicenda: erroneamente, il residuo in questione non è stato inserito tra le somme vincolate del risultato di amministrazione. E questo errore viene preso dall’amministrazione come giustificazione di un altro errore. Fantastico.
Supercazzola #3
Il sindaco ha invece sostenuto la correttezza del mantenimento del residuo attivo, ignorando diversi altri punti dei principi contabili, per esempio questo:
“L’accertamento di entrate aventi vincolo di destinazione comporta la costituzione di impegno di corrispondente ammontare.”
o anche questo:
“Costituiscono quota vincolata del risultato di amministrazione le entrate accertate e le corrispondenti economie di bilancio:
- c) derivanti da trasferimenti erogati a favore dell’ente per una specifica destinazione.”
Che è esattamente il nostro caso: la Regione ha deciso il trasferimento di fondi per una specifica destinazione: la realizzazione della rete fognante.
Supercazzola #4
Dopodichè il sindaco si è prodotto in un colpo di teatro: la “scoperta” pochi giorni fa della mancata acquisizione al protocollo del Comune di Mola di una nota della Regione datata 8 febbraio 2008 (sì, 2008!).
A suo dire la non conoscenza di questa nota ha impedito la chiusura del procedimento e quindi la cancellazione del residuo attivo.
Quindi a causa di questa nota fantasma è corretto il comportamento dell’Ufficio Tecnico che non ha chiuso il procedimento (dal 2007!) e quindi il residuo attivo è da mantenere, nonostante sia ovvio che quei 438mila euro non arriveranno mai.
Detta in altri (raccappriccianti) termini: il non aver indicato l’entrata in questione tra i fondi vincolati (manchevolezza n.1), l’essersi persi la nota della Regione (manchevolezza n.2) e non aver cancellato la somma inesistente (manchevolezza n.3) rappresentano motivi validi per gonfiare il bilancio.
Supercazzola #5
Ma cosa dice quella nota della regione, inviata in accompagnamento alla omologazione delle spese rendicontate? Siccome c’era l’evidenza di una maggiore spesa per spese generali, se il Comune avesse presentato una variante al progetto, la Regione avrebbe liquidato la maggiore spesa. Inutile dire che il Comune non ha mai presentato alcuna variante e la cosa è rimasta a dormire per anni. Eh già… come potevano gli uffici competenti presentare questa variante se la nota della Regione non è mai arrivata? O meglio, è arrivata ma non è mai stata acquisita al protocollo? Sic!
Supercazzola #6
E a causa di questa sconcertante manchevolezza, si mantengono in bilancio soldi che in realtà non ci sono. Quindi il sindaco, trionfante della sua fantasiosa ricostruzione, afferma “assumendosene la responsabilità” che non c’erano le ragioni per cancellare il residuo attivo!
Senza neanche aver verificato se in Regione esiste ancora questa possibilità. Ripetiamo, dopo 13 anni dalla richiesta della Regione.
Supercazzola #7
Il sindaco si è dichiarato non preoccupato di buchi di bilancio perchè sono state accantonate tanti e tali somme da far fronte a qualsiasi imprevisto: oltre 1 milione e duecentomila euro. Ne sono convinto anch’io e ne sono felice per la nostra comunità. Però il sindaco sa, o dovrebbe sapere, che negli atti pubblici la forma è sostanza. E sinchè non si correggono gli atti viziati da quel residuo attivo non cancellato, quegli atti contengo una scopertura di bilancio. Rifiutandosi di farlo, tecnicamente il bilancio è in rosso. Realizzando un vero e proprio capolavoro: nel primo anno completo di amministrazione Colonna, riesce ad andare in rosso pur avendo i soldi. E vanificando l’avanzo monstre di 3,2 milioni di euro lasciatogli in eredità dalle amministrazioni precedenti. Grazie sindaco.
Supercazzola #8
Ma come mai solo qualche giorno fa si è “scoperto” la mancanza della nota inviata dalla Regione (magari semplicemente perchè si è persa o non la si riesce a trovare)? Risposta: perchè solo adesso è stata aperta una procedura formale a causa della richiesta dei revisori. Eh già… perchè le richieste fatte da consiglieri direttamente in Consiglio comunale sono chiacchiere da bar e non sono richieste formali, così come le promesse di approfondimenti fatte dall’assessore lo scorso luglio, sempre in consiglio comunale quindi in ambito massimamente formale.
Supercazzola #9
Quindi non solo il sindaco ha dichiarato che non c’erano le ragioni per cancellare il residuo attivo ma che non ci sono neanche adesso. Contrapponendosi alle indicazioni dello stesso Collegio dei Revisori che invece comunica, letteralmente: “il venir meno delle ragioni tecnico giuridiche dei residui attivi oggetto della comunicazione degli interpellanti ed invita pertanto gli uffici di competenza a porre in atto tutte le iniziative atte alla eliminazione dei residui attivi”. In pratica, i revisori stanno dicendo: cancellate il residuo attivo in questione (come dicevamo noi da tempo) e il sindaco sembra opporsi a tale richiesta. O meglio, vuole ignorarla sino alla messa a punto del prossimo bilancio consuntivo.
