La propensione al versare poeticamente ondeggia ritmica tra le pagine dove alcune frasi appaiono sibilline e possibilità di riflessione tra viaggi reali e immaginati, tra tempo passato e tempo della consapevolezza.
La storia di Cosimo e Anna sua madre è la storia simbolo di tanti emigrati che negli anni sessanta, sulla scia di tanti assetati di futuro migliore hanno raccolto in una valigia se stessi per realizzare sogni di Speranza.
Il viaggio è un cammino amaro fatto di sacrifici che schiacciano i sogni come insetti nei mesi torridi e li ghiacciano in quelli bui e freddi, ma l’intraprendenza è la via della consapevolezza.
Quando si parte, nei fardelli dell’essenziale ci sono i semi della propria cultura, della tradizione e l’incontro con l’altro, dall’altro capo del mondo, mette a fuoco l’identità, le tradizioni rappresentate dal dialetto, da foto di santi o foto di scorci del paese d’origine.
Attraversare l’oceano è come rompere le acque della monotonia per confrontarsi con realtà diverse senza perdere la bussola e scoprire il bello, il buono e la dolcezza.
Cosimo, attraverso le pagine di Giuseppe Gervasi, diviene l’esempio di tanti emigranti italiani che hanno imparato l’arte della complementarietà, della congiunzione e la capacità di trovare negli occhi di Marisol che diventerà sua moglie il sentiero per un nuovo disegno, la compagna che sa tessere il ritorno in Italia!
Partire è ritornare senza essere schiavi del ricordo, pronti ad apprezzare e riaccendere le luci in paese scandito dai ritmi delle stagioni dell’olio e del vino per farne un luogo dove assaporare i doni della terra e superare la grettezza di quanti vanno la domenica in chiesa e il resto dei giorni della settimana negli inferni mimetizzati dalle mura di facciata. La casa si costruisce attorno a un unico muro, quello della memoria.
Nel testo di Giuseppe Gervasi ci sono pagine di denuncia delle contraddizioni, quelle che costringono la Verità a farsi falena che si muove nelle pieghe della notte, ma sono un invito a divenire farfalla dalle ali coloratissime che sulle spalle di Angela, vittima di abusi, insieme al suo Amore riescono a superare le paludi del dolore e della malinconia e fare di Riace il trampolino per incontrare il mare.