Sin qui le supercazzole del sindaco. Che per la verità è solo un principe della supercazzola mentre il re resta, incontrastato, l’assessore Berlen. Ma per l’occasione, essendo in territorio esterno rispetto all’ambito urbanistico, è stato superato dal suo allievo. Comunque qualche supercazzola, se non altro per mantenere alta la bandiera, l’ha infilata anche l’ex sindaco nonchè assessore all’epoca dei fatti. Sentiamo.
Supercazzola #10
L’assessore Berlen ha subito voluto chiarire, smentendo il suo sindaco, che in realtà ci si è subito mossi per chiarire l’anomalia senza aspettare l’intervento dei revisori. E questo l’apprendiamo magicamente a posteriori. Perchè mentre le varie interpellanze si susseguivano sino al mese scorso, niente ci veniva riferito di tutto questo attivarsi per chiarire la questione.
Supercazzola #11
Sempre l’assessore all’Urbanistica ha dichiarato che “non è usuale” che si cancelli il residuo passivo senza cancellare l’associato residuo attivo, ma è possibile. Provando così a trasferire anche in campo contabile la sua creatività tipica del campo urbanistico. Egregio assessore, se il trasferimento ha vincolo di destinazione non solo non è usuale ma è proprio impossibile.
Supercazzola #12
Per giustificare i ritardi della risposta alla nostra segnalazione fatta lo scorso luglio, ha argomentato che in Regione non ci sono più i funzionari dell’epoca e che hanno dovuto recuperare il fascicolo addirittura da un’altra sede. Come se le conoscenze di un Ente pubblico non fossero nei processi e nei sistemi informativi ma seppelliti all’interno di singole persone che, andate via queste, le informazioni vengono perse.
In realtà l’unica domanda seria da porre in Regione era, ed è: avete ancora come residuo passivo quei 438mila euro? Se sì, la Regione li ha nei propri sistemi informativi attuali, perchè anche la Regione deve effettuare il riaccertamento anno per anno. Quindi un’operazione banalissima. Di cui, nonostante tutto l’attivismo proclamato dall’assessore, non sappiamo ancora gli esiti.
Supercazzola #13
Ma soprattutto l’assessore ci ha svelato quant’è il valore della presunta maggiore spesa che sarebbe stato possibile recuperare se il Comune avesse presentata la variante al quadro economico: 7mila euro. Quindi, bene che potesse andare, il residuo attivo si sarebbe potuto ridurre a 7mila euro anzichè cancellarlo.
Vorremmo sommessamente ricordare all’assessore Berlen e soprattutto al sindaco, che i principi contabili vanno applicati tutti, per esempio al punto 3.1 del documento da lui stesso citato, relativo all’accertamento (e riaccertamento) dell’entrata si asserisce che:
L’accertamento costituisce la fase dell’entrata attraverso la quale sono verificati e attestati dal soggetto cui è affidata la gestione:
- a) la ragione del credito;
- b) il titolo giuridico che supporta il credito;
- c) l’individuazione del soggetto debitore;
- d) l’ammontare del credito;
- e) la relativa scadenza.
Quindi l’ammontare del credito citato al punto d), in sede di riaccertamento doveva essere ridotto a 7mila euro (se si conosceva la nota della Regione) o a zero se non la si conosceva, come asserito dal sindaco.
Con un conseguente buco di bilancio di 431mila euro anzichè 438mila euro. Tutte le considerazioni precedenti non cambiano di una virgola ma solo di questa piccola differenza quantitativa.
Supercazzola #14
L’assessore, da consumato politico di lunga militanza, termina il suo intervento con toni concilianti, invitando alla collaborazione da parte di tutti e alla condivisione di eventuali problematiche riscontrate. Esattamente quello che avevamo fatto con la nostra segnalazione, totalmente ignorata tant’è che siamo stati obbligati a rivolgerci all’Organo di Revisione.
Supercazzola #15
Il responsabile ufficiale, l’assessore al bilancio Vincesilao, non ha praticamente toccato palla in questa gara tra sindaco e assessore Berlen. Ha provato ad inserirsi con un intervento di cui non si è capito assolutamente niente di quello che abbia voluto dire tant’è che non riusciamo neanche a farne un riassunto. In puro spirito da supercazzola, comunque.
Chiediamo scusa per il tono scherzoso con cui abbiamo provato a rendere meno pesanti le considerazioni su questioni tecniche complesse. Ma davvero, giunti alla fine di questa lunga ricostruzione (e ringraziamo i pochi lettori che sono riusciti ad arrivare sino a questo punto), non possiamo che restare sgomenti del perchè l’amministrazione si ostini a fare resistenza nell’effettuare le variazioni necessarie alla luce di quanto emerso e a regolarizzare gli atti viziati dal residuo fantasma.
Come diceva il profeta Quelo: “La risposta non è da cercare fuori. La risposta è dentro di te. Ma è sbagliata”.





